Ecco chi è il simpaticissimo protagonista del video del Billabà

Spopola sul web il video del fantasmino furbetto e dispettoso che s’intrufola nella Torteria “stellata” Billabà di Cavernago, nella bergamasca.

Irrequieto e fastidioso, il fantasmino s’intrufola a Natale nel famoso locale mimetizzandosi fra i golosi regali pronti per essere venduti, ma la sua idea non è quella di rubare, ma di…mangiare.

Le sexy amministratrici del locale Ambra, Sonia, Marica Defendi e Irene Valoti avevano avuto sentore che qualcosa non andava, ma non riuscivano a capire cosa stesse succedendo. Biscotti che sparivano, pacchi regalo spostati, luci che si accendevano e spegnevano da sole, ma alla fine il rebus è stato risolto.

Il Babbo Natale dispettoso non è altro che Tary, il fantasmino che si è impossessato di un furetto regalo all’interno del locale. Scoperto e rincorso dalle proprietarie, il simpatico fantasmino riesce varie volte a scappare e nascondersi all’interno della gelateria e portare avanti i suoi simpatici scherzetti, fino a quando viene messo in riga e riposto nel suo cesto, fino all’accendersi delle luci del giorno dopo.

Il video è una piccola meraviglia, prodotta dal bravissimo Francesco Pala, che riscalda con simpatia il periodo natalizio. Un sorriso sicuro per i bambini, ma anche i grandi si ritrovano rapiti dal piccolo Tary.

Un corto di valore, perchè in pochi minuti regala al Natale un bellissimo sorriso.

Claudio Raccagni e Luca Di Carlo sul New York Times

http://www.agoramagazine.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=36663:l-avvocato-luca-di-carlo-hot-sul-new-york-times&Itemid=492

L’Avvocato italiano delle Star internazionali Luca Di Carlo, il famoso “Avvocato del Diavolo” si è ritrovato sul New York Times grazie alla ripubblicazione di un’intervista del redattore bresciano Claudio Raccagni alla sexy ex-bagnina di “Baywatch”, Pamela Andérson.

La sexy pornostar Luana Borgia:”Voglio andare all’Isola dei Famosi”

Intervista esclusiva rilasciata da Luana Borgia, una delle rare pornostar che ancora oggi infiammano il pubblico con i suoi spettacoli. Luana punta a sottolineare il valore del porno di un tempo e il suo sogno nel cassetto:…partecipare al reality di Mediaset “L’Isola dei Famosi 2020”, non nascondendo le sue voglie segrete.

Inizia la sua carriera facendo la modella; nel 1988 viene selezionata nel concorso di Miss Italia e l’anno successivo partecipa alle selezioni italiane per Miss Mondo.

Si trasferisce poi a Roma dove comincia a esibirsi in una serie di spettacoli sexy. Agli inizi degli anni novanta, prende contatto con Moana Pozzi e Rocco Siffredi e va affermandosi come una delle più importanti star del mondo del porno italiano, dove si guadagna l’appellativo di “Duchessa dell’hard”. Nel 1994 vince il premio Impulse d’oro come miglior attrice hardcore europea.

Oggi la provocante pornostar ci concede questa intervista esclusiva.

Luana, come ricordi il tuo primo film porno?

Guarda, diciamo che prima di tutto ho iniziato a fare spettacoli hard, poi ho avuto occasione d’incontrare la mitica Moana Pozzi, della quale ero una grandissima fan, e lei mi ha detto:

“Senti Luana, visto che tu fai già spettacoli hard, cosa ne pensi di provare a fare un film?”, cosi ho provato.

Sottolineo che ho fatto il mio primo film con Moana Pozzi e Rocco Siffredi, il top del porno, quindi per me è stata una bellissima esperienza. Poi univo l’utile al dilettevole, visto che sono una a cui piace fare sesso da quando ero ragazzina, ricordo che mi nascondevo con il giornalino “Le Ore” e mi guardavo le foto porno.

Come ti senti ad essere una pornostar conosciuta?

Mi piace essere il sogno erotico degli italiani.

Che differenza vedi fra le pornostar di allora e quelle di adesso?

