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Lorella Cuccarini: l’intervista

Lorella Cuccarini:Tutto il senso della Vita

mercoledì 17 aprile 2013 di Claudio Raccagni

Una lunga intervista, dove Lorella Cuccarini esprime semplicemente il senso di dare un valore a tutto, per dare il giusto valore alla propria esistenza…e non solo.

Nata a Roma il 10 Agosto 1965, inizia a frequentare corsi di danza a soli 9 anni. Dopo le medie, consegue il diploma di accompagnatrice turistica.

Nel 1985 Pippo Baudo le offre il ruolo di prima ballerina per la trasmissione di RAIUNO “Fantastico 6”. E’ subito successo, tanto che viene confermata anche per l’anno successivo.

Lorella continua la collaborazione con Baudo anche alla Fininvest, con il programma “Festival” (1987). Sempre nel 1987, Lorella inizia il sodalizio pubblicitario con Scavolini, che continuerà per oltre sedici anni.

Nel 1988, Antonio Ricci la chiama a “Odiens”. La “ballerina” dimostra anche una inaspettata vis-comica e si conferma star di prima grandezza nel panorama televisivo italiano.

Nel 1990, a fianco di Ezio Greggio, conduce “Paperissima”, programma che vanta il record d’ascolto di quella stagione televisiva e che diventerà un immancabile appuntamento negli anni successivi. Da allora, è a tutti gli effetti una delle più apprezzate conduttrici televisive e accumula successi su successi: nel 1991, con Marco Columbro, presenta la prima grande diretta di Canale 5, “Buona Domenica”, che “batte” “Domenica In”, da anni regina degli ascolti della domenica pomeriggio.

Nel 1993, conduce, al fianco di Pippo Baudo, il “Festival di Sanremo”. E poi, fiction “Piazza di Spagna” (con la regia di Florestano Vancini), musica (partecipazione nel 1995 al Festival di Sanremo con il brano “Un altro amore no”, tratto dal suo secondo album “Voglia di fare”) e grande impegno sociale con le diverse edizioni della maratona benefica “30 ore per la vita”, in onda a reti unificate su Canale 5, Italia 1 e Retequattro (1994, 1995, 1996, 1997 e 1998).

Ma Lorella ha ancora un grandissimo desiderio: prendere parte ad un musical. Il sogno si avvera con “Grease”, in scena con enorme successo per tre anni consecutivi (debutto 6 marzo 1997).

Nel 1998 è ancora la conduttrice, insieme a Marco Columbro, della trasmissione “Paperissima”. Nel 1999 conduce la trasmissione “Campioni di Ballo”.

Nel 2000 torna a condurre “30 ore per la vita” e “Paperissima”. Dopo il 2001, che la vede protagonista dello show “La notte vola”, Lorella torna in Rai al fianco di Gianni Morandi nello show del sabato sera “Uno di noi” (2002).

Nel 2003, è nuovamente accanto a Marco Columbro in “Scommettiamo che” e come protagonista della fiction “Amiche”. Nel 2004, la maratona benefica “30 ore per la vita” sbarca in Rai. Lorella continua ad esserne fedele testimonial.

Nel 2005, inizia a girare la fiction “Lo zio d’America 2”, accanto a Cristian De Sica. Nel 2006, Lorella torna al musical con il celebre spettacolo di Bob Fosse “Sweet Charity”.

Nel 2008, diventa la nuova testimonial del marchio Garnier. Nello stesso anno, affianca Massimo Boldi nella trasmissione televisiva “La sai l’ultima?”, in onda su Canale 5.

Il 2 Gennaio del 2009, esce nelle sale cinematografiche il film di animazione “Lissy ? Principessa alla riscossa”, in cui Lorella presta la voce alla protagonista.

Roma's Press Photo/LAPRESSE28-09-1987 Milano,ItaliaSpettacoloNella foto : LORELLA CUCCARINI.
Roma’s Press Photo/LAPRESSE28-09-1987 Milano,ItaliaSpettacoloNella foto : LORELLA CUCCARINI.

