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Lo “Stato di Natura” di Francesca Michielin e i Maneskin

“Stato di Natura”, la riuscita di un esperimento Forte, unico. Rap femminile potente e fluido. Tutt’altra cosa dei soliti rap commerciali e troppo veloci rispetto al suono che li accompagnano. Francesca Michielin mi accende un fuoco interno, come se sentissi per la prima volta una forza musicale cosi potente.

Francesca Michielin abbraccia i Maneskin e ne esce una stretta forte e bellissima.

Un bum bum vocale con cui Francesca Michielin ti schiaccia contro il muro. Un ritornello gridato che fa sentire il “vile” come un verme schiacciato.

Una lotta di decenni racchiusa con maestria in poco più di due minuti, si, perchè qui non è solo alzare la voce, qui è cantarvela.

Un brano bellissimo, da cantare e ballare, seguendo senza problemi il tutto. Musica, testo. Un progetto nuovo riuscito benissimo, perchè non sono solo urla, ma un liberare il pensiero delle persone, degli ascoltatori.

Francesca Michielin ha rincorso e voluto fortemente la collaborazione con i Maneskin sia per donare una sonorità “rock” al brano, ma anche per rendere più forte il suo significato. Francesca lancia un forte messaggio contro la violenza verbale (presente nella quotidianità dei nostri tempi) sulle donne e non solo.

Francesca rivela:“I Maneskin hanno fornito un punto di vista diverso nel testo, quello maschile del quale avevo bisogno per questo brano”

Raccagni contro Massimo Giletti – Il brano Rap

Giletti invita all’Arena un giovane delinquentello che si proclama cantante trapper, dandogli cosi una pubblicità mediatica, scatenandomi il nervoso

Non bastava aver portato sull’altare della musica italiana Achille Lauro, presentandolo a Sanremo 2018 con il suo pezzo cocainomane Roll Royce. Non è bastato rincorrere e pubblicizzare il rapper Sfera Ebbasta, con le sue canzoni da scopatore, con le sue esibizioni dove mostra il cazzo. Non è bastato nemmeno arrivare al culmine presentando a Sanremo Junior Cally, dopo aver pubblicamente descritto i suoi testi violenti ed il suo essere delinquente. Non è bastato, no…..perchè il culmine si è verificato a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, dove il presentatore ha presentato, quasi in modo soddisfatto l’autodefinitosi trapper: Jordan Jeffrey Baby.

Il giovane nessuno incontra cosi, per la prima volta, il palco televisivo, la fama nazionale, grazie all’ospitata di Giletti.

Un’ospitata che non mi è piaciuta e alla quale rispondo con una provocazione….la mia canzone rap.

Ma cosa mi ha fatto infuriare?

L’esaltare la delinquenza al punto da farne spettacolo, spingendo indirettamente i giovani a seguirne l’esempio. Fare diventare protagonista un “nessuno”.

“Potevo lasciar passare che un tipo come Achille Lauro fosse presentato al Festival di sanremo 2018 con un testo che tutti giudicavano ineggiante alla droga, ma quando ho iniziato a vedere che col tempo si è continuato a rincorrere l’auditel promuovendo e facendo grandi sul web dei delinquentelli capaci di far nulla…allora no.

Jordan Jeffrey Baby ha fatto cose da nascondere alla televisione, se farla vedere vuol dire pubblicizzare il ragazzo. Saltare sopra un’auto dei Carabinieri è un oltraggio a chi fa rispettare la legge e sputagli contro esalta la violenza contro le forze dell’ordine.

Si chiama in studio il ragazzo e lo si presenta come ospite cantante, per poi far vedere che urina anche sui verbali della Polizia.

Ma si, portiamo in televisione la merda umana. Potevo aspettarmi di tutto dalla televisione trash italiana, ma non che una trasmissione come “Non è l’Arena” ed un presentatore come Massimo Giletti, che reputo un grande fra i grandi, potesse fare un errore del genere.

E’ un errore grave. Succede a tutti di fare degli errori e questa volta credo che Massimo Giletti abbia fatto un grande sbaglio.

