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Lo “Stato di Natura” di Francesca Michielin e i Maneskin

“Stato di Natura”, la riuscita di un esperimento Forte, unico. Rap femminile potente e fluido. Tutt’altra cosa dei soliti rap commerciali e troppo veloci rispetto al suono che li accompagnano. Francesca Michielin mi accende un fuoco interno, come se sentissi per la prima volta una forza musicale cosi potente.

Francesca Michielin abbraccia i Maneskin e ne esce una stretta forte e bellissima.

Un brano bellissimo, da cantare e ballare, seguendo senza problemi il tutto. Musica, testo. Un progetto nuovo riuscito benissimo, perchè non sono solo urla, ma un liberare il pensiero delle persone, degli ascoltatori.

Francesca Michielin ha rincorso e voluto fortemente la collaborazione con i Maneskin sia per donare una sonorità “rock” al brano, ma anche per rendere più forte il suo significato. Francesca lancia un forte messaggio contro la violenza verbale (presente nella quotidianità dei nostri tempi) sulle donne e non solo.

Francesca rivela:“I Maneskin hanno fornito un punto di vista diverso nel testo, quello maschile del quale avevo bisogno per questo brano”

“La solitudine dei numeri primi” – recensione

“Mattia pensava che lui e Alice erano cosi, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto”

Un libro potente, che già dalle prime righe dà una prima immagine del protagonista principale, anche se poi i protagonisti sono molti di più. Ognuno con una sua particolarità che non può che ferire l’animo del lettore.

E’ questo il primo romanzo di Paolo Giordano, torinese, anno 1982.

Non un semplice racconto, ma la realtà di alcune persone, che raramente conosciamo, ma che a leggerne la vita ci rendiamo conto di come abbiamo potuto conoscerne durante il nostro cammino.

La sofferenza, il rimorso, il dolore, la lacerazione dell’animo, la meraviglia di un cervello evoluto e il suo isolamento da quelli scadenti….l’Amore.

Il lettore vive intensamente queste storie, grazie ad uno scritto semplice e a dei paragrafi brevi.

Sicuramente non manchera, credo, il disaccordo del lettore verso la decisione presa da una protagonista……parlare o non parlare?

“No, non dovevi farlo”, sarà questa una delle frasi che il lettore urlerà dietro a lei, “Non farlo. Perchè? Non è giusto!”

Un libro unico; una storia che rispecchia la realtà dei “Numeri primi”, questi uomini e donne dal carattere unico. Un racconto che si fonde col nostro io e, sicuramente, ci farà capire molte cose.

  Due ragazzini di Torino, Mattia e Alice, imparano sin da giovani che cosa sia il dolore. Mattia è un bambino solitario, appassionato alla matematica e con una sorella che ha una grave forma di ritardo mentale. Alice, figlia unica, ha un incidente sugli sci, da cui non riesce a riprendersi fisicamente. I due, diventati amici, condividono le difficoltà dell’adolescenza e, nonostante le differenze, incrociano spesso i loro percorsi di vita.

Tavo e la sua “Annabelle”-Recensione

Tavo è sicuramente un ritmo che si distingue dal resto della musica italiana. Senza offesa per i grandi, ma potrebbe inseguire la strada di Franco Battiato, cioè un artista che non copia qualcuno o assomiglia a qualcuno, ma segue la sua strada ed è una bella strada piena di melodia e sentimento.

“Annabelle” è un pezzo da cantare col cuore ed urlare con con tutta la voglia di seguire la sua musica. Un brano che non può non smuovere nemmeno l’ascoltatore più immobile…no…”Annabelle” si fa ascoltare, cantare, ballare. Un pezzo che nell’era moderna in cui la musica italiana ha perso molto ha un valore importante: confermare che la stessa musica italiana, quella bella, c’è ancora.

Questo il commento dell’artista:”Il brano è spirato da una lettera del 1800 trovata nella mia vecchia casa.Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato“.