Nel 2009, conduce su Sky Uno il talent show “Vuoi ballare con me?”, mentre nel 2010 è la protagonista in teatro de “Il Pianeta Proibito”, rock musical diretto da Luca Tommassini, riscuotendo un grande successo anche oltreoceano; Lorella infatti, dopo la memorabile esibizione nella serata finale del Festival di Sanremo (che ottiene il picco d’ascolto assoluto), viene “imitata” dalla rockstar Beyonce’ per i Billboard Music Awards.

Nell’ ottobre 2010, Lorella torna in Rai alla conduzione di “Domenica In… Onda”.

Nel 2011, firma insieme alle dottoresse Pucci Romano e Gabriella Fabbricini il libro “A Tavola non s’invecchia”, edito dalla Giunti. Nello stesso anno, conduce per la seconda volta il programma domenicale, ma con una nuova formula. Il titolo è “Domenica in… Cosi’ e’ la vita”. Il programma riscuote un notevole successo e viene riconfermato per l’anno successivo.

Nel 2012, Lorella diventa anche il nuovo volto della campagna stampa di Diana Gallesi e debutta in radio con la conduzione, su RadioRai1, del programma “Citofonare Cuccarini”, in diretta tutti i giorni dall’11 settembre.


Lorella, il rispetto che il pubblico ha per te, come personaggio artistico, teatrale, televisivo, è una delle rare forme di purezza che lo spettacolo è riuscito a trattenere, nonostante la frivolezza abbia rovinato non poca credibilità al mondo televisivo italiano degli ultimi decenni.
Questo è il risultato di un carattere libero, serio, e di una strada personale altrettanto piena di lavoro e serietà.

Se tu dovessi guardarti da fuori, essere mamma di tè stessa, cosa penseresti di Lorella Cuccarini, pensando a tutto il suo percorso artistico fino ad oggi?

Anch’io avrei bisogno ancora di una mamma. Difficile sentirmi mamma di me stessa. Credo sia il tempo a parlare per noi. Quando ho cominciato ero giovane, alle prime esperienze e durante la mia vita professionale e personale ho fatto tanti errori.

Però, ho sempre avuto un forte senso di responsabilità. Il mio mestiere è meraviglioso, ma potenzialmente anche molto pericoloso. E grazie a questa responsabilità, in tanti anni si è creato un rapporto di affetto, stima e anche rispetto e fiducia: valori preziosissimi.

Forse, se fossi mamma di me stessa, voltandomi e guardando questi 27 anni, penso che sarei fiera di mia figlia…una donna che ha cercato di farsi strada, se pur con tanti ostacoli, mantenendo un contatto stretto con la sua anima, con i suoi valori, con le sue radici.
Come mamma sarei felice. Avrei la percezione di aver lavorato bene, di aver seminato bene.

Volevo sottolineare infatti la figura di Lorella Cuccarini, che resiste nel tempo, rispetto a tutte le prime donne e attori, che si presentano nel mondo dello spettacolo, solo per fare presenza, ma senza una base forte.

Non possiamo mai fare paragoni. Come dicevo prima, è sempre il tempo che parla per noi. Le persone che riescono a resistere e a fortificarsi negli anni, sono quelle che effettivamente hanno più cose da dire e che hanno creato un rapporto di empatia e fiducia con il pubblico.

Parlando di mamma, dobbiamo sottolineare come la figura artistica di Lorella Cuccarini abbia sempre avuto un posto meritato di “prima donna”, nello spettacolo italiano, che nessuno è mai riuscito a scalfire negli anni. Questo fa di te l’esempio iniziale di ballerina da imitare, per diventare poi l’amica della Tv, la presentatrice, fino all’esempio primo di artista: la maestra.

Non ti sei mai sentita dentro questa figura di mamma, come dire…popolare? L’artista che insegna qualcosa al suo pubblico?

Io non credo di dover insegnare a qualcuno, ma di trasmettere emozioni…Qui torna in gioco il senso di responsabilità. Dall’altra parte della telecamera c’è un pubblico eterogeneo. Ci sono bambini, persone più deboli, persone anziane: allora il mezzo televisivo deve essere usato con grande attenzione.
In tutti i temi che tratto, da quelli sociali a quelli più leggeri, fino al gossip, cerco sempre di rispettare la sensibilità delle persone che intervisto e naturalmente di chi è a casa a seguirle.

