Simona Poerio: La vita la riprendo io

Simona Poerio: Le violenze su di me? Spero in una legge che uccida

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 Avevamo incontrato Simona Poerio alla presentazione del suo libro “Dietro le sbarre”, edito dalla Booksprintedizioni, un libro autobiografico, forte, intenso e scorrevole, ma non conoscevamo il buio profondo della sua infanzia, quel buio che le ha permesso di scrivere oggi tutte le sue sofferenze per salvarsi dall’incubo infinito delle violenze e aiutare a riflettere sul perchè, ancora oggi, la società nasconde alcune vergogne.

Simona incontra la nostra fiducia e la capacità di dialogo di entrambi e decide di regalare al pubblico, perchè di un vero regalo si tratta, un’intervista che può ferirla, ma al contempo può calmare e curare molte altre ferite più profonde. Una lunga intervista, ma scorrevole, intensa e interessantissima, che porterà il lettore ad un continuo chiedersi:…Perchè tutto ciò”

 

Simona ci eravamo lasciati parlando del tuo libro “Dietro le sbarre”, oggi ci ritroviamo per raccontare un’altra storia, sempre la tua, ma più nascosta…una storia brutta, che sottolinea ancora una volta, tutti questi anni di violenze da te subite, come le violenze sui bambini. Sei solita raccontare di te e comprendiamo che la violenza non sia mai da sminuire, ma questa cosa un po’ incuriosisce pensandoti e avendo dimostrato di essere una donna molto forte 

Io scrissi un giorno :“Scrivi ciò che pensi per non morir soffocato”, tu racconti quello che senti…perché?

 

 

In questo caso scrivo perché spero che attraverso il mio espormi qualcuno trovi il coraggio di dire BASTA a qualsiasi sopruso ,violenza o molestia stia subendo, che sia fisica o mentale o psicologica.                    Io scrivo ciò che penso e sento per non morire soffocata, per non morire. Scrivo e racconto ciò che provo, ovviamente basato sulle mie esperienze e, ammetto sono davvero tante. Scrivere è diventato ben presto, forse troppo presto, il mio rifugio e il mio unico modo per poter dire le mie verità, quelle che nessuno avrebbe potuto comprendere o peggio capire. In fondo, insegnanti a parte, a nessuno importava cosa scrivesse quella bimbetta troppo vivace. Di fatto non ho mai nascosto nessuno dei miei scritti ed oggi questo mi ferisce un po’, perché nessuno si è mai interessato a questo. Nessuno ha mai cercato quelle verità per le quali io oggi ancora combatto. Dopo questa intervista credo che brucerò e distruggerò diario dopo diario, pagina dopo pagina ogni diario scritto negli anni, e le mie lacrime su quelle pagine svaniranno per sempre ,un primo passo credo, pronta a farcela da sola ,ancora da sola.

Scrissi :“Se non ti è concesso parlare allora tu scrivi e il tuo pensiero un giorno darà vita alle tue parole ” ed eccoci qui !!!

 

«Crescendo mia madre mi prese per pazza perché secondo lei mi lavavo troppo»

 

Nel libro parli del tuo compagno Emilano descrivendolo come un uomo molto religioso ,addirittura praticante . E tu, sei credente ?

 

Alti e bassi ,sono cresciuta in una famiglia cattolica e non particolarmente praticante ma con degli assurdi tabù inculcatigli dai loro genitori o dai loro credo, o dalla parola del loro Dio ,e più crescevo e più vedevo ipocrisia. In quel Dio ho creduto per un po’ ,oggi non so ,mi domando se ci sia ancora qualcosa in cui credere. Vediamola cosi, credo nel bene e nel male, punto!!! Ho ricevuto tutti i sacramenti e da buona cristiana e figlia mi sono sposata in chiesa, ho anche fatto prendere tutti i sacramenti ai miei figli per permettergli di fare da adulti le loro scelte e poi  perché ci teneva molto il loro papà . In verità a quei tempi gli rivolgevo qualche preghiera anche io a quel suo Dio. Oggi mio figlio Sharon, al liceo, segue religione per sapere e conoscere e come suo padre prega molto ,nonostante gli innumerevoli dubbi ,mentre l’altro figlio Franco alle medie ha rifiutato l’ora di religione sin dal primo anno, lui ha le idee molto chiare a riguardo.

