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Il singolo “Paranoie” di Tantovale?…Un dolce colpo al cuore!

Tantovale si ripresenta con il singolo “Paranoie”, un brano che attira subito l’attenzione dell’ascoltatore, il quale intravede già una melodia d’amore.

La grandezza di questo brano lo fanno le parole o “parolone” chiare, che suonano benissimo in questa melodia e sono molto più graffianti dei “parolacce” di molti cantanti o trapper odierni: meglio un “Cazzo” onesto piuttosto di un “Cazzo” forzato e commerciale. NO:…qui si parla di una cantante che si esprime come nella realtà di tutti i giorni, senza forzature, anzi, lasciando uscire la tristezza che l’amore può procurare con i suoi silenzi.

Il video va mano nella mano con il brano, con la sua semplicità, che, ripeto, graffia di brutto con la sua dolcezza nel raccontare la sua tristezza. Tantovale si muove in modo dolcemente semplice e vederla cosi non può che ricordarci i nostri “Amori”

Il suono iniziale della chitarra è bello e con l’inizio della canzone è una scossa istantanea ed il tutto è una bella canzone…Un dolce colpo al cuore.

Arriva “CASA NOSTRA” il nuovo dolce-potente brano di LEINER

Il brivido è immenso e immediato. Una lettera pubblica, cantata come se fosse scritta al proprio amore. Ascoltare questo brano è una meraviglia. Una sonorità tranquilla, costante, che si fa cantare subito.
Un uomo cammina su una terra che non era sua, ma che è di tutti, è del mondo, e quindi deve essere protetta, perchè è la nostra casa.
L’ascoltatore entra subito in sintonia con il ritornello del brano e lo fa suo. Non solo la protezione di un uomo verso la sua libertà, la sua vita, ma lo sguardo di questo stesso uomo al cielo, a guardare Dio, sorridegli con ritrovata serenità, ringraziarlo e promettegli la sua lotta a proteggere questo dono.

Guarda il Video: https://www.youtube.com/watch?v=pmt3fKMpba4&feature=youtu.be

“Casa nostra” è un brano che nasce dalla spontanea necessità di Leiner di parlare della sua infanzia, in particolare del fatto che sia stato adottato. È una canzone che abbraccia vari generi musicali, passa dall’elettro-pop alla musica anni ‘80, con qualche influenza gospel.
Il titolo stesso descrive la cosa più bella che possa essergli capitata, ovvero avere una casa, che ha potuto definire sua e avere finalmente una nuova famiglia.


Spiega l’artista a proposito del suo nuovo inedito: «Con questo brano spero di poter riportare gli ascoltatori indietro nel tempo, alla loro infanzia o a qualsiasi altro momento che abbia toccato la loro esistenza, generando così serenità e gratitudine. In questo modo le persone potranno conoscere quella parte vulnerabile e sensibile di me di cui non ho mai parlato.
Spero che a chiunque ascolti questa canzone arrivi un messaggio forte e chiaro: non sentitevi mai soli, il destino riserva sempre ad ognuno di noi una seconda possibilità».


Il videoclip ufficiale del brano diretto da Antonio de bonis con la direzione immagine di Elisa Marangon, negli anni Leiner ha avuto la cura di conservare un video a lui molto caro, ovvero quello dell’incontro con la sua famiglia adottiva, e dentro di lui sapeva che un giorno avrebbe avuto l’occasione di utilizzarlo.
Terminate le registrazioni del brano “Casa Nostra”, era chiaro che il momento era arrivato. Ma oltre alla sua testimonianza, e grazie a Manuel Bragonzi, anche lui adottato nonché presidente di varie associazioni legate al tema, sono riusciti a raccogliere altre testimonianze video di famiglie in Italia che hanno intrapreso il suo stesso percorso.


Grazie ad Antonio De Bonis ed Elisa Marangon alla regia, sono riusciti a trasmettere al meglio l’anima di questa canzone. Davvero molto interessante rivedersi nello stesso video diciassette anni dopo, ma con gli stessi occhi e la stessa voglia di rendere importante è sempre più piena questa “seconda” vita che gli è stata donata.

