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Si riparte con il”Francavilla è Jazz”

Il 3,4 e 5 settembre, a Francavilla Fontana, la VII edizione con eccellenze del jazz nazionale e internazionale. Nel doveroso rispetto di tutte le misure di sicurezza anti Covid, da giovedì 3 settembre, alle 21:00 , si accenderanno i riflettori sulla settima edizione del “Francavilla è Jazz” di Francavilla Fontana.
Quest’anno, rispetto alla consueta location Largo San Marco, sarà Piazza Giovanni XXIII la cornice dell’evento di spicco dell’estate francavillese, nonché vero e proprio punto di riferimento per tutti i jazzofili provenienti dalla Puglia. L’idea di ospitare la VII edizione del festival in piazza, con lo sfondo della Basilica Pontificia Minore del Santissimo Rosario , gioiello dell’architettura barocca e importantissimo simbolo storico della città, nasce
sia dal profondo legame dei cittadini francavillesi con questo luogo, sia dalla necessità di individuare una location ad hoc per garantire al 100% l’osservanza del protocollo relativo al Coronavirus.

Il sipario si aprirà giovedì 3, alle 21:00 (orario d’inizio previsto per tutti i concerti), con Nico Morelli–Arthur Henn–Jeff Ballard Trio , nuova e interessantissima formazione nata da una brillante idea dell’eccellente pianista pugliese ma parigino d’adozione, composta da tre formidabili musicisti: Nico Morelli (pianoforte), Arthur Henn (contrabbasso) e Jeff Ballard (batteria).
Punta di diamante del trio, lo strepitoso jazzista statunitense Jeff Ballard, attualmente uno fra i migliori batteristi al mondo, già al fianco di Chick Corea , Pat Metheny, Bobby
Hutcherson, Gary Burton, Brad Mehldau, Avishai Cohen, Mike Stern , Kurt Rosenwinkel, Joshua Redman , Mark Turner, Danilo Pérez, solo per citarne alcuni.

Il repertorio prevede standard jazz, composizioni originali siglate da Morelli orientate in direzione contemporary jazz e alcuni brani appartenenti alla tradizione folk/mediterranea rigorosamente (ri)arrangiati in chiave jazzistica. La serata seguente sarà la volta di Cinzia Tedesco – Verdi e Puccini in Jazz, elegante quintetto costituito da Cinzia Tedesco (voce), Giovanna Famulari(violoncello), Stefano Sabatini (pianoforte e arrangiamenti), Luca Pirozzi (contrabbasso), Pietro Iodice (batteria). Si tratta di un progetto improntato su una commistione di due dischi ( Verdi’s Mood pubblicato nel 2016 e Mister Puccini in Jazz nel 2019) prodotti da Sony Classica ( catalogo Jazz), assai apprezzati dalla critica specializzata e da moltissimi appassionati del genere.

La sopraffina cantante Cinzia Tedesco , accompagnata dalla talentuosa violoncellista Giovanna Famulari e da una sezione ritmica consolidata e affiatata, dall’indiscutibile valore, presenterà alcuni tra i brani più rappresentativi composti da Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini tratti da entrambe le realizzazioni discografiche, riletti attraverso un mood moderno con i raffinati arrangiamenti di Stefano Sabatini, in pieno solco jazzistico. Il sipario calerà con Giovanni Scasciamacchia Quartet meets Fabrizio Bosso , spumeggiante formazione composta da Daniele Scannapieco (sax), Alfonso Deidda (pianoforte), Paolo Benedettini (contrabbasso) e Giovanni Scasciamacchia (batteria).

A questo notevole quartetto formato da musicisti fra i più stimati e attivi della scena jazzistica nazionale, si aggiunge come special guest uno dei trombettisti jazz italiani più blasonati e acclamati degli ultimi vent’anni: Fabrizio Bosso .
Il repertorio del gruppo diretto da Giovanni Scasciamacchia, batterista richiestissimo per il suo naturale senso dello swing e per la sua solidità ritmica, comprende brani originali autografati dallo stesso Scasciamacchia tratti dal suo nuovo album Oriente licenziato da Abeat Records (nel 2019), un disco radicato nel mainstream, ma impreziosito da sgargianti
colorazioni latin jazz , oltre a diversi standard appartenenti alla tradizione jazzistica.

