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Tantovale….L’intervista

Intervista alla cantautrice TANTOVALE, che ha presentato da poco il suo nuovo singolo “Paranoie”. Il brano parla di due persone e di un amore non corrisposto che porta diverso dolore ad entrambi i protagonisti del brano, infatti nessuno dei due riesce ad esprimersi propriamente e di conseguenza si crea un muro di silenzio e paranoie che li logora piano piano.

Valentina, vero nome dell’artista, canta da quando è piccola ma ha iniziato seriamente ad appassionarsi all’età di 8 anni, quando suo papà l’ha iscritta ad un concorso di canto. Cresce ascoltando i vari CD che trovava in casa, ma gli artisti che ascoltava in particolare erano Emma, i Modà e Biagio Antonacci. La vera svolta arriva quando a 9 anni riceve un iPod, che portava ovunque cantando in giro per casa. A dodici anni ha iniziato a prendere lezioni di canto e da lì non ha più smesso.

Ha partecipato a diversi altri concorsi di canto che l’hanno portata a ottimi risultati e l’hanno sempre spinta a continuare a seguire questa sua passione. All’incirca 3 anni fa, ha iniziato un percorso di scrittura di brani che piano piano l’hanno portata a trovare un suo stile.

Ma è proprio Tantovale a raccontarci si sé:

Eccoci qui, dopo aver assaporato il tuo brano “Paranoie”. I fan si chiedono: “Ma qual’è il vero nome di Tantovale?”

Il mio vero nome è Valentina Inganni, un nome una garanzia!

Com’è nato “Paranoie”?

La canzone è nata durante il primo lockdown, dove i contatti tra persone erano molto difficili e dunque uno dei pochi conforti che avevo era proprio la musica. Ho comprato un microfono quasi per gioco e per esercitarmi ho provato a scrivere una canzone e nel giro di un pomeriggio è nata “Paranoie”.

E’ un brano autobiografico?

Lo è in parte. Sono una ragazza piuttosto paranoica e che difficilmente riesce a vedere oltre i piccoli problemi. Ho voluto descrivere cosa prova un “overthinker”, cioè colui che si riempie la testa di pensieri più variati e che si ritrova con migliaia di idee ed un casino in testa.

Cos’è per te l’amore?

Non sono riusciti a descriverlo nemmeno i più grandi poeti quindi non credo che una ragazza di 20 anni possa farlo. L’amore è troppo complesso da spiegare ed è molto più facile provarlo piuttosto che raccontarlo.

Il brano è un bel pezzo. Stai pensando anche a un eventuale partecipazione a Sanremo giovani?

Senza dubbi sarebbe un bel proposito salire su un palco del genere.

Cosa ti piace della musica?

Mi piace come riempie i silenzi delle giornate, e come mi aiuta a superare giorno dopo giorno le difficoltà ma adoro anche la sensazione che mi da in un momento di gioia.

Cosa pensi della canzone italiana oggi?

Negli ultimi anni stanno aumentando i giovani artisti che portano molta freschezza alla scena musicale italiano, il che può solo essere vista come una cosa positiva.

Chi sono i tuoi cantanti preferiti?

Sono molto legata alla musica indie pop italiana, anche se in realtà ascolto musica di vario genere, perciò definire i miei cantanti preferiti mi è difficile.

Ti piacerebbe duettare con qualche cantante in particolare?

Mi piacerebbe poter collaborare con alcuni artisti definibili come “Indie pop”, come i Pinguini Tattici Nucleari, Gazzelle oppure Frah Quintale.

Il tuo sogno?

Poter vivere di musica è troppo banale? Mi piacerebbe davvero portare avanti il mio sogno di “fare la cantante” perché sin da quando ero piccola avevo questo progetto e so che se ci riuscissi, renderei molto fiera quella bimba che cantava con le cuffiette a tutto volume, nella sua stanzetta.

Primo forte inedito per la cantante Michela Sarteschi

E’ fuori dal 28 febbraio scorso il brano “Chi sono”, primo inedito della cantautrice Michela Sarteschi. Un brano forte, rafforzato dal video che l’accompagna. Si capisce subito che il brano lascerà il segno nell’anima dell’ascoltatore, grazie al malinconico suono del pianoforte. Un viaggio introspettivo che cattura l’ascoltatore stesso, perchè il pensiero dell’artista e del pubblico si prendono per mano e vivono questa battaglia raccontata assieme.

Michela Sarteschi, allieva di Canto storica della Scuola di Musica PlayTheVoice di Massa, fondata da Elena Cirillo, ha iniziato da poco a comporre inediti. “Chi Sono” é il suo primo inedito prodotto e distribuito dall’Etichetta/Studio di registrazione PlayTheSound Recording, situata all’interno della sede della PlayTheVoice.

Oggi incontriamo Michela per un’interessante intervista.

Michela la canzone è bella forte ed il video che l’accompagna alza ancora di più la sua forza. Come mai hai inserito il ballo nel video?

La scelta di inserire il ballo nel video è stata presa insieme a Matteo Caribotti (colui che

ha scritto e diretto il videoclip) volevamo trovare una persona che potesse raffigurare il

lato che sto tanto cercando e quale modo migliore se non farlo rappresentare da chi ama

la propria arte, il proprio lato artistico come me.

“Chi sono” è il tuo primo inedito. Quello che racconta sei tu?

Si, “Chi sono” è il mio primo inedito e quella raccontata sono io.

Come mai questa lotta interiore? E’ stata la vita a farti soffrire o ci sono altri

motivi?

Diciamo che la vita non mi ha riservato un bel panorama ed è stata messa alla dura prova

portandomi ad avere attualmente 25 anni, ma a ragionare e comportarmi come un vero e

proprio adulto. Non che questa cosa sia brutta anzi, ma l’ho sofferta parecchio perchè ho

sempre desiderato vivere la mia età, ma per varie circostanze questa cosa mi è concessa

fino ad un certo punto. Vivo questa lotta tutti i giorni ma con la consapevolezza che prima

o poi riuscirò a trovare un mio equilibrio.

Cosa è la musica per te?

La musica per me è vita, è lo strumento che mi accompagna quotidianamente. È la mia

Ancora di salvataggio che sa sempre cosa dire nei momenti più disparati.