Beh, allora adesso chiedo di essere invitato come star della televisione e presento io un bel brano top rap. Mi rivolgo direttamente alla Rai, a Mediaset, alle reti private di alto livello. Io ora sono un cantante e ve le suono.”

Bene…ops…raga mi sto trasformando….minchia oh…arrivo io. Mi fa troppo sangue

Minchia raga ho fatto un.pezzo trap che s-trap-pa la musica. Vai di lemo.

Ehi raga….iooooo

“T’inchiodo al muro”

Bella la tua figa, raga

mandala da me

tanto è tutta tette

la dá pure a me.

Oggi faccio un salto

alla brico con la ex

la spingo contro il muro

la sego in due per me

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

È come quando me lo sparavo a mano

e tutte quante a dire…

…”Dai che te lo succhio piano”

Sono andato in chiesa

per scappare dalla Pola,

ho trovato la suorina

me la son fatta dietro l’aiuola

Lei muta come un pesce

ma il pesce l ha voluto

e porco…..

io sono venuto.

Io sono uno

che si mette un proiettile nel culo

e se ti scoreggio, ti giuro,

ci vado giù duro.

Io sono Luca

ma non sono lo stesso.

non sono Barbarossa,

ma canto lo stesso

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

Da Giletti vado e non sto muto

e con il grano mi ci faccio un buco.

Ti fa brivido cantare con me?

Cazzi tua..mi ci hai voluto te.

Io adesso scopo…spendo…e rigo

e se mi sparli me ne frego

Resto dove mi ci hai portato

sull’altare dei media

dove ci ho sborrato

Ora sono sul palco

e posso fare il duro

e come con la mia ex

ora vi inchiodo al muro.

Tieeeeeeeeee

(Testo di Claudio Raccagni)

Tavo e la sua “Annabelle”-Recensione

Tavo è sicuramente un ritmo che si distingue dal resto della musica italiana. Senza offesa per i grandi, ma potrebbe inseguire la strada di Franco Battiato, cioè un artista che non copia qualcuno o assomiglia a qualcuno, ma segue la sua strada ed è una bella strada piena di melodia e sentimento.

“Annabelle” è un pezzo da cantare col cuore ed urlare con con tutta la voglia di seguire la sua musica. Un brano che non può non smuovere nemmeno l’ascoltatore più immobile…no…”Annabelle” si fa ascoltare, cantare, ballare. Un pezzo che nell’era moderna in cui la musica italiana ha perso molto ha un valore importante: confermare che la stessa musica italiana, quella bella, c’è ancora.

Questo il commento dell’artista:”Il brano è spirato da una lettera del 1800 trovata nella mia vecchia casa.Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato“.

Francesco Taverna, in arte  TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano è con il suo album d’esordio “Funambolo”(Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle”.

“Davvero” di benedetta Raina-Recensione

Benedetta Raina ci fa ascoltare le sue canzoni con la sua voce particolare, unica, come quella di Francesca Michielin, Annalisa, sonorità personali, che entrano dentro l’asoltartore e si fanno ricordare.

La voce femminile è sempre stata la forza della musica italiana, ma quando la vocalità ha questi suoni particolari, le emozioni del pubblico si esaltano e accompagnano la cantante nel suo viaggio infinito.

“Davvero” è un pezzo con un ritmo da ballare come una trottola su una spiaggia. Bellissima melodia. Ottima per la nostra musica. La colonna sonora in un film in cui i protagonisti giocano assieme. Un vivere la quotidianità, mentre nello stesso istante si stanno formando i passi futuri della vita, del giorno dopo.

E’ in radio e sulle piattaforme digitali “DAVVERO” (Noize Hills Records), il nuovo singolo di BENEDETTA RAINA.

Un invito semplice ma non banale, un invito a capirsi e ad accettarsi, a prendere la vita alla giornata e a dimenticarsi un po’ di tutto. “Davvero” parla di questo e per questo. Con un ascolto più attento si coglie l’intenzione da parte dell’artista di comunicare una realtà che nasconde molte insidie: la realtà di quei problemi apparentemente lievi che fatichiamo ad ignorare e ci ostacolano. Piccolo e grande, leggero e pesante, reale e irreale: questi contrasti caratterizzano “Davvero” sia per sonorità, che per tematiche cantate.