Principlamente manca l’esperienza. Io, Rocco Siffredi, Moana Pozzi, Ilona Staller e molte altre star degli anni ’90 siamo personaggi chiave del porno, perchè abbiamo avuto alle spalle un’esperienza e una passione che ci ha reso grandi. Io ho partecipato a più di cento film.

Oggi basta che una ragazza faccia un primo film porno, o pubblichi video hard, o faccia uno spettacolo con degli oggetti, che già si reputa pornostar.

Uno spettacolo come si deve ha una coreografia buona, una musica adeguata, un abbiagliamento ad hoc per l’occasione.

Purtroppo l’evoluzione è ache questo, in tutte le cose, sia per il porno, la televisione, il cinema, la musica…..tutto oggi è una corsa frenetica all’ascolto, tralasciando troppo spesso la capacità vera del personaggio e la sua esperienza.

Hai parlato di musica. Vedi questo veloce cambiamento anche nella musica?

Si, non mi piace seguire le nuove tendenze come il trap o simili, anche rispettando il gusto di tutti. Io resto sulla musica classica per rilassarmi o la porto nei miei spettacoli per trasmettere erotismo. Devono farmi e far sognare.

In questo periodo sto facendo uno spettacolo dal titolo “La bella e la bestia”, con una coreografia e una musica adeguata, molto sul classico. Uno spettacolo hard non potrei farlo con della musica dance. Il fine ultimo di uno spettacolo è quello di far eccitare il pubblico.

Tu hai detto pubblicamente che vorresti partecipare all’Isola dei Famosi 2020, come mai questo desiderio?

Guarda, io nella mia vita mi sono realizzata in tutto: ho un lavoro che mi piace, ho vinto

quattro premi Oscar, ho una passione per i cavalli …..il mio sogno nel cassetto sarebbe quello di partecipare all’Isola, si!

Sarebbe una sfida per me. Io sono un’amante della natura, dello sport, infatti quando non faccio la trasgressiva nei locali, faccio una vita normale, sana, faccio palestra, vado a cavallo e faccio anche dei concorsi ippici.

Il mio sogno resta quello di poter partecipare all’Isola dei Famosi. Vorrei vivere sulla mia pelle il vivere su un’isola, totalmente isolata dal mondo.

Ma se tu vai sull’Isola, avresti problemi a spogliarti davanti ai concorrenti?

No, per nulla. Anzi, io amo la natura e prendere il sole nuda.

Vuoi dire che Mediaset con la tua presenza sull’Isola avrebbe un buon rientro di ascolti?

(Ride) Sicuramente. Certo…anche se c’è un limite a tutto.

Luana, hai detto che conosci Ilona Staller e siete amiche. Ultimamente il suo amico sexy avvocato Luca Di Carlo è stato confermato presente al Grande Fratello Vip 2020 e ha dichiarato di voler partecipare anche lui all’Isola dei Famosi. Tu lo conosci Luca Di Carlo?

Io Luca l’ho potuto conoscere solo per telefono. Lo sento spesso e continuo a digli:“Ci dobbiamo conoscere, ci dobbiamo conoscere” ed invece poi non ci si incontra mai. Lui è nei pressi di Roma, io nelle zone di Parma, poi siamo sempre occupati con il nostro lavoro, quindi per il momento non c’è stato il modo d’incontrarsi. Però devo dire che mi piace tanto e spero davvero di vederlo dal vivo.

Lo vorresti sull’Isola?

Certamente. Mi piace come uomo, è attraente,;ammetto che sull’Isola mi apparterei con lui dietro il sipario della natura (Ride).

Sul serio?

Beh, si…a me piace Luca.

Se tu dovessi avere accanto sull’Isola un tuo personaggio preferito chi sceglieresti?

A me piace molto come uomo, personaggio televisivo, come testa e non solo (Ride)…Paolo Del Debbio.

Guarda che io mando l’intervista a Mediaset!!!

(Ride), siiiii.

Tremenda Luana”, ti ringrazio per questa bella intervista e ti porto i saluti di tutti i tuoi fan.

Grazie a te Claudio, a Lf Magazine e a tutti i lettori. Un caldo abbraccio a tutti.

