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Intervista ad Asia Gianese, l’influencer monella

Balzata agli onori della cronaca per la sua “passeggiata” in auto sul sagrato del Duomo di Milano, la giovane Asia Gianese si è rivelata un personaggio tosto, una modella provocante e un’influencer seguitissima.

Il suo profilo Instagram è stato dichiarato come un concentrato di scatti esplosivi e followers ed è proprio sui social che Asia Gianese si è ritagliata una fetta sempre più consistente di ammiratori.

Oggi incontriamo Asia Gianese per conoscerla un po’ di più.


Asia, come ti sei costruita il lavoro sui social?

Ho iniziato a farmi delle foto da sola e a postarle sui social, sono piaciute e cosi il mio profilo ha iniziato a funzionare. Ho fatto anche delle sfilate come modella, ma diciamo che sono partita principalmente già come influencer.

Ti piace fare l’influencer?

Moltissimo. Certo, devi essere sottoposta a moltissime sollecitazioni, ma se ti piace lo accetti.

Come vieni contattata per fare un’ospitata o un servizio fotografico?

Diciamo che oggi funzionano tanto i social, principalmente Instagram. Chi mi vuole contattare di norma mi manda un messaggio su Instagram, poi ci può essere uno scambio di numeri di cellulare tra clienti che mi hanno conosciuto e cosi a volte vengo contattata direttamente sul cellulare. Un esempio è la mia partecipazione allo scherzo che hanno fatto le Iene al calciatore Stefano Sensi. Sono stata contattata direttamente su Wathsapp. Non sapevo chi fosse a chiamarmi ne come avesse potuto avere il mio numero.

Ti piace apparire?

Diciamo che mi piace vedere in faccia le persone, quindi sono un tipo da sfilate, gossip, essere influencer. Non riuscirei a lavorare dietro le quinte. Se per apparire s’intende quello che faccio ora, si, mi piace.

Sappiamo che sei iscritta all’Università. Cosa stai studiando?

Comunicazione politica, al terzo anno.

In televisione ti abbiamo vista molto sicura e combattiva, nel senso che rispondi a chi ti attacca con molta sicurezza e calma.

Si, è vero, ma diciamo che anche questo è un modo di recitare, nel senso che quando sei in televisione sei un personaggio e quindi devi mantenere fede alla figura che interpreti. Se mi attaccano per la famosa bravata del Duomo di Milano, non posso litigarci….l’ho fatta e me ne prendo le responsabilità. Logico che se vado in televisione come influencer a parlare dei social non mi si deve attaccare per altre cose. Li si, rispondo a tono. Diciamo che sono anche un po’ cinica, nel senso che non vado a litigare, ma punzecchio il mio interlocutore all’infinito (Ride, Ndr)

Ti hanno dato fastidio tutte quelle critiche?

Diciamo che inizialmente sapevo di essere in televisione per quella bravata, quindi ero preparata a ricevere delle critiche. Facevo la parte anche della “Diavioletta”, poi col passare del tempo ho visto che continuavano ad attacarmi, anche in trasmissioni dove si parlava di altro; la mia reazione è stata il rispondere a tono, spegnere le persone criticone. Comunque tutto questo fa anche parte dello spettacolo e la mia figura non ne ha risentito, anzi, vengo spesso chiamata in trasmissioni Tv.

Guadagni con Instagram?

Si, instagram è la mia vetrina. Da li partono tutti gli inviti.

Hai seguito Sanremo 2020? Cosa pensi dello scandalo di Morgan e Bugo?

Ah…tutto preparato. E’ stato tutto costruito, perchè erano ultimi. Non li avrebbe cag…i nessuno ed invece cosi si sono fatti pubblicità.

Qual’è la tua musica preferita?

Io ascolto molto Rock e Hip hop. Amo anche la Techno.

Fai sport?

Quando riesco ad andarci si. Mi piace fare tante camminate all’aria aperta, esercizi a corpo libero. Non amo tanto i pesi. Tempo fa ho praticato atletica leggera, mezzo fondo, gli 800 i 1000 metri. Sono arrivata anche seconda alla competizione delle scuole regionali.