Ricordi i primi giorni a studiare musica e il tuo primo esordio in pubblico?

Me lo ricordo molto bene! Il primo giorno che mi approcciai alla musica è stato

veramente magico. Tutto era partito come un gioco, dentro quella stanza mi sono chiesta

“cosa ci faccio io qua dentro?” presi il microfono in mano e sentii come una sorta di

colpo di fulmine.

Il primo giorno che iniziai a studiare pianoforte uguale, solo con un rapporto di amore e

odio.

E il mio primo esordio in pubblico… panico tanto panico dovuta alla mia eccessiva

timidezza e al mio non sentirmi in grado di cantare davanti ad altre persone…che tutt’ora

non mi abbandona del tutto.

Cosa pensi della musica italiana oggi, fra musica leggera, rock, rap, trap? C’è

caos, troppa commerciale?

Secondo me si.. diciamo che io sono più propensa a chi si mette veramente in gioco con

la musica, a chi usa il suo tempo nello studiare, nel migliorare… cosa che secondo me ad

oggi si è un po persa.

Per Michela “Love is…”?

L’amore per me è libertà. Libertà di sentirsi se stessi senza giudizi e pregiudizi.

Fatti una domanda…datti una risposta!

Michela sei fiera ed orgogliosa del percorso che stai facendo? ASSOLUTAMENTE SI.​

Ti ringrazio Michela per questa intervista. Un saluto da tutti i tuoi fan.

Grazie. Un saluto a tutti voi.

GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=miliwbG0Ii4

Biografia : Sono nata il 19 Febbraio 1996. Fin da piccola sono sempre stata appassionata di musica, ero la classica bambina che al minimo accenno di qualsiasi musica iniziava a saltare, ballare e cantare in giro per casa! Un po’ per gioco mi sono avvicinata alla musica nel 2013 andando ad ascoltare una mia amica ed è stato subito amore a prima vista. Da li mi sono avvicinata allo studio del Canto, del pianoforte e adesso in questo periodo molto particolare allo studio della chitarra. Sono sempre stata una persona molto determinata , e la voglia di mettermi in gioco non l’ho mai perduta fino a quando ho voluto provare a scrivere un pezzo tutto mio. È uscito il 28 febbraio 2021 ed stato il mio primo traguardo, sono riuscita a realizzare un mio piccolo sogno nel cassetto e devo ringraziare tutte quelle persone che mi hanno sostenuta e mi hanno permesso di realizzarlo.

Intervista al gruppo musicale degli OVERTURE

Uscito da pochi giorni “SONO COME NON PENSAVI TU”, il nuovo brano della band “OVERTURE”, ha già incontrato il consenso del pubblico.

Prendendo spunto dalla dichiarazione di Davide Boveri, frontman della band, a proposito del nuovo singolo, abbiamo preso spunto per un’interessante intervista: «Questa canzone l’ho scritta partendo dai miei soliti sbalzi d’umore e picchi di bipolarismo. Mi sono chiesto: “agli occhi degli altri sono sempre io?”. Contestualizzando poi questo quesito all’interno di una relazione, ho cercato di descrivere come l’amore può nascondere i difetti e valorizzare i pregi che riguardano noi, ma anche l’altra persona. All’inizio sembra sempre tutto rose e fiori, ma è l’abitudine che permette di assottigliare la differenza tra la realtà e la menzogna».

Davide, allora “Sono come non pensavi tu” parte da un vissuto personale?

Ciao Claudio, dunque si, è il risultato di un’esperienza personale
molto vecchia, che un giorno mi è ritornata in mente e che io ho
messo su carta, è stata anche una sorta di liberazione mettere per
esteso tutti quei pensieri, che tanti anni fa non sono riuscito a
esprimere.

Quando hai pensato a questo brano?

Questo brano sarà scontato dirlo, ma l’ho pensato in piena
quarantena, che tra l’altro mi ha aiutato a scrivere moltissimo come
anche gli altri membri della band nelle produzioni.

E’ un anno difficile, gestito dal Covid. Come lo state vivendo?

La stiamo vivendo diciamo “bene”, anche perché ci sta dando il
tempo di allenarci molto di più.Infatti non vediamo l’ora che arrivi il
momento di poter suonare di nuovo live, dove possiamo dare il
nostro meglio.

Ci pensereste a fare un brano rap cattivo contro il virus, come se fosse un alieno cattivo?

Grazie per questa domanda, molto particolare.
Perché no, probabilmente la copertina sarebbe piena di parental
advisory, per le troppe parolacce!!!
A parte gli scherzi, sarebbe interessante ricreare una sorta di
personificazione del virus, magari ci buttiamo anche un super eroe
in mezzo!

Nel vostro nuovo brano c’è la visione più pulita dell’amore, ma alla fine…..l’amore cos’è?

Per noi l’amore è come quando si dice in napoletano “Sta senz
pensier” . Ovvero quando trovi una persona che ti fa stare bene a tal
punto di non farti preoccupare di nulla quando sei con lei.

Come vedete i cantanti Rap-Trap italiani? Si esagera? Si può migliorare o va bene cosi?

In genere sul discorso rap/trap le testate giornalistiche o anche i TG
a volte parlano male, prendendo effettivamente in caso gente che
artisticamente parlando fa ben poco, e quindi è scontato vedere
questo accanimento da parte dei media. Ora come ora la musica
secondo noi si è abbassata di livello e quindi l’orecchio si è abituato
a sentire sempre cose più semplici, quindi è ovvio che il ragazzino
di oggi, dia credito a questi “fenomeni da views” senza farsi
domande, perché la sente come cosa normale e vede soprattutto.
Non tutto il rap/trap ovviamente è pieno di questi “fenomeni”,
infatti ci sono moltissimi artisti importanti come Salmo, Lazza, e per
citarne ancora due oltre oceano “Anderson Paak e Drake”.

Grazie ragazzi per la vostra disponibilità. Un grosso augurio per il vostro lavoro.

Grazie a voi.

