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L’icona della moda Anna Dello Russo si racconta

L’icona della moda Anna Dello Russo è la prima super ospite del nuovo format Fashion in Star curato dal Maiorano Magazine in collaborazione con Marialessia Sforza. La direttrice creativa di Vogue Japan e icona di moda affronta tanti importanti temi di estrema attualità ai microfoni del nuovo fashion project condotto da Vincenzo Maiorano.

La fashion brand ambassador e scientific director dell’Istituto Maragoni ripercorre alcune tappe significative della sua formidabile carriera costellata di successi: dal suo primo colloquio di lavoro con la compianta “Signora della Moda” Franca Sozzani al volume che spiega la moda ai bambini tramite immagini evocative e favole denominato “AdR Book: Beyond Fashion” edito da Phaidon fino ai preziosi e utilissimi consigli agli studenti e ai giovani che vogliono entrare nel mondo della moda grazie ai nuovi social media.

GLI INIZI DELLA SUA CARRIERA – «Franca Sozzani è stata il mio mentore – afferma Anna Dello Russo a Fashion in Star -. Ho iniziato tutto grazie a lei e per lei. Mentre stavo frequentando un master alla Domus Academy di Milano, l’allora direttore creativo dell’Academy di moda Gianfranco Ferré mi disse: “Tu devi assolutamente incontrare Franca Sozzani”. Mi fece fare questo colloquio con Franca, che in quel momento aveva preso Vogue Italia e stava cercando un team tutto nuovo. Tutto è partito da lì. È stato il primo colloquio della mia vita e ho cominciato a lavorare il giorno dopo. Da lei ho imparato tutto, il mio mestiere, e soprattutto l’audacia con la quale affrontava le sfide. C’era una grandissima cura della qualità negli anni Novanta grazie alle collaborazioni con i fotografi di fama mondiale. C’era un diverso approccio al lavoro. Erano anni in cui c’era grande rispetto dell’istituzione, c’erano delle rigide regole etiche e deontologiche. Nel nostro lavoro non è importante essere solo stylist o editor – prosegue la vampira della moda, ma è raccontare la storia della moda attraverso le immagini, come i giornalisti attraverso la penna, quindi svolgere un lavoro di giornalismo. Oggi tutto ciò sembrerebbe non servire più in quanto la quantità di opportunità di nuovi lavori ha un po’ screditato questo mestiere. Ma l’eccellenza di certi lavori internazionali non va dimenticata. La cura e la fatica con cui si arrivava a certi progetti e a certi traguardi, non penso che debbano essere sottovalutate, soprattutto se vuoi durare».

Anna dello Russo

I CONSIGLI AI GIOVANI«Oggi è vero che hai mille opportunità nella modernità, ma così come hai mille opportunità e centomila concorrenze, alla prima pressione crolli. Quindi consiglio ai miei studenti dell’Istituto Marangoni di far durare il più possibile il periodo di formazione, senza accelerare i tempi, ma bisogna tesaurizzare le conoscenze e gli approfondimenti culturali. La cultura è una chiave di sapere e disciplina, che ti aiuta a sopportare la pressione del lavoro. Quindi spalle larghe, elasticità mentale, grande spirito di osservazione ma soprattutto classici alla mano perché lì troviamo le risposte a tante domande. Pertanto consiglio ai giovani di studiare finché possono, perché è stupendo. Poi disciplina assoluta sul lavoro. Più sei disciplinato, più sei creativo. Praticamente l’opposto del detto genio e sregolatezza».

IL MONDO DELLA MODA OGGI – «Il mondo della moda è cambiato dagli anni Ottanta a oggi – sottolinea la direttrice creativa di Vogue Japan -. Le carriere della moda sono universali, atemporali e infinite. Le carriere ti portano ad aggiornare sempre il database ed esercitare e disciplinare il tuo sapere attraverso delle pratiche fisiche, sportive, meditative e ovviamente l’assoluta esperienza del lavoro. Sono luoghi privilegiati e meravigliosi di approfondimento alle conoscenze e al sapere della vita che ti consentono di galleggiare nello tzunami del tempo moderno. Il linguaggio della moda è inclusivo, internazionale e privo di barriere. Oggi è tutto digitale. Alle 5 del mattino inizio subito a lavorare in tempo reale su WhatsApp. Il mondo analogico è una ricchezza per chi ce l’ha. Non mi manca nulla del passato. Si guarda sempre avanti e al futuro, non si guarda mai indietro tranne che per raccontare la storia. Le innovazioni e i cambiamenti sono meravigliosi».