Ti piacciono gli animali? Hai cani o gatti in casa?

Io adoro i gatti, ho proprio una passione per loro. Ho un gatto diavolo come me, vuole sempre fare il padrone(Ride, Ndr)

Asia, sei single?

Si.

Come dev’essere un uomo per piacerti?

Io sono un diavolo (Ride, Ndr), cosi dicono tutti i miei amici. Mi piacciono i ragazzi con i tatuaggi, i piercing, con un carattere forte….l’importante è che abbia l’ironia. Se è bello ma senza ironia allora non è che mi attira molto.

Grazie Asia per la tua gentile collaborazione. Speriamo di vederti sempre di più con le tue foto bellissime e sensuali.

Grazie a voi. Ciao a tutti.

La modella Martina Ragozza: “Bella con l’anima”

Martina Ragozza, la giovanissima modella ed attrice nei video dei seguitissimi iPantellas. Una modella simpatica, allegra, vivace, attraente, seguita in Instagram da più di 140.000 follower, eppure una personalità tutta sua, lontana dall’apparire, ma con il sogno dello spettacolo…nascosto.

Oggi incontriamo Martina Ragozza per un’intervista speciale. Uno scoprire i lati oscuri di questa modella, al di la della bellezza. Un’intervista che lascerà a bocca aperta.

Martina, come ti sei costruita il lavoro sui social?

Io ho iniziato seguendo tre profili di altrettante ragazze molto seguite e cercavo di imitare le loro foto. Ho fatto cosi per una dozzina di volte e mi sono accorta che le mie foto piacevano e avevano molti like, iniziavano a contattarmi sulle pagine. Il mio profilo era attivo. Se avevo anche solo 300 followers, erano 300 attivi. Ogni giorno mi seguivano e commentavano, mi scivevano, quindi mi sono resa conto che il mio profilo funzionava bene, piaceva e piace.

Ricordo che ho postato un video dove figuravo interista e quel video li ha spaccato di brutto, al punto da venire contattata dai iPantellas per collaborare con loro.

Ti piace fare l’influencer?

Diciamo che amo di più recitare. Ho iniziato da giovanissima a fare recitazione e teatro e ho frequentato un corso di dizione all’Università. Mi piacerebbe lavorare in radio o fare la doppiatrice. Più che apparire mi piace lavorare dietro le quinte. Piace a tutte stare davanti allo schermo e io sono quella rara a cui piace stare dietro (Ride, Ndr).

Come vieni contattata per fare un’ospitata o un servizio fotografico?

Oggi funziona tanto Instagram. Mi inviano un messaggio con la proposta e poi ci si sente telefonicamente, ma tutto parte molto dai social. Una volta sono stata contattata direttamente su Wathsapp…non so come avessero potuto avere il mio numero, ma è successo.

Sappiamo che sei iscritta all’Università. Cosa stai studiando?

Comunicazione politica.

Tu sei stata in America. Ti è piaciuta?

Più che l’America, mi è piaciuta l’esperienza che ho fatto per quattro mesi, come baby sitter. Ho conosciuto un’altra ragazza che mi ha seguito in Costa Rica per due settimane, sempre a fare le baby sitter. E’ stato un bel vivere, un altro mondo, un’altra visione.

Hai detto che ti piacerebbe lavorare in radio, stai già facendo qualcosa?

Ho iniziato proprio adesso a seguire questo sogno, quindi non posso ancora dire nulla. Diciamo che mi piacerebbe lavorarci. Ripeto, mi piace lavorare con la voce, quindi radio e doppiaggio. Speriamo vada in porto questo progetto.

Guadagni con Instagram?

Si, con le sponsorizzazioni, però io lavoro tramite un’agenzia di produzione. Anzi, spero anche nel futuro di avere un programma di cucina tutto mio.

Certo che sei tutta particolare. Sei una bellissima ragazza che fa la modella, è seguita sui social, potresti fare l’influencer anche con il gruppo dei iPantellas ed invece ami lavorare in radio, fare la doppiatrice o presentare un programma di cucina.