Francesco Taverna, in arte  TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano è con il suo album d’esordio “Funambolo”(Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle”.

“Davvero” di benedetta Raina-Recensione

Benedetta Raina ci fa ascoltare le sue canzoni con la sua voce particolare, unica, come quella di Francesca Michielin, Annalisa, sonorità personali, che entrano dentro l’asoltartore e si fanno ricordare.

La voce femminile è sempre stata la forza della musica italiana, ma quando la vocalità ha questi suoni particolari, le emozioni del pubblico si esaltano e accompagnano la cantante nel suo viaggio infinito.

“Davvero” è un pezzo con un ritmo da ballare come una trottola su una spiaggia. Bellissima melodia. Ottima per la nostra musica. La colonna sonora in un film in cui i protagonisti giocano assieme. Un vivere la quotidianità, mentre nello stesso istante si stanno formando i passi futuri della vita, del giorno dopo.

E’ in radio e sulle piattaforme digitali “DAVVERO” (Noize Hills Records), il nuovo singolo di BENEDETTA RAINA.

Un invito semplice ma non banale, un invito a capirsi e ad accettarsi, a prendere la vita alla giornata e a dimenticarsi un po’ di tutto. “Davvero” parla di questo e per questo. Con un ascolto più attento si coglie l’intenzione da parte dell’artista di comunicare una realtà che nasconde molte insidie: la realtà di quei problemi apparentemente lievi che fatichiamo ad ignorare e ci ostacolano. Piccolo e grande, leggero e pesante, reale e irreale: questi contrasti caratterizzano “Davvero” sia per sonorità, che per tematiche cantate.

Come dice la stessa cantautrice:”Davvero è assolutamente autobiografica, e rappresenta quell’equilibrio ideale che credo ognuno di noi cerchi di raggiungere. Mi ha sempre colpito una frase di John Lennon: la vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri piani. L’intento era proprio di riflettere questo, prendere la vita alla giornata per quanto non sia facile e ci siano quotidianamente un sacco di sfide

Benedetta Rainaè una cantautrice classe 2001 di Alessandria, collocabile nel panorama musicale dell’indie-pop italiano. Fin da piccola coltiva una grande passione per la musica e nei primi anni delle superiori inizia a scrivere i primi testi e a comporre le prime vere canzoni, prima in inglese e poi, più tardi, in italiano affrontando le tematiche di un’adolescente della generazione z, in bilico tra speranza e sconforto e alla continua ricerca di conferme negli altri. Alla fine del 2018 inizia a collaborare con l’etichetta Noize Hills Records e nel 2019 pubblica “Basta, il suo singolo di debutto. La canzone nasce proprio come il primo esperimento in italiano, come una pronta denuncia di sé, finalmente senza lo schermo di una lingua straniera. Il nuovo singolo “Davvero”.

“Momenti Perfetti” – Recensione

Un viaggio in treno, da soli, a guardare la natura dal finestrino. Malinconia nel pensare al proprio amore. Il viaggio del proprio pensiero nell’universo.

Una colonna sonora fantastica, che accarezza l’ascoltatore in modo potente e delicato, come l’abbraccio migliore di tutta la vita.

L’amore che ti stringe e ti scalda, vissuto nella giusta maniera, con la sua parte felice e malinconica, cosi da renderlo il più maturo possibile.

La canzone è un viaggio mentale che l’ascoltatore non può non seguire, perchè viene catturato nell’immediato dalla canzone stessa, che lo porta a percorrere la sua storia d’amore migliore: i suoi “Momenti Perfetti”,

Bellissimo ascoltare questo brano di Giusy Ferreri, come un bacio di fine estate…..aspettando domani.

https://youtu.be/un3-652wk_E

“C’est la vie” di Achille Lauro

C’est la vie di Achille Lauro

Colpisce subito la sofferenza dell’amore, perchè l’amore è bello, ma può essere anche la sofferenza di non poter stare assieme.