Sara Tommasi:”Ritorno con due brani musicali e….mi sposo”

Sara Tommasi torna alla ribalta e questa volta cavalcando l’onda della musica. Ben due progetti musicali: uno portato a termine con il duo “Luci da Labbra”, con la collaborazione del trapper Sciarra, con i quali è stato inciso il brano “Vis a vis”, mentre il secondo progetto andato in porto è stata la realizzazione di un brano contro le violenze sulle donne.

Il 2020 è stato un anno difficile, pesante, ma la showgirl Sara Tommasi non si è lasciata andare, ma ha trovato lo spunto per dare energia al suo pubblico con queste due canzoni a cui seguiranno i relativi video.

Oggi intervistiamo Sara, che ci ha promesso di darci, forse, delle new su un certo matrimonio…Virtuale o reale?

Sara, sta per finire un anno disastroso, pesante in tutti i sensi, ma tu sei riuscita a trovare l’energia per incidere il brano “Vis a Vis”?

Nonostante il brutto anno ho voluto portare un po’ di positività alla gente ed incidere questo brano. Penso sia importante non lasciarsi andare in certi periodi, ma trovare l’energia per andare avanti.

La canzone è prodotta dai “Luci da Labbra”. Fra poco uscirà anche il video. Com’è nato questo progetto?

“Ho conosciuto i Luci da Labbra, casualmente, ascoltando la radio. Poi il mio manager mi ha organizzato un incontro presso il loro studio ed ecco arrivare il brano Vis a vis“,

Prima di Natale uscirà il video di “Vis a Vis” ci puoi anticipare qualcosa?

Il video è stato girato a Sanremo, davanti al teatro Ariston, davanti al casinò di Sanremo e al Grand Hotel Des Anglais. Nel video appaio vestita da sposa, ma non vi anticipo nulla. Sarà una sorpresa.

Ultimamente hai anche inciso un altro brano, per sensibilizzare il pubblico sulle violenze alle donne. Possiamo sapere il titolo e di cosa parla?

Si, il nuovo brano s’intitola “Impara ad amarti”, è un brano di musica leggera e parla della storia di tre donne che hanno avuto dipendenza chi dalla droga, chi dal sesso, e chi ha conosciuto la violenza del proprio marito. Il brano insegna ad amarsi, a non lascirsi cadere a terra e spinge le donne a denunciare queste negatività.

Quest’anno ti sei data al canto. Hai in programma un album?

Beh…preciso che devo perfezionarmi molto e studiare ancora tanto, però è un ambiente dove mi ci sono trovata molto bene. Il primo brano è stato un qualcosa di più facile, mentre “Impara ad amarti” è stato un po’ più strutturato. Mi sono trovata bene e non escludo un progetto del genere, cioè un album intero.

Un tuo ritorno in televisione?

Si, sto aspettando la proposta giusta ed il giusto contesto. Sono sempre pronta.

Cos’è l’amore per Sara Tommasi?

L’amore per Sara Tommasi ha un nome, si chiama Antonio Orso, un ragazzo fantastico. L’ho conosciuto professionalmente e poi mi sono innamorata pazzamente di lui. Ora stiamo pensando alle nozze.

Grazie Sara per la tua disponibilità. Un abbraccio da tutti noi e un saluto da tutti i tuoi fan.

Grazie Claudio per questa deliziosa intervista e un saluto caloroso a tutti.

Intervista all’attrice-modella Stefania Visconti:…I Pooh, il Cinema, la fotografia

Stefania Visconti, modella, attrice teatrale e televisiva già sotto l’occhio dei nostri riflettori per le sue interpretazioni in lavori come “Distretto di Polizia2” e “Ris2”, di Canale 5, fino al film Horror del 2015 “Violent Shit”, diretto da Luigi Pastore. Grande è stato il successo del cortometraggio “Undercover Mistress” (regia Giulio Ciancamerla), che la vede protagonista.Cortometraggio vincitore del Premio Best Horror all’”Outalntacon Film Festival 2016” di Atlanta in Georgia; il Premio Miglior Corto Horror per “L’Aquila Horror Film Festival 2016”; il Premio Best Film al “Liberty massacre (Part-3) Horror Short Film Fest 2016” a Philadelphia Pennsylvania (Stati Uniti); vincitore del Premio Best Director Short Film al “Mac Underground Film Festival 2016” a Manaus (Brasile).

Stefania Visconti è presente anche nel cortometraggio “Walter Treppiedi” del 2019 fino al recente corto “The Hidden Payback 2”.

Continua anche il suo progetto fotografico “Stefania Visconti Imposing Diva”

Oggi reincontriamo Stefania per aggiornarci delle sue numerose passioni.

Ciao Stefania, ci siamo visti al tempo della tua presenza come protagonista nel video dei Pooh “Pierre”, come stai oggi? Come vivi questo periodo di Covid?

Sono passati alcuni anni dalla mia interpretazione di “Pierre” nel videoclip dei Pooh. Quella bellissima esperienza mi ha spalancato molte porte e mi ha permesso di avere una grande visibilità. Le occasioni lavorative che ne sono seguite mi hanno fatto crescere professionalmente e sarò sempre legata ai Pooh che considero come dei “papà artistici”. Doveroso per me ricordare uno di loro ovvero Stefano D’Orazio che purtroppo come tutti sappiamo ci ha lasciato da poco. Una perdita straziante per tutti coloro che lo amavano e per il grande popolo dei Pooh.

Nonostante il periodo, c’erano molte persone al suo funerale e anch’io ho deciso di andare a dargli l’ultimo saluto. Stiamo vivendo un momento storico difficile ma sono fiduciosa e spero che la situazione mondiale migliori al più presto. Nonostante tutto ho avuto un anno pieno dal punto di vista lavorativo, ho collaborato con tantissimi artisti come fotografi, illustratori, ritrattisti, pittori e attori. Ho cercato comunque di mantenere sempre dei rapporti anche a distanza. Fondamentali sono stati i social per comunicare e non rimanere isolati.

Guarda il video “Pierre”: https://www.youtube.com/watch?v=jagYRyghqCM&feature=emb_logo

Non ti sei mai fermata, ci parli del tuo progetto fotografico “Stefania Visconti Imposing Diva”?