Paola Carrieri: dietro l’ombra di un proiettile

Paola Carrieri, balistica di primo ordine, Consulente Balistico dell’Autorità Giudiziaria e Consulente Balistico per Medici Legali in tutto il sud Italia. E’ ausiliario di Polizia Giudiziaria e collabora a diversi importanti casi in ambito penale; non ultimo è docente di balistica. Fresca di ritorno dalla premiazione che l’ha vista ricevere il premio “Investigation & Forensic Awards!”, riconoscimento alle categorie di professionisti del settore forense da StopSecret – Magazine Tv Eventi. Paola Carrieri è stata premiata come prima eccellenza italiana nel campo della Balistica Forense.

Una professione, la sua, che il pubblico vede ed ama attraverso i film cinematografici, dimenticando che i film stessi nascono grazie a queste professioni meticolose.

Oggi incontriamo Paola per capire meglio in cosa consiste questa sua professione infinita e scoprire anche il suo lato nascosto.

Paola spieghiamo prima al pubblico in cosa consiste il tuo lavoro?

Sono un Balistico. Pertanto il mio lavoro consiste nella ricostruzione degli accadimenti delittuosi interessati dall’uso ed “abuso” di armi da sparo. Per spiegare in che consista il mio lavoro – seppur per sommi capi – devo necessariamente parlare della Balistica. Species del genus criminalistica, è una peculiare tecnica dell’investigazione criminale, probabilmente tra le più ardue delle scienze forensi. Complessa scienza che studia il fenomeno di grevi proiettati da macchine termo- meccaniche, in essa, convergono discipline eterogenee: medicina legale, fisica, chimica, giurisprudenza, merceologia, etc. Di conseguenza, discipline che il balistico necessariamente deve conoscere ed applicare alla propria attività di indagine.

I tradizionalisti, opportunamente, la scompongono in balistica interna (studia i fenomeni fisici, chimici e meccanici nonché ogni elemento che caratterizzi il ciclo dello sparo ed il moto del proietto all’interno dell’arma sino alla sua uscita dal vivo di volata; cosa non semplice se si consideri che si tratti di fenomeni assoggettati a tempi brevissimi, un centesimo di secondo, gongolando tra pressioni e temperature elevatissimi), esterna (attenziona ciò che accade dal momento in cui il proietto abbandona il vivo di volata ed attinge il bersaglio, atteso chè il centro di gravità del proietto sia assoggettato ad “ostilità” imputabili a forza di gravità e resistenza dell’aria) e terminale (quale condotta, quali effetti riferibili al proietto che abbia attinto il bersaglio – insomma, qualcosa di molto affine alla medicina legale se si consideri che la stragrande maggioranza delle volte il bersaglio è un essere umano – scrutando ogni singola variabile – struttura delle superfici e dei materiali interessati, angolo di incidenza, velocità di impatto, energia cinetica, morfologia del proietto, etc. -).

L’evoluzione dei tempi, inoltre, ha comportato che, in ambito investigativo ed, inevitabilmente, anche balistico, siano entrati in gioco moderni software, tecnologie e ben più approfondite competenze in funzione della comprensione, interpretazione, ricostruzione dei fenomeni di interesse dell’autorità giudiziaria. Il che a tutto vantaggio della ricostruzione delle dinamiche omicidiarie o, quantomeno, delittuose, imponendo al balistico la presenza in sede autoptica e nei luoghi interessati dagli accadimenti. Ed, infatti, l’attività investigativa criminalistico-balistica assume un ruolo più che determinante e spesso dirimente; intervenendo nei delicatissimi e primissimi momenti dell’immediato successivo alla commissione del reato, con l’onere di individuare la qualunque che abbia potuto assumente un ruolo all’atto della commissione del fatto e di garantire l’opportuna conservazione dei reperti al fine della successiva attività di indagine in laboratorio ed utilizzo in sede processuale.