Nel 1997 porti a teatro il musical “Grease”. L’energia musicale per eccellenza. Fine anni ’70, inizio anni ’80. L’italia style; la vita spensierata della maturità.

Si, a dire il vero non sono stati tempi cosi spensierati. A cavallo fra la mia adolescenza e il periodo adulto, abbiamo vissuto gli “anni di piombo”, un periodo di grande tensione, nel nostro paese.

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Diciamo che non c’era la crisi economica di oggi.

No, dal punto di vista economico. c’era più slancio.

Quindi “Grease”: un grande successo! John Travola ed Olivia Newton John: ciò che i ragazzi e le ragazze di allora volevano essere:…lo stile, il carattere, l’amore, la ribellione, se pur semplice.
Diciamo chiaramente che i ragazzi di allora volevano essere il ribelle romantico Danny Zuko ed amare la dolce Sandy, mentre le ragazze volevano adorare solo ed esclusivamente Danny, il fascinoso John Travolta.

E’ stato cosi anche per te?

Ho sempre avuto una grande attrazione per il musical, già prima dell’evento di Grease. Ho sognato con “La febbre del Sabato sera”, anche se il ruolo femminile mi piaceva molto meno…Quello di Sandy era certamente il ruolo per eccellenza: la ragazza per bene, dai sani valori, che si innamora di un ragazzo apparentemente superficiale, ma che mette una “maschera” solo per essere accettato dai suoi amici.

Il linguaggio è universale. Il racconto rappresenta tratti dell’adolescenza di ognuno di noi: il senso di appartenenza, l’insicurezza nell’affrontare gli altri; la paura di non essere accettati. Quando Saverio Marconi mi ha proposto di interpretare Sandy a teatro, ho toccato il cielo con un dito!

Poi c’è stato lo spettacolo teatrale “Il pianeta proibito”, di cui hai portato una parte forte, che tutti ricordiamo, alla finale del Festival di Sanremo del 2010, dove apparivi in una scena senza veli, coperta da una chitarra di cartone.

Hai avuto qualche timore prima di presentare quel ballo al Festival di Sanremo? Tenendo presente che c’era un vedo-non vedo e il pubblico poteva vedere l’esibizione in modo sbagliato?

No, quel momento era raccontato molto bene. Sapevo che era un momento molto delicato (anche se, in realtà, non c’era nessuna scena di nudo, perchè io ero assolutamente coperta).

Chiunque ha visto lo spettacolo, sa che quella scena arriva in un momento topico: Miranda, la protagonista, fa capire all’uomo che ama, che la volgarità è negli occhi di chi guarda. Il suo nudo è ciò che c’è di più puro.
Io, sinceramente, non ho avuto paura. Amo le sfide. Poi, in realtà, ero molto più coperta in quel numero che in tanti altri balletti che ho fatto in 25 anni di carriera. Quando si balla, spesso i costumi sono abbastanza ridotti. La danza è anche fisicità.

Quando ho visto Antonella Clerici e gli ideatori del Festival entusiasti, allora ci ho creduto…ed effettivamente quel numero andò benissimo. Fù il picco di ascolto della serata, cosi come lo spettacolo teatrale ha avuto un grande successo.

Volevo sottolineare infatti come, parlando con altri spettatori e colleghi di lavoro, dopo l’esibizione, l’aspetto “sbagliato” di cui abbiamo accennato poco fà, non si è affatto presentato, proprio per il fatto che Lorella Cuccarini ha questa energia che propone. Il personaggio, pulito, serio, che può fare questi spettacoli.

Certo, dobbiamo sperimentare! Quel numero era travolgente e geniale l’idea di utilizzare le proiezioni. C’era un sincronismo perfetto tra i miei movimenti e quelli del filmato dietro di me…il fatto di immaginarmi nuda dietro la chitarra francamente…è passato in secondo piano.