Dal punto di vista fotografico ho continuato a elaborare idee con la collaborazione di tanti artisti. Il mio progetto “Stefania Visconti Imposing Diva” è nato appena ho visto un outfit pazzesco in un negozio che amo, “La Divina Costumi Roma”. Il resto ho potuto realizzarlo grazie alle fantastiche parrucche di Baldoria’s Crazy Wigs, al fotografo Cesare Colognesi e alla makeup artist Azzurra Cogotti. Mi piace molto creare le sinergie tra i vari “artigiani” dell’arte e fare confluire tutto in un unico lavoro. Questo mi ha permesso di rimanere concentrata sulla mia professione e mi ha fatto evadere dalla difficile realtà attuale. 

Sono state pubblicate queste fotografie?

Un elevato numero di fotografie sono state pubblicate in questi mesi su vari magazine ed editoriali internazionali. Altri shooting bellissimi a cui tengo molto saranno in arrivo a breve.

Ti piace fare la modella?

Posare come modella mi permette di sperimentare la mia capacità di trasformazione e giocare sui ruoli, personaggi e stili. Il mio percorso artistico è indirizzato ormai principalmente sulla fotografia, sulla performance art e nell’arte in generale.

E fare l’attrice?

Ovviamente se mi dovesse capitare un’offerta nel cinema o nel teatro non potrei assolutamente rifiutare perché sono stati da sempre i miei primi amori indiscussi.

Il cinema è un “sogno” e senza sogni non si può vivere. Sembrerà una frase fatta ma è una verità assoluta. La magia che crea la macchina da presa è inspiegabile, mi è sempre piaciuto esprimere le mie emozioni davanti ad essa.

Sei nel cast del film “The Idden Pay Back 2”? Come è iniziata questa avventura cinematografica?

Ho avuto l’occasione di entrare nel cast di “The Hidden Payback 2” perché mi è stata fatta la proposta dal produttore e protagonista, nonché mio caro amico Anis Gharbi. Abbiamo girato il cortometraggio la scorsa estate in provincia di Brescia sul Lago di Garda e per me tornare sul set dopo un lungo periodo di lockdown è stato commovente. Un corto con tanta azione e sparatorie, pieno di colpi di scena a ripetizione. Invito gli appassionati del genere a vederlo assolutamente e a scaricarlo.

Qual’è la tua figura all’interno del film?

Il mio personaggio è una figura spietata, sadica e priva di scrupoli ma a tratti sentimentale e quasi innamorata di un altro losco individuo. Sono state fatte due proiezioni per presentare il lavoro, una a Roma e l’altra a Milano. Speriamo che presto ci sarà data nuovamente la possibilità di tornare nei cinema. 

Facciamo allora un invito a tutti a visionare le tue foto ed il cortometraggio “The Hidden Payback 2”, mentre noi ti salutiamo facendoti gli auguri per lo sviluppo dei tuoi progetti.

Grazie a tutti voi. Un abbraccio e a presto.

Valentina Gullace, dai Musical ad “All together Now”. L’intervista alla poliedrica artista.

Riparte alla grande la trasmissione musicale “Hall together now”,condotta dalla esuberante Michelle Hunziker, e tra gli spalti del cosiddetto Muro Umano, composto da cento giurati tra cantanti, musicisti e volti noti dello spettacolo, siede anche Valentina Gullace, cantautrice e musical performer.

Oggi Valentina Gullace è presente con noi per raccontarci questa avventura.

Valentina, ti ascoltiamo da Luglio con il singolo “Respirare”, hai in programma un nuovo album?

“Respirare” è stato l’ultimo singolo estratto dal mio primo album, “La mia stanza segreta”, uscito il 17 settembre 2019. La genesi dell’album è stata abbastanza tormentata perché ho iniziato a scrivere i miei primi brani solo per me stessa, senza il proposito di far ascoltare al mondo la mia musica. Temevo molto il giudizio degli altri e così per tantissimo tempo ho tenuto le mie canzoni della “stanza segreta”.

Ora sto lavorando a dei brani nuovi ma non ho l’impellenza di pubblicare immediatamente un nuovo disco. Sicuramente lo farò quando sentirò di aver chiuso un cerchio e di aver espresso esattamente ciò che sento alla luce della donna e dell’artista che sono oggi. 

“Respirare” era già in programmazione prima dell’emergenza Covid o c’entra qualcosa con questo Lockdown?

L’uscita del brano era già stata decisa molto tempo prima ma ho atteso un mese in più prima di pubblicarlo perché mi sono chiesta se fosse opportuno parlare di leggerezza in un momento invece così pesante; ho poi capito che proprio perché stiamo tutti vivendo una fase molto complessa, cantare un inno alla semplicità può essere bello e utile, così a luglio è uscito il brano, su cui ho come special guest il grande Fabrizio Bosso alla tromba.

Come stai passando professionalmente questo periodo di Covid?

È molto difficile non poter fare il mio lavoro pienamente. Questa estate ho potuto fare alcuni concerti e ne avrei avuti altri in programma, ma la chiusura dei teatri e delle sale da concerto ha bloccato tutto. Sono anche un’insegnante di canto e proseguo il mio lavoro di educazione di giovani voci in modalità “smart working”. Continuo a studiare e a progettare nuove cose, sperando si possa tornare presto a concretizzarle.

Ora però passiamo a notizie belle. E’ ripartita la trasmissione musicale “All together now”, la trasmissione in assoluto che fa cantare il pubblico televisivo. Tu sei rientrata per la seconda volta nel programma come una dei giurati nel famoso “MURO”…Come hai vissuto la notizia della tua selezione?

È la seconda volta che partecipo al programma, infatti sono stata nel muro dei 100 giudici anche nella prima edizione del programma, l’anno scorso. Non avevo mai fatto nulla di simile, in tv ci ero andata per promuovere i miei spettacoli teatrali e per condurre un programma su Rai Scuola, “Easy genius”. Quando la redazione di All together now mi ha contattata sono stata molto contenta perché avevo proprio il desiderio di misurarmi con una nuova esperienza, diversa dalle precedenti.

Ci racconti la prima puntata di quest’anno? Ti sei divertita?