Come consuetudine, anche questa edizione del Francavilla è Jazz si contraddistingue per una proposta artistica dall’inestimabile qualità. Questo è dovuto al buongusto, alla competenza e all’oculatezza delle scelte del direttore artistico Alfredo Iaia, alla lungimiranza e alla sensibilità del Comune di Francavilla Fontana e al contributo di capitale importanza da parte degli sponsor privati. Soprattutto quest’anno, segnato dalla drammaticità riguardante il​ Coronavirus, l’unione ha fatto la forza.

Perché grazie a un elogiabile impegno collettivo, Francavilla Fontana
e il Francavilla è Jazz hanno dato segno tangibile che arte, cultura e musica non muoiono letteralmente mai.

VASCO e“COLPA D’ALFREDO” a 40 anni dalla pubblicazione

DAL 27 NOVEMBRE IL COFANETTO DEL 3° ALBUM DI VASCO ROSSI
CON L’AUDIO RIMASTERIZZATO PER LA PRIMA VOLTA CON LA COPERTINA
PROGETTATA E VOLUTA (ALLORA) DA VASCO.

“COLPA D’ALFREDO – R>PLAY Edition 40th”, in uscita il 27 novembre, è disponibile in preorder da oggi, giovedì 6 agosto, al link:

https://smi.lnk.to/VASCOROSSI_COLPADALFREDO

Sulla pagina ufficiale facebook di Vasco Rossi viene presentatata cosi l’uscita del brano:


“Tra gli anni Settanta e Ottanta, in Italia, il rock – tranne qualche rarissima eccezione – era soltanto americano o inglese. Nessuno credeva sarebbe mai potuto diventare anche italiano, perché si riteneva che la lingua italiana fosse “strutturalmente incompatibile” con il rock. Dopo due anni di sperimentazione artistica e dopo due dischi ancora sospesi tra accenni “rockettari” e musica leggera, Vasco Rossi invece capì che, malgrado l’opinione contraria allora dominante, fare rock in Italia e con testi in italiano non solo sarebbe stato possibile, ma sarebbe venuto anche bene. E lo avrebbe dimostrato a tutti. Iniziò a farlo sul serio proprio nel 1980 con “Colpa D’Alfredo”, il suo terzo album registrato in studio: il primo vero disco rock di Vasco e anche il primo nella storia della canzone italiana. Osteggiato dalle politiche censorie delle emittenti pubbliche, sia televisive che radiofoniche, per l’eccessiva crudezza dei testi e per l’approccio a dir poco “politicamente scorretto” di ogni singola canzone del disco, “Colpa D’Alfredo” non ebbe certo “vita facile”. D’altro canto, se la musica o la vita di Vasco fossero mai state facili…”

https://wetransfer.com/downloads/3f9266c5c203fe2c0b383e4f473b992c20200806064038/cc3461


In una confezione tutta nuova, sarà presentata, finalmente e per la prima volta, la copertina come era stata progettata e voluta allora da Vasco: il suo primo piano con l’occhio nero e il volto tumefatto, truccato come se fosse stato pestato. Nel disco originale, per un colpo di mano dell’ultimo momento del discografico, la foto era stata utilizzata come retro e in copertina uno scatto dello stesso servizio, ma di spalle.


“COLPA D’ALFREDO – R>PLAY Edition 40th” è un preziosissimo COFANETTO DELUXE da collezione, in edizione limitata numerata, che includerà l’LP, il 45 giri “Non l’hai mica capito/Asilo Republic”, il CD e la musicassetta, tutti con l’audio rimasterizzato da Maurizio Biancani a 24bit/192Khz, la migliore definizione attualmente possibile, partendo dei nastri master analogici di studio.
Inoltre, “COLPA D’ALFREDO – R>PLAY Edition 40th” conterrà un libro cartonato, scritto dal giornalista e critico musicale Marco Mangiarotti, con i racconti dello stesso Vasco e le testimonianze dei musicisti che hanno partecipato alla realizzazione dell’album, con molte foto e contenuti inediti ed esclusivi. Come ormai da tradizione della collezione, ci sarà anche un gadget che riproduce una parte della copertina (stavolta si tratta della maschera di cartone del viso di Vasco con l’occhio nero).