Si, io amo cucinare. Poi io mangio vegetariano…vegano, però il pesce non manca mai. Sono strana lo so.

Che squadra tifi?

Io sono interista.

Sei interista?

Si, si.

E come la mettiamo che sei anche Miss Juventus Domo?

No, no (Ride, Ndr), il Miss Juventus Domo l’ho vinto nel 2015, come miss, ma io sono interistaaaaaa.

Hai seguito Sanremo 2020? Quale canzone ti è piaciuta di più?

Mi sono piaciute quella di Diodato e Albero Urso.

E lo scandalo di Morgan e Bugo?

Ah…tutto preparato. Erano sotto in classifica e hanno costruito tutto per far parlare di Bugo, far parlare di lui, o avrebbe finito li.

Qual’è la tua musica preferita?

Io ascolto molto Hip hop e Regaetton.

Martina, sei single?

Si.

Come dev’essere un uomo per piacerti?

Diciamo che mi piaciono i tipi dolci, un po’ riservati, coccoloni.

Bene, adesso inizierà l’attacco dei followers calorosi. (Si ride, Ndr)

Grazie Martina per questa bella intervista. Ci vedremo in futuro, magari con te dietro il microfono di una radio.

Speriamo. Grazie a voi.

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Paola Carrieri: dietro l’ombra di un proiettile

Paola Carrieri, balistica di primo ordine, Consulente Balistico dell’Autorità Giudiziaria e Consulente Balistico per Medici Legali in tutto il sud Italia. E’ ausiliario di Polizia Giudiziaria e collabora a diversi importanti casi in ambito penale; non ultimo è docente di balistica. Fresca di ritorno dalla premiazione che l’ha vista ricevere il premio “Investigation & Forensic Awards!”, riconoscimento alle categorie di professionisti del settore forense da StopSecret – Magazine Tv Eventi. Paola Carrieri è stata premiata come prima eccellenza italiana nel campo della Balistica Forense.

Una professione, la sua, che il pubblico vede ed ama attraverso i film cinematografici, dimenticando che i film stessi nascono grazie a queste professioni meticolose.

Oggi incontriamo Paola per capire meglio in cosa consiste questa sua professione infinita e scoprire anche il suo lato nascosto.

Paola spieghiamo prima al pubblico in cosa consiste il tuo lavoro?

Sono un Balistico. Pertanto il mio lavoro consiste nella ricostruzione degli accadimenti delittuosi interessati dall’uso ed “abuso” di armi da sparo. Per spiegare in che consista il mio lavoro – seppur per sommi capi – devo necessariamente parlare della Balistica. Species del genus criminalistica, è una peculiare tecnica dell’investigazione criminale, probabilmente tra le più ardue delle scienze forensi. Complessa scienza che studia il fenomeno di grevi proiettati da macchine termo- meccaniche, in essa, convergono discipline eterogenee: medicina legale, fisica, chimica, giurisprudenza, merceologia, etc. Di conseguenza, discipline che il balistico necessariamente deve conoscere ed applicare alla propria attività di indagine.

I tradizionalisti, opportunamente, la scompongono in balistica interna (studia i fenomeni fisici, chimici e meccanici nonché ogni elemento che caratterizzi il ciclo dello sparo ed il moto del proietto all’interno dell’arma sino alla sua uscita dal vivo di volata; cosa non semplice se si consideri che si tratti di fenomeni assoggettati a tempi brevissimi, un centesimo di secondo, gongolando tra pressioni e temperature elevatissimi), esterna (attenziona ciò che accade dal momento in cui il proietto abbandona il vivo di volata ed attinge il bersaglio, atteso chè il centro di gravità del proietto sia assoggettato ad “ostilità” imputabili a forza di gravità e resistenza dell’aria) e terminale (quale condotta, quali effetti riferibili al proietto che abbia attinto il bersaglio – insomma, qualcosa di molto affine alla medicina legale se si consideri che la stragrande maggioranza delle volte il bersaglio è un essere umano – scrutando ogni singola variabile – struttura delle superfici e dei materiali interessati, angolo di incidenza, velocità di impatto, energia cinetica, morfologia del proietto, etc. -).