Qualcuno ha scritto che :”Se esiste un Dio ce ne sono due ,ed ognuno di loro pensa che l’altro si stia occupando di me.”  CREDO NON ESISTA AFFERMAZIONE PIU’ VERA PER QUANTO MI RIGUARDA .

 

 

Cosa non hai mai confessato neppure a Dio ?

A Dio non dovremmo confessare nulla, ci insegnano che vede tutto. La prima volta che gli ho parlato apertamente avevo 10-11 anni, credo, e gli ho chiesto di farmi morire perché finissero le molestie e le violenze ,ma non credo abbia ascoltato le mie preghiere né le mie suppliche, perché dopo anni di molestie sessuali tutto è cessato ,o almeno credevo . Ora ognuno di noi ha il suo percorso ,e la sua strada, ma da allora mi domando come posso credere in un Dio che ha permesso che mi accadesse qualcosa di così terribile da cambiare tutto di me e in me. Ha permesso che accadesse a quella bambina vivace e indifesa, una bambina che in quegli anni è morta senza che nessuno se ne accorgesse . E’ molto difficile scrivere di certe cose, ma è anche difficile saper leggere fra le righe. Dopo la pubblicazione del mio libro “Dietro le sbarre”, qualche domanda è arrivata e forse mi sono detta:” Se trovo il coraggio di parlarne dopo tutti questi anni forse i demoni li sconfiggo”, perché l’unico modo che abbiamo per liberarci è vivere come persone libere e normali e non rabbiose, ribelli e lunatiche, diverse (il più delle volte) ,troppo forti (quasi sempre) è affrontare le cose che più ci feriscono dentro .

Nel libro menziono spesso mia figlia e mia madre. L’una perché vederla crescere mi ha ricordato quanto sono stata piccola e indifesa, mentre qualcuno abusava di me e poi perché mi fa respirare a pieni polmoni guardarla e sapere di averla protetta, almeno da quell’inferno. Allo stesso tempo negli anni ha risvegliato la parte di me ferita e distrutta. Ogni giorno per anni ho guardato mia figlia domandandomi come abbia fatto mia madre ,come tante madri a non capire, a non proteggermi da quei mostri che non mi spaventavano di notte nel mio letto.

L’altra perché il mio essere stata una madre attenta mi ha ricordato che la mia non è stata attenta per niente, mia madre non mi ha protetta, non ha capito, non mi ha difesa e da quando sono diventata madre non riesco a perdonarla, mentre lei non sente il bisogno di essere perdonata . E oggi mi fa davvero INCAZZARE(posso dirlo ? Ride N.d.r.) ,quando trattando questi argomenti cosi dolorosi ,parlando al passato li  giustificano con: “Erano altri tempi “ e al presente con :”Sono persone malate”. No !!! Non lo accetto, o sei madre o non lo sei , o sei un padre o non lo sei . E ucciderei se toccassero mia figlia con un solo dito, perché non esiste giustificazione peggiore di Malato. Spero in una legge che uccida questi DEVIATI, perché una bambina o un bambino abusato muore e nessuno piange la sua morte . I bambini non si toccano !!!!

 

«Avrei voluto vivere la vita di tutti tranne che la mia»

 

Come ha inizio la tua storia di violenza?

