Una canzone per te

Ciao amore,
ti scrivo di notte
una canzone speciale.
L’ho scritta col cuore
ed è nata da sola,
in questa notte con un caldo paziente,
che mi innervosisce un po’
e un po’ mi disturba.

Un vento invisibile mi sfiora,
ma non riesce a farmi sorridere.

La strada morta
di questa notte,
con qualche pazzo
che la percorre a quest’ora, no!…
…non mi consola.

Voglio scriverti di me.
Voglio scriverti di noi,
ma tutto quello che ci gira attorno
cancella tutte le mie righe.

Ti scrivo di notte,
sdraiato sul letto,
pensando al tuo viso,
leggendo il tuo pensiero…

…lasciandomi tranquillo
per pochi attimi.

Pacifico feat Malika Ayane

L’unica cosa che resta…nel Cuore.

25 aprile 2012

Una carezza improvvisa, ma cercata. Una preghiera sospirata, che porta, lentamente, il sogno sempre sognato. Parole lente, al rallentatore, che sfiorano gli occhi, per poi scendere sulla propria pelle. Mare, cielo, sole, calore, Amore, le parole delle poesie, qui galleggiano insieme nella loro giusta dimensione. Una canzone calma, come un bacio caldo, che vuole portare all’infinito il suo calore. Come sguardi innamorati, che si fondono….e tutto vibra…tutto è l’Amore che si è cercato per una Vita intera. Infinite le sensazioni di chi ascolta…l’unica cosa che resta…all’infinito.

 

La grandezza di SHARI NOIOSO

La bellezza della voce pura e profonda che si trasforma in musica perfetta. Vibrazioni enormi che entrano immediatamente nel cuore dell’ascoltatore. Quasi un pianto rinchiuso da anni che vuole esplodere in tutta la sua potenza. L’istinto del grande artista portato in evidenza da questa grande cantautrice. A Shari Noioso bastano solo pochi attimi per incantare il grande pubblico. Una giovanissima che ricorda il talento di un’altra grande cantante italiana, Francesca Michielin: capacità artistica e genetica magnifica.

Paola Epifani: Rabarama è il mio vivere immenso

Marzo 2013 – Di Claudio Raccagni

Rabarama: il movimento dell’universo nella staticità dell’arte. Una staticità fittizia, perchè le opere di questa artista girano il mondo e prima ancora entrano all’interno dello spettatore e girano nelle sue emozioni.

Paola Epifani, questo il vero nome dell’artista, ci permette oggi di conoscere un po’ di più la sua persona misteriosa, il suo vivere ed essere arte.

Dipingere è un’opera che si inizia quasi automaticamente, da bambini. La pittura è un segno di espressione, ma la scultura è un’altra cosa. Non è cosi semplice. Non è una forma normale di crescita; bisogna avere una spinta in più. Quando hai cominciato a scolpire, modellare le tue creature? La tua prima volta artistica, in cui una tua creatura ha preso vita?

Per me l’approccio con l’argilla è stato del tutto naturale: fin da piccola lo studio dei miei genitori mi permise di utilizzare materiali ed attrezzature di ogni genere oltre al loro insegnamento esperto. Sta di fatto che non ricordo neppure quando ho cominciato ad esprimermi e a comunicare con le forme e i colori, per me è stato come imparare a parlare.

Rabarama (foto: Hikari Kesho)

Le tue opere sono “vive”, come scrissi tempo fà, perchè hanno una potenza energetica molto viva, che esplode già nel primo istante in cui le si vede. La tua capacità artistica è un’attitudine già presente in te da bambina?

Credo di sì, o meglio, quello che provavo allora è ciò che provo adesso. L’energia è pari alla verità con cui mi esprimo ed il fatto che le persone si interessino tanto al mio lavoro, fa sì che la mia ricerca si arricchisca sempre più di quella energia di cui tutti siamo parte.

Spesso mi chiedo cosa porti una scultura a farsi scolpire da te. Cioè: è cosi forte la voce nascosta delle tue sculture, che portano a pensare che siano essenze vere e proprie, portate alla luce da te, dietro un loro richiamo. E’ giusta questa interpretazione?