Tutte le grafiche e le parti del cofanetto sono state restaurate digitalmente e riproducono fedelmente quelle originali della prima pubblicazione nel 1980.
La grande novità di quest’anno è il video in animazione di “Anima fragile”, un vero cortometraggio per celebrare una delle canzoni più amate di Vasco che sarà pubblicato in autunno. Ai tempi della pubblicazione dell’album “Colpa d’Alfredo”, non era stato realizzato alcun videoclip.
Il lavoro è scritto e diretto da Arturo Bertusi, disegnato da Rosanna Mezzanotte e prodotto da Chiaroscuro Creative, che ha curato la progettazione e la grafica del cofanetto e che da tanti anni si occupa dei progetti editoriali e dell’immagine di Vasco.

“The Lion King: The Gift”…Torna BEYONCÉ

Beyoncè torna con “The Lion King: The Gift (Deluxe Edition)”

colonna sonora del nuovo visual album “Black Is King”

“The Lion King: The Gift (Deluxe Edition)”, colonna sonora del visual album “Black Is King”, è composto dai 14 brani dell’album “The Lion King: The Gift”, pubblicato lo scorso anno, e due bonus tracks: “BLACK PARADE” (pubblicato a giugno) e il remix del brano “FIND YOUR WAY BACK”.

“Black is King”esce ad un anno dal debutto cinematografico del fenomeno globale Disney, “Il Re Leone”, e contiene i videoclip dei brani “Brown Skin Girl”, “Mood 4 Eva” e “My Power”. La produzione del visual album, durata un anno, si avvale di un variegato team creativo che vede i registi Emmanuel Adjei (“Shahmaran”), Blitz Bazawule (“The Burial of Kojo”), Pierre Debusschere (che ha diretto i video di Beyoncé “Mine” e “Ghost”), Jenn Nkiru (“BLACK TO TECHNO”), Ibra Ake (direttore creativo e produttore del video “This is America” di Childish Gambino), Dikayl Rimmasch (“CACHAO, UNO MAS”), Jake Nava (che ha diretto i video “Crazy in Love”, “Single Ladies”, “Partition” di Beyoncé) e Kwasi Fordjour, l’aiuto regista e da tempo collaboratore dell’artista.

Nel visual album compaiono diversi personaggi del mondo dello spettacolo tra cui le modelle Aweng Ade-Chuol e Adut Akech, la top model Naomi Campbell, la madre di Beyoncé Tina Knowles-Lawson, l’autrice e attrice vincitrice di un Premio Oscar Lupita Nyong’o e i cantanti Kelly Rowland, Pharrell Williams e JAY-Z. Insieme a loro ci sono anche molti artisti che hanno collaborato all’album “The Lion King: The Gift”. Girato in diverse location, la fotografia del visual album cattura la bellezza delle persone e dei paesaggi attraverso i continenti, da New York a Los Angeles, al Sud Africa, all’Africa Occidentale, fino a Londra e al Belgio. Lo straordinario cast di attori e ballerini è originario di tutti questi luoghi e ha influenzato il ricco quadro del visual album e la vibrante coreografia.

Questa la tracklist dell’album: “BIGGER”, “FIND YOUR WAY BACK”, “DON’T JEALOUS ME”, “JA ARA E”, “NILE”, “MOOD 4 EVA”, “WATER”, “BROWN SKIN GIRL”, “KEYS TO THE KINGDOM”, “ALREADY”, “OTHERSIDE”, “MY POWER”, “SCAR”, “SPIRIT” (From Disney’s “The Lion King”) e le bonus tracks “BLACK PARADE” e “FIND YOUR WAY BACK (Remix)”.

Dj Elena Tanz distrugge il Covid-19 con la sua nuova Fast Track

E’ uscita in questo periodo la 26^ Fast Track 2020 della Dj dance Elena Tanz.

Se è vero che il Covid-19 ha quasi ucciso la musica dal vivo, è anche vero che la musica non solo ha vinto la sua battaglia aumentando la sua trasmissione radiofonica come non mai, ma riparte alla grande grazie ai cantanti che ora iniziano i loro live a distanza o a Dj come Elena Tanz, che oggi ci fa rinascere con la sua Tracklist.

E’ meraviglia unica ripartire con la dance dopo mesi di fermo. Energia pura, che rivitalizza la voglia di ripartire. I nostri mix preferiti, assieme ad un bel caffè virtuale o a un aperitivo online sono la cosa migliore che poteva succedere ora.

