I 9 mesi e 1 giorno di Melita Toniolo e Lorenzo Branchetti

Febbraio 20015 di Claudio Raccagni

A pochi giorni dal debutto in teatro della rappresentazione ” 9 mesi e 1 giorno” dalla regia di Olivia Manescalchi e Giancarlo Judica Cordiglia, la Diavolita ed il Folletto più famosi d’Italia ci raccontano qualcosa di questa loro esperienza.

Come dice la locandina dello spettacolo :“Avete mai pensato come può cambiare la vostra vita quando scoprite di aspettare un bambino?
Una commedia divertente che col pretesto della maternità tocca le nostre fobie comuni, i nostri irrisolti e il grande devastante, inevitabile rapporto “genitori-figli”…che da qualunque parte tu ti metta ad osservarlo, rimarrà sempre un dilemma.

Melita Toniolo e Lorenzo Branchetti sono i protagonisti di questa esperienza vissuta in modo divertente e che debutterà  il 5 marzo al teatro Excelsior di Reggello (Firenze).
Un’esperienza lavorativa interessante, anche perchè i protagonisti lavorano assieme per la prima volta, ma lo spettacolo rappresenta anche la realtà di tutti noi e sono i protagonisti stessi ad invitarci a vederlo.

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Melita: il teatro rende divertente la vostra storia di futuri genitori. Ma alla fine dello spettacolo ti viene mai in mente come potrebbe essere nella realtà?

Alla fine dello spettacolo?… Ci penso sempre anche quando facciamo delle piccole pause: non solo perché mi aiuta ad entrare nel personaggio (visto che non sono una vera propria attrice teatrale) ma perché sono molto sensibile a questo tema, visto che ho quasi trent’anni. In più mi diverte moltissimo scherzare con foto e battute con tutto il team e con i miei amici. Ci pensavo già abbastanza prima all’esperienza della gravidanza e ora mi sento ancora più vicina a questo, avendo studiato anche le fissazioni di una donna incinta.


Il teatro aiuta in questo? Rappresenta cioè la realtà ma lo fa in modo da sdrammatizzare?

Diciamo che il teatro Riproduce abbastanza bene la realtà,  enfatizzandola nei punti più importanti, sia per sdrammatizzare ma anche per far riflettere.

Come cambia il palco della televisione rispetto a quello teatrale?

Cambia tantissimo. Con la televisione ho fatto un sacco di gavetta sull’improvvisazione,  nel teatro invece non puoi quasi sgarrare sia per una visione professionalmente diversa  sia perché l’altro attore si appoggia sulle tue precise battute. E’ una sfida per me, ma mi sento pronta!

L’essere mamma è un progetto, o comunque un sogno, che ultimamente hai anche rivelato pubblicamente. Tu attualmente non sei fidanzata , ma se lo fossi, credi che il tuo compagno, dopo aver visto lo spettacolo, scapperebbe?

Si, sono single, ma non penso comunque che un mio eventuale compagno  possa scappare per le argomentazioni dello spettacolo. Primo perché cerco di non avere uomini stupidi al mio fianco e secondo perchè capirebbe che è solo lavoro. Anzi magari potrebbe venir voglia anche al maschio, che ripudia la gravidanza, di vivere una storia cosi.

Melita: perchè guardare questo spettacolo?   

Per farmi passare la voglia di avere figli! Ahahahahahahaha…..Ovviamente scherzo!  Se si ha voglia di passare una serata diversa e farsi due risate…è il momento adatto! E poi perché io e Lorenzo siamo una coppia improbabile e quindi molto interessante. Credo faccia già ridere il fatto che Milo Cotogno faccia un figlio con l’ ex diavolita, no?

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Ricordiamo infatti che Lorenzo Branchetti, attore e conduttore televisivo, ha condotto anche “Melevisione”, un programma per bambini di Rai 3, nel quale interpretava il personaggio del folletto “Milo Cotogno” nel suo Fantabosco. Sarà quindi davvero interessante vedere la vita affettiva del folletto Milo e di Melita la diavolita.

Lorenzo, la donna incinta diventa una cosa ingestibile, è vero questo? Nella vostra rappresentazione teatrale Melita ti fa impazzire?

Non ho figli ancora e non ho mai vissuto i famosi “9 mesi” anche se dopo questo spettacolo posso dire di essere pronto:…pronto a tutto!
Dubito che possa esistere un essere umano maschile in grado di non impazzire di fronte ad una Melita come quella che vedrete sul palco!

L’uomo è molto più preso dalle cose materiali e quindi più fragile nell’affrontare la maternità. Come vive il tuo personaggio questo avvenimento?

Il mio personaggio cercherà in tutti i modi di assecondare le richieste più o meno surreali della futura mamma, ma la pazienza ha un limite anche in quei mesi.
Ce la faranno i nostri eroi a ragionare e a trovare un sano equilibrio? Forse…

C’è una parte specifica dove si nota l’affetto dei protagonisti attorno a questo avvenimento? O la loro debolezza?

In questo spettacolo vengono fuori le numerosissime emozioni vissute dai protagonisti in quei 9 mesi, vissuti per la prima volta. Le domande, le incertezze, e le paure sono tante: dalla semplice scelta del nome del bambino, al dubbio se dare la mano o no alla compagna durante il parto. Probabilmente è normale che sia così, anche se talvolta sembra tutto così surreale.

Bisogna stare attenti a non sovrastare l’amore che fondamentalmente c’è tra i due. È l’amore che da il via a quest’avventura e questo i due personaggi, a modo loro, riescono a non dimenticarlo… ma che fatica!

Lorenzo: perchè guardare questo spettacolo?

Sorrido perché di motivi ce ne sono davvero tanti. Inutile dirvi che è molto divertente e perfetto anche per quei ragazzi che magari non hanno l’abitudine di andare a teatro.

Poi guardate la locandina:… vi siete mai chiesti perché Melita sorride felice e spensierata mentre Lorenzo è sconvolto e disperato? Lo spettacolo vi spiegherà il motivo e se non avete ancora vissuto l’esperienza di un parto, maschietti non spaventatevi, è del tutto normale!!

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