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Muore la penna – Codici segreti

Quando vedi, senti,
impari a scrivere le parole che non puoi dire,
cambia casa, cambia mano,
guida sempre in linea retta
pur facendo le rotonde,
che ti trovi in contromano.
Aspetta il verde
e scavalca il rosso sangue,
fino ad arrivare al foglio bianco,
che qualcuno leggerà
ed imparerà a capire il senso
di una bocca cucita
ed a strappare i suoi punti morti.
Cambierai città,
metterai il cappello...

...prima di vederti chiuso
dentro una cassa
di legno massello.

Il lupo e la lupara

Mi guardava, il lupo,
mi guardava da lontano,
con i denti bianchi in vista
ed il ringhio sempre all'erta.
Fermo ed impietrito ero io,
non avevo nulla da dire,
non avevo nulla da fare.
Fermo, immobile.
Aveva solo paura
e voleva solo mangiare.
Presi lentamente un panino dalla tasca,
lentamente, ma non troppo
e non troppo in fretta.
Lo gettai al lupo,
che d'istinto tornò ad essere cucciolo impaurito,
poi, sentito il profumo,
torno adulto altezzoso...
...con un sospiro di sollievo.
Poverino il mio lupetto,
perchè ora era anche mio,
come io il suo amicone.
Poi si allontanò da questa terra,
che non era di nessuno.
Passeggiavo per il bosco
e mi accorsi di essere nella terra di qualcuno,
quando mi trovai di fronte la lupara.
Mi guardava, la lupara,
mi guardava da lontano,
con la bocca bella in vista
e la stessa sempre all'erta.
Fermo ed impietrito
non avevo nulla da dire,
non avevo nulla da fare.
Fermo, immobile.
Aveva solo paura
che avessi visto qualche cosa.
Alzai le mani lentamente,
ma non troppo
e non troppo in fretta,
ma la lupara, quella si,
spara in fretta...
...Bammmmm
Il mio amico lupo
perde il suo amicone,
chiedendosi ancora una volta
chi fra tutti
è il vero figlio di cane.

Canzoni di carta

Io scrivo canzoni,
canzoni di carta,
che come carta pesta
fanno male alla testa.
Bussano un poco
e poi scappano via,
lasciando un messaggio in segreteria,
cosi la testa non fa più male
e nasce la poesia che mi fa pensare.
E' quella che voglio,
che cerco e aspettavo,
ma se prima guardavo,
ora scrivo, piango e rido.
Righe d'inchiostro, che manco mi conosce,
ma che resta indelebile
nella storia della vita,
della mia mente.
Scrivi canzone,
scrivimi addosso,
scrivimi dentro,
entra nel circolo per un momento,
poi vieni fuori e fatti vedere,
alza la testa e basta scappare.
Canzoni di carta,
che come carta pesta
fanno male alla testa...

La forza dell’Amore

Io, come un angelo solo,
con le sue ali spente,
ti aspetto in questa casa sperduta,
che aspetta, con me,
il ritorno delle sue note
e la musica che manca.
Non morirò solo,
lasciandoti sola.
Scende una lacrima spenta.
Si aprono le ali possenti
e scoppia la luce di dio
ad illuminare la strada.
Ora splende questa casa,
che assieme a me...ti aspetta

Credevi diverso

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Non è cosi che credevi
fosse osservare.

Camminare, sentire, ascoltare…
…il cuore.

Sentire, gridare, piangere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse aprire le porte.

Non è cosi che credevi
fosse vera la legge.

Non è cosi che credevi
fosse grande il potere.

Non è cosi che credevi
fosse il bacio…di Giuda.

Camminare, guardare, stringere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Linda

Balla bimba,
balla su di me.
Balla, muovi,
urla fin che ce n’è.

Labbra piccole, si,
fanno per me,
perchè fanno di tutto tranne parlare.

Balla bimba,
balla sotto di me,
anzi no, lascia ballare me.
Lascia che porti
il passo dei porci.

Guardami negli occhi,
come a un cane bastardo,
che tu stai attenta
a dare solo uno sguardo,
ma tanto sono io a tenerti al guinzaglio,
con un paio di manette ed un membro cosi.

Balla bimba,
balla su di me,
piangi adesso
piangi fin che ce n’è.
Muoviti, piangi,
fai venire anche me.

Brutto l’orco
e le mani dell’orco,
che si spingono dentro
a cercare di più.

Brutto l’orco,
che ti guarda negli occhi,
e che il giorno dopo
esce col sorriso negli occhi.

Balla bimba,
balla sopra me.
Ti pago bene
se non dici chi sono;,
se invece parli

mi spiace ma ti meno….ti meno..e me lo meno.

Brava Linda,
fai una cosa bella:
non dirlo alla mamma,
che le regalo la tessera;
è una cosa bella,
molto meglio che fare la sguattera.

Balla bimba,
bimba di papà.
Lo sai che il tuo papà
gioca a scopa con l’orco…
…gioca a scopa con l’orco…….e gli regala la figlia.

Amico mio, facciamo una cosa,
dammi la figlia, che ti pago la dote.
E’ minorenne ed è una gran bella figa…
…a me del matrimonio non importa una sega.

Piccola bimba,
piccola Linda,
arrivo io
con le ferite nel cuore
che a questi mostri fanno sempre paura,
perchè le mie ferite sono più di una mannaia
in cerca tutti i giorni del lupo mannaro.

Mi scusi comandante, senatore, signore,
ma forse è molto meglio
che la chiami coglione.
Ho visto quella bimba
seduta sulla strada;
ho visto quella bimba, che non parla da un po’,
ho visto quella bimba…….ed è sempre cosi.

Vogliamo far qualcosa nel suo piccolo paese
prima ancora di svendere la poltrona a un puttaniere?
Ops…..mi scusi comandante, mi scusi senatore,
scusami no-global con la faccia da coglione,
che se c’è da far casino sei peggio di un cannone,
ma per una bimba stuprata perdi pure la voce.

Ops…..mi scusi comandante, mi scusi senatore,
forse ho parlato troppo
e offeso il vostro onore,
ma quella bimba mi guarda negli occhi
e stia sicuro non la lascio cadere…

…sarete voi a cadere nella cenere.

Balla Linda,
bella bimba,

torna a giocare e ballare come sai.