Lasciami andare

Squarciami il petto, adesso,
di fretta.
Non lasciarmi vivere assieme a voi,
lasciami libero dalla gabbia della vita,
che a te non toglie nulla…
che a me deve ancora dare.
No!!!
Il potere…il vomito…la vergogna.

Dio…chi sei?
Comandi ancora tu?
Occhi di stella, che mi guardi,
piango…vedi?
Piango, perchè ti lascio…
…non piangere tu.
Ti lascio per risplendere altrove
e portarti il respiro più libero.

Cani: venite qui per le coccole
e leccatemi ancora.
Le mie mani
non smetteranno mai di accarezzarvi.

Dio…ancora tu!
Non passa mai questa realtà?
Nessuno cambia? Nulla?
Non cresco qui!
Non togliermi il sole,
lascialo portare con me;
io ti ringrazierò per questo.

La Chemioterapia aiuta il tumore: via libera al metodo Di Bella

Claudio Raccagni – 30/08/2012
Questo articolo pubblicato nel 2012 su agorà Magazine tocco le 31.000 visualizzazioni e molte critiche e offese gratuite.

 

Quasi fosse una finestra unica, nella lotta contro il cancro, la chemioterapia dà una mano anche allo stesso tumore. Umberto Veronesi:…il metodo Di Bella funziona.

Con uno scoppio improvviso, o volutamente ritardato, gli scienziati, più o meno legati alle case farmaceutiche e al loro commercio, ora confessano, due verità assurdamente vere: La chemioterapia aiuta in parte le cellule tumorali a rimanere inermi ad ulteriori trattamenti chemioterapici. La seconda verità è la conferma che il famoso “Metodo Di Bella” ha un suo fondamento.

Nel primo caso, la scoperta la si deve a laboratori americani che, analizzando il cancro alla prostata, hanno evidenziato come cellule tumorali trattate con la chemioterapia, abbiano avuto una resistenza tale da essere eliminate con difficoltà, rispetto al bombardamento in laboratorio. In pratica la chemioterapia stimola nelle cellule sane la secrezione di una proteina, la quale sostiene la crescita e rende immune il tumore stesso ad altri attacchi chemioterapici. La notizia è stata pubblicata sulla rivista “Nature”.

Il caso “Di Bella” invece ha l’amaro dei soliti giochi di chi nasconde la mano e prende i meriti altrui. Riso, deriso, umiliato. Suoi studi adoperati nel modo sbagliato, su pazienti inermi, per far cadere nel ridicolo lo studio di un uomo, Dottore, Professore, e, visto il cattivo lavoro di scienziati accreditati, mi permetto di chiamarlo vero scienziato.

Resta l’amaro del ricordo dell’allora Ministro della salute Rosy Bindi, che avvicinava e poi allontanava la teoria del Dott. Di Bella, spinta dalle pressioni delle case farmaceutiche e da posizioni contrarie, come quelle del Prof. Umberto Veronesi, che nel 1998 fù membro della commissione che dovette giudicare gli effetti della cura anti-cancro: “Il metodo Di Bella”.

Un nome importante, quello di Veronesi, che dal suo potere culturale, valutò negativamente gli studi del Prof. Luigi Di Bella. Studi, che ora vengono pubblicamente riconosciuti dallo stesso Veronesi e dalla medicina ufficiale, che sostengono la validità della cura per alcune neoplasie.

Ci si chiede ora, come allora, quali capacità abbiano gli scienziati “autorevoli”, chiamiamoli cosi, nello studiare, al di fuori delle pressioni commerciali, e quanto siano moralmente a posto quando il loro studio è lavoro pratico sul corpo di gente viva?!

 

Aldilà dei sogni

Era il sole
e io sorridevo…
…era il tempo voluto per me.
Dopo addii; tristezze e dolori
anche Dio si era accorto di me.