L’evoluzione dei tempi, inoltre, ha comportato che, in ambito investigativo ed, inevitabilmente, anche balistico, siano entrati in gioco moderni software, tecnologie e ben più approfondite competenze in funzione della comprensione, interpretazione, ricostruzione dei fenomeni di interesse dell’autorità giudiziaria. Il che a tutto vantaggio della ricostruzione delle dinamiche omicidiarie o, quantomeno, delittuose, imponendo al balistico la presenza in sede autoptica e nei luoghi interessati dagli accadimenti. Ed, infatti, l’attività investigativa criminalistico-balistica assume un ruolo più che determinante e spesso dirimente; intervenendo nei delicatissimi e primissimi momenti dell’immediato successivo alla commissione del reato, con l’onere di individuare la qualunque che abbia potuto assumente un ruolo all’atto della commissione del fatto e di garantire l’opportuna conservazione dei reperti al fine della successiva attività di indagine in laboratorio ed utilizzo in sede processuale.

All’uopo, e cominciando più opportunamente a dissertare di balistica forense – che assorbe la tradizionale tripartizione – nell’accezione di declinazione delle scienze forensi, rientrano quelle indagini finalizzate a comprendere tecnicamente e scientificamente il chi, cosa, quando, dove e perché dell’accadimento. È suddivisa in svariati ambiti: indagine identificativa di armi e matrice costruttiva delle stesse; indagine comparativa di parti compositive del munizionamento; identificazione di chi sia venuto in contatto con un’arma, attraverso il rilevamento delle GSR; valutazione della distanza dello sparo, mediante il rilevamento dei residui dello sparo; ricostruzione delle traiettorie; esame cadaverico dei fori di ingresso e di uscita nonché dei tramiti intracorporei; esame dei veicoli o danneggiamenti su strutture immobili; esplosivistica; ricostruzione della dinamica.

Vediamo dalle tue pubblicazioni sui social che adori proprio il tuo lavoro. Il pubblico si esalta quando ti vede accanto a foto di proiettili. Tu ti senti più una Charlie’s Algels o una Thelma e Louise?

Dunque. Se la memoria non dovesse ingannarmi, Thelma & Louise erano due fuggiasche a corto di danaro, imbrigliate in relazioni con uomini sessisti o “distratti”. No, non riesco proprio a sentirmi come queste due povere donzelle. Piuttosto, gli Angeli di Charlie erano qualcosa di spettacolare. O, perlomeno, ho questo ricordo abbastanza vago. Dunque, mi sento piuttosto portata ad operare questa scelta (obbligata). Vada per gli Angeli di Charlie. Alla fine della fiera, erano tre donne-detective affascinanti, in grado di maneggiare adeguatamente armi, istruite sui casi ed investite di incarichi investigativi da una voce di un tal Charlie, in un contesto in cui i protagonisti erano soprattutto uomini. E, del pari, sono una donna che indaga, maneggio armi adeguatamente (sì pare), una qualche autorità mi istruisce sui casi in relazione ai quali devo svolgere indagini, conferendomi incarichi, operando in un contesto popolato piuttosto da maschietti. Non credo sia poi un caso che tra le Charlie’s Angels ci sia una biondina con gli occhi chiari…..



Cosa ami di più del tuo lavoro?

Il mio lavoro è in grado di sorprendermi. Ecco cosa amo. Non è monotono. Ogni caso non è mai analogo ad un altro. E mi impone di mettere in discussione la qualunque, perché in questo ambito 1 + 1 non fa necessariamente 2. Non è così scontato. Ed è in questo modo che si giunge anche ad esitare ricostruzioni molto spesso completamente difformi da quelle che in troppi ritenevano fossero papabili. Avendo, ovviamente, il fondamento scientistico a supporto del tutto.