La prima puntata di questa terza edizione è stata davvero pazzesca! Poter condividere la musica in questo momento storico così brutto è un privilegio e una gioia immensa. Decisamente mi sto divertendo di più in questa terza edizione rispetto alla prima, anche perché sono maggiormente a mio agio con questo ruolo di giurata e ho preso confidenza con le dinamiche televisive.

J-Ax, Anna Tatangelo, Rita Pavone e Francesco Renga, questi sono i giudici Vip di “All together now”. Quattro grandi personaggi del mondo musicale messi assieme. Com’è il tuo rapporto con loro? 

A causa delle rigide regole anti covid non ci è possibile andare troppo in giro per gli studi televisivi. Veniamo tutti regolarmente tamponati, ma la produzione ci tiene ugualmente a non farci creare assembramenti e contatti non necessari fra noi. Sono riuscita a scambiare due parole con la grande Rita Pavone e devo dire che è una di una gentilezza disarmante! Lei mi ha davvero colpita, non l’avevo mai sentita cantare dal vivo ed è una forza della natura!

Chi è il tuo preferito fra i quattro?

Come forse avrai intuito, Rita Pavone! Però anche Anna Tatangelo, perché l’ho trovata molto centrata nel suo modo di dare i giudizi ai concorrenti e soprattutto è sempre molto empatia con loro e li rispetta, cosa per nulla scontata.

Ti piacerebbe partecipare come concorrente?

Decisamente no! Non amo competere, sebbene il mio lavoro per definizione sia competitivo. Diciamo che non mi sentirei tanto a mio agio nei panni della concorrente.

Com’è collaborare con Michelle Hunziker? 

Avevo già lavorato con Michelle nel 2007 nel musical “Cabaret”, della Compagnia della Rancia. Già in quella occasione avevo potuto constatare la grande serietà di Michelle e la sua disponibilità con tutti, ma ritrovarla ad All together now mi ha fatto estremamente piacere, perché è una conduttrice impeccabile e molto simpatica!

Hai accennato ai Musical, ti mancano? Hai in programma qualcosa?

Mi manca infinitamente. Quando è arrivato il covid a bloccarci tutti, ero in scena col musical “The Full Monty” al Sistina di Roma, avevamo già fatto parecchi mesi di tournée e ancora ne mancava almeno un altro. Purtroppo non si sa esattamente quando sarà possibile riprendere col teatro, quindi vivo sospesa sperando che questa pandemia venga debellata al più presto.

Grazie Valentina per la tua disponibilità. Un saluto da tutti i tuoi fan e un augurio per la tua professione.

Grazie a voi! Un bacione a tutti.

Valentina Gullace. Foto di Valentina Naselli.

Biografia

Cantautrice, attrice, performer di musical, Valentina Gullace inizia la sua carriera nel 2006 debuttando in teatro col ruolo di Maria Maddalena nel Jesus Christ Superstar della Compagnia della Rancia. In pochi anni diventa una delle interpreti italiane di musical più apprezzate ed è fra i protagonisti di spettacoli come: High School Musical, La febbre del sabato sera, Operazione San Gennaro, Aladin, Cabaret, A Bronx tale. Nel 2015 vince l’Oscar italiano del Musical per la sua interpretazione del ruolo di Inga in Frankenstein Junior. Nell’ultima stagione teatrale è nel cast di The Full Monty, in tour in tutta Italia e al Teatro Sistina di Roma. Conduce una trasmissione su Rai Scuola, Easy Genius, ed è uno dei 100 giudici nella prima edizione del programma di Canale 5 All Togheter Now, condotto da Michelle Hunziker. Parallelamente alla carriera teatrale svolge un’intensa attività live nel jazz club di tutta Italia, esibendosi nel repertorio swing e jazz. Il 27 settembre 2019 pubblica il suo primo disco da cantautrice: “La mia stanza segreta” (Filibusta Records), album impreziosito dalla presenza di Fabrizio Bosso alla tromba. Il disco viene presentato dal vivo al Festival Lucca Jazz Donna e alla Casa del Jazz a Roma.

Intervista ad Asia Gianese, l’influencer monella

Balzata agli onori della cronaca per la sua “passeggiata” in auto sul sagrato del Duomo di Milano, la giovane Asia Gianese si è rivelata un personaggio tosto, una modella provocante e un’influencer seguitissima.

Il suo profilo Instagram è stato dichiarato come un concentrato di scatti esplosivi e followers ed è proprio sui social che Asia Gianese si è ritagliata una fetta sempre più consistente di ammiratori.

Oggi incontriamo Asia Gianese per conoscerla un po’ di più.


Asia, come ti sei costruita il lavoro sui social?

Ho iniziato a farmi delle foto da sola e a postarle sui social, sono piaciute e cosi il mio profilo ha iniziato a funzionare. Ho fatto anche delle sfilate come modella, ma diciamo che sono partita principalmente già come influencer.

Ti piace fare l’influencer?

Moltissimo. Certo, devi essere sottoposta a moltissime sollecitazioni, ma se ti piace lo accetti.

Come vieni contattata per fare un’ospitata o un servizio fotografico?

Diciamo che oggi funzionano tanto i social, principalmente Instagram. Chi mi vuole contattare di norma mi manda un messaggio su Instagram, poi ci può essere uno scambio di numeri di cellulare tra clienti che mi hanno conosciuto e cosi a volte vengo contattata direttamente sul cellulare. Un esempio è la mia partecipazione allo scherzo che hanno fatto le Iene al calciatore Stefano Sensi. Sono stata contattata direttamente su Wathsapp. Non sapevo chi fosse a chiamarmi ne come avesse potuto avere il mio numero.

Ti piace apparire?

Diciamo che mi piace vedere in faccia le persone, quindi sono un tipo da sfilate, gossip, essere influencer. Non riuscirei a lavorare dietro le quinte. Se per apparire s’intende quello che faccio ora, si, mi piace.

Sappiamo che sei iscritta all’Università. Cosa stai studiando?

Comunicazione politica, al terzo anno.

In televisione ti abbiamo vista molto sicura e combattiva, nel senso che rispondi a chi ti attacca con molta sicurezza e calma.