 

Il mio incubo è iniziato fra la fine della scuola materna e l’inizio della prima elementare ed è durato qualche anno . Erano amici di famiglia, nessuno sospettava ed io ero così piccola da non capire e cosi spaventata da non riuscire a parlare, ma i segnali arrivarono presto . Ribellioni a scuola, tutte le notti mi svegliavo con il letto bagnato. Ricordo di aver sentito mia madre parlarne con amiche ridendo e di essermi sentita umiliata e ferita a morte .Avrei potuto parlare ,molte volte ho pensato di farlo, ma non mi avrebbero creduto, o avrebbero messo tutto a tacere per la vergogna ,cosi iniziai a scrivere i miei diari ,le mie preghiere. Come cito nel libro “Avrei voluto vivere la vita di tutti tranne che la mia”.

 

La mia famiglia si fidava di questa coppia e dei loro 4 figli ,3 più grandi di me di molti anni . Mentre crescevo quest’uomo non poteva più tenermi in braccio e toccarmi sotto il tavolo, toccarmi dove e come non volevo e fortunatamente le occasioni diventavano sempre più rare cosi fui finalmente libera da quest’uomo che ad ogni occasione si prendeva confidenze disumane. Un giorno mentre tutti erano distratti da giochi di carte, tombolate, abbuffate e altro mi si avvicinò e mi disse cose ripugnanti e sconce, c’era un coltello sul piano della cucina e senza pensarci glielo puntai; non dissi nulla, ma i miei occhi neri gridavano disperazione, avevo credo 9/10 anni . Sua moglie vide la scena e non disse nulla ed io capii che i mostri erano due, non uno. Quando fui abbastanza grande mi diedero l’accesso alla stanza per i ragazzi dove ricordo c’era un ping- pong . Ero felice, perché in quella stanza c’era mio fratello, mi sentivo al sicuro ,ma non lo ero.

Trovavano il modo di distrarlo, mangiavano a turni e intanto abusavano di me. Un giorno gridai e quando intervennero “gli adulti “, dissero tutti che ero caduta. Mia sorella era senza di me e mi sentivo cosi impotente. Mi ripetevano che se stavo zitta non l’avrebbero toccata e per lei avrei dato la mia stessa vita, che in quegli anni per me non valeva nulla. Ripetevano che nessuno mi avrebbe creduta, che nessuno mi avrebbe più voluto bene . Ed io pensavo che se mia madre avesse avuto una sola prova e mi avesse amata li avrebbe uccisi tutti con le sue mani ,ma non avevo prove e mia madre non sapeva amare una figlia ribelle . A volte ci provavo a farle capire, ma più tentavo più lei mi deludeva attaccandomi…era sempre colpa mia!! . Alle elementari ho preso una forbice e di notte da sola mi sono tagliata tutti i capelli, ero un cesso,volevo che tutti vedessero un maschiaccio e non sensualità, a quella età, se ci penso  …. è assurdo !!!

 

Portavo di nascosto nello zaino abiti da maschio per cambiarmi di nascosto appena fuori casa. In quegli anni mia madre mi picchiava ogni volta che rifiutavo di andare in quella casa ,ogni volta che fingevo di stare male per non andare dove c’erano loro, ogni volta che rifiutavo la gonna. Crescendo mi prese per pazza perché secondo lei mi lavavo troppo. I segnali c’erano e aumentavano; crescendo picchiavo chiunque se la prendesse con i più deboli, diventavo una furia e chi mi ha conosciuta lo può confermare. Per anni ho terrorizzato molte persone per difenderne altre e non me ne vergogno . Perfino a scuola non stavo alle regole, non eseguivo ordini, non riuscivo a stare ferma e gli insegnanti di educazione fisica impiegarono le loro e le mie forze per allenarmi, per farmi sfogare tutto.