Apprezzo il maneggio delle armi, questo è più che evidente, altrimenti avrei fatto tutt’altro nella vita. Ma maneggiare armi “cattive”, armi che hanno ucciso e che sono tenuta a testare, esaminare, dissasemblare, a conviverci per un bel lasso di tempo, annette alla mia attività qualcosa di affascinante, certamente, ma al contempo aleatorio, pericoloso. Nulla è reiterato, nel mio lavoro. Nulla si ripete. Per via dell’approccio e dell’attività d’indagine svolta, per la dinamica, per ciò che in fondo al cuore resta, quando, ormai depositata la perizia o consulenza, ci si può permettere di essere “umani”.

Grazie ai tuoi studi hai avuto modo di collaborare con personalità di spicco della criminologia?

Si. Ho avuto modo di conoscere, dapprima per questioni formative (quando ero fanciulla), e successivamente di collaborare con personalità note al mondo della criminalistica , piuttosto che della criminologia. Grandi che ho incontrato nel momento giusto della mia carriera e che mi hanno trasmesso davvero tanto, sorprendendomi con l’umiltà che è tipica davvero dei giganti. Taccio in merito ai nomi, ma loro sanno perfettamente che questo passaggio è una risposta pensandoli con affetto.

Ti immaginiamo sempre in tuta mimetica o da agente speciale, ma come ti piace vestirti al di fuori del lavoro?

Carissimo Claudio, mi hanno denominata “il balistico sui tacchi a spillo”. Un motivo ci sarà. Se è vero, com’è vero, che testo armi con il tacco rigorosamente 12 , prova ad immaginare cosa io possa indossare oltre il lavoro. Sono una Donna, mi piace essere tale. E femminile. E sentirmi femminile.



Hai un ricordo più vivido del tuo lavoro?

Ovviamente, ne ho. Ed anche tanti. Magari incomprensibili ai troppi. Io credo che il bene ed il male da cui questo mondo sia composto, siano due facce della stessa medaglia. Amiamo e soffriamo, a grandi linee, nella stessa maniera per gli affetti che perdiamo . Ricordo un uomo, appena trentenne, bei lineamenti, quasi angelici. Era diventato padre da poco. Di una bambina. Si stava recando al mercato del pesce, lavorava lì e non si erano fatte nemmeno le sette del mattino. Era nel posto sbagliato al momento sbagliato. E’ stato freddato mentre beveva un caffè. Ah, la mala! Ricordo, poi, un altro uomo. Un po’ più in là dei 30 anni. Con lineamenti abbastanza scolpiti, quasi incattiviti. Era padre. Di più figli. A “modo suo”, eseguiva un lavoro. E’ stato freddato in un regolamento di conti. Eh già, la mala. Ora ricordo le famiglie di entrambi, allo stesso posto sedute. Alla stessa maniera disperate.

Hai un sogno speciale da realizzare?

Per tutti i sogni che mi frullano per la testa, credo che questa vita non basti.

Purtuttavia, il sogno al momento preminente è l’avere un erede. Non necessariamente un figlio, non mi riferisco alla prole, che resta una benedizione; ma un erede. Mi spiego meglio. Sogno che, da oggi a 100 anni, qualcuno, al di là di quelli che sono già i miei attuali collaboratori, possa portare avanti il mio centro balistico. Che sia un figlio o semplicemente un allievo, mi piacerebbe che il mio Centro Balistico avesse un seguito.

Che musica ti piace ascoltare?

Bene, bene, considerando che misi piede in radio da giovanissma, ascolto praticamente la qualunque. Al momento, però, prediligo qualcosa di “sostenuto”, soprattutto quando non abbia il caffè a portata di mano. In modo da potermi “caricare” a dovere.

Le tue vacanze preferite?

Vacanze? Che sono? Si mangiano? Sarei scontanta se asserissi che le mie vacanze preferite son quelle che trascorro a casa mia? Con la spiaggia a due passi e la quiete di un paesino poco popolato. Giro fin troppo per lavoro. Quindi, appena posso, il mio relax è a casa mia. Oziando, cucinando, invitando gente. Però non ti nascondo che sto valutando un lungo viaggetto all’estero. Chissà!



Se dico :”L’Amore è…..”, cosa rispondi?