Biografia
Leiner (Apartado, Colombia, 23 giugno 1997) dimostra fin da piccolo una grande passione e inclinazione per la musica e il ballo. Entra a fare parte del gruppo vicentino di danza hip-hop “Brown Sugar”, con cui vince numerose gare internazionali e si aggiudica diversi riconoscimenti personali. Inizia fin da subito a studiare canto e pianoforte, oltre che a prendere lezioni di batteria.


Già dal 2013 l’artista inizia a scrivere e comporre canzoni proprie, prima in inglese, poi in italiano e spagnolo.
Nel mese di ottobre del 2014, Leiner passa le varie selezioni e partecipa all’ottava edizione del programma televisivo X Factor, riuscendo ad arrivare alle semi-finale della gara presentando il brano inedito dal titolo “Tutto quello che ci resta”, uscito come primo singolo per Sony Music.
Da settembre 2015 fino a marzo 2017 entra a fare parte come cantante del gruppo Dear Jack partecipando al Festival di Sanremo 2016 con il brano “Mezzo Respiro” e al “Mezzo Respiro” Tour in tutta Italia.


Nel novembre 2017 entra a far parte del Cast del Musical “Madagascar” e nel 2019 nel musical “Priscilla la regina del deserto”. Dal 2020 torna grazie all’etichetta GreyLight Records nelle scene musicali con il suo primo lavoro da solista.

“NON PIANGERE STANOTTE” Ser feat. SAVAGE, il nuovo singolo del rapper toscano

Per me è SI. Ser mi porta subito al Rap italiano, quello bello. Non Rap troppo commerciale o trap, che “strappa” la musica. Il rap italiano deve essere italiano e non copiare l’estero. Qui c’è l’italiano bello.


Ser è italiano e Rap italiano puro. Bello. Ritmo vocale continuo, senza stonature o rallentamenti. Nessuna velocità assurda, ma una velocità legale per questo tipo di musica.
Si muove Ser, mosso dal ritmo del suono e della sua voce e non dalla volontà di muoversi. un ritmo istintivo, pulito, che rende bello tutto il video. Un movimento che cattura chi guarda e lo “smuove” dalla sua stabilità. Per me è SI.


Meravigliosa la collaborazione con la Dance di Savage, che porta cosi il brano di Ser nella strada dei graffiti di rabbia. Il cuore del Rap sempre in lotta contro questo mondo, ma sempre aperto al suo amore particolare, ribelle…….come “Una lama ficcata dentro a un cuore” capace di amare comunque e di lottare.


Ser e Savage è un colpo al cuore in più.


Guarda il Video: https://www.youtube.com/watch?v=otOZdXy9Y8w&feature=youtu.be

Grazie a questa traccia editata da Matt Joe, SER ha iniziato il suo viaggio nella wave Rap/Dance. Con “NON PIANGERE STANOTTE” feat. Savage, SER ha riscritto in chiave rap “Don’t Cry Tonight” di Savage, un grande classico della musica dance degli anni ’80. Lo stesso Savage, dopo aver sentito il brano scritto da Ser e arrangiata da EUGENE (Eugenio Valente) e Andy dei Bluvertigo, ha chiesto che fosse usata la sua voce nel ritornello.

«Abbiamo rivisitato in chiave rap un brano cult anni ’80 di Savage, che mi ha fatto scoprire aspetti della mia persona che ancora non conoscevo – racconta SER – In questo modo il passato e il presente si uniscono per creare un nuovo futuro»

Ser, Foto di Nicola Giannotti

Il videoclip, diretto da Matteo Caribotti, inizia con SER seduto nella metropolitana di Roma mentre ascolta “Don’t Cry Tonight” di Savage, ad un certo punto entra in un negozio vintage e così inizia il suo viaggio nel tempo fino ad arrivare nei meravigliosi anni ’80.