IL RAPPORTO CON I SOCIAL – «Ho iniziato a usare il social già 15 anni fa – rivela l’icona di moda -, quando c’erano i primi fashion blogger e siti. Nessuno prevedeva questo cambiamento epocale. Per me è stato un normale e ulteriore strumento per mettersi alla prova, comunicare, condividere e aggiornare anche il mio modo di lavorare. Sono davvero tanti i vantaggi dei social. Ci hanno permesso di diventare cittadini del mondo, apolidi e bidimensionali. Per il tridimensionale sono sempre indispensabili gli approfondimenti, l’odore dei libri e le biblioteche».

Gli scatti sono stati realizzati dal fotografo Vito Luisi. Il video è stato curato da Buzz Creative.

Ilona Staller:”Adesso basta, mi deve pagare”

Ilona Staller, in arte Cicciolina, ha aperto di fatto una causa verso l’ex marito Jeff Koons, per avere il contributo degli alimenti che non le è stato versato dal 1993.

Ad aprire la causa è stato il potente avvocato dei vip Luca Di Carlo, da anni vicino alla porno-star Cicciolina. L’avvocato Luca Di Carlo ha quindi accettato di seguire questa pratica chiedendo all’ex marito di Ilona Staller la cifra di 100.000 euro al mese, cifra che coprirebbe il suo debito verso l’ex moglie, per non averla aiutata ne guardata in questi ultimi 27 anni.

La stampa ungherese, fra cui il magazine RIPOST, che segue molto da vicino le vicende di Ilona Staller, ha pubblicato un articolo dove si evidenzia l’arrabbiatura dell’icona del porno, la quale sottolinea come l’artista miliardario Jeef Koons non l’abbiua mai aiutata e non abbia mai evidenziato interesse nemmeno verso il loro figlio Ludwig.

La Staller ha dichiarato al magazine RIPOST :

Non aspetterò più, perseguirò il mio ex marito. Ha molti soldi ma non ci sostiene, non gli importa del nostro bambino. Sono stanco! Con il mio avvocato, Luca Di Carlo, abbiamo calcolato che mi spettano almeno 100.000 euro al mese. Non mi fermerò fino a quando Jeff non accetterà di pagarmi quello che mi deve.

Non solo, ma alla fine di ottobre, la polizia italiana ha fatto un massiccio raid in uno dei miei appartamenti di Roma, che mio figlio Ludwig ha condiviso con tre uomini africani. Bene, in una delle borse degli ospiti sono stati trovati due chili di marijuana e altre droghe e Ludwig è stato denunciato per possesso di droghe. Io spaventata e preoccupata che questi ospiti mettessero in pericolo la reputazione di mio figlio ho avvistato subito mio marito Koons, il quale non ha mosso un dito. Ha tappato le orecchie.

Devo sottolineare come è anche grazie alla figura del mio corpo che Jeef koons è diventato un artista di successo, in quanto molti suoi quadri ritraggono il mio corpo. Non mi ha mai corrisposto nulla. Nessun diritto.”

L’Avvocato Luca Di Carlo e Ilona Staller

L’avvocato Luca Di Carlo ha già depositato la pratica e confermato che non ha nessun timore di perderla:

“Ho sempre seguito cause importanti per Ilona Staller, Pamela Anderson, Paris Hilton, e altre celebrità e le ho sempre vinte. Ultimamente ho preso in carico la causa italiana che vede la famiglia dei Casamonica contro il Comune di Roma, per delle ville abbattute”

Sharon Stone su un sito d’incontri…ed è vero

Sharon Stone si iscrive sul sito d’incontri Bumble, ma viene vista come un fake e dopo un po’ di segnalazioni il sito blocca il suo profilo. L’attrice ha una reazione degna del suo eterno fascino.

Dopo quasi trent’anni dal suo accavallamento di gambe in “Basic Instinct” la sempre fascinosa attrice Sharon Stone non ha mai smesso di illuminarci con la sua bellezza e la sua dolcezza nel proporsi.

Dopo due matrimoni alle spalle e tre figli, la sexy Sharon si è iscritta al sito Bumble per conoscere e magari frequentare qualche bell’uomo. Un segno particolare che l’attrice ha messo nel sito è quello che l’uomo da lei cercato deve essere un uomo alto. E via che gli interessati si sono fatti avanti a visionare il profilo della bella donna, ma per la bellissima Sharon non dev’essere stato un fine anno felice sotto questo profilo, infatti in molti hanno pensato che il profilo fosse un fake: “Possibile che sia davvero Sharon Stone quella presente su Bumble?” e cosi sono partite le segnalazioni e la sua pagina è stata bloccata.