La gente lo sottovaluta. Ad oggi, si ha l’illusione che chi non ami, sia un “duro”. Un soggetto che non deve chiedere mai. Uno che si basti da solo. Che se la sbrigi da solo. Che si organizzi il proprio tempo libero da solo. E che poi si fa una festa a sorpresa da solo, si sveglia la mattina di Natale da solo, si coccoli da solo, ceni da solo, si addormenti da solo….Mah! Nella maggior parte dei casi, nasciamo per un atto d’amore, dunque non comprendo tutto questo voler apparire soli e forti. Chi non ama per “moda”, per par condicio dovrebbe non essere nemmeno amato. Mi pare un giusto equilibrio. Per me, l’amore è la mia famiglia. Concetto atavico. Ma rivoluzionario, credo.

Cosa pensi del crimine? Ce n’è ancora troppo?

Se ce n’è ancora troppo? Beh, esaminiamo SOLO Il fenomeno della mafia in Capitanata. La criminalità “disorganizzata”, un pò come la camorra. Ma crudele.
Esistono ben 28 clan….Welcome to PUGLIA!
In cima c’è la “Società”, la mafia dei mitici anni ’80. Dapprima verticistica, da decenni ormai divisa in diverse “batterie”. Il clan Sinesi/Francavilla, rivale dei Moretti/Pellegrino/Lanza, per esigenze “logistiche” avrebbe stretto un sodalizio con il clan Trisciuoglio/Mansueto/Prencipe; però prima si sparacchiavano addosso. Il gruppo Francavilla, in contatto con la criminalità organizzata di San Severo. E poi il clan Trisciuoglio/Prencipe/Mansueto (in realtà, Mansueto è stato ammazzato nel 2011, ma nessuno ha visto niente…) alleato con il gruppo Romito. In realtà quello che una volta era il clan Trisciuoglio/Prencipe coinvolto nella guerra del 2002-2003 con i rivali Sinesi/Francavilla (la più cruenta delle 7 guerre di mafia con 14 omicidi e 4 agguati falliti in 15 mesi), si è poi trasformato dal 2006 nel clan Trisciuoglio/Tolonese.

Nell’organigramma della «Società» c’è infine il clan Moretti/Pellegrino/Lanza contrapposto ai clan Sinesi/Francavilla e Trisciuoglio/Prencipe/Mansueto.
Su Cerignola, opera il gruppo ex Piarulli-Ferraro (Ferraro è morto in carcere anni e anni fa). E su Cerignola dove opera anche il clan Di Tommaso (il capo-clan fu ucciso anni fa e non si hanno notizie giudiziarie sull’attività del presunto gruppo….e meno male!). Nel basso Tavoliere opera il gruppo Gaeta; il clan Gaeta fu al centro dell’inchiesta «Veleno» del settembre 2007 con circa 60 arresti e il processo che ha però ridimensionato l’impostazione accusatoria: assoluzioni per mafia (si parlava anche di ecomafia e di condizionamento della vita amministrativa) e qualche condanna per droga e truffa all’Inps. E sempre nel basso Tavoliere, ci sono il gruppo Masciavè e il clan Gallone di Trinitapoli, che sarebbe attivo nel settore droga.


Su Lucera opera il gruppo Tedesco, in guerra con il clan Bayan-Papa-Ricci.
Nell’alto Tavoliere operano: Salvatore ex Campanaro,in sinergia con il gruppo Testa-Bredice, ex Palumbo (Severino Palumbo fu ucciso nel 2015…e pure Campanaro) che mantiene contatti i Francavilla, Testa/Bredice, Russi, DAloia/Di Summa, operante soprattutto nella zona di San Marco in Lamis, al pari del gruppo Cursio/Padula originario di Apricena.
Sul Gargano labbiamo il gruppo Alfieri/Primosa/Basta, il clan «Libergolis (la cuo potenza egemone è stata ridotta a seguito del maxiprocesso alla mafia garganica) di recente “bisticcia”con il clan Romito di Manfredonia, prima suo alleato.