All’uopo, e cominciando più opportunamente a dissertare di balistica forense – che assorbe la tradizionale tripartizione – nell’accezione di declinazione delle scienze forensi, rientrano quelle indagini finalizzate a comprendere tecnicamente e scientificamente il chi, cosa, quando, dove e perché dell’accadimento. È suddivisa in svariati ambiti: indagine identificativa di armi e matrice costruttiva delle stesse; indagine comparativa di parti compositive del munizionamento; identificazione di chi sia venuto in contatto con un’arma, attraverso il rilevamento delle GSR; valutazione della distanza dello sparo, mediante il rilevamento dei residui dello sparo; ricostruzione delle traiettorie; esame cadaverico dei fori di ingresso e di uscita nonché dei tramiti intracorporei; esame dei veicoli o danneggiamenti su strutture immobili; esplosivistica; ricostruzione della dinamica.

Vediamo dalle tue pubblicazioni sui social che adori proprio il tuo lavoro. Il pubblico si esalta quando ti vede accanto a foto di proiettili. Tu ti senti più una Charlie’s Algels o una Thelma e Louise?

Dunque. Se la memoria non dovesse ingannarmi, Thelma & Louise erano due fuggiasche a corto di danaro, imbrigliate in relazioni con uomini sessisti o “distratti”. No, non riesco proprio a sentirmi come queste due povere donzelle. Piuttosto, gli Angeli di Charlie erano qualcosa di spettacolare. O, perlomeno, ho questo ricordo abbastanza vago. Dunque, mi sento piuttosto portata ad operare questa scelta (obbligata). Vada per gli Angeli di Charlie. Alla fine della fiera, erano tre donne-detective affascinanti, in grado di maneggiare adeguatamente armi, istruite sui casi ed investite di incarichi investigativi da una voce di un tal Charlie, in un contesto in cui i protagonisti erano soprattutto uomini. E, del pari, sono una donna che indaga, maneggio armi adeguatamente (sì pare), una qualche autorità mi istruisce sui casi in relazione ai quali devo svolgere indagini, conferendomi incarichi, operando in un contesto popolato piuttosto da maschietti. Non credo sia poi un caso che tra le Charlie’s Angels ci sia una biondina con gli occhi chiari…..



Cosa ami di più del tuo lavoro?

Il mio lavoro è in grado di sorprendermi. Ecco cosa amo. Non è monotono. Ogni caso non è mai analogo ad un altro. E mi impone di mettere in discussione la qualunque, perché in questo ambito 1 + 1 non fa necessariamente 2. Non è così scontato. Ed è in questo modo che si giunge anche ad esitare ricostruzioni molto spesso completamente difformi da quelle che in troppi ritenevano fossero papabili. Avendo, ovviamente, il fondamento scientistico a supporto del tutto.

Apprezzo il maneggio delle armi, questo è più che evidente, altrimenti avrei fatto tutt’altro nella vita. Ma maneggiare armi “cattive”, armi che hanno ucciso e che sono tenuta a testare, esaminare, dissasemblare, a conviverci per un bel lasso di tempo, annette alla mia attività qualcosa di affascinante, certamente, ma al contempo aleatorio, pericoloso. Nulla è reiterato, nel mio lavoro. Nulla si ripete. Per via dell’approccio e dell’attività d’indagine svolta, per la dinamica, per ciò che in fondo al cuore resta, quando, ormai depositata la perizia o consulenza, ci si può permettere di essere “umani”.

Grazie ai tuoi studi hai avuto modo di collaborare con personalità di spicco della criminologia?

Si. Ho avuto modo di conoscere, dapprima per questioni formative (quando ero fanciulla), e successivamente di collaborare con personalità note al mondo della criminalistica , piuttosto che della criminologia. Grandi che ho incontrato nel momento giusto della mia carriera e che mi hanno trasmesso davvero tanto, sorprendendomi con l’umiltà che è tipica davvero dei giganti. Taccio in merito ai nomi, ma loro sanno perfettamente che questo passaggio è una risposta pensandoli con affetto.

Ti immaginiamo sempre in tuta mimetica o da agente speciale, ma come ti piace vestirti al di fuori del lavoro?