Qui non parliamo di musica dance, ma di emozione suonata e ballata, grazie anche all’intoduzione della voce della Dj.

Vivere oggi, ripartendo anche dalla spinta della migliore dance.

Elena Tanz, Dj, musicista, produttrice e CEO della Label Epoque, la sua etichetta indipendente che si occupa di musica, spettacoli e contenuti multimediali.

Nata a udine ha vissuto in mezzo alla musica fin da bambina. Come dice lei”…alla Musica” in maiuscolo.

Il padre, nella seconda metà degli anni 80, assieme ad un socio, aveva dato vita alla radio privata Rete Nord Est e proprio da lì Elena inizia a legarsi ai vinili.

Unica ragazza Dj in Friuli, in quei tempi, Elena diventa Dj resident della regione. Nel 2004 conosce Gigi D’Agostino con cui inizia a collaborare.

Nel 2017 Elena Tanz dà vita alla sua etichetta indipendente Label Epoque, con la quale produce la sua musica, gli spettacoli ed i contenuti multimediali che pubblica sui suoi canali.

“T’amerei uguale”, il nuovo singolo di Zoizi

Arriva “T’AMEREI UGUALE” (EVE), nuovo inedito del cantautore JODY ZOJZI, in arte ZOIZI.

Una canzone da ascoltare camminando a piedi nudi sulla spiaggia: “T’AMEREI UGUALE” è il titolo del nuovo singolo di ZOIZI, ed è una canzone che si fa fotografia di momenti di libertà e di gioia condivisa con la persona amata, attimi semplici e bellissimi come il mare.

Così Zoizi racconta la genesi decisamente romantica del suo nuovo brano:

«Durante un viaggio di ritorno da Milano verso Modena, ricordo che un tizio seduto vicino a me non ha smesso un secondo di urlare al telefono lamentandosi di non avere campo. Ho pensato “Metti giù, no?”. Io avrei fatto così. Pioveva forte e, non so perché, ho cominciato a scrivere una canzone che parlasse di mare. E poi durante il viaggio è uscito un sole pazzesco. Le cose semplici sono le più vere. Sono nostre. Sono quelle che raccontano di noi. Ecco, ho scritto “T’ amerei uguale” pensando alla semplicità di un momento che sa di mare».

Biografia

Jody Zojzi, in arte Zoizi, è un cantautore classe ‘90 che nasce a Tirana e viene adottato dopo un anno di vita da mamma Italia. Tanti traslochi con la sua famiglia in giro per il nord, per poi finire a Modena nel 2000. Lì nasce e cresce la sua passione musicale che culmina a 13 anni grazie alla chitarra di suo padre. A 15 anni studia batteria e suona in qualche rock band locale che portano l’ artista ad avvicinarsi alla scrittura dei suoi primi brani inediti. Nel 2019 pubblica il suo singolo d’ esordio: “PAZZO DI TE”. Nello stesso anno apre cinque concerti del tour di Francesco Renga. Lo scorso gennaio è uscito sulle piattaforme digitali il suo secondo inedito “ODORE” (EVE). Agli inizi di maggio pubblica il singolo “BENZINA AL CUORE” (EVE). Dal 26 giugno è disponibile sui digital stores e in rotazione radiofonica il nuovo brano di Zoizi dal titolo “T’ AMEREI UGUALE” (EVE).

Lo “Stato di Natura” di Francesca Michielin e i Maneskin

“Stato di Natura”, la riuscita di un esperimento Forte, unico. Rap femminile potente e fluido. Tutt’altra cosa dei soliti rap commerciali e troppo veloci rispetto al suono che li accompagnano. Francesca Michielin mi accende un fuoco interno, come se sentissi per la prima volta una forza musicale cosi potente.

Francesca Michielin abbraccia i Maneskin e ne esce una stretta forte e bellissima.

Un bum bum vocale con cui Francesca Michielin ti schiaccia contro il muro. Un ritornello gridato che fa sentire il “vile” come un verme schiacciato.

Una lotta di decenni racchiusa con maestria in poco più di due minuti, si, perchè qui non è solo alzare la voce, qui è cantarvela.

Un brano bellissimo, da cantare e ballare, seguendo senza problemi il tutto. Musica, testo. Un progetto nuovo riuscito benissimo, perchè non sono solo urla, ma un liberare il pensiero delle persone, degli ascoltatori.

