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“Sakè” è il meraviglioso abbraccio di Cincilla

E’ uscito il nuovo singolo di Pietro Milella, in arte CINCILLA.

“Siamo noi a dare un senso al mondo, non il contrario”.

In un mondo che non lascia tempo alle persone di dare un valore alle cose a volte si corre il rischio di perdersi: il brano “Sakè” invita a vivere il mondo come si vuole, senza perdersi dietro alle congetture degli altri e vivendo ogni momento per quello che è.

«“Sakè” rappresenta per me tante cose – racconta Cincilla a proposito del suo nuovo singolo – l’ho scritta in un momento in cui facevo fatica a capire fino in fondo quello che mi circondava e ne ero infastidito. Ho iniziato a comprendere il mondo rinunciando a molte risposte e a vedere le cose dalla prospettiva che mi andava di più, allegra o triste che fosse. Il testo di Sakè riassume tutto questo».

Il videoclip di “Sakè” è interamente ambientato a Venezia e riprende i luoghi dove è nato e cresciuto l’artista. La sequenza di immagini accompagna le parole della canzone: la prima parte mostra volti annoiati e luoghi malinconici; la seconda cattura quegli stessi scorci e quelle stesse facce in chiave ironica.

Pietro Milella, in arte Cincilla, è un musicista di Venezia. Suona e compone per anni pezzi che solo il suo pianoforte ha ascoltato. Nel 2019 conosce Pablo Davilla che ascolta alcune sue demo e lo porta in studio di registrazione. Il risultato della collaborazione tra i due è l’uscita del primo singolo di Cincilla, “Sakè”, che sarà in rotazione radiofonica dal prossimo 27 marzo e già disponibile in digitale dallo scorso 9 marzo. A questo primo singolo seguirà un EP di cinque brani dal titolo “Sogni In Saldo”.

Raccagni contro Massimo Giletti – Il brano Rap

Giletti invita all’Arena un giovane delinquentello che si proclama cantante trapper, dandogli cosi una pubblicità mediatica, scatenandomi il nervoso

Non bastava aver portato sull’altare della musica italiana Achille Lauro, presentandolo a Sanremo 2018 con il suo pezzo cocainomane Roll Royce. Non è bastato rincorrere e pubblicizzare il rapper Sfera Ebbasta, con le sue canzoni da scopatore, con le sue esibizioni dove mostra il cazzo. Non è bastato nemmeno arrivare al culmine presentando a Sanremo Junior Cally, dopo aver pubblicamente descritto i suoi testi violenti ed il suo essere delinquente. Non è bastato, no…..perchè il culmine si è verificato a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, dove il presentatore ha presentato, quasi in modo soddisfatto l’autodefinitosi trapper: Jordan Jeffrey Baby.

Il giovane nessuno incontra cosi, per la prima volta, il palco televisivo, la fama nazionale, grazie all’ospitata di Giletti.

Un’ospitata che non mi è piaciuta e alla quale rispondo con una provocazione….la mia canzone rap.

Ma cosa mi ha fatto infuriare?

L’esaltare la delinquenza al punto da farne spettacolo, spingendo indirettamente i giovani a seguirne l’esempio. Fare diventare protagonista un “nessuno”.

“Potevo lasciar passare che un tipo come Achille Lauro fosse presentato al Festival di sanremo 2018 con un testo che tutti giudicavano ineggiante alla droga, ma quando ho iniziato a vedere che col tempo si è continuato a rincorrere l’auditel promuovendo e facendo grandi sul web dei delinquentelli capaci di far nulla…allora no.

Jordan Jeffrey Baby ha fatto cose da nascondere alla televisione, se farla vedere vuol dire pubblicizzare il ragazzo. Saltare sopra un’auto dei Carabinieri è un oltraggio a chi fa rispettare la legge e sputagli contro esalta la violenza contro le forze dell’ordine.

Si chiama in studio il ragazzo e lo si presenta come ospite cantante, per poi far vedere che urina anche sui verbali della Polizia.

Ma si, portiamo in televisione la merda umana. Potevo aspettarmi di tutto dalla televisione trash italiana, ma non che una trasmissione come “Non è l’Arena” ed un presentatore come Massimo Giletti, che reputo un grande fra i grandi, potesse fare un errore del genere.

E’ un errore grave. Succede a tutti di fare degli errori e questa volta credo che Massimo Giletti abbia fatto un grande sbaglio.

Beh, allora adesso chiedo di essere invitato come star della televisione e presento io un bel brano top rap. Mi rivolgo direttamente alla Rai, a Mediaset, alle reti private di alto livello. Io ora sono un cantante e ve le suono.”

Bene…ops…raga mi sto trasformando….minchia oh…arrivo io. Mi fa troppo sangue

Minchia raga ho fatto un.pezzo trap che s-trap-pa la musica. Vai di lemo.

Ehi raga….iooooo

“T’inchiodo al muro”

Bella la tua figa, raga

mandala da me

tanto è tutta tette

la dá pure a me.

Oggi faccio un salto

alla brico con la ex

la spingo contro il muro

la sego in due per me

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

È come quando me lo sparavo a mano

e tutte quante a dire…

…”Dai che te lo succhio piano”

Sono andato in chiesa

per scappare dalla Pola,

ho trovato la suorina

me la son fatta dietro l’aiuola

Lei muta come un pesce

ma il pesce l ha voluto

e porco…..

io sono venuto.

Io sono uno

che si mette un proiettile nel culo

e se ti scoreggio, ti giuro,

ci vado giù duro.

Io sono Luca

ma non sono lo stesso.

non sono Barbarossa,

ma canto lo stesso

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

Da Giletti vado e non sto muto

e con il grano mi ci faccio un buco.

Ti fa brivido cantare con me?

Cazzi tua..mi ci hai voluto te.

Io adesso scopo…spendo…e rigo

e se mi sparli me ne frego

Resto dove mi ci hai portato

sull’altare dei media

dove ci ho sborrato

Ora sono sul palco

e posso fare il duro

e come con la mia ex

ora vi inchiodo al muro.

Tieeeeeeeeee

(Testo di Claudio Raccagni)