Carissimo Claudio, mi hanno denominata “il balistico sui tacchi a spillo”. Un motivo ci sarà. Se è vero, com’è vero, che testo armi con il tacco rigorosamente 12 , prova ad immaginare cosa io possa indossare oltre il lavoro. Sono una Donna, mi piace essere tale. E femminile. E sentirmi femminile.



Hai un ricordo più vivido del tuo lavoro?

Ovviamente, ne ho. Ed anche tanti. Magari incomprensibili ai troppi. Io credo che il bene ed il male da cui questo mondo sia composto, siano due facce della stessa medaglia. Amiamo e soffriamo, a grandi linee, nella stessa maniera per gli affetti che perdiamo . Ricordo un uomo, appena trentenne, bei lineamenti, quasi angelici. Era diventato padre da poco. Di una bambina. Si stava recando al mercato del pesce, lavorava lì e non si erano fatte nemmeno le sette del mattino. Era nel posto sbagliato al momento sbagliato. E’ stato freddato mentre beveva un caffè. Ah, la mala! Ricordo, poi, un altro uomo. Un po’ più in là dei 30 anni. Con lineamenti abbastanza scolpiti, quasi incattiviti. Era padre. Di più figli. A “modo suo”, eseguiva un lavoro. E’ stato freddato in un regolamento di conti. Eh già, la mala. Ora ricordo le famiglie di entrambi, allo stesso posto sedute. Alla stessa maniera disperate.

Hai un sogno speciale da realizzare?

Per tutti i sogni che mi frullano per la testa, credo che questa vita non basti.

Purtuttavia, il sogno al momento preminente è l’avere un erede. Non necessariamente un figlio, non mi riferisco alla prole, che resta una benedizione; ma un erede. Mi spiego meglio. Sogno che, da oggi a 100 anni, qualcuno, al di là di quelli che sono già i miei attuali collaboratori, possa portare avanti il mio centro balistico. Che sia un figlio o semplicemente un allievo, mi piacerebbe che il mio Centro Balistico avesse un seguito.

Che musica ti piace ascoltare?

Bene, bene, considerando che misi piede in radio da giovanissma, ascolto praticamente la qualunque. Al momento, però, prediligo qualcosa di “sostenuto”, soprattutto quando non abbia il caffè a portata di mano. In modo da potermi “caricare” a dovere.

Le tue vacanze preferite?

Vacanze? Che sono? Si mangiano? Sarei scontanta se asserissi che le mie vacanze preferite son quelle che trascorro a casa mia? Con la spiaggia a due passi e la quiete di un paesino poco popolato. Giro fin troppo per lavoro. Quindi, appena posso, il mio relax è a casa mia. Oziando, cucinando, invitando gente. Però non ti nascondo che sto valutando un lungo viaggetto all’estero. Chissà!



Se dico :”L’Amore è…..”, cosa rispondi?

La gente lo sottovaluta. Ad oggi, si ha l’illusione che chi non ami, sia un “duro”. Un soggetto che non deve chiedere mai. Uno che si basti da solo. Che se la sbrigi da solo. Che si organizzi il proprio tempo libero da solo. E che poi si fa una festa a sorpresa da solo, si sveglia la mattina di Natale da solo, si coccoli da solo, ceni da solo, si addormenti da solo….Mah! Nella maggior parte dei casi, nasciamo per un atto d’amore, dunque non comprendo tutto questo voler apparire soli e forti. Chi non ama per “moda”, per par condicio dovrebbe non essere nemmeno amato. Mi pare un giusto equilibrio. Per me, l’amore è la mia famiglia. Concetto atavico. Ma rivoluzionario, credo.

Cosa pensi del crimine? Ce n’è ancora troppo?