Francesca Michielin ha rincorso e voluto fortemente la collaborazione con i Maneskin sia per donare una sonorità “rock” al brano, ma anche per rendere più forte il suo significato. Francesca lancia un forte messaggio contro la violenza verbale (presente nella quotidianità dei nostri tempi) sulle donne e non solo.

Francesca rivela:“I Maneskin hanno fornito un punto di vista diverso nel testo, quello maschile del quale avevo bisogno per questo brano”

Raccagni contro Massimo Giletti – Il brano Rap

Giletti invita all’Arena un giovane delinquentello che si proclama cantante trapper, dandogli cosi una pubblicità mediatica, scatenandomi il nervoso

Non bastava aver portato sull’altare della musica italiana Achille Lauro, presentandolo a Sanremo 2018 con il suo pezzo cocainomane Roll Royce. Non è bastato rincorrere e pubblicizzare il rapper Sfera Ebbasta, con le sue canzoni da scopatore, con le sue esibizioni dove mostra il cazzo. Non è bastato nemmeno arrivare al culmine presentando a Sanremo Junior Cally, dopo aver pubblicamente descritto i suoi testi violenti ed il suo essere delinquente. Non è bastato, no…..perchè il culmine si è verificato a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, dove il presentatore ha presentato, quasi in modo soddisfatto l’autodefinitosi trapper: Jordan Jeffrey Baby.

Il giovane nessuno incontra cosi, per la prima volta, il palco televisivo, la fama nazionale, grazie all’ospitata di Giletti.

Un’ospitata che non mi è piaciuta e alla quale rispondo con una provocazione….la mia canzone rap.

Ma cosa mi ha fatto infuriare?

L’esaltare la delinquenza al punto da farne spettacolo, spingendo indirettamente i giovani a seguirne l’esempio. Fare diventare protagonista un “nessuno”.

“Potevo lasciar passare che un tipo come Achille Lauro fosse presentato al Festival di sanremo 2018 con un testo che tutti giudicavano ineggiante alla droga, ma quando ho iniziato a vedere che col tempo si è continuato a rincorrere l’auditel promuovendo e facendo grandi sul web dei delinquentelli capaci di far nulla…allora no.

Jordan Jeffrey Baby ha fatto cose da nascondere alla televisione, se farla vedere vuol dire pubblicizzare il ragazzo. Saltare sopra un’auto dei Carabinieri è un oltraggio a chi fa rispettare la legge e sputagli contro esalta la violenza contro le forze dell’ordine.

Si chiama in studio il ragazzo e lo si presenta come ospite cantante, per poi far vedere che urina anche sui verbali della Polizia.

Ma si, portiamo in televisione la merda umana. Potevo aspettarmi di tutto dalla televisione trash italiana, ma non che una trasmissione come “Non è l’Arena” ed un presentatore come Massimo Giletti, che reputo un grande fra i grandi, potesse fare un errore del genere.

E’ un errore grave. Succede a tutti di fare degli errori e questa volta credo che Massimo Giletti abbia fatto un grande sbaglio.

Beh, allora adesso chiedo di essere invitato come star della televisione e presento io un bel brano top rap. Mi rivolgo direttamente alla Rai, a Mediaset, alle reti private di alto livello. Io ora sono un cantante e ve le suono.”

Bene…ops…raga mi sto trasformando….minchia oh…arrivo io. Mi fa troppo sangue

Minchia raga ho fatto un.pezzo trap che s-trap-pa la musica. Vai di lemo.

Ehi raga….iooooo

“T’inchiodo al muro”

Bella la tua figa, raga

mandala da me

tanto è tutta tette

la dá pure a me.

Oggi faccio un salto

alla brico con la ex

la spingo contro il muro

la sego in due per me

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

È come quando me lo sparavo a mano

e tutte quante a dire…

…”Dai che te lo succhio piano”

Sono andato in chiesa

per scappare dalla Pola,

ho trovato la suorina

me la son fatta dietro l’aiuola

Lei muta come un pesce

ma il pesce l ha voluto

e porco…..

io sono venuto.

Io sono uno

che si mette un proiettile nel culo

e se ti scoreggio, ti giuro,

ci vado giù duro.