«Il video di Non Piangere Stanotte è un vero e proprio viaggio nel tempo – spiega SER – in cui gli anni 2000 e gli anni ’80 fuggono insieme come nelle più grandi storie d’amore»

Ser e Savage. Foto di Nicola Giannotti


SER, all’anagrafe Marco Di Lauro, è un rapper nato a Pietrasanta e cresciuto a Massa in Toscana. Ha iniziato a comporre a 16 anni per sfogare attraverso la scrittura le sue inquietudini, i suoi pensieri, per darsi forza ma anche per dare forza a chi avrebbe ascoltato la sua musica. Nei suoi testi parla di se stesso, del suo vissuto, delle sue lotte, ma anche del suo sogno, quello di fare del rap la sua professione, ispirandosi alla “Old School” del rap italiano e internazionale.


Ha deciso di intraprendere lo studio del canto alla scuola di musica PlayTheVoice di Massa con Elena Cirillo, per migliorare la sua tecnica vocale e in un secondo momento ha iniziato un percorso di produzione artistica con la supervisione della stessa Elena, conosciuta come vocalist/violinista di Francesco De Gregori. Sotto la sua guida, SER ha pubblicato il singolo “Sentimentale e Cinico”, con il quale si è qualificato finalista ad Area Sanremo 2019. SER ha ricevuto un bel riscontro dalla giuria formata da Petra Magoni, Andy Bluvertigo, Teresa De Sio, Vittorio De Scalzi e Gianni Testa, con la direzione artistica di Massimo Cotto. Con il singolo successivo, “Non Ho Tempo”, la collaborazione con Elena è diventata più attiva, componendo lei stessa la melodia del ritornello e suonando il pianoforte e il violino.

Il 18 aprile 2020 esce il suo ultimo singolo “Estraggo a Sorte”, la cui copertina è stata curata da Roby il Pettirosso, noto per la capacità di divulgare, attraverso il disegno, la cultura. Di “Estraggo a Sorte”, è stata realizzata anche una versione 8D.

“La solitudine dei numeri primi” – recensione

“Mattia pensava che lui e Alice erano cosi, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto”

Un libro potente, che già dalle prime righe dà una prima immagine del protagonista principale, anche se poi i protagonisti sono molti di più. Ognuno con una sua particolarità che non può che ferire l’animo del lettore.

E’ questo il primo romanzo di Paolo Giordano, torinese, anno 1982.

Non un semplice racconto, ma la realtà di alcune persone, che raramente conosciamo, ma che a leggerne la vita ci rendiamo conto di come abbiamo potuto conoscerne durante il nostro cammino.

La sofferenza, il rimorso, il dolore, la lacerazione dell’animo, la meraviglia di un cervello evoluto e il suo isolamento da quelli scadenti….l’Amore.

Il lettore vive intensamente queste storie, grazie ad uno scritto semplice e a dei paragrafi brevi.

Sicuramente non manchera, credo, il disaccordo del lettore verso la decisione presa da una protagonista……parlare o non parlare?

“No, non dovevi farlo”, sarà questa una delle frasi che il lettore urlerà dietro a lei, “Non farlo. Perchè? Non è giusto!”

Un libro unico; una storia che rispecchia la realtà dei “Numeri primi”, questi uomini e donne dal carattere unico. Un racconto che si fonde col nostro io e, sicuramente, ci farà capire molte cose.

  Due ragazzini di Torino, Mattia e Alice, imparano sin da giovani che cosa sia il dolore. Mattia è un bambino solitario, appassionato alla matematica e con una sorella che ha una grave forma di ritardo mentale. Alice, figlia unica, ha un incidente sugli sci, da cui non riesce a riprendersi fisicamente. I due, diventati amici, condividono le difficoltà dell’adolescenza e, nonostante le differenze, incrociano spesso i loro percorsi di vita.

Tavo e la sua “Annabelle”-Recensione

Tavo è sicuramente un ritmo che si distingue dal resto della musica italiana. Senza offesa per i grandi, ma potrebbe inseguire la strada di Franco Battiato, cioè un artista che non copia qualcuno o assomiglia a qualcuno, ma segue la sua strada ed è una bella strada piena di melodia e sentimento.