Lavoravo con la legge sul petto,
sguardo fiero
ed un gruppo di polso.
Tanti delitti avevamo sventato,
ma per tanti altri
avevamo tremato.
Il sogno era sempre lo stesso:
la signora del campo di grano
mi diceva:”Vai piano, vai piano.”
Poche cose mi turbavano ancora:
un po’ d’ansia
con la stretta alla gola
e questo incubo della signora,
ma stavo bene
e mi ritrovavo ormai grande
con la mia casa e il mio amore vicino.
Era il sole stupendo di Luglio,
questo certo non lo posso scordare.
Arrivammo vicino a un torrente,
che correva a lato di un campo.
Mi misi a correre, per saltare le spighe,
ma la collega mi frenò con un urlo:
“Vai piano, vai piano.”
Un istante per raggelarmi il cuore,
come se Dio avesse voluto vedere…

Nel granturco bagnato di sangue
il mio amore dormiva per sempre.

…La signora del campo di grano
mi diceva:”Vai piano, vai piano.”

La girandola del cuore

Seduto alla mia scrivania,
immerso in pensieri veloci,
non pensavo a niente.

Mi fermai con lo sguardo
su una girandola di plastica,
grande, con i petali di ogni colore
e dei cuori bianchi
a riempirne i colori.
Li, dinnanzi a me.

La mia mente neutra
la guardava,
senza emozione.
Gli occhi spenti
dai pensieri.

La girandola ascoltava
la mia impassibile tristezza,
dinnanzi ai suoi colori.

I petali si fecero bianchi,
di un invisibile bianco,
e i cuori di un vergine azzurro,
che mi riportarono agli Angeli.

Un vento irreale soffiava
su quei dolci petali,
formando un vortice muto
al cui interno
volavano i cuoricini del mio amore,
che mi avvolsero
in un affettuoso abbraccio.

Lo sentivo, il mio Amore;
il mio pensiero su di lei;
e se non era per lei
avrei avuto dinnanzi
solo una bella, immobile,
girandola colorata.

E’ l’Amore

Tu sei la mia piccolina
e mi sei sempre vicina.
Quando camminiamo assieme,
su queste strade, come un fiume in piena,
mi tieni per mano e mi porti lontano;
fino a un appiglio dove attaccarmi
e stare tranquillo.

Quando camminiamo assieme,
su queste strade, come lungo la marea,
mi tieni per mano e me la stringi piano,
come un volo di una nuvola
o il racconto di una favola,
che ci fanno sorridere e sognare.

E’ l’amore, l’amore,
piccolo angelo mio,
che come una diga incontrollata,
sprigiona l’acqua
che non può più essere rinchiusa.
Il suono violento del vento;
lo scoppio delle onde,
dietro il mio lamento.
L’ululato dei lupi;
la rabbia controllata di corpi nudi
e avvinghiati…

 
…ancora il mare calmo della sera.

Gli occhi verdi dell’ombra

Guarda quel ragazzo,
come corre in mezzo al campo;
come salta con la palla:
come giocano i bambini,
che si sentono campioni.
Sta ballando con la palla,
come se avesse ai piedi delle rotelle.

 
Quando corre è sempre dolce,
con quei salti da canguro…
…mi diverto pure io,
che gli sono sempre vicina.
La rondine è anche lui,
che gioca col pallone
come fosse una gazzella
con le ali di farfalla.

 
Papà è stato bravo
a insegnarti ad essere cosi
e la mamma è stata brava
a fare la mamma.
Hai imparato ad essere rondine
e ora giochi come lei.

 
Ora io ti lascio andare:
la tua ombra se ne va;
te ne lascio una nuova,
che si occuperà di te
e tu, col tuo sorriso,
ti occuperai di lei,
come hai fatto pure con me.

 
Ti saluto con un bacio,
come fossi il tuo Papà.
Ti ricorderai di me
quando guarderai lo specchio
e vedrai quegli occhi verdi,
che son sempre li con te…

…potrai parlarmi ancora
e io risponderò.
Sono sempre la tua ombra,
quella vecchia,
ma son qui.

Non piangere Pà

Non piangere Papà,
se mi vedi cosi.
Non piangere se piango io,
perchè io la sento la musica.
Io ti canto tutti i giorni
e tutti i giorni suona la tua fisarmonica, si,
quella che tenevi a casa
e che suona dentro me.

 
Non piangere papà,
perchè io sto bene cosi.
Perchè se tu fossi qui,
non sarebbe cosi.
Non piangere tu…
lascia piangere me,
che come un Angelo
volo sempre più su…

 
…ma forse hai ragione tu,
quando piangevo
mi sorreggevi tu,
allora si, piangi pure pà,
piangi adesso,
e lascia che sia io
a sorreggere te.