Io sono Luca

ma non sono lo stesso.

non sono Barbarossa,

ma canto lo stesso

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

Da Giletti vado e non sto muto

e con il grano mi ci faccio un buco.

Ti fa brivido cantare con me?

Cazzi tua..mi ci hai voluto te.

Io adesso scopo…spendo…e rigo

e se mi sparli me ne frego

Resto dove mi ci hai portato

sull’altare dei media

dove ci ho sborrato

Ora sono sul palco

e posso fare il duro

e come con la mia ex

ora vi inchiodo al muro.

Tieeeeeeeeee

(Testo di Claudio Raccagni)

Tavo e la sua “Annabelle”-Recensione

Tavo è sicuramente un ritmo che si distingue dal resto della musica italiana. Senza offesa per i grandi, ma potrebbe inseguire la strada di Franco Battiato, cioè un artista che non copia qualcuno o assomiglia a qualcuno, ma segue la sua strada ed è una bella strada piena di melodia e sentimento.

“Annabelle” è un pezzo da cantare col cuore ed urlare con con tutta la voglia di seguire la sua musica. Un brano che non può non smuovere nemmeno l’ascoltatore più immobile…no…”Annabelle” si fa ascoltare, cantare, ballare. Un pezzo che nell’era moderna in cui la musica italiana ha perso molto ha un valore importante: confermare che la stessa musica italiana, quella bella, c’è ancora.

Questo il commento dell’artista:”Il brano è spirato da una lettera del 1800 trovata nella mia vecchia casa.Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato“.

Francesco Taverna, in arte  TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano è con il suo album d’esordio “Funambolo”(Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle”.

“Davvero” di benedetta Raina-Recensione

Benedetta Raina ci fa ascoltare le sue canzoni con la sua voce particolare, unica, come quella di Francesca Michielin, Annalisa, sonorità personali, che entrano dentro l’asoltartore e si fanno ricordare.

La voce femminile è sempre stata la forza della musica italiana, ma quando la vocalità ha questi suoni particolari, le emozioni del pubblico si esaltano e accompagnano la cantante nel suo viaggio infinito.

“Davvero” è un pezzo con un ritmo da ballare come una trottola su una spiaggia. Bellissima melodia. Ottima per la nostra musica. La colonna sonora in un film in cui i protagonisti giocano assieme. Un vivere la quotidianità, mentre nello stesso istante si stanno formando i passi futuri della vita, del giorno dopo.

E’ in radio e sulle piattaforme digitali “DAVVERO” (Noize Hills Records), il nuovo singolo di BENEDETTA RAINA.

Un invito semplice ma non banale, un invito a capirsi e ad accettarsi, a prendere la vita alla giornata e a dimenticarsi un po’ di tutto. “Davvero” parla di questo e per questo. Con un ascolto più attento si coglie l’intenzione da parte dell’artista di comunicare una realtà che nasconde molte insidie: la realtà di quei problemi apparentemente lievi che fatichiamo ad ignorare e ci ostacolano. Piccolo e grande, leggero e pesante, reale e irreale: questi contrasti caratterizzano “Davvero” sia per sonorità, che per tematiche cantate.

Come dice la stessa cantautrice:”Davvero è assolutamente autobiografica, e rappresenta quell’equilibrio ideale che credo ognuno di noi cerchi di raggiungere. Mi ha sempre colpito una frase di John Lennon: la vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri piani. L’intento era proprio di riflettere questo, prendere la vita alla giornata per quanto non sia facile e ci siano quotidianamente un sacco di sfide

Benedetta Rainaè una cantautrice classe 2001 di Alessandria, collocabile nel panorama musicale dell’indie-pop italiano. Fin da piccola coltiva una grande passione per la musica e nei primi anni delle superiori inizia a scrivere i primi testi e a comporre le prime vere canzoni, prima in inglese e poi, più tardi, in italiano affrontando le tematiche di un’adolescente della generazione z, in bilico tra speranza e sconforto e alla continua ricerca di conferme negli altri. Alla fine del 2018 inizia a collaborare con l’etichetta Noize Hills Records e nel 2019 pubblica “Basta, il suo singolo di debutto. La canzone nasce proprio come il primo esperimento in italiano, come una pronta denuncia di sé, finalmente senza lo schermo di una lingua straniera. Il nuovo singolo “Davvero”.