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Aldilà dei sogni

Era il sole
e io sorridevo…
…era il tempo voluto per me.
Dopo addii; tristezze e dolori
anche Dio si era accorto di me.

Lavoravo con la legge sul petto,
sguardo fiero
ed un gruppo di polso.
Tanti delitti avevamo sventato,
ma per tanti altri
avevamo tremato.
Il sogno era sempre lo stesso:
la signora del campo di grano
mi diceva:”Vai piano, vai piano.”
Poche cose mi turbavano ancora:
un po’ d’ansia
con la stretta alla gola
e questo incubo della signora,
ma stavo bene
e mi ritrovavo ormai grande
con la mia casa e il mio amore vicino.
Era il sole stupendo di Luglio,
questo certo non lo posso scordare.
Arrivammo vicino a un torrente,
che correva a lato di un campo.
Mi misi a correre, per saltare le spighe,
ma la collega mi frenò con un urlo:
“Vai piano, vai piano.”
Un istante per raggelarmi il cuore,
come se Dio avesse voluto vedere…

Nel granturco bagnato di sangue
il mio amore dormiva per sempre.

…La signora del campo di grano
mi diceva:”Vai piano, vai piano.”

La girandola del cuore

Seduto alla mia scrivania,
immerso in pensieri veloci,
non pensavo a niente.

Mi fermai con lo sguardo
su una girandola di plastica,
grande, con i petali di ogni colore
e dei cuori bianchi
a riempirne i colori.
Li, dinnanzi a me.

La mia mente neutra
la guardava,
senza emozione.
Gli occhi spenti
dai pensieri.

La girandola ascoltava
la mia impassibile tristezza,
dinnanzi ai suoi colori.

I petali si fecero bianchi,
di un invisibile bianco,
e i cuori di un vergine azzurro,
che mi riportarono agli Angeli.

Un vento irreale soffiava
su quei dolci petali,
formando un vortice muto
al cui interno
volavano i cuoricini del mio amore,
che mi avvolsero
in un affettuoso abbraccio.

Lo sentivo, il mio Amore;
il mio pensiero su di lei;
e se non era per lei
avrei avuto dinnanzi
solo una bella, immobile,
girandola colorata.

E’ l’Amore

Tu sei la mia piccolina
e mi sei sempre vicina.
Quando camminiamo assieme,
su queste strade, come un fiume in piena,
mi tieni per mano e mi porti lontano;
fino a un appiglio dove attaccarmi
e stare tranquillo.

Quando camminiamo assieme,
su queste strade, come lungo la marea,
mi tieni per mano e me la stringi piano,
come un volo di una nuvola
o il racconto di una favola,
che ci fanno sorridere e sognare.

E’ l’amore, l’amore,
piccolo angelo mio,
che come una diga incontrollata,
sprigiona l’acqua
che non può più essere rinchiusa.
Il suono violento del vento;
lo scoppio delle onde,
dietro il mio lamento.
L’ululato dei lupi;
la rabbia controllata di corpi nudi
e avvinghiati…

 
…ancora il mare calmo della sera.