Come dice la stessa cantautrice:”Davvero è assolutamente autobiografica, e rappresenta quell’equilibrio ideale che credo ognuno di noi cerchi di raggiungere. Mi ha sempre colpito una frase di John Lennon: la vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri piani. L’intento era proprio di riflettere questo, prendere la vita alla giornata per quanto non sia facile e ci siano quotidianamente un sacco di sfide

Benedetta Rainaè una cantautrice classe 2001 di Alessandria, collocabile nel panorama musicale dell’indie-pop italiano. Fin da piccola coltiva una grande passione per la musica e nei primi anni delle superiori inizia a scrivere i primi testi e a comporre le prime vere canzoni, prima in inglese e poi, più tardi, in italiano affrontando le tematiche di un’adolescente della generazione z, in bilico tra speranza e sconforto e alla continua ricerca di conferme negli altri. Alla fine del 2018 inizia a collaborare con l’etichetta Noize Hills Records e nel 2019 pubblica “Basta, il suo singolo di debutto. La canzone nasce proprio come il primo esperimento in italiano, come una pronta denuncia di sé, finalmente senza lo schermo di una lingua straniera. Il nuovo singolo “Davvero”.

Dj Elena Tanz accende la Dance

Intervista alla Dj Elena Tanz. Quando la migliore Dance si riprende il suo spazio è sempre una cosa fantastica. La Dance, quella che tiene per mano gli anni 90 a quelli attuali, accomuna tutti. Facciamola suonare a chi lo sa fare.

Elena Tanz, DJ e proprietaria della Label Epoque, società che si occupa di Musica, spettacoli e contenuti multimediali. Non una semplice Etichetta discografica, ma avvolge la musica quasi a 360°. Produce Elena Tanz, con impronta dance e italo dance, e CarpYcorn, label e format techno sperimentale. Ecco la sua esperienza nel mondo della Disco Dance.

Elena quando hai iniziato a mixare?

Avevo quasi 17 anni… Fino a quell’età avevo guardato con passione i dj della radio in cui lavoravo, che lo facevano, e sognavo di poterlo fare anche io un giorno… Poi, uno di loro, vedendo il mio interesse, decise di insegnarmelo, e da quel momento non ho più smesso.

Se dico “Technics”, cosa ti ricorda?

I giradischi, i 1210, quelli con cui ho iniziato e che tuttora posseggo. Sono delle vere e proprie macchine da combattimento, non si rompono mai!!!

Come hai vissuto il passaggio fra il mixaggio con i vinili e quello attuale?

In modo tragico!!! Ero già nel team artistico di Gigi D’Agostino, per un periodo ho continuato a suonare con i vinili, poi piano piano mi sono adeguata, più che altro per una questione logistica e per poter proporre Musica che esiste solo in file. Per fortuna anche i lettori digitali hanno la modalità “vinile” e quindi, anche se non è la stessa cosa, posso mantenere i vecchi rituali e la stessa gestualità.

L’analogico ha tutta un’altra “sensibilità”, e ammetto che non sia stato facile il passaggio ai cd e alle chiavette, decisamente più grossolano e scontato.

Quale genere disco ti piace di più?

Ascolto quasi tutti i generi e non amo classificare la Musica. Per me esistono le canzoni che emozionano e quelle che non mi lasciano il segno… a prescindere dal genere a cui appartengono. Ad ogni modo, se devo identificarmi in un genere, quello che amo, direi ad occhi chiusi la Musica Dance…. tutta, dal passato al presente.

Uscendo dal genere dance, quale cantante italiano ti piace di più?

Ce ne sono tanti. Mi piacciono molto i Tiromancino, sia per i testi che per il modo di cantare. Ultimamente mi sta prendendo anche Levante; trovo che le sue canzoni raccolgano dei bei significati e la sua Musica è molto particolare, e mi piace molto anche come si esprime sui social network. Ormai le varie piattaforme online sono diventate quasi complementari.

Cosa pensi del Rap-Trap italiano?

