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Arriva “CASA NOSTRA” il nuovo dolce-potente brano di LEINER

Il brivido è immenso e immediato. Una lettera pubblica, cantata come se fosse scritta al proprio amore. Ascoltare questo brano è una meraviglia. Una sonorità tranquilla, costante, che si fa cantare subito.
Un uomo cammina su una terra che non era sua, ma che è di tutti, è del mondo, e quindi deve essere protetta, perchè è la nostra casa.
L’ascoltatore entra subito in sintonia con il ritornello del brano e lo fa suo. Non solo la protezione di un uomo verso la sua libertà, la sua vita, ma lo sguardo di questo stesso uomo al cielo, a guardare Dio, sorridegli con ritrovata serenità, ringraziarlo e promettegli la sua lotta a proteggere questo dono.

Guarda il Video: https://www.youtube.com/watch?v=pmt3fKMpba4&feature=youtu.be

“Casa nostra” è un brano che nasce dalla spontanea necessità di Leiner di parlare della sua infanzia, in particolare del fatto che sia stato adottato. È una canzone che abbraccia vari generi musicali, passa dall’elettro-pop alla musica anni ‘80, con qualche influenza gospel.
Il titolo stesso descrive la cosa più bella che possa essergli capitata, ovvero avere una casa, che ha potuto definire sua e avere finalmente una nuova famiglia.


Spiega l’artista a proposito del suo nuovo inedito: «Con questo brano spero di poter riportare gli ascoltatori indietro nel tempo, alla loro infanzia o a qualsiasi altro momento che abbia toccato la loro esistenza, generando così serenità e gratitudine. In questo modo le persone potranno conoscere quella parte vulnerabile e sensibile di me di cui non ho mai parlato.
Spero che a chiunque ascolti questa canzone arrivi un messaggio forte e chiaro: non sentitevi mai soli, il destino riserva sempre ad ognuno di noi una seconda possibilità».


Il videoclip ufficiale del brano diretto da Antonio de bonis con la direzione immagine di Elisa Marangon, negli anni Leiner ha avuto la cura di conservare un video a lui molto caro, ovvero quello dell’incontro con la sua famiglia adottiva, e dentro di lui sapeva che un giorno avrebbe avuto l’occasione di utilizzarlo.
Terminate le registrazioni del brano “Casa Nostra”, era chiaro che il momento era arrivato. Ma oltre alla sua testimonianza, e grazie a Manuel Bragonzi, anche lui adottato nonché presidente di varie associazioni legate al tema, sono riusciti a raccogliere altre testimonianze video di famiglie in Italia che hanno intrapreso il suo stesso percorso.


Grazie ad Antonio De Bonis ed Elisa Marangon alla regia, sono riusciti a trasmettere al meglio l’anima di questa canzone. Davvero molto interessante rivedersi nello stesso video diciassette anni dopo, ma con gli stessi occhi e la stessa voglia di rendere importante è sempre più piena questa “seconda” vita che gli è stata donata.

Biografia
Leiner (Apartado, Colombia, 23 giugno 1997) dimostra fin da piccolo una grande passione e inclinazione per la musica e il ballo. Entra a fare parte del gruppo vicentino di danza hip-hop “Brown Sugar”, con cui vince numerose gare internazionali e si aggiudica diversi riconoscimenti personali. Inizia fin da subito a studiare canto e pianoforte, oltre che a prendere lezioni di batteria.


Già dal 2013 l’artista inizia a scrivere e comporre canzoni proprie, prima in inglese, poi in italiano e spagnolo.
Nel mese di ottobre del 2014, Leiner passa le varie selezioni e partecipa all’ottava edizione del programma televisivo X Factor, riuscendo ad arrivare alle semi-finale della gara presentando il brano inedito dal titolo “Tutto quello che ci resta”, uscito come primo singolo per Sony Music.
Da settembre 2015 fino a marzo 2017 entra a fare parte come cantante del gruppo Dear Jack partecipando al Festival di Sanremo 2016 con il brano “Mezzo Respiro” e al “Mezzo Respiro” Tour in tutta Italia.


Nel novembre 2017 entra a far parte del Cast del Musical “Madagascar” e nel 2019 nel musical “Priscilla la regina del deserto”. Dal 2020 torna grazie all’etichetta GreyLight Records nelle scene musicali con il suo primo lavoro da solista.

Arriva la mia Vita

Camminando nella pineta selvatica
intravedevo la lunga spiaggia
e il mare, che arrivava a me,
spinto dalla brezza,
che attraversava la pineta
per essere rinfrescata anche lei dalla natura
e dall’abbraccio di quelle piante,
per poi sfiorarmi e lasciarmi un bacio.

Arrivato alla spiaggia
vidi un cavallo bianco, con il pelo sporco di sabbia,
ma la lunga criniera bianca come le nuvole.

Il cavallo galoppava nervoso, verso me,
ma non era cattivo.
Mi si fermò davanti con i suoi occhi lucidi
e spingendomi col muso
mi invitò a cavalcarlo.

Era la vita, che era passata a prendermi.

Le medaglie della Vita

Mio papà non stava bene,
erano giorni che era via.
Era chiuso in ospedale,
ma non sapevo nulla più.

Erano i giorni delle medaglie:
una l’ho vinta a correre in campo
ed era quella che volevo vedesse,
altre erano da appendere al collo
e che mio padre dava in omaggio
con quelle biro con l’inchiostro,
che con la gomma andava via.

Erano belle, con tanti animali,
che cambiavano colore.
Le mettevi al collo e diventavano blu,
se le toglievi diventavano verdi
e se le mettevi al freddo
non li vedevi più.
Le presi un po’
e poi di più,
per poi vedere che il mio papà
non c’era più.

Erano medaglie; volevo regalarle,
ma come tombe egizie
mi fecero del male.
Un luccichio, un colore,
in cambio dell’amore,
che ritroverò più tardi.

Molto tempo da quel giorno,
da quegli animali belli,
che mi hanno seppellito,
come l’urlo del mio cuore,
che potevo solo sentire.
Solo io, nulla più,
per decenni col bavaglio
e la colpa dentro me.

Ti prego Gesù Cristo,
fallo tornare a me.
Non volevo, non sapevo;
volevo solo regalarle
agli amici e all’amore
per sentirmi un po’ più bravo
o sentire meno male.
Io ti chiedo il tuo perdono,
te lo chiedo giù in ginocchio,
chiuso dentro un magazzino,
tutto solo e di nascosto.

Te lo chiedo a bassavoce,
perchè ora sono solo,
sono solo più di prima,
solo, bimbo, ed impaurito,
col dolore lancinante,
che mi sale dalla gola
e mi esce giù dagli occhi.

Te lo chiedo, mio Signore,
perchè non lo farò più,
ma ti prego, ti scongiuro,
fai tornare il mio papà.
Fa che io ritorni in casa
e che veda il mio papà
stare bene come prima.
Io ti prego, ti scongiuro,
guarda come piange un bimbo,
che ora sa come si piange
e si sente abbandonato.

So che non è colpa mia
se papà è andato via,
ma un bambino può morire
se si tiene tutto dentro;
io l’ho fatto per un pò
e poi son passati gli anni.

Ora l’uomo che ti prega
un regalo lo fa a te:
ti ricorda quella sera
in cui ti pregava piano
e guardandoti negli occhi
ti consegna quel sacchetto
di medaglie luccicose:…

…portale a papà.