Appena accortasi del blocco l’attirice non ha mancato di inserire un post su twitter, datato 30/12/2019 con la sua lamentela:

“Sono andata sulla visita degli appuntamenti di Bumble e mi hanno chiuso l’account.Alcuni utenti hanno segnalato che non potrei essere io!Ehi Bumble, essere me stessa è un’esclusione? Che ne dici?

Non mi chiudere fuori dall’alveare.”

Sara Tommasi usata senza vergogna

Il nome di Sara Tommasi ritorna spesso nei titoli di magazine di spettacolo online o simili, ma guarda caso sono sempre articoli pilotati, pre-preparati dallo “staff” del blog di Debora Cattoni, la donna conoscente della stessa Sara Tommasi e di cui si dice manager.

Articoli che partono con notizie bomba tipo: “Sara Tommasi si è fidanzata. Sara Tommasi è incinta, poi no…..ha abortito. Sara Tommasi verso il matrimonio, no….ora è ancora single”, per poi cambiare subito argomento e parlare assolutamente della autoproclamatasi manager Debora Cattoni.

L’ultima notizia bomba, quella in cui si informava(ma informava chi se non interessa a nessuno?) che Sara Tommasi aveva rinunciato alla maternità, ha incontrato il forte dubbio del Magazine Dagospia il quale l’ha definita una possibile “caltagironata”, per attirare l’attenzione sull’articolo. E di chi parla l’articolo? E’ un’intervista alla Cattoni.

Ma cosa c’entra continuare a menzionare Sara Tommani se poi si parla di se stessi?

Se Sara Tommasi non sta bene o si sta curando, perchè non la lasciamo in pace invece di sfruttare il suo nome per pubblicizzarsi?

Partendo dal presupposto che una manager non è manager perchè amica di qualcuno, ma deve saperlo fare questo lavoro, che consiste nel valorizzare la figura del suo assistito e le sue capacità e non utilizzare il nome del suo assistito per auto-elogiarsi. Questo è essere manager?

Il dubbio che qualcosa non andava in questo uso improprio della Tommasi è nato già qualche anno fa, quando uscivano articoli con il suo nome nel titolo, ma poi gli articoli non erano altro che un’intervista alla “manager”, la quale sottolineava sempre:“Sara si sta riprendendo grazie alla mia amicizia e a me che le sono da manager e questi sono i miei progetti….”

Si…non per la Tommasi, ma progetti per la Cattoni.

Basta inserire il nome di Sara Tommasi nei motori di ricerca per poter accorgersi che il nome di Debora Cattoni è presente in modo molto invasivo negli articoli a seguire.

E poi parliamo di manager? Ma un manager prepara e organizza la vita pubblica del suo assistito, non di se stesso. Da ricordare poi che quasi tutti gli articoli dove la manager Cattoni presenta le sue manifestazioni sono un fake atroce, assurdi, da basso rilievo; un falso di non autore. Qualche esempio?

05 Luglio 2019 “Debora Cattoni non è più la manager di Sara Tommasi”

18 Luglio 2019 “Sara Tommasi ha interrotto la gravidanza, lo rivela la sua manager Debora Cattoni”

Attenzione, articoli che poi risultano essere un’intervista alla Cattoni!

Come abbiamo detto anche Dagospia ha espresso il dubbio che queste notizie fossero un fake e la manager Cattoni non ha tardato a rispondere “Sara Tommasi non ha bisogno di pubblicità”

Qualcosa non torna. Ma se Sara Tommasi non ha bisogno di pubblicità, perchè si usa il suo nome a sproposito?

Un altro articolo falso è quello del 2017 (poi un silenzio di un anno, forse perchè non si sapeva inventare altro) dal titolo “Debora Cattoni e l’uomo segreto in casa sua. E’ forse l’attore Keanu Reeves?”-“La blogger ed attrice Debora Cattoni incontra Sara Tommasi, assieme al suo nuovo amore, nel suo appartamento in Umbria e scoppia………”

Un articolo falso, preparato per fare notizia, anche perchè l’ho scritto io ai tempi della mia breve collaborazione con la “manager” della Tommasi. Poi ho capito che qualcosa non andava.