“Annabelle” è un pezzo da cantare col cuore ed urlare con con tutta la voglia di seguire la sua musica. Un brano che non può non smuovere nemmeno l’ascoltatore più immobile…no…”Annabelle” si fa ascoltare, cantare, ballare. Un pezzo che nell’era moderna in cui la musica italiana ha perso molto ha un valore importante: confermare che la stessa musica italiana, quella bella, c’è ancora.

Questo il commento dell’artista:”Il brano è spirato da una lettera del 1800 trovata nella mia vecchia casa.Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato“.

Francesco Taverna, in arte  TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano è con il suo album d’esordio “Funambolo”(Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle”.

“Davvero” di benedetta Raina-Recensione

Benedetta Raina ci fa ascoltare le sue canzoni con la sua voce particolare, unica, come quella di Francesca Michielin, Annalisa, sonorità personali, che entrano dentro l’asoltartore e si fanno ricordare.

La voce femminile è sempre stata la forza della musica italiana, ma quando la vocalità ha questi suoni particolari, le emozioni del pubblico si esaltano e accompagnano la cantante nel suo viaggio infinito.

“Davvero” è un pezzo con un ritmo da ballare come una trottola su una spiaggia. Bellissima melodia. Ottima per la nostra musica. La colonna sonora in un film in cui i protagonisti giocano assieme. Un vivere la quotidianità, mentre nello stesso istante si stanno formando i passi futuri della vita, del giorno dopo.

E’ in radio e sulle piattaforme digitali “DAVVERO” (Noize Hills Records), il nuovo singolo di BENEDETTA RAINA.

Un invito semplice ma non banale, un invito a capirsi e ad accettarsi, a prendere la vita alla giornata e a dimenticarsi un po’ di tutto. “Davvero” parla di questo e per questo. Con un ascolto più attento si coglie l’intenzione da parte dell’artista di comunicare una realtà che nasconde molte insidie: la realtà di quei problemi apparentemente lievi che fatichiamo ad ignorare e ci ostacolano. Piccolo e grande, leggero e pesante, reale e irreale: questi contrasti caratterizzano “Davvero” sia per sonorità, che per tematiche cantate.

Come dice la stessa cantautrice:”Davvero è assolutamente autobiografica, e rappresenta quell’equilibrio ideale che credo ognuno di noi cerchi di raggiungere. Mi ha sempre colpito una frase di John Lennon: la vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri piani. L’intento era proprio di riflettere questo, prendere la vita alla giornata per quanto non sia facile e ci siano quotidianamente un sacco di sfide

Benedetta Rainaè una cantautrice classe 2001 di Alessandria, collocabile nel panorama musicale dell’indie-pop italiano. Fin da piccola coltiva una grande passione per la musica e nei primi anni delle superiori inizia a scrivere i primi testi e a comporre le prime vere canzoni, prima in inglese e poi, più tardi, in italiano affrontando le tematiche di un’adolescente della generazione z, in bilico tra speranza e sconforto e alla continua ricerca di conferme negli altri. Alla fine del 2018 inizia a collaborare con l’etichetta Noize Hills Records e nel 2019 pubblica “Basta, il suo singolo di debutto. La canzone nasce proprio come il primo esperimento in italiano, come una pronta denuncia di sé, finalmente senza lo schermo di una lingua straniera. Il nuovo singolo “Davvero”.

Il “Dolore” di Paola Lusuardi – Recensione

Basta solo un’occhiata per capire cosa si proverà ad osservare questo dipinto.
Sembra un gioco di parole, ma invece è la pura realtà. In questo lavoro Paola Lusuardi riporta il dolore che un uomo può portarsi dentro all’infinito, se non aiutato a superarlo. La sofferenza di un bambino, visto da un uomo adulto, o la sofferenza di un uomo, che rivede il suo passato sofferto da bambino, ma anche la sofferenza dell’adolescenza mondiale, dimenticata dall’uomo.

Sono molti gli aspetti che può prendere per mano quest’opera, sicuramente è molto forte e merita di essere sofferta.
Una piccola immagine riflessa, resa gigante dall’occhio che non può non vedere…..assorbire….ricordare tutto.
Un dipinto potente, che racchiude in sé tutto ciò che fa male e una richiesta d’aiuto.