Il mondo culturale ha subito, in modo pesante, la crisi economica e le diverse mancanze politiche a riguardo. Ho avuto l’occasione di poter intervistare giovani talenti del mondo cinematografico e teatrale, come Lidia Malgieri, cantante attrice, che ha partecipato al musical “I Dieci Comandamenti” , assieme alla cantante Irene Fornaciari, e l’attrice Claudia Zanella, attualmente nelle sale cinematografiche con il film “Pazze di me”, insieme a Loretta Goggi.

Attrici, cantanti, che mi raccontavano di alcuni loro progetti che sono saltati proprio per mancanza di sovvenzioni, finanziamenti, comunque a causa di questa crisi. Volevo sapere se anche tu hai sentito, vissuto, questa crisi?

Dal punto di vista delle sovvenzioni in realtà, per noi, non è cambiato nulla. La commedia musicale e il musical, in Italia, non sono mai stati sovvenzionati, ma sono sempre stati realizzati da produttori indipendenti, da persone che hanno rischiato in proprio. Questo tipo di teatro non è mai stato supportato, protetto, come accade spesso nella prosa o nella lirica.

Il teatro musicale vive di produttori indipendenti e naturalmente in un momento di crisi come questo, è ancora più difficile trovare persone che investano, facciano un salto nel vuoto e rischino.
Per un musical l’investimento è molto importante. Il pubblico, oggi, è fortunatamente abituato a vedere grandi produzioni, quindi non si possono deludere le aspettative.

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Aspettavamo la fine del mondo alla fine del 2012, ma la cosiddetta grande energia sembra comunque arrivata……almeno da noi: un Papa vivente, che abdica e lascia la Chiesa nelle mani di un successore. Uno Stato che si ritrova in elezioni rivoluzionarie, che sicuramente hanno stravolto la politica normale. Sono due grandissimi cambiamenti, molto forti.

Tralasciando la parte politica…ti piace Papa Francesco?

Si, molto. Ho amato moltissimo anche Benedetto XVI, l’ho amato ancora di più per la scelta che ha fatto: ha dato una scossa a tutto il mondo, non solo a quello cattolico…Poi l’arrivo di questo nuovo Papa, con un carattere pastorale molto forte. Credo sia la persona giusta al momento giusto: c’è un senso di vuoto, da tutti i punti di vista…Per fortuna c’è il Papa.

Ha un carattere umile e forte. Ha la capacità di lanciare me
ssaggi semplici, ricchi di speranza. Predica il rispetto per i nostri fratelli, per il pianeta…Ogni frase che dice, tocca il cuore di tante persone e non solo cattoliche.
Io sono una cattolica. Avevamo bisogno di un punto di riferimento che fosse anche un modello: lui è sicuramente un modello straordinario.


E’ infatti una figura nuova, che, come sottolineavi tu prima, con poche parole e tanti gesti nuovi ha avvicinato persone che si erano dichiarate , fino a poco fà, lontane dalla chiesa.

I modelli sono fondamentali. Spesso, è molto più importante un gesto a tante parole. Ai nostri figli dobbiamo insegnare, prima di tutto, attraverso l’esempio.

Abbiamo avuto un cambiamento anche all’interno del Festival di Sanremo, che negli ultimi anni ha avuto un pò un decadimento.

No, non sono d’accordo. Non ha avuto un decadimento, anzi, in questi ultimi 4 anni il Festival ha ritrovato un nuovo splendore. Penso alle edizioni di Bonolis, della Clerici: sono state edizioni di grande successo.


Pensi che il Festival debba ritrovare qualcosa in più per ritrovare lo splendore di un tempo? Cioè canzoni adatte al Festival stesso e presentatori altrattanto adatti alla manifestazione?

Io non credo. Penso che quello che potrebbe fare la differenza in un Festival sia la scelta dei cantanti. Sappiamo che molti cantanti, soprattutto quelli più amati dal pubblico, spesso snobbano la manifestazione.

Secondo me, un vero cambiamento di marcia, il Festival potrebbe averlo in questo senso. Altrimenti, è chiaro che si cerca l’innovazione attraverso conduttori sempre diversi o formule alternative.

Il festival di Paolo Bonolis, di Antonella Clerici e di Littizzetto/Fazio sono stati Festival molto forti: ci sono state innovazioni importanti e bei cantanti. Per fare la differenza, dovrebbero ritornare al festival, in gara, quei cantanti che lo hanno snobbato per tanti anni.