Si, è vero, ma diciamo che anche questo è un modo di recitare, nel senso che quando sei in televisione sei un personaggio e quindi devi mantenere fede alla figura che interpreti. Se mi attaccano per la famosa bravata del Duomo di Milano, non posso litigarci….l’ho fatta e me ne prendo le responsabilità. Logico che se vado in televisione come influencer a parlare dei social non mi si deve attaccare per altre cose. Li si, rispondo a tono. Diciamo che sono anche un po’ cinica, nel senso che non vado a litigare, ma punzecchio il mio interlocutore all’infinito (Ride, Ndr)

Ti hanno dato fastidio tutte quelle critiche?

Diciamo che inizialmente sapevo di essere in televisione per quella bravata, quindi ero preparata a ricevere delle critiche. Facevo la parte anche della “Diavioletta”, poi col passare del tempo ho visto che continuavano ad attacarmi, anche in trasmissioni dove si parlava di altro; la mia reazione è stata il rispondere a tono, spegnere le persone criticone. Comunque tutto questo fa anche parte dello spettacolo e la mia figura non ne ha risentito, anzi, vengo spesso chiamata in trasmissioni Tv.

Guadagni con Instagram?

Si, instagram è la mia vetrina. Da li partono tutti gli inviti.

Hai seguito Sanremo 2020? Cosa pensi dello scandalo di Morgan e Bugo?

Ah…tutto preparato. E’ stato tutto costruito, perchè erano ultimi. Non li avrebbe cag…i nessuno ed invece cosi si sono fatti pubblicità.

Qual’è la tua musica preferita?

Io ascolto molto Rock e Hip hop. Amo anche la Techno.

Fai sport?

Quando riesco ad andarci si. Mi piace fare tante camminate all’aria aperta, esercizi a corpo libero. Non amo tanto i pesi. Tempo fa ho praticato atletica leggera, mezzo fondo, gli 800 i 1000 metri. Sono arrivata anche seconda alla competizione delle scuole regionali.

Ti piacciono gli animali? Hai cani o gatti in casa?

Io adoro i gatti, ho proprio una passione per loro. Ho un gatto diavolo come me, vuole sempre fare il padrone(Ride, Ndr)

Asia, sei single?

Si.

Come dev’essere un uomo per piacerti?

Io sono un diavolo (Ride, Ndr), cosi dicono tutti i miei amici. Mi piacciono i ragazzi con i tatuaggi, i piercing, con un carattere forte….l’importante è che abbia l’ironia. Se è bello ma senza ironia allora non è che mi attira molto.

Grazie Asia per la tua gentile collaborazione. Speriamo di vederti sempre di più con le tue foto bellissime e sensuali.

Grazie a voi. Ciao a tutti.

La modella Martina Ragozza: “Bella con l’anima”

Martina Ragozza, la giovanissima modella ed attrice nei video dei seguitissimi iPantellas. Una modella simpatica, allegra, vivace, attraente, seguita in Instagram da più di 140.000 follower, eppure una personalità tutta sua, lontana dall’apparire, ma con il sogno dello spettacolo…nascosto.

Oggi incontriamo Martina Ragozza per un’intervista speciale. Uno scoprire i lati oscuri di questa modella, al di la della bellezza. Un’intervista che lascerà a bocca aperta.

Martina, come ti sei costruita il lavoro sui social?

Io ho iniziato seguendo tre profili di altrettante ragazze molto seguite e cercavo di imitare le loro foto. Ho fatto cosi per una dozzina di volte e mi sono accorta che le mie foto piacevano e avevano molti like, iniziavano a contattarmi sulle pagine. Il mio profilo era attivo. Se avevo anche solo 300 followers, erano 300 attivi. Ogni giorno mi seguivano e commentavano, mi scivevano, quindi mi sono resa conto che il mio profilo funzionava bene, piaceva e piace.

Ricordo che ho postato un video dove figuravo interista e quel video li ha spaccato di brutto, al punto da venire contattata dai iPantellas per collaborare con loro.

Ti piace fare l’influencer?

Diciamo che amo di più recitare. Ho iniziato da giovanissima a fare recitazione e teatro e ho frequentato un corso di dizione all’Università. Mi piacerebbe lavorare in radio o fare la doppiatrice. Più che apparire mi piace lavorare dietro le quinte. Piace a tutte stare davanti allo schermo e io sono quella rara a cui piace stare dietro (Ride, Ndr).

Come vieni contattata per fare un’ospitata o un servizio fotografico?

Oggi funziona tanto Instagram. Mi inviano un messaggio con la proposta e poi ci si sente telefonicamente, ma tutto parte molto dai social. Una volta sono stata contattata direttamente su Wathsapp…non so come avessero potuto avere il mio numero, ma è successo.

Sappiamo che sei iscritta all’Università. Cosa stai studiando?

Comunicazione politica.

Tu sei stata in America. Ti è piaciuta?

Più che l’America, mi è piaciuta l’esperienza che ho fatto per quattro mesi, come baby sitter. Ho conosciuto un’altra ragazza che mi ha seguito in Costa Rica per due settimane, sempre a fare le baby sitter. E’ stato un bel vivere, un altro mondo, un’altra visione.

Hai detto che ti piacerebbe lavorare in radio, stai già facendo qualcosa?

Ho iniziato proprio adesso a seguire questo sogno, quindi non posso ancora dire nulla. Diciamo che mi piacerebbe lavorarci. Ripeto, mi piace lavorare con la voce, quindi radio e doppiaggio. Speriamo vada in porto questo progetto.

Guadagni con Instagram?

Si, con le sponsorizzazioni, però io lavoro tramite un’agenzia di produzione. Anzi, spero anche nel futuro di avere un programma di cucina tutto mio.

Certo che sei tutta particolare. Sei una bellissima ragazza che fa la modella, è seguita sui social, potresti fare l’influencer anche con il gruppo dei iPantellas ed invece ami lavorare in radio, fare la doppiatrice o presentare un programma di cucina.

Si, io amo cucinare. Poi io mangio vegetariano…vegano, però il pesce non manca mai. Sono strana lo so.

Che squadra tifi?

Io sono interista.

Sei interista?

Si, si.

E come la mettiamo che sei anche Miss Juventus Domo?

No, no (Ride, Ndr), il Miss Juventus Domo l’ho vinto nel 2015, come miss, ma io sono interistaaaaaa.