“C’est la vie” è la nuova storia d’amore di Achille Lauro, raccontata in musica, che colpisce al cuore l’ascoltatore.

L’amore che vuoi, ma che non vuole lui o l’amore che ti vuole e tu condividi, ma non puoi stagli vicino…….la vita è cosi….c’est la vie.

Lauro soffre in questa storia tremenda d’amore, passionale, infinita, immortale, ma che è una lotta continua per non spegnere l’amore stesso che l’ha creata.

Cosi è l’amore vero, nasce, lo vivi, ma di fronte al potere della vita devi solo sperare che non finisca mai o finisca bene.

Un brano profondo, che merita e che nella sua drammaticità…splende!

“Torna a casa” dei Maneskin…Recensione

Un colpo al cuore immediato già dalle prime parole.” Torna a casa” dei Maneskin si presenta subito come un lavoro di valore professionale importante.

Un brano fatto dalla nuova generazione di cantanti, ma che colpisce e lascia il segno anche all’adulto e questo è un elemento da non trascurare, anzi è il segno che la grande musica di successo è viva in questo gruppo e sarà la musica di oggi e di domani.

Torna finalmente un gruppo puro, lontano dalle idee di mercato delle case discografiche o dei manager sporchi e legati solo ai soldi e non alla qualità, ma un gruppo geneticamente capace di fare musica.

“Torna a casa” colpisce duro. I Maneskin con questo brano fanno urlare le emozioni dell’ascoltatore giovane o maturo che sia, con vibrazioni del cuore altrettanto forte.

Il pubblico ricorda in fretta il brano e lo assorbe come qualcosa di personale, una storia propria e questo non è poco. Un richiamo all’amore, un urlo vero e proprio o tenuto al proprio interno. Marlena è il nostro amore, la nostra mancanza, le nostre lacrime; tutto ciò che ci manca ed il testo di questa canzone lo sottolinea con forza ed il colore della musica.

Un brano di qualità, di valore, potente, bello….una soddisfazione meravigliosa nell’ascoltarlo.

Bravi, bravi davvero.

“La parte migliore” di Peligro – Recensione

Arriva “La parte migliore” del rapper Peligro; finalmente il risalto ad un rap italiano fluido e con contenuti di valore. Il singolo del rapper sottolinea l’evoluzione del cantante come uomo di fronte alla vita, raccontata con parole con un senso compiuto molto lontano dai rapper odierni lanciati sul mercato solo per fare…mercato.

Peligro con “La parte migliore” porta l’ascoltatore ai rap dei tempi migliori, quelli in cui tutti accendevano la radio e come iniziava la canzone si mettevano a cantare e ballare all’istante, imitando i gesti dei rap, tutto questo senza doversi sforzare di capire il senso del testo. Peligro prende per mano l’ascoltatore e lo porta semplicemente a ballare e cantare la sua lotta col vivere, con parole chiare, semplici e…forti.

Una canzone giovane, bella, di sostanza, che porta un sospiro di sollievo in questa estate calda.

Foto: Fabio Oriani

Caparezza, Ti fa stare bene – Recensione

Caparezza è senza dubbio un cantautore in prima linea, a volte nascosto, ma puro e senza la necessità di commerciare i primi posti in classifica.

Quando torna è una botta in pieno petto e nel cuore del pubblico.

“Ti fa stare bene” è un’introspezione difficile, ma resa facile e cantabile da tutto il pubblico, che capisce il messaggio e si rende conto di come il cantante abbia fatto un lavoro al Top, non facile e forse…con un pò di sofferenza interna.

Sicuramente una liberazione per tutti quelli che ascolteranno il suo messaggio.

Il brano è meraviglioso, mischiando il rap ed il ritornello adolescienziale, perchè lega l’uomo grande alla sua parte bambina.

Il tutto……ti fa stare bene.