Credo che il richiamo sia quella “voce interiore” che tutti possediamo e con cui quotidianamente colloquiamo, ed è proprio questa voce in me che chiede di essere ascoltata, interpretata e tradotta in materia e colore. E’ una ricerca che comincia quando inconsciamente il mio Io raziocinante si addormenta per lasciar posto alla memoria arcaica che si trova in quel lato buio del nostro cervello che normalmente non utilizziamo, proprio lì, dietro ad una “porta” ,o meglio, in attesa che una qualche sinapsi attivandosi cominci ad attingervi.

Se Rabarama dovesse scolpire se stessa, come sarebbe?

Rabarama è in ogni sua scultura, da sempre. Forse è proprio questo il segreto di quell’energia di cui stavamo parlando prima: la verità, l’amore e la passione che cerco di trasferire nelle mie sculture apparentemente silenti ed inerti, ma che in realtà ululano solitarie in ogni creazione.

Fine 2012, l’arrivo della fine globale. Come ha vissuto la tua arte questa previsione. L’energia catastrofica o di pensiero popolare ha influito sulle tue sculture?

No, o meglio, non ho mai creduto ad una fine segnata da una data. Purtroppo però devo confidarti che da sempre le mie sensazioni non sono positive: se il mondo continua a procedere in questa direzione in breve tempo ci ritroveremo catapultati in una dimensione che lascerà sempre minor spazio alle menti sensibili.
Quelle stesse menti che viaggiando alla ricerca del perché dell’esistenza umana sempre più limitate da un sistema produttivo globale, senza accorgersi non avranno più né spazio né tempo per la comprensione di se stesse: chissà forse un giorno ci risveglieremo e ci accorgeremo che la nostra paura più grande(ossia il momento in cui attraverso la morte lasceremo questa dimensione materiale) tutto si risolverà con la semplicità di un sogno. Lo spazio/tempo come abbiamo imparato a conoscerlo non sarà più la condizione determinante/dominante in cui operare e saremo finalmente liberi, forse senza memorie e senza veicolo/corpo ma ciò non avrà più nessuna importanza.
Tornando al principio delle cose siamo energia pulsante ed è questa energia che dobbiamo costantemente ricercare, imparando a farla vibrare positivamente. L’eco di ritorno (ossia l’universo di cui siamo parte) ci garantirà quella libertà d’azione e di consapevolezza che potremo ricollegare alla definizione di libero arbitrio, sì proprio quel libero arbitrio che all’inizio della mia ricerca artistica ritenevo fosse inesistente.
Questa è l’energia che anima il mio popolo, a “Rabaramalandia” dove ogni creazione rappresenta l’umano nella sua essenza universale/divina. Il messaggio quindi nel suo finale è positivo, per comprendere è necessario agire e non sempre si fanno le scelte giuste ma seppur sbagliando in ogni istante della nostra esistenza si può imboccare la via giusta.
Un’artista vive tutto ciò in maniera amplificata (nei suoi pensieri, nelle sue emozioni e nelle sue azioni) ed è grazie a questo che spesso gli avvenimenti vengono percepiti in anticipo. L’importante è che quando si arriva a percepire la fine si possa anche progettare una rinascita: questo è il pregio dell’arte grazie alla quale la sanità mentale può raggiungere un suo equilibrio.
rabarama1
E’ comunque da sottolineare come il grande, potente, cambiamento sia arrivato, anche sotto l’aspetto energetico, di scuotimento dei pensieri. I grandi asteroidi in collisione con la terra; il Papa che abbandona il suo ruolo(quindi la grande Chiesa scoperta); la caduta di un governo comunque omologato, lasciando spazio ad un colpo di frusta popolare mai visto prima. Come vede questo cambiamento Paola Epifani? E Rabarama?
Personalmente credo che un’epoca di grandi trasformazioni come questa diviene fonte di ispirazione e stimolo creativo per gli artisti: come dicevo prima bisogna essere positivi sempre e comunque. La Fenice risorge dalle sue ceneri per cui il cambiamento cui stiamo andando incontro seppur molto difficile ci sta portando a scoprire una nuova dimensione. Tutto ciò che non si conosce fa paura ma non è detto che una volta raggiunta la comprensione del perché di questa trasformazione la vita non possa essere migliore: ripeto, mantenendo alto il senso di positività l’eco di ritorno dall’Universo ci stupirà. Paola e Rabarama sono una cosa sola, un’energia unica ed univoca. Penso che esistano il bene e il male, ma voglio credere che il Positivo riesca a distruggere il Negativo: sta a noi fare la scelta giusta e questa è la meta da perseguire durante la nostra esistenza.