Se ce n’è ancora troppo? Beh, esaminiamo SOLO Il fenomeno della mafia in Capitanata. La criminalità “disorganizzata”, un pò come la camorra. Ma crudele.
Esistono ben 28 clan….Welcome to PUGLIA!
In cima c’è la “Società”, la mafia dei mitici anni ’80. Dapprima verticistica, da decenni ormai divisa in diverse “batterie”. Il clan Sinesi/Francavilla, rivale dei Moretti/Pellegrino/Lanza, per esigenze “logistiche” avrebbe stretto un sodalizio con il clan Trisciuoglio/Mansueto/Prencipe; però prima si sparacchiavano addosso. Il gruppo Francavilla, in contatto con la criminalità organizzata di San Severo. E poi il clan Trisciuoglio/Prencipe/Mansueto (in realtà, Mansueto è stato ammazzato nel 2011, ma nessuno ha visto niente…) alleato con il gruppo Romito. In realtà quello che una volta era il clan Trisciuoglio/Prencipe coinvolto nella guerra del 2002-2003 con i rivali Sinesi/Francavilla (la più cruenta delle 7 guerre di mafia con 14 omicidi e 4 agguati falliti in 15 mesi), si è poi trasformato dal 2006 nel clan Trisciuoglio/Tolonese.

Nell’organigramma della «Società» c’è infine il clan Moretti/Pellegrino/Lanza contrapposto ai clan Sinesi/Francavilla e Trisciuoglio/Prencipe/Mansueto.
Su Cerignola, opera il gruppo ex Piarulli-Ferraro (Ferraro è morto in carcere anni e anni fa). E su Cerignola dove opera anche il clan Di Tommaso (il capo-clan fu ucciso anni fa e non si hanno notizie giudiziarie sull’attività del presunto gruppo….e meno male!). Nel basso Tavoliere opera il gruppo Gaeta; il clan Gaeta fu al centro dell’inchiesta «Veleno» del settembre 2007 con circa 60 arresti e il processo che ha però ridimensionato l’impostazione accusatoria: assoluzioni per mafia (si parlava anche di ecomafia e di condizionamento della vita amministrativa) e qualche condanna per droga e truffa all’Inps. E sempre nel basso Tavoliere, ci sono il gruppo Masciavè e il clan Gallone di Trinitapoli, che sarebbe attivo nel settore droga.


Su Lucera opera il gruppo Tedesco, in guerra con il clan Bayan-Papa-Ricci.
Nell’alto Tavoliere operano: Salvatore ex Campanaro,in sinergia con il gruppo Testa-Bredice, ex Palumbo (Severino Palumbo fu ucciso nel 2015…e pure Campanaro) che mantiene contatti i Francavilla, Testa/Bredice, Russi, DAloia/Di Summa, operante soprattutto nella zona di San Marco in Lamis, al pari del gruppo Cursio/Padula originario di Apricena.
Sul Gargano labbiamo il gruppo Alfieri/Primosa/Basta, il clan «Libergolis (la cuo potenza egemone è stata ridotta a seguito del maxiprocesso alla mafia garganica) di recente “bisticcia”con il clan Romito di Manfredonia, prima suo alleato.


E poi, e poi…il gruppo Romito (uscito indenne dal maxi-processo alla mafia garganica con una serie di assoluzioni, i gruppi Gentile, Ricucci, Notarangelo, (Angelo Notarangelo «cintaridd’» fu ucciso in un agguato di Mafia alle porte di Vieste nel gennaio 2015), Frattaruolo, Prencipe.
Tra San Marco in Lamis e Rignano opererebbero il gruppo Martino ed rivali Di Claudio-Mancini. Ed il clan Ciavarrella.
Penso di averli menzionati tutti…. Ce n’è ancora troppo?


E sulle violenze alle donne?

E’ qualcosa di semplicemente aberrante. Non ripeterò slogan da più parti ventilati. Credo che ad oggi viviamo in una società che vanti un elevato sommerso di casi di violenza agita su donne. Donne che spesso si sentono inadeguate, non solo per ciò che vivono ma anche e soprattutto per il fatto che vengano lasciate sole. E non solo dalle istituzioni. E’ impensabile che queste donne siano completamente sole. E che nessuno, tra parenti ed amici , si renda conto dell’inferno che la donna viva. Inoltre, i numerosi fatti di cronaca, rendono noto che anche tra le vittime che avevano denunciato, non si è affatto agito in tempo. Ma resta il fatto che la denuncia è l’unico strumento per chiedere aiuto! Per esaminare il fenomeno in prospettiva della mia competenza, è risultato che l’uso di armi da fuoco sia semplicemente secondo all’uso di armi bianche. Probabilmente perché, nella disponibilità dell’offender, hanno un maggiore effetto intimidatorio, un distacco dalla vittima ed, in alcuni casi, l’utilizzabilità contro l’offender stesso. La pressione sul grilletto “abbrevia” drammaticamente e drasticamente il percorso tra ideazione d’attuazione, non consente sufficienti tempi di riflessione nella fase istintiva ed emotiva. Resta inoltre il fatto, altrettanto drammatico, che le vere vittime di violenza restino anche vittime di altre donne che si travestono, a loro volta, da vittime, ma di fatto sono false vittime di violenza.