 

Simona correva sempre, la notte leggeva e scriveva sotto le coperte e di giorno correva, ma correva così forte che le medaglie e le coppe aumentavano a dismisura. Simona non ha mai perso una gara, perché nessuno può correre più veloce di qualcuno che fugge da un demone o più . Simona è cresciuta ma non ha smesso di correre né di scrivere. Simona ha servito da bere nel suo bar ai suoi carnefici e poi è corsa in bagno a vomitare. Le colpe oggi Simona le dà ai genitori non ai figli. Per troppo tempo mi sono sentita colpevole, e né mai abbastanza forte né pulita . Non accadrà più, nessun uomo mi ferirà più, non mi farà sentire sporca né debole. La verità è che un figlio va protetto da tutto e tutti. Un figlio non lo metti da parte per un aperitivo o una partita a carte. Riflettete, perché io quando ci sono di mezzo i bimbi non mi fido di nessuno.

Che messaggio vorresti mandare a chi sta vivendo ciò che hai vissuto tu ? Come si sopravvive a tutto ciò?

I miei figli, non sono stati sfiorati mai, nonostante li abbia cresciuti da sola, senza il padre, nonostante in molti gli siano stati vicini . Nonostante io sia stata giudicata e calunniata come figlia, come donna e anche come madre .Direi che oggi guardando i miei figli posso sentirmi orgogliosa, oggi so che non ero sbagliata io, ma chi mi circondava e dentro di me questa è una vittoria pazzesca. Vorrei dire che per quanto sembra impossibile dobbiamo trovare il coraggio di ribellarci . Personalmente  non mi pento di aver mantenuto il segreto con tutti, per anni, eccetto che con mio marito Emiliano (al quale non ho mai detto i nomi dei miei molestatori ), non mi pento perché una volta diventata madre l’ho detto a mia madre e lei non mi ha creduta. Poi qualcuno coraggiosamente si è fatto avanti dando fondamenta e conferme sul mio passato e mia madre costretta a credere a questa persona, non ci ha abbracciate ,non si è scusata ma ha unito i pezzi e ha pensato di darmi la colpa davanti a mia figlia .Colpevole a 5 anni ? Da allora mia figlia mi abbraccia spesso senza ragione ed io so perché lo fa. Da allora mia figlia guarda mia madre con altri occhi . Lei mi crede e mi ringrazia per quell’inquietudine e per quel male di vivere che le ho evitato. Con mia madre ovviamente quel poco rapporto rimasto si è tramutato in un rancore insormontabile. Si sopravvive, la vita vera finisce in quei momenti, la tua vita se ne va e niente conta più; io sono sopravvissuta grazie ai miei figli, con l’arduo compito di crescerli bene e di proteggerli al meglio. Sono sopravvissuta grazie alla scrittura e allo sport e anche all’amore per gli animali. Se siete intrappolati parlatene con qualcuno che vi possa anche solo credere, per capire e piangere c’è tempo…per fermare questi mostri no . Mi hanno rubato tutto, non permettete loro di fare questo a voi o ad altri. Mi offro anche di ascoltarvi se vi può aiutare, se può servire mi trovate su Facebook, su you tube…….ma vi prego parlatene. E in conclusione spendo due parole per i genitori: non basta nutrire i figli e rimboccargli le coperte, quando gli raccontate le storie o le favole, sappiate usare l’immaginazione. Se in un racconto un bimbo ci vede qualcosa d’incredibilmente mostruoso o fantastico, raccontate a vostro figlio che quel bimbo è corso a dirlo a mamma e papà, e fate che nel racconto i genitori gli credano . Vostro figlio saprà che credete in lui sempre e comunque. Parlate con i vostri figli, proteggeteli, ascoltateli, e fate attenzione ai segnali, perchè ce ne sono molti. Sono una donna che da bambina è stata molestata e che dopo 30 anni ha deciso di dirlo, di liberarsi di quel peso per poter uscire da DIETRO QUELLE SBARRE, dove l’amore può tutto ma non basta

 

Adesso tu ti giri e vedi davanti a te Simona bambina. Cosa faresti? Cosa le diresti?