Fabio Fazio e Luciana Littizzetto hanno avuto molto successo.

Sono stati meravigliosi, perchè sono una coppia ben armonizzata. Mi hanno ricordato molto, nell’approccio, Sandra e Raimondo Vianello: molto naturali, vicini alla gente e con dei tempi comici perfetti.


Pensi che mettere Fazio e la Littizzetto al Festival, sia stato un modo per cercare di recuperare qualcosa che è mancato al festival negli anni passati?

No, sappiamo che il Festival ha la sua ritualità. Si può cambiare un pò la gara: quest’anno, i cantanti presentavano due canzoni invece che una. Ma il meccanismo di gara, vero e proprio, non si può cambiare.
Quindi tutto il resto è in mano ai conduttori, al loro rapporto e all’interazione con gli ospiti. In maniera particolare, in un periodo di spending review, è chiaro che i conduttori siano ancora più importanti, perchè il Festival nasce con un budget limitato.

E’ stato vincente appoggiarsi ad una coppia armonica ed innovativa. Luciana era alla sua prima volta come conduttrice e devo dire che se l’è cavata egregiamente. Anche questo è stato un aspetto che ha portato molta curiosità da parte del pubblico.


Durante la manifestazione canora, il Comune di Sanremo è stato anche patrocinante di due-giorni finalizzati ad accrescere nei cittadini la capacità di agire in caso di emergenza, per salvare una Vita. Giorni in cui è stata presente anche l’Associazione “Trenta Ore per la Vita”, di cui tu sei socio fondatore e testimonial.

Cosi come il 21 Marzo 2013, primo giorno di Primavera, hai inaugurato un nuovo reparto di Pediatria dell’Ospedale Belcolle di Viterbo, sempre a nome dell’Associazione.

Si, me lo ricordo molto bene. Ho presentato anche la conferenza stampa. Inoltre, dal 15 al 21 Aprile c’è la settimana di “30 ore per la Vita” che torna per il terzo anno consecutivo, sempre sulla tematica del primo soccorso, con l’intento di donare defibrillatori a scuole e centri sportivi pubblici.

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“30 ore per la Vita” compie 20 anni quest’anno, giusto?

E’ stata fondata nel 1993, ma la prima edizione c’è stata nel 1994.


Ok, quindi raggiungiamo l’anno prossimo i 20 anni. Possiamo dire che “30 ore per la Vita” è una tua vita parallela?

Non c’è dubbio. Assolutamente si. E’ stata un’esperienza che mi ha dato moltissimo dal punto di vista umano. In questi 20 anni, ho incontrato tante persone: medici, volontari, malati, parenti…Tutte persone; tante storie toccanti che non ti lasciano più.

Abbiamo realizzato molti progetti. Credo sia una delle cose più belle che abbia mai fatto nella mia vita. Sfruttare la propria popolarità e fare qualcosa di più nobile, al servizio degli altri, credo sia una delle soddisfazioni più grandi.

Tu sei forte sotto questo aspetto, come carattere. La trasmissione “Domenica In…cosi è la Vita” ti permette di intervistare e vivere le emozioni di molti personaggi pubblici e storie di gente normale, che raccontano la loro Vita con tutti i suoi problemi e le sue soddisfazioni.
Le emozioni, durante le interviste, sono visibili. Tu riesci ad assorbire bene questi racconti o ognuno lascia il suo segno?

Io non riesco ad avere questo distacco, purtroppo o per fortuna, e vivo tutto in prima persona. Forse, proprio per questo si crea un rapporto speciale con le persone che intervisto, che le porta a raccontarsi in maniera diversa. Ci sono persone, famose e non, che hanno piacere a venire nel programma proprio perchè c’è un approccio umano, serio, sensibile.

Non mi pongo mai come una giornalista; non lo sono. Sono semplicemente una donna che vuole capire, che vuole approfondire, che vuole essere d’aiuto. Una donna che in quei momenti si fa tramite col pubblico; fa le domande che farebbero da casa.