E poi, e poi…il gruppo Romito (uscito indenne dal maxi-processo alla mafia garganica con una serie di assoluzioni, i gruppi Gentile, Ricucci, Notarangelo, (Angelo Notarangelo «cintaridd’» fu ucciso in un agguato di Mafia alle porte di Vieste nel gennaio 2015), Frattaruolo, Prencipe.
Tra San Marco in Lamis e Rignano opererebbero il gruppo Martino ed rivali Di Claudio-Mancini. Ed il clan Ciavarrella.
Penso di averli menzionati tutti…. Ce n’è ancora troppo?


E sulle violenze alle donne?

E’ qualcosa di semplicemente aberrante. Non ripeterò slogan da più parti ventilati. Credo che ad oggi viviamo in una società che vanti un elevato sommerso di casi di violenza agita su donne. Donne che spesso si sentono inadeguate, non solo per ciò che vivono ma anche e soprattutto per il fatto che vengano lasciate sole. E non solo dalle istituzioni. E’ impensabile che queste donne siano completamente sole. E che nessuno, tra parenti ed amici , si renda conto dell’inferno che la donna viva. Inoltre, i numerosi fatti di cronaca, rendono noto che anche tra le vittime che avevano denunciato, non si è affatto agito in tempo. Ma resta il fatto che la denuncia è l’unico strumento per chiedere aiuto! Per esaminare il fenomeno in prospettiva della mia competenza, è risultato che l’uso di armi da fuoco sia semplicemente secondo all’uso di armi bianche. Probabilmente perché, nella disponibilità dell’offender, hanno un maggiore effetto intimidatorio, un distacco dalla vittima ed, in alcuni casi, l’utilizzabilità contro l’offender stesso. La pressione sul grilletto “abbrevia” drammaticamente e drasticamente il percorso tra ideazione d’attuazione, non consente sufficienti tempi di riflessione nella fase istintiva ed emotiva. Resta inoltre il fatto, altrettanto drammatico, che le vere vittime di violenza restino anche vittime di altre donne che si travestono, a loro volta, da vittime, ma di fatto sono false vittime di violenza.

Paola ti ringrazio per questo meraviglioso viaggio nella tua professione e in parte nella tua vita, diciamo cosi…..più serena.

Grazie a te e un saluto a tutti i lettori.

Intervista all’attrice e conduttrice Anna Falchi, presto a teatro

Anna Falchi, impegnata attualmente nel programma “Andar per cantine” di Ischia, ci racconta il suo vivere la bellezza di quel territorio, i suoi semplici selfie, il ritorno a teatro ed il parlarsi allo specchio…semplicemente.

Anna, sei stata la madrina alla presentazione della decima edizione “Andar per Cantine”, la manifestazione che racconta il rapporto ultrasecolare dell’isola di Ischia con il vino. Manifestazione che si svolge dal 10 al 20 settembre 2017. Ti piace presenziare a queste manifestazioni sul territorio?

Sono molto felice di partecipare ad iniziative legate all’isola di Ischia, che è una delle mie mete preferite da almeno vent’anni. Per la seconda volta “testimonial” di questa iniziativa ,ho accolto con entusiasmo questa riconferma.

Ho visitato tante cantine ed ho scoperto luoghi incantevoli davvero! Si assaporano gusti e profumi che esaltano la terra e la storia di queste cantine, scavate a mano nella roccia 200/300 anni fa. Panorami incredibili e location accoglienti.

Le persone che ti accolgono con calore e generosità, pronte a raccontarti la storia, le tecniche antiche e moderne nel fare le vendemmie e gustare quindi il nettare di tanto lavoro! Un’ esperienza unica e incredibile che non mi resta che consigliare a tutti. Italiani e stranieri

Ischia e’ un territorio ferito, a causa del sisma di poco tempo fa. “Andar per cantine” e’ una cordata di energia per il territorio?

Di comune accordo, abbiamo deciso infatti di presentare l’evento a ridosso della tragedia proprio per dare un segno di positività, di coraggio e voglia di sostenere l’isola, il turismo (danneggiato gravemente dai media) e stare vicino alle persone che vivono nell’isola e dell’isola.