Hai seguito Sanremo 2020? Quale canzone ti è piaciuta di più?

Mi sono piaciute quella di Diodato e Albero Urso.

E lo scandalo di Morgan e Bugo?

Ah…tutto preparato. Erano sotto in classifica e hanno costruito tutto per far parlare di Bugo, far parlare di lui, o avrebbe finito li.

Qual’è la tua musica preferita?

Io ascolto molto Hip hop e Regaetton.

Martina, sei single?

Si.

Come dev’essere un uomo per piacerti?

Diciamo che mi piaciono i tipi dolci, un po’ riservati, coccoloni.

Bene, adesso inizierà l’attacco dei followers calorosi. (Si ride, Ndr)

Grazie Martina per questa bella intervista. Ci vedremo in futuro, magari con te dietro il microfono di una radio.

Speriamo. Grazie a voi.

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L’icona della moda Anna Dello Russo si racconta

L’icona della moda Anna Dello Russo è la prima super ospite del nuovo format Fashion in Star curato dal Maiorano Magazine in collaborazione con Marialessia Sforza. La direttrice creativa di Vogue Japan e icona di moda affronta tanti importanti temi di estrema attualità ai microfoni del nuovo fashion project condotto da Vincenzo Maiorano.

La fashion brand ambassador e scientific director dell’Istituto Maragoni ripercorre alcune tappe significative della sua formidabile carriera costellata di successi: dal suo primo colloquio di lavoro con la compianta “Signora della Moda” Franca Sozzani al volume che spiega la moda ai bambini tramite immagini evocative e favole denominato “AdR Book: Beyond Fashion” edito da Phaidon fino ai preziosi e utilissimi consigli agli studenti e ai giovani che vogliono entrare nel mondo della moda grazie ai nuovi social media.

GLI INIZI DELLA SUA CARRIERA – «Franca Sozzani è stata il mio mentore – afferma Anna Dello Russo a Fashion in Star -. Ho iniziato tutto grazie a lei e per lei. Mentre stavo frequentando un master alla Domus Academy di Milano, l’allora direttore creativo dell’Academy di moda Gianfranco Ferré mi disse: “Tu devi assolutamente incontrare Franca Sozzani”. Mi fece fare questo colloquio con Franca, che in quel momento aveva preso Vogue Italia e stava cercando un team tutto nuovo. Tutto è partito da lì. È stato il primo colloquio della mia vita e ho cominciato a lavorare il giorno dopo. Da lei ho imparato tutto, il mio mestiere, e soprattutto l’audacia con la quale affrontava le sfide. C’era una grandissima cura della qualità negli anni Novanta grazie alle collaborazioni con i fotografi di fama mondiale. C’era un diverso approccio al lavoro. Erano anni in cui c’era grande rispetto dell’istituzione, c’erano delle rigide regole etiche e deontologiche. Nel nostro lavoro non è importante essere solo stylist o editor – prosegue la vampira della moda, ma è raccontare la storia della moda attraverso le immagini, come i giornalisti attraverso la penna, quindi svolgere un lavoro di giornalismo. Oggi tutto ciò sembrerebbe non servire più in quanto la quantità di opportunità di nuovi lavori ha un po’ screditato questo mestiere. Ma l’eccellenza di certi lavori internazionali non va dimenticata. La cura e la fatica con cui si arrivava a certi progetti e a certi traguardi, non penso che debbano essere sottovalutate, soprattutto se vuoi durare».

Anna dello Russo

I CONSIGLI AI GIOVANI«Oggi è vero che hai mille opportunità nella modernità, ma così come hai mille opportunità e centomila concorrenze, alla prima pressione crolli. Quindi consiglio ai miei studenti dell’Istituto Marangoni di far durare il più possibile il periodo di formazione, senza accelerare i tempi, ma bisogna tesaurizzare le conoscenze e gli approfondimenti culturali. La cultura è una chiave di sapere e disciplina, che ti aiuta a sopportare la pressione del lavoro. Quindi spalle larghe, elasticità mentale, grande spirito di osservazione ma soprattutto classici alla mano perché lì troviamo le risposte a tante domande. Pertanto consiglio ai giovani di studiare finché possono, perché è stupendo. Poi disciplina assoluta sul lavoro. Più sei disciplinato, più sei creativo. Praticamente l’opposto del detto genio e sregolatezza».

IL MONDO DELLA MODA OGGI – «Il mondo della moda è cambiato dagli anni Ottanta a oggi – sottolinea la direttrice creativa di Vogue Japan -. Le carriere della moda sono universali, atemporali e infinite. Le carriere ti portano ad aggiornare sempre il database ed esercitare e disciplinare il tuo sapere attraverso delle pratiche fisiche, sportive, meditative e ovviamente l’assoluta esperienza del lavoro. Sono luoghi privilegiati e meravigliosi di approfondimento alle conoscenze e al sapere della vita che ti consentono di galleggiare nello tzunami del tempo moderno. Il linguaggio della moda è inclusivo, internazionale e privo di barriere. Oggi è tutto digitale. Alle 5 del mattino inizio subito a lavorare in tempo reale su WhatsApp. Il mondo analogico è una ricchezza per chi ce l’ha. Non mi manca nulla del passato. Si guarda sempre avanti e al futuro, non si guarda mai indietro tranne che per raccontare la storia. Le innovazioni e i cambiamenti sono meravigliosi».

IL RAPPORTO CON I SOCIAL – «Ho iniziato a usare il social già 15 anni fa – rivela l’icona di moda -, quando c’erano i primi fashion blogger e siti. Nessuno prevedeva questo cambiamento epocale. Per me è stato un normale e ulteriore strumento per mettersi alla prova, comunicare, condividere e aggiornare anche il mio modo di lavorare. Sono davvero tanti i vantaggi dei social. Ci hanno permesso di diventare cittadini del mondo, apolidi e bidimensionali. Per il tridimensionale sono sempre indispensabili gli approfondimenti, l’odore dei libri e le biblioteche».

Gli scatti sono stati realizzati dal fotografo Vito Luisi. Il video è stato curato da Buzz Creative.