L’importante è mantenere la calma. Non puoi piangere davanti all’interlocutore ma, nello stesso tempo, non puoi nemmeno essere insensibile. Io non riesco a mettere un muro tra me e l’ospite.

Tenendo conto delle trasmissioni: 30 ore per la Vita; i musical, le presenze televisive…effettivamente hai una strada emozionale abbastanza pesante.

Sono tutte esperienze che fortificano ed arricchiscono. Non possiamo far finta di nulla di fronte al dolore, alle difficoltà…Io sono stata molto fortunata nella mia vita…Credo sia giusto ricambiare, in qualche modo, questa fortuna ed essere di aiuto per gli altri.

Noi non facciamo una professione dove il senso del servizio è cosi forte: non operiamo a cuore aperto, non prendiamo decisioni che possono essere decisive per il nostro pianeta, ma chiunque, nel suo piccolo, può vivere il proprio lavoro al meglio, mettendosi al servizio dell’altro.


Ti è mai capitato di intervistare un personaggio dal quale invece avresti voluto essere intervistata?

Ce n’è uno che non ho mai intervistato direttamente, ma solo radiofonicamente, e mi piacerebbe mi intervistasse: Raffaella Carrà. E’ una donna di spettacolo che stimo ed apprezzo moltissimo, con la quale ho sognato di fare questo mestiere, quando ero bambina.

Raffaella Carrà: una base dello spettacolo italiano.

Un pilastro. Lei sicuramente è stata un faro e continua ad esserlo tutt’ora. Un faro molto luminoso.

Beh, anche Lorella Cuccarini è un pilastro dello spettacolo italiano.

Diciamo un pilastrino, dai! Di strada ne devo fare ancora tanta…


La televisione è cambiata enormemente dagli anni ’70 ad oggi. Allora la prima serata iniziava alle 19.30 e le famiglie vedevano i telefilm assieme, durante la cena. I cartoni animati li si guardava assieme ai propri figli. Oggi la prima serata rischia di partire anche verso le 21.30.
Come ricordi le tue serate legate alla televisione in famiglia? La Lorella Cuccarini adolescente.

Io appartengo alla generazione del:…”Si va a letto dopo il Carosello”. Se non sbaglio, il Carosello era intorno alle 20.30. Dopo si andava a dormire. Sono cresciuta con la televisione fatta di soli 2 canali.
Ho vissuto la nascita della tv a colori e delle tv private. Quando ero piccola, ricordo che la tv non si guardava mai, a parte il sabato sera, quando c’era il varieta.

Io ero un’appassionata del varietà ed era l’unica occasione per stare tutti assieme davanti alla televisione, perchè il giorno dopo non c’era la scuola. Oppure, ci ritrovavamo per i grandi eventi come le partite di calcio dell’Italia o le Olimpiadi.

Ricordo che la televisione era un momento di condivisione, ma anche un evento. Non c’era l’abitudine di stare tante ore davanti alla televisione anche perchè c’era poca scelta.

Hai accennato alla televisione pubblica e a quella privata. I pomeriggi domenicali ti hanno legata ancora di più al pubblico italiano, attraverso trasmissioni regine come “Buona Domenica” e “Domenica In”: due “prime donne” in assoluto.

Quanto cambia lavorare in una televisione pubblica e in una privata? Sono attese, tensioni, tempi diversi?

Dal punto di vista tecnico, se parliamo dei programmi della domenica, no, perchè eravamo in diretta anche sulle reti Mediaset. E’ stata la prima diretta di Canale 5: i tempi e le tensioni erano esattamente gli stessi.

Diversa invece era l’aria: la domenica di Canale 5 era un’esperienza innovativa. Fino ad allora la diretta c’era stata solo per i Tg. Prima della domenica, c’erano stati tanti programmi: le Paperissime, Odiens…tutti spettacoli registrati. In questo caso, i tempi e i ritmi erano molto diversi.

Io ho sempre amato più la diretta rispetto alla registrata: quando si registra, per ogni piccolo problema ci si ferma e si riparte. A volte, i tempi sono interminabili e rischiano di spegnere un pò quello che è l’entusiasmo, l’estemporaneità.