Ascolti musica durante i tuoi lavori?
Sì sempre e dovunque: in studio, in auto e persino passeggiando, aiuta la mente a concentrarsi sulle emozioni più nascoste, quelle che solo la nostra anima priva di coscienza raziocinante può raggiungere.

I mutanti sono stati i primi esseri a colpirmi. Una vibrazione paurosa, mai provata prima. Il tuo grande successo commerciale ed artistico è nato con loro?
Sì, se di conoscenza al grande pubblico vogliamo parlare.

Eterna carezza……spesso le tue creature sembrano chiedere questo. E’ una mancanza di amore universale che manca?
Credo di sì, questa mancanza la vivo personalmente e più cresco ed invecchio più l’amore mi sembra un’utopia quando invece in realtà l’Universo ne avrebbe un gran bisogno.

Dai piccoli lavori ai maestosi monumenti cittadini. Quale tra queste opere è quella che ti soddisfa di più?
Le sculture monumentali assolutamente in quanto riescono ad interagire in modo più immediato con lo spazio e con l’umanità che le circonda.

Francesca Cipriani: “Amo la tv, ma mi diverto molto nei servizi fotografici”

Aprile 2015 – Di Claudio Raccagni

Intervista alla Pupa più simpatica d’Italia, che col suo sorriso strega il pubblico, ancora prima che col suo amato e prosperoso décolleté .   Ricordiamo le principali trasmissioni televisive…

Intervista alla Pupa più simpatica d’Italia, che col suo sorriso strega il pubblico, ancora prima che col suo amato e prosperoso décolleté .

 

francesca cipriani

francesca cipriani

Ricordiamo le principali trasmissioni televisive che ci hanno fatto conoscere la personalità della Cipriani: nel 2006 partecipa alla sesta edizione del Grande Fratello. Nel 2008 è co-conduttrice di Qui studio a voi stadio; partecipa al film Finalmente a casa (canale5) e alle sitcom Piloti (rai2) e Medici miei (Italia1).
Nel 2010 partecipa al reality show di Italia1 La pupa e il secchione, dove diventa una delle pupe più ricordate della televisione.

Ha realizzato due calendari da urlo: il primo nel 2007 per Show Television, fotografata da Bruno Olivierio, ed il secondo nel 2010 per la trasmissione Mitici ’80, assieme alle showgirl Sarah Nile, Florina Marincea e Lisandra Silva.

Vanta numerose presenze televisive nel ruolo di opinionista, sia sulle reti Rai (L’Italia sul Due), che su quelle Mediaset (Pomeriggio Cinque, Domenica Cinque).
Si definisce una ragazza aperta, solare, dinamica, frizzante, sempre con il sorriso sulle labbra e un po’ ingenua, e questo traspare attraverso il televisore.

 

Francesca, la televisione è il tuo habitat naturale, ma vedremo mai un mega cartellone pubblicitario a Milano con la foto di Francesca Cipriani? Ti piace fare la fotomodella?

Chissà, mai dire mai… Amo la tv, ma mi diverto molto nei servizi fotografici, sono già stata testimonial di diversi brand, vediamo cosa riserva il futuro.

Hai iniziato presto a stare sotto i riflettori. Nel 2005 hai debuttato come conduttrice ed inviata del telegiornale di Onda Tv. Cosa ti piace della televisione?

Sì, quando ho iniziato ad appassionarmi al mondo della tv ero davvero piccola. Della tv mi piace il fatto di poter raggiungere milioni di telespettatori in tutta Italia e strappare, magari, un sorriso a qualcuno di essi.

Sei una persona sempre solare. Affascina il tuo sorriso assieme allo sguardo che si illumina.
Ma anche Francesca avrà i suoi periodi tristi! Ne ricordi qualcuno in particolare?