E’ un genere che non mi affascina. In generale mi annoia, lo trovo ripetitivo, con inglesismi usati a sproposito e con il male di vivere di base. La costante rivalsa o sfida non sono argomenti che mi attirano, quindi non lo seguo. La vita è bella e le difficoltà ne fanno parte, aiutano solo ad essere più sensibili.

Lavori anche all’estero, dove di solito?

Ho suonato spesso fuori confine… Austria, Francia, Spagna… negli ultimi anni sto concentrando i live soprattutto in Italia, ma la Musica che produco arriva un po’ dappertutto. Una cosa bella delle piattaforme digitali e di internet è scoprire che una tua canzone è stata streammata, ad esempio, in Guatemala o comprata in Cina, Downloadata in Sud Africa… insomma, è bello sapere che può arrivare cosi facilmente ovunque.

Le vacanze come le passi? Dove ti piace rilassarti?

Ho un concetto un po’ strano di vacanza. Faccio fatica a prendermi, che ne so, una settimana intera lontana dalla mia “Dimensione”. Non sono il tipo. Dopo due giorni lontana, tipo alle Maldive, credo che starei già malissimo. Diciamo che ho plasmato il mio quotidiano in modo tale da avere i giusti spazi di lavoro, relax e creatività. Abito in un posticino sul lago d’Iseo che è un paradiso, li mi ritaglio i miei momenti in cui trovo energie, colori, creatività, idee… insomma, tutto ciò che per me è equilibrio.

Sicuramente i miei due gatti Ettore e Vittoria sono una componente essenziale del mio benessere.

Un tuo sogno da realizzare?

Questa domanda mi ha messo in difficoltà, perché ne ho talmente tanti che potrei riempire pagine.

Sicuramente il Sogno a cui tengo di più è quello di potermi esprimere con la Musica, raccontare ciò che sento e riuscire a farlo veramente com’è nella mia testa. E’ una continua evoluzione, una crescita, molto lontana dal idea abituale di successo. Quindi diciamo che vivo dentro ad un sogno che è in costante divenire. E per questo ne sono grata.

Ti ringraziamo Elena per la tua disponibilità a farci partecipi della tua e nostra passione e per tenerla in alto come pochi sanno fare, senza correre dietro alle mode.

Grazie a tutti Voi.

Elena Tanz – il Video: https://youtu.be/VaoySiG7mqI

“La parte migliore” di Peligro – Recensione

Arriva “La parte migliore” del rapper Peligro; finalmente il risalto ad un rap italiano fluido e con contenuti di valore. Il singolo del rapper sottolinea l’evoluzione del cantante come uomo di fronte alla vita, raccontata con parole con un senso compiuto molto lontano dai rapper odierni lanciati sul mercato solo per fare…mercato.

Peligro con “La parte migliore” porta l’ascoltatore ai rap dei tempi migliori, quelli in cui tutti accendevano la radio e come iniziava la canzone si mettevano a cantare e ballare all’istante, imitando i gesti dei rap, tutto questo senza doversi sforzare di capire il senso del testo. Peligro prende per mano l’ascoltatore e lo porta semplicemente a ballare e cantare la sua lotta col vivere, con parole chiare, semplici e…forti.

Una canzone giovane, bella, di sostanza, che porta un sospiro di sollievo in questa estate calda.

Foto: Fabio Oriani

Via da qua di Fabio Curto

VIA DA QUA, sicuramente un brano di Fabio Curto che lascera’ il segno nella sua vita artistica. Una visione della vita totale, nel quale l’ascoltatore si immedesima e visualizza in modo forte e a volte malinconica la realta’ di oggi, realta’ che forse era meglio quando era piu’ pura…nel nostro passato, un passo piu’ indietro.

Il brano scivola via in maniera perfetta e delicatamente, pur parlando di temi seri. Bellissimo vivere questo modo di suonare il proprio pensiero.
VIA DA QUA e’ un brano breve ed intenso, che si fa capire all’istante, un lavoro di valore, che avvicina sicuramente il cantautore ai grandi nomi della musica italiana.

L’ascoltatore avvia l’ascolto del brano e viene assorbito all’istante, per poi tornare a riascoltare il brano stesso, perche’ le sensazioni sono effettivamente meravigliose.