Paola ti ringrazio per questo meraviglioso viaggio nella tua professione e in parte nella tua vita, diciamo cosi…..più serena.

Grazie a te e un saluto a tutti i lettori.

LUCA DI CARLO…L’AVVOCATO PIU’ TEMUTO

Ecco la lista degli avvocati più temuti. Tutto sembra un film per il cinema, ma esistono veramente. Mettete questi avvocati insieme e scatenano l’inferno.

Roy Marcus Cohn “l’avvocato Manipolatore”, Luca Di Carlo “L’avvocato del Diavolo”, Gilbert Collard “l’avvocato Money”, Sven Mary l’avvocato dei Delinquenti”, Keith Schilling “l’avvocato Rottweiler”.

Loro sono la perfezione, perfettamente persi negli abissi della follia, urlano, piangono, ridono, di- sprezzano, amano, fanno spettacolo e sono spettacolari senza saperlo, vanno oltre. Gli avvocati veri sono folli sono dei Joker come nel film Joker interpretato dall’attore statunitense Joaquin Phoenix diretto da Todd Phillips e prodotto da Warner Bros. Pictures e DC Comics.

Roy Marcus Cohn, avvocato degli Stati Uniti d’America, è il potere oscuro, per oltre un quarantennio l’avvocato più manipolatore e temuto d’America, da The New York Times, e il suo vantato disprezzo per la gente e per la legge, sono ben noti in patria.“Dov’è il mio Roy Cohn?” invocò ad alta voce Donald Trump presidente Stati Uniti d’America quando i federali avviarono l’indagine sulle interferenze rus- se nelle elezioni del 2016. Roy Marcus Cohn “avvocato manipolatore”.

Luca Di Carlo avvocato dell’Italia, celebre con lo pseudonimo “L’avvocato del Diavolo” è il più giovane e il più diabolico, esperto in diritto penale ed internazionale penale, è l’avvocato più pagato con dei cachet stellari, da Wall Street. Luca Di Carlo attualmente è ritenuto l’avvocato più po- tente e temuto tanto da guadagnarsi la fama ed il so- prannome di “L’Avvocato del Diavolo”. Qualcuno si domanda se è l’avvocato del diavolo o proprio il diavolo in persona. Ha difeso l’icona Ilona Staller ex attrice hard ed ex deputata al parlamento italiano, Jeff koons l’artista americano più pagato al mondo, i Clan più diffamati, ed tanti altri. Difensore dei diritti degli animali ha sempre affermato: ” La mia vita non è più importante delle altre vite”. Nota una sua frase: “I pugili migliori sono quelli che ven- gono dalla strada così come gli avvocati”.

Sven Mary avvocato del Belgio di Salah Abdeslam il più famoso terrorista d’Europa, un penalista molto conosciuto e discusso per aver difeso in passato anche altri jihadisti, da Libération. Sven Mary Si è guadagnato il soprannome di l’«avocat des crapules», “l’avvocato dei delinquenti”, dei peggiori tipi in circolazione, degli indifendibili.

Gilbert Collard “l’avvocato Money” della Francia ha preso i primi posti fra gli avvocati più pa- gati nel 2019, da People With Mo- ney, con un fattu- rato stimato di 58 milioni dollari.

Keith Schilling avvocato d’Inghilterra. Il legale sessantatreenne, per la veemenza con cui combatte in aula per difendere la privacy e la reputazione dei suoi clienti Vip, s’è guadagnato il soprannome di “avvocato rottweiler”, da Time e The Economist. Ha difeso la reputazione e la privacy di celebrity Meghan Markle il principe Harry della Royal Family d’In- ghilterra.