Notare anche articoli d’intervista alla “manager”, ma che portano titoli che non c’entrano nulla col contenuto, tipo:

“Sara Tommasi si sposa. Debora Cattoni sarà la sua damigella”

Questo articolo risulta pure autoprodotto e scritto sul blog della Cattoni stessa – SelfieMadeGirl.

Luglio 2017 “Sara Tommasi e la manager Debora Cattoni al festival del cinema di Venezia”…..Peccato che Sara Tommasi non c’era. La Cattoni si.

Agosto 2019 “Sara Tommasi si lascia con il fidanzato e va a Venezia assieme alla sua manager Debora Cattoni”. Peccato che Sara Tommasi non c’era.

Luglio 2017 “Prova superata per la prova bikini di Sara Tommasi e Debora Cattoni”

Luglio 2017 “Feltre pronta ad esplodere sotto il rombo Lamborghini. Presenti Sara Tommasi ecc.” Evento mai avvenuto.

Ora ci si chiede davvero se sto nome SARA TOMMASI non sia davvero spudoratamente usato per i propri fini, senza vergogna, ma per farsi strada dove non è possibile entrare a causa di incompetenza in questo lavoro lavoro. Non si lavora per nome di amici, ma per capacità propria.

Ma a colpire il lettore, nel leggere gli articoli citati e molti altri, è anche il come si presenta la “manager” al pubblico. Partiamo dal presupposto che un manager con un minimo d’esperienza lavora dietro le quinte e il lavoro lo fa bene e il suo curriculum è vero.

Ora vediamo come si presenta chi usa sempre il nome SARA TOMMASI per farsi vedere:

Debora Cattoni si presenta sempre cosi nei “suoi” articoli:“La donna da ricercare, che nasconde i suoi contatti segreti, ma che ormai è chiaro sia un modello prezioso per il mondo dell’informazione e del gossip cinematografico e del mondo della moda. Attrice, manager, modella, blogger che ha fatto crescere il suo magazine in modo esponenziale al punto che tutte le personalità intervistate all’interno del magazine stesso sono Vip conosciuti personalmente e che giorno dopo giorno vogliono apparire nel magazine stesso, stiamo parlando di Selfie Made Girl.

Una delle poche manager italiane che si occupa di web reputation per grandi personaggi dello spettacolo. Sara Tommasi è nella sua scuderia. Ha trasformato la sua grande amicizia con Sara in un brillante rapporto di lavoro ed oggi infatti ne è la manager.”

Queste presentazioni le troviamo in articoli che portano nei titoli il nome Sara Tommasi.

Allora ci ri-chiediamo:”Ma cosa c’entra continuare a menzionare Sara Tommasi nei titoli di notizie di spettacolo se poi si parla di se stessi? Non è un modo sfacciato di usare un nome altisonante per farsi vedere?”

Poi gli eventi fantasma di questa “manager”:

Dimenticavamo la notizia più trash e falsa che la manager Cattoni aveva fatto pubblicare dai suoi collaboratori, tra i quali io, che informava di una serata evento al Twiga di Flavio Briatore, notizia accompagnata già dalla stampa della locandina e dalla notizia degli ospiti, fra cui SARA TOMMASI.

Peccato che in quei giorni avevo preso contatto con la vera manager della presentatrice Adriana Volpe, per organizzare un’intervista, ma mi sentivo dire, tramite mail, che Adriana Volpe rifiutava la mia intervista in quanto aveva sentito telefonicamente Flavio Briatore, suo amico, il quale smentiva l’esistenza di un party nel suo locale e che non ne sapeva assolutamente nulla.

Avvertita la Cattoni di questa cosa e chieste spiegazioni arrivavano i primi tremori:”No, no, c’è stato un fraintendimento….cancellate gli articoli dal web.”

Si, perchè qui si rischiava una denuncia.

Poi il film con Mickey Rourke -“The cheat on the run” un film dichiarato Hollywoodiano e di cui la “manager” Debora Cattoni era presentata come la protagonista. Anche qui locandine pronte, esaltazione al massimo e……………….Il film non esiste.

Ma ci si chiede ancora”Ma cosa c’entra continuare a menzionare Sara Tommasi nei titoli di notizie fake di spettacolo se poi si parla di se stessi?”

La vogliamo smettere di usare la dolcissima e semplice Sara Tommasi per i propri giochini?

Alla fine si sentiranno più manager della “manager” i lettori di questo articolo.