 

Non posso permettermi di guardarmi al passato, non un passato così lontano. Non saprei gestire né dolore ne rabbia, ero una bambina e oggi sono una donna, e la donna difenderebbe con la propria vita e a qualunque costo la bambina. Le direi di essere forte, di non smettere di sognare ne di amare le cose belle della vita , perché come ho scritto nel libro …’’Un giorno arriverà per lei ,solo per lei un drago amico o un principe dalla scintillante armatura”. Le direi che arriverà qualcuno che con un abbraccio la farà sentire al sicuro ,almeno per qualche attimo .Perché esistono uomini buoni ,uomini che meritano il nostro amore. Le direi di provarci ad amare se stessa prima di amare qualcun ‘altro, questo le direi. Le direi di essere determinata e coraggiosa, perché niente sarà più uguale, niente sarà come avrebbe dovuto essere né lei né la sua vita.

«Simona ha servito da bere nel suo bar ai suoi carnefici e poi è corsa in bagno a vomitare»

 

Ci sono parti di noi che vengono uccise, e ripeto la parte peggiore è che neanche chi dice di amarti se ne accorge, soffri, subisci, muori e rinasci più volte da sola, ma puoi imparare a curarti tutte le ferite . Per questo le direi di seppellirle tutte e tenere solo le cicatrici, quelle che ti ricordano che mai e poi mai permetterai che qualcuno ti faccia del male . E poi le direi di provarci e di provarci e di provarci ancora con tutta se stessa a vivere .Io lo sto facendo ancora ,c’è una speranza per tutti ,magari piccola, ma può bastarci per vedere un po’ di luce nel buio. Perché ho imparato che quando l’anima si ammala il corpo non sa vivere e a stento sopravvivere.

Nella tua vita dura e sofferta c è qualcuno a cui puoi dire…ti amo?

Oggi decisamente no !!! Il primo vero ti amo l’ho detto ad Emiliano e da 16 anni lo dico ai miei figli . Lo dico alla mia nipotina Arianna ,lo dico al mio bellissimo cane Akira,un pitbull di 8 mesi, che mi capisce più di molte persone; ai miei sei gatti, perché negli animali ho trovato anima e in alcuni uomini ho visto bestie. Lo posso dire agli amici di una vita, maschi e femmine senza distinzione . Ma so a cosa ti riferisci e credo di no, credo di averci tentato, provato, mi sono illusa e ho sperato con Emilano, a cui dico grazie, perchè è stato l’uomo più dolce e romantico e forte che io abbia conosciuto ad oggi .

Ma forse non ero pronta neanche allora, non avevo affrontato i miei demoni e il passato ,soprattutto quando è violento entra e non chiede permesso, sa che gli appartieni, sei imprigionato dalle sue sbarre.  Non credo di essere pronta neppure ora .Non fino a che non avrò rivisto Emiliano fuori dal carcere, non fino a quando i suoi occhi saranno nei miei e il mio cuore nel suo. Ho imparato ad amare la mia solitudine e la mia persona, ma forse un giorno qualcuno entrerà o farà ritorno nel mio cuore e sarà capace di sorprendermi e di abbracciarmi forte per sussurrarmi che è finita ,che ora penserà lui a me e a curare le mie ferite .Perché la persona alla quale dirò ti amo sarà quella che riuscirà a cancellare un brutto passato per un futuro migliore .

Vorresti essere bambina senza problemi?

Chi non lo vorrebbe??? Ho sofferto e sopportato l’insopportabile e poi ho visto i miei figli soffrire a loro volta . I bambini dovrebbero crescere sereni, protetti. I bambini vanno ascoltati, osservati, a loro non dovrebbe mancare nulla, non dovrebbero subire nulla .  Vorrei una legge più dura per chi tocca i bambini ,questo permetterebbe a molti bambini di crescere senza problemi. La mia vita ormai è questa e sono sopravvissuta perché l’ho accettata per amore di altri ,ma il primo amore ,lo dobbiamo a noi stessi, solo a noi stessi .

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