Purtroppo sì, anche se mi mostro sempre felice e sorridente anche io ho i miei momenti bui, ma preferisco non pensarci. Sorridi che la vita ti sorride.

Francesca, gli uomini sono attratti dalle tue forme e dal tuo sempre sorridere, però spesso si avvicinano anche persone invasive, maleducate. Ti capita di avere a che fare con questo tipo di persone?

Al giorno d’oggi di persone così ce ne sono davvero molte, io cerco di evitarle il più possibile

francesca cipriani

francesca cipriani

Anche tu hai un profilo Facebook. Com’è il tuo rapporto con i fans?

Sì, ho un profilo su tutti i social (www.facebook.com/francescaciprianidaltoriofan, Instagram: @francescaciprianiofficial, Twitter: @CiprianiFranci) mi piacciono e divertono molto perché posso avere un contatto diretto con le persone che mi seguono anche da lontano, cerco di rispondere sempre a tutti, anche se a volte è davvero difficile, ma se io sono qui è anche grazie a loro che mi seguono e supportano sempre.

Se tu fossi un uomo ti innamoreresti di Francesca? Perchè?

Ahaha chissà, forse si, forse no…

Il Festival di Sanremo, come ho potuto valutare anche in altre interviste, è un palcoscenico ambito, che mescola serietà e comicità. Non hai mai pensato di proporti come spalla?

Come ho già detto prima, nella vita mai dire mai, poi, del resto dopo le farfalline, sul teatro dell’Ariston una settima non starebbe male ahahh

Se dico Relax….a cosa pensi?

Spiaggia, sole, mare…

Per il calendario 2015 ti sei espressa in modo perfetto: hai detto: “Mi vedrete nelle vesti di cuoca, vestita di pasta, caramelle ed altre bontà. Ogni mese ci sarà un piatto di stagione con la relativa ricetta. Farò cucinare anche gli uomini più svogliati.”……insomma solo per queste parole si sente già il gusto di comprarlo.
Com’è prepararsi per un calendario?

Molto faticoso, le foto finali sono solo l’ultima parte di un lunghissimo lavoro. Per mostrarmi al meglio ho faticato molto in palestra con il mio personal trainer ed ho seguito una corretta alimentazione

Sei una ballerina più da disco-dance o da Lady-Tango?

Assolutamente disco, mi piace ballare le ultime hit del momento.

 http://www.thesocialpost.it/2015/04/10/francesca-cipriani-mi-piace-avere-un-contatto-diretto-con-i-fans/

Il rock’n blues ricercato dei “Che Sudada”

Brani rari o poco conosciuti al grande pubblico, è questo il concetto base che caratterizza il gruppo rock lombardo dei “Che Sudada”, che si presenta al pubblico
stesso in modo personale senza ricercare l’effetto d’immedesimazione nell’artista interpretato, ma solamente con la propria passione per la musica, che spinge i componenti del gruppo a seguire la sostanza piuttosto che la forma.
Sono questi gli elementi che si percepiscono all’istante e coinvolgono il pubblico, il quale raramente smette di vibrare.

Come si definiscono i Che Sudada? “Rock’n blues in salsa hendrixiana fatto con stile grezzo e diretto, con pochi effetti e poche pretese, cercando di riprodurre il più fedelmente possibile il suono del rock anni ’70.”

Formatosi nel settembre 2013 il gruppo è la fusione di vari elementi con alle spalle l’esperienza in altrettanti gruppi rock lombardi tra i quali: Scossa etilica; Ozone; Electric churc; Dead flowers; 19teen e gli Uma express, band rock & blues in voga tra la fine degli anni ’90 e i primi del nuovo millennio.

Bresciani Marco (bassista); Davide Drago(voce); Maurilio Colleoni (chitarra); Ubaldo Pirola (batteria), sono questi i ragazzi che rendono coinvolgente il rock’n blues con brani che spaziano da Hendrix agli Steppenwolf, dai Free passando per Clapton, Johnny Winter, Trower, Robben Ford e molti altri.
Brani interpretati in modo caldo, finto-trasgressivo, cosi da far ricordare a lungo le loro performance.

Per info: https://www.facebook.com/profile.php?id=100009008857263&fref=ts
Video Promo: https://www.facebook.com/video.php?v=1378203235823292

 

sudada