L’Avvocato del Diavolo verso il Quirinale-Luca Di Carlo

Luca Di Carlo, l’avvocato delle Star, fra cui Ilona Staller, Pamela Andérson, Paris Hilton, pizzicato in compagnia di un agente speciale. In discussione una lettera in partenza verso il Quirinale. Ma perchè la presenza dei servizi speciali?

Si è abituati a leggere articoli riguardanti l’Avvocato Luca Di Carlo quasi sempre legati al mondo dello spettacolo, ma questa volta l’avvocato è stato “beccato” nella cosidetta “zona rossa” in compagnia di una persona in divisa. Avvicinato dal nostro redattore, l’avvocato ha accennato ad una misteriosa lettera indirizzata al Quirinale.

Difficile vederlo a Roma….più facile incontrarlo a Milano, negli studi Mediaset, in compagnia di Barbara D’Urso a discutere di vitalizi o ,ultimamente, dei guai del figlio dell’icona del sesso ed ex-parlamentare Ilona Staller. L’avvocato era seduto in un bar di via XIV Maggio, proprio accanto a noi e dopo una discussione semplice con questo agente misterioso sentiamo più volte accennare al Quirinale e da qui interveniamo in modo garbato a “pizzicare” la situazione.

Il tema era una lettera che dovrebbe arrivare al Palazzo del Presidente della Repubblica. Dopo esserci presentati come Agorà Magazine ed aver iniziato la nostra breve interferenza, che sottolineava come avessimo sentito parlare i due protagonisti di questa vicenda, l’avvocato Di Carlo ha risposto cosi:

“Nulla di che, è solo un documento con una base importante al suo interno che invieremo al Capo dello Stato”.

Ma riguarda il Presidente della Repubblica?

“No, no, siete gentili, ma ho già risposto troppo”.

Possiamo solo sapere come mai la presenza di questo agente, che abbiamo capito facente parte di reparti speciali?

“No comment. Ripeto, siete gentilissimi e adoro come fate il vostro lavoro, ma adesso purtroppo sono impegnatissimo e non mi è possibile rispondere”.

Poi interviene brevemente l’agente con un secco:”Per favore!”

Una situazione meravigliosa:…l’avvocato del Diavolo, sempre attivo dietro le bellezze internazionali, in questo poeriodo interessato anche all’Isola dei Famosi, vederlo oggi in una situazione da Agente Segreto è davvero Top.

Il fatto che l’Avvocato Di Carlo sia dentro discussioni lontane dal mondo del gossip è già di per sé strano, ma vederlo serio e dentro ad argomenti legati ad alte istituzioni dello Stato rende sicuramente il fatto non trascurabile.

Rimangono sempre aperte due questioni:

1) Di cosa parla la lettera che dovrebbe arrivare al Capo dello Stato?

2) Come mai la presenza di un agente speciale?

3) La questione riguarda per caso anche l’Ungheria, città natale di Ilona Staller?

Resta comunque interessante trovare il cosiddetto “Avvocato del Diavolo” in una situazione del genere.

Il “Dolore” di Paola Lusuardi – Recensione

Basta solo un’occhiata per capire cosa si proverà ad osservare questo dipinto.
Sembra un gioco di parole, ma invece è la pura realtà. In questo lavoro Paola Lusuardi riporta il dolore che un uomo può portarsi dentro all’infinito, se non aiutato a superarlo. La sofferenza di un bambino, visto da un uomo adulto, o la sofferenza di un uomo, che rivede il suo passato sofferto da bambino, ma anche la sofferenza dell’adolescenza mondiale, dimenticata dall’uomo.

Sono molti gli aspetti che può prendere per mano quest’opera, sicuramente è molto forte e merita di essere sofferta.
Una piccola immagine riflessa, resa gigante dall’occhio che non può non vedere…..assorbire….ricordare tutto.
Un dipinto potente, che racchiude in sé tutto ciò che fa male e una richiesta d’aiuto.

Padre, madre, figlio, figlia, uomo, donna….un unico sguardo!