Bisogna continuare a parlarne per non dimenticare e ricordare che Ischia non è solo mare, sole, terme, ma anche tanto altro. Un bel viaggio enogastronomico per esempio è una bella alternativa anche in periodi alternativi alla stagione estiva.

Ti abbiamo vista in relax, passeggiare nella natura, in riva al mare o a goderti un bel bagno nelle acque fresche. Immagini che hai postato nei tuoi social.
In una di queste foto, che poi ha suscitato il nostro interesse per fare una recensione, quasi fosse un’opera d’arte, sei serena, con il viso rivolto al cielo e i raggi solari che ti illuminano il viso. Una foto semplice, che sottolinea pero’ il tuo essere portata al mondo della fotografia. Ti piace fare la fotomodella?

Nell’epoca dei social mi diverte posare per me stessa (selfie) e condividere con i miei sostenitori le bellezze dell’Italia che continuano ad emozionarmi e sorprendermi.

Hai in programma qualche evento pubblico o lavoro televisivo?

Tornerò spesso a Ischia e il 26 ottobre, con Gianni Ferreri, debutteremo al Teatro Augusteo di Napoli con un omaggio al grande Toto’ con la commedia LA BANDA DEGLI ONESTI, e poi  tante altre iniziative in Campania.

Hai condotto assieme al make-up artist Ciro Florio “Wedding Fashion World 2”; come hai vissuto la sfida delle coppie che partecipavano? E’ stato divertente o in effetti c’era un po’ d’imbarazzo?

Mi sono molto divertita. Grazie al gruppo di lavoro della Big Bang Production, che sono giovani, professionali ed entusiasti ed anche le coppie che hanno partecipato sono state adorabili e complici delle nostre sfide.



Torneresti sul palco principale del Festival di Sanremo come coconduttrice?

Certo figurati. Chi non vorrebbe. Resta una delle più belle esperienze lavorative della mia carriera.


Ha fatto discutere, molti hanno detto in modo inutile, la nuova pubblicita’ del Buondi’ Motta, dove sia la madre sia il padre di una bambina vengono uccisi dalla caduta di due asteroidi. Hai visto la pubblicita’? Cosa pensi?

Non ci avevo fatto nemmeno caso, ma i media e le coscienze si sono mobilitati e penso che la pubblicità non è che debba essere per forza educativa o poltically correct .

E comunque sia w w w il Buondì Motta, così buona che mi riporta alla mia infanzia!!

Guardandoti dentro, coccolandoti da sola, qual’e’ il regalo che ti faresti ora?

Mi piacerebbe fare una settimana in un beauty farm per una remise en forme… dopo tutto il vino bevuto e le leccornie di Andar per Cantine…Capisci a me??? (Ride N.d.r.)

Stai camminando per strada e passi davanti a uno specchio. Ti accorgi che sei riflessa, ti giri, ti guardi e vedi che nel riflesso sei tu bambina. Quella bambina ti sorride e dopo tanto tempo ti parla….cosa ti dice?

Era più facile essere figlia che mamma no?

Grazie Anna per la tua disponibilita’ e cogliamo l’occasione per portarti l’abbraccio di tutti i tuoi fan.

Un bacio e a presto – Anna Falchi

Anna Falchi abbracciata dal sole di Ischia

L’attrice Anna Falchi diventa l’immagine di un’Ischia fresca, meravigliosa, attraverso uno scatto fotografico d’autore.

L’attrice Anna Falchi si abbraccia mano nella mano con il paesaggio e la natura incontaminata di una costa dell’isola di Ischia.

La freschezza arriva dritta al cuore grazie al sorriso dell’attrice rivolto al sole, al mare in sottofondo, alla natura circostante e alla brezza nei capelli dell’attrice.

La meraviglia dei dolci raggi solari che accarezzano il viso della Falchi sono una carezza stessa a chi osserva l’immagine.

Un tutt’uno, perche’ la meraviglia di Ischia e’ conosciuta e la bellezza di Anna Falchi pure, ma accompagnate mano nella mano sono una bellezza unica….come questo scatto.

Eccola qui la semplicita’ naturale, legata a nulla, solo alla bellezza di essere liberi di volare.