Volevo farti una domanda su un argomento che non vorremmo mai affrontare: le violenze domestiche. E’ giusto parlarne, come è giusto denunciare…ma le vittime sono troppo spesso lasciate sole, perchè la legge non è forte contro questi crimini. Parliamo di violenza maschili e femminili.

La legge, lo Stato, non è forte in questi casi. Cosa ne pensi di questo? Sei d’accordo con questa affermazione? Le vittime denunciano e restano ancora troppo sole? La legge c’è, ma mentalmente siamo noi non capaci di metterla in atto?

Guarda, proprio ieri a “Domenica In” abbiamo fatto una pagina sulla violenza alle donne. Riceviamo tante lettere di persone che vogliono venire a testimoniare, per essere d’aiuto alle donne che magari, chiuse in casa, non hanno il coraggio di parlare. Fra l’altro, le reazioni violente sono quasi esclusivamente presenti nei rapporti d’amore, fra fidanzati, fra marito e moglie.

Ed è sempre di ieri questa riflessioni: questi uomini, cosi violenti, hanno avuto anche loro delle mamme, quindi ci dobbiamo porre il problema di come cresciamo i nostri figli. Dobbiamo sentire la responsabilità di crescere dei figli che abbiano fin da piccoli un rispetto, un amore profondo per la figura femminile, a partire dalla famiglia.
La legge c’è e comincia a dare i suoi frutti, ma ci vuole del tempo.

Parlando con l’Avvocato Giulia Bongiorno, la fondatrice di Doppia Difesa, ma anche con la criminologa Roberta Bruzzone, è emerso che oggi in Italia ci sono una serie di persone molto preparate, che fanno le indagini e conoscono bene l’iter da seguire. Alcune invece, sotto questo punto di vista, sono ancora dei neofiti: tralasciano degli aspetti importanti, soprattutto dal punto di vista psicologico.

Prendiamo ad esempio una donna che ritira una denuncia:…se non si fa una verifica sull’esistenza o meno di una pressione psicologica, un condizionamento, quella donna, a quel punto sarà ancora più sola, e correrà grandi rischi.
Questa legge è giovane e ci vorrà ancora del tempo perchè diventi attiva a 360 gradi.

Noi cominciamo con la prevenzione. Cerchiamo di essere delle mamme più attente: tutti questi uomini violenti hanno avuto una madre che li ha amati. Li ha amati troppo? In modo sbagliato? Domandiamoci quali possono essere gli errori e cerchiamo di non ripeterli.

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L’argomento è molto ampio, in quanto ci sono molte valutazioni da fare. La legge, come hai sottolineato tu, esiste, ma è solo la mentalità umana che può far agire bene o male questa legge. Proprio stamattina hanno trasmesso un servizio al Tg su una donna che, come autodifesa, ha ucciso il proprio marito violento, ma precedentemente c’erano state 5 o 6 denunce poi ritirate. Quindi anche chi sta attorno a queste persone deve vedere queste cose.

C’è una grande omertà intorno: tutte queste persone sono sole, perché gli altri fanno finta di nulla…amici, parenti, di fronte alle difficoltà, alle volte preferiscono chiudere gli occhi, piuttosto che inserirsi in un attrito familiare.
Dobbiamo essere più attenti al mondo che ci circonda, in maniera particolare se siamo testimoni di episodi come questi. Se vediamo e non facciamo nulla, siamo colpevoli anche noi.

Per sdrammatizzare un pò ti faccio l’ultima domanda: “Ho visto che sei in copertina sul primo numero di “Benessere”. Possiamo dire che:…il primo numero; copertina numero uno….Lorella Cuccarini è sempre la numero uno?

Ahahah! Diciamo che spesso mi considerano un pò come un portafortuna, quindi quando c’è un giornale nuovo da lanciare mi chiamano…A me fa molto piacere!


Io ti ringrazio ancora moltissimo, per la tua semplicità e gentilezza. Ricordiamo ancora ai lettori che dal 15 al 21 Aprile ci sarà l’appuntamento con la manifestazione “30 ore per la Vita”.

Grazie a te! Vi mando un grandissimo saluto. A presto.