“How To Fall In Love”, il video da Oscar di Pamela Andérson

No, non eravamo preparati ad un video rétro italian-stile con l’intramontabile sexy star Pamela Andérson come protagonista. Il cortometraggio, voluto proprio dall’attrice, è un omaggio anche ai grandi della cinematografia mondiale.

Una meraviglia visiva e sonora da Oscar. Eccellenza fotografica che non poteva esistere senza la presenza sensuale e maliziosa della bellissima Pamela Andérson.

L’attrice viene intervistata su questo cortometraggio da ODDA Magazine una rivista biennale di moda e cultura contemporanea con sede a New York e fondata dall’attuale direttore creativo ed editore capo David Martin nell’aprile 2012.

Pamela Anderson, attrice, fotografa e attivista per i diritti degli animali di fama internazionale racconta quindi del suo ultimo progetto, arrivando sotto forma di un cortometraggio intitolato “How To Fall In Love”. Diretto dal regista canadese Brock Newman.

Ci descrivi la storia che si svolge in “How To Fall In Love”?

Credo che questa sia la domanda del nostro tempo.

Come ci si innamora? Siamo “robot dell’amore”? C’è spazio per il vero amore in un mondo moderno?

Sto aprendo la mia mente, il mio cuore e vivendo in uno stato costante di essere “innamorata”. Non di una persona, di un luogo o di una cosa, ma della lotta romantica stessa.

Essere impegnati nel mondo e leggere; andare nei musei e vedere l’arte, la natura, la tecnologia. Credo che questo sia il modo di amare. Sono ancora alla ricerca.

È la sopravvivenza come persona romantica. La poesia è la chiave di tutti i dilemmi della vita. Le pagine di Playboy prendono vita.

Com’è nato questo progetto? Quanto sei stata coinvolta nella storia del suo personaggio?

Volevo rendere omaggio ai miei preferiti, come Brigitte Bardot in “Il disprezzo” di Jean-Luc Godard, Anita Ekberg in “La Dolce Vita” di Fellini, Sophia Loren in “Boccaccio ’70”, in “Sunset boulevard”; Playboy nel suo periodo più celebrato, tra gli anni ’70 e ’90, e anche mia madre. Solo qualche accenno… qua e là.

Descrivi il motivo per cui sentivi che era il momento per far uscire questo racconto.

È un momento difficile da esprimermi solo a parole. Più strumenti possiamo usare, meglio è. È un cortometraggio sull’amore.

Inoltre, mi piace tutto quello che c’è nel film, dalle camere d’albergo ai corsetti, alle sciarpe e ai guanti.

Com’è cambiato il tuo processo di collaborazione nel corso degli anni, dopo aver lavorato con tanti team iconici, e quale elemento porta in una produzione l’essere creativi in prima persona?

Mi piace lavorare con nuovi artisti e talenti. E non è necessario vivere a Los Angeles, New York o Parigi per essere un grande regista.

Brock (Newman; il regista di “How To Fall In Love”) è un giovane canadese di grande talento. Abbiamo deciso di collaborare sul posto…

Ha fatto tutto da solo. È stato rinfrescante non avere una grande troupe. Lui è come una one-man band. Come potete vedere in questa foto di lui che mi ha fotografato con la Corvette di suo fratello; vero stile canadese.

Come è cambiato nel corso della tua carriera il modo in cui porti l’emozione e la realizzazione di un personaggio?

Mi comporto come farei tra amici intimi. Facciamo tutti parte della performance art.

Il senso di fiducia in se stessi e la consapevolezza delle proprie capacità cambia nel tempo in qualche modo?

Non ne sono sicura. Mi sento insicura e sicura in momenti diversi. Il senso di fiducia in se stessi si crea lavorando duramente; lasciando che il pensiero voli in mille pensieri ogni momento..

Ho accettato la mia routine… scrivere, leggere, diventare qualcosa di nuovo ogni giorno, cercare di fare la differenza… e sostenere i miei amici: intellettuali, artisti, combattenti per la libertà. Tutti si sono sacrificati, tutti sono incredibili.

Le mie influenze sono Vivienne Westwood, suo marito Andreas (Kronthaler), Julian Assange, Richard Prince, Edward Ruscha e David LaChapelle… I miei ragazzi Brandon e Dylan sono i miei più grandi amori e muse.

Una musa può anche essere una cotta o un’amicizia sexy. Sono sempre molto ispirata, a quanto pare. Il mio corpo è sempre in fiamme.

Come entra la fiducia nell’esperienza dell’amore?

La fiducia è tutto. Mi fido anche delle persone inaffidabili, fino all’ultimo respiro. È qui che sta il bello… amare qualcuno in ogni caso.

Cosa significa “innamorarsi”, personalmente, per te? E come è cambiata nel tempo questa comprensione?

Si tratta di diventare vulnerabili, di sentirsi a disagio, di trovare un nuovo spazio… C’è un mondo nuovo in ogni persona. Ancora non lo so. È tutto un mistero. La seduzione, il divertimento, l’essere selvaggiamente disinibiti; bisogna essere coraggiosi per essere un buon amante. Mi piace imparare a conoscere qualcuno. Mi spingo sempre oltre i limiti.

Sotto quale aspetto vuoi che veda, questo film, lo spettarore?

Mi piacerebbe che le persone pensassero solo a come appare loro l’amore, per non dimenticare l’innocenza, la giocosità delle nuove connessioni.

Come fotografa, com’è cambiato il tuo rapporto con il cinema? Dove può portarti questa intuizione come creativa?

Ho fotografato Dylan, mio figlio, per l’ODDA. Era una copertina di lui che galleggiava nell’acqua. Mi piace fare fotografie. Penso che la mia forza sia quella di fotografare gli uomini, prendendo nuovi spunti da loro.

Sono curiosa di conoscere la psicologia maschile, che permette agli uomini di essere cavallereschi, di non aver paura di abbassare la guardia.

Spero di avere presto una mostra. Presenterò il bianco e nero, l’emotivo e il sensuale, i nudi e i semi-nudi. Il corpo maschile è ancora così tabù da guardare. Voglio mostrare alla gente quello che vedo in un bell’uomo, dal punto di vista di una donna dal sangue caldo. Potrebbe sorprendervi.

L’intervista originale: https://oddamagazine.com/project/pamela-anderson/