Padre, madre, figlio, figlia, uomo, donna….un unico sguardo!

Danti feat Nina Zilli e J-Ax? Per me è NO

Dopo l’uscita in radio del singolo “Tu e d’io” di Danti feat. Nina Zilli e J-Ax, è online il videoclip ufficiale, con la partecipazione speciale di Maccio Capatonda.


Dato come brano che spopola in radio, mi sento di criticare questa affermazione in quanto stando sulle radio prettamente di musica italiana non credo di aver sentito ancora questo brano. Non solo, ma vedendo il video la svogliatezza di seguire il brano, e lo stesso video, aumenta. Perchè questo? Perchè il video è troppo prevedibile e le cose prevedibili distruggono un evento.


E’ vero che il video si rifà ad un vecchio film comico degli anni 80, “Weekend con il morto”, ma la riuscita di un video avviene anche attraverso i dialoghi contenuti in esso e qui sono prevedibili, recitati in modo superficiale, in fretta e furia.
Il video è abbracciato in pieno dal brano stesso. La continua ricerca di duetti o terzetti forzati che non hanno nulla in comune fra loro. La tranquillità e melodia di Nina Zilli con la voce troppo veloce, forzata di J-Ax.


Per me è NO!
Questo stona ancora di più con le dichiarazioni di Danti, che sottolinea come questo brano sia per lui una cosa speciale. Il cantante descrive cosi la nascita di “Tu e d’io”:

“Volevo iniziare questo percorso da direttore artistico partendo alla grande e per questo ho chiesto aiuto a due dei miei artisti preferiti oltre che due grandi amici, Ax e Nina Zilli, che hanno interpretato il brano meglio ancora di come lo immaginavo. Quando fai questo lavoro vuoi o non vuoi l’input o il concept spesso arrivano dall’artista con cui stai lavorando, per questo progetto invece ho ripreso a scrivere in piena libertà … successivamente ho cercato chi meglio potesse interpretare i miei pensieri. Io credo che le canzoni siano come i vestiti, ognuno ha il suo e quando trovi chi le sa indossare e valorizzare allora scatta la magia. Io non faccio canzoni belle che possono cantare tutti, faccio vestiti giusti che stanno bene solo a chi li sa indossare”.

VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=eYugpMbBIt4

“Momenti Perfetti” – Recensione

Un viaggio in treno, da soli, a guardare la natura dal finestrino. Malinconia nel pensare al proprio amore. Il viaggio del proprio pensiero nell’universo.

Una colonna sonora fantastica, che accarezza l’ascoltatore in modo potente e delicato, come l’abbraccio migliore di tutta la vita.

L’amore che ti stringe e ti scalda, vissuto nella giusta maniera, con la sua parte felice e malinconica, cosi da renderlo il più maturo possibile.

La canzone è un viaggio mentale che l’ascoltatore non può non seguire, perchè viene catturato nell’immediato dalla canzone stessa, che lo porta a percorrere la sua storia d’amore migliore: i suoi “Momenti Perfetti”,

Bellissimo ascoltare questo brano di Giusy Ferreri, come un bacio di fine estate…..aspettando domani.

https://youtu.be/un3-652wk_E

“C’est la vie” di Achille Lauro

C’est la vie di Achille Lauro

Colpisce subito la sofferenza dell’amore, perchè l’amore è bello, ma può essere anche la sofferenza di non poter stare assieme.

“C’est la vie” è la nuova storia d’amore di Achille Lauro, raccontata in musica, che colpisce al cuore l’ascoltatore.

L’amore che vuoi, ma che non vuole lui o l’amore che ti vuole e tu condividi, ma non puoi stagli vicino…….la vita è cosi….c’est la vie.

Lauro soffre in questa storia tremenda d’amore, passionale, infinita, immortale, ma che è una lotta continua per non spegnere l’amore stesso che l’ha creata.

Cosi è l’amore vero, nasce, lo vivi, ma di fronte al potere della vita devi solo sperare che non finisca mai o finisca bene.

Un brano profondo, che merita e che nella sua drammaticità…splende!