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“Sakè” è il meraviglioso abbraccio di Cincilla

E’ uscito il nuovo singolo di Pietro Milella, in arte CINCILLA.

“Siamo noi a dare un senso al mondo, non il contrario”.

In un mondo che non lascia tempo alle persone di dare un valore alle cose a volte si corre il rischio di perdersi: il brano “Sakè” invita a vivere il mondo come si vuole, senza perdersi dietro alle congetture degli altri e vivendo ogni momento per quello che è.

«“Sakè” rappresenta per me tante cose – racconta Cincilla a proposito del suo nuovo singolo – l’ho scritta in un momento in cui facevo fatica a capire fino in fondo quello che mi circondava e ne ero infastidito. Ho iniziato a comprendere il mondo rinunciando a molte risposte e a vedere le cose dalla prospettiva che mi andava di più, allegra o triste che fosse. Il testo di Sakè riassume tutto questo».

Il videoclip di “Sakè” è interamente ambientato a Venezia e riprende i luoghi dove è nato e cresciuto l’artista. La sequenza di immagini accompagna le parole della canzone: la prima parte mostra volti annoiati e luoghi malinconici; la seconda cattura quegli stessi scorci e quelle stesse facce in chiave ironica.

Pietro Milella, in arte Cincilla, è un musicista di Venezia. Suona e compone per anni pezzi che solo il suo pianoforte ha ascoltato. Nel 2019 conosce Pablo Davilla che ascolta alcune sue demo e lo porta in studio di registrazione. Il risultato della collaborazione tra i due è l’uscita del primo singolo di Cincilla, “Sakè”, che sarà in rotazione radiofonica dal prossimo 27 marzo e già disponibile in digitale dallo scorso 9 marzo. A questo primo singolo seguirà un EP di cinque brani dal titolo “Sogni In Saldo”.

Lo “Stato di Natura” di Francesca Michielin e i Maneskin

“Stato di Natura”, la riuscita di un esperimento Forte, unico. Rap femminile potente e fluido. Tutt’altra cosa dei soliti rap commerciali e troppo veloci rispetto al suono che li accompagnano. Francesca Michielin mi accende un fuoco interno, come se sentissi per la prima volta una forza musicale cosi potente.

Francesca Michielin abbraccia i Maneskin e ne esce una stretta forte e bellissima.

Un bum bum vocale con cui Francesca Michielin ti schiaccia contro il muro. Un ritornello gridato che fa sentire il “vile” come un verme schiacciato.

Una lotta di decenni racchiusa con maestria in poco più di due minuti, si, perchè qui non è solo alzare la voce, qui è cantarvela.

Un brano bellissimo, da cantare e ballare, seguendo senza problemi il tutto. Musica, testo. Un progetto nuovo riuscito benissimo, perchè non sono solo urla, ma un liberare il pensiero delle persone, degli ascoltatori.

Francesca Michielin ha rincorso e voluto fortemente la collaborazione con i Maneskin sia per donare una sonorità “rock” al brano, ma anche per rendere più forte il suo significato. Francesca lancia un forte messaggio contro la violenza verbale (presente nella quotidianità dei nostri tempi) sulle donne e non solo.

Francesca rivela:“I Maneskin hanno fornito un punto di vista diverso nel testo, quello maschile del quale avevo bisogno per questo brano”

“La solitudine dei numeri primi” – recensione

“Mattia pensava che lui e Alice erano cosi, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l’aveva mai detto”

Un libro potente, che già dalle prime righe dà una prima immagine del protagonista principale, anche se poi i protagonisti sono molti di più. Ognuno con una sua particolarità che non può che ferire l’animo del lettore.

E’ questo il primo romanzo di Paolo Giordano, torinese, anno 1982.

Non un semplice racconto, ma la realtà di alcune persone, che raramente conosciamo, ma che a leggerne la vita ci rendiamo conto di come abbiamo potuto conoscerne durante il nostro cammino.

La sofferenza, il rimorso, il dolore, la lacerazione dell’animo, la meraviglia di un cervello evoluto e il suo isolamento da quelli scadenti….l’Amore.

Il lettore vive intensamente queste storie, grazie ad uno scritto semplice e a dei paragrafi brevi.

Sicuramente non manchera, credo, il disaccordo del lettore verso la decisione presa da una protagonista……parlare o non parlare?

“No, non dovevi farlo”, sarà questa una delle frasi che il lettore urlerà dietro a lei, “Non farlo. Perchè? Non è giusto!”

Un libro unico; una storia che rispecchia la realtà dei “Numeri primi”, questi uomini e donne dal carattere unico. Un racconto che si fonde col nostro io e, sicuramente, ci farà capire molte cose.

  Due ragazzini di Torino, Mattia e Alice, imparano sin da giovani che cosa sia il dolore. Mattia è un bambino solitario, appassionato alla matematica e con una sorella che ha una grave forma di ritardo mentale. Alice, figlia unica, ha un incidente sugli sci, da cui non riesce a riprendersi fisicamente. I due, diventati amici, condividono le difficoltà dell’adolescenza e, nonostante le differenze, incrociano spesso i loro percorsi di vita.

Intervista ad Asia Gianese, l’influencer monella

Balzata agli onori della cronaca per la sua “passeggiata” in auto sul sagrato del Duomo di Milano, la giovane Asia Gianese si è rivelata un personaggio tosto, una modella provocante e un’influencer seguitissima.

Il suo profilo Instagram è stato dichiarato come un concentrato di scatti esplosivi e followers ed è proprio sui social che Asia Gianese si è ritagliata una fetta sempre più consistente di ammiratori.

Oggi incontriamo Asia Gianese per conoscerla un po’ di più.


Asia, come ti sei costruita il lavoro sui social?

Ho iniziato a farmi delle foto da sola e a postarle sui social, sono piaciute e cosi il mio profilo ha iniziato a funzionare. Ho fatto anche delle sfilate come modella, ma diciamo che sono partita principalmente già come influencer.

Ti piace fare l’influencer?

Moltissimo. Certo, devi essere sottoposta a moltissime sollecitazioni, ma se ti piace lo accetti.

Come vieni contattata per fare un’ospitata o un servizio fotografico?

Diciamo che oggi funzionano tanto i social, principalmente Instagram. Chi mi vuole contattare di norma mi manda un messaggio su Instagram, poi ci può essere uno scambio di numeri di cellulare tra clienti che mi hanno conosciuto e cosi a volte vengo contattata direttamente sul cellulare. Un esempio è la mia partecipazione allo scherzo che hanno fatto le Iene al calciatore Stefano Sensi. Sono stata contattata direttamente su Wathsapp. Non sapevo chi fosse a chiamarmi ne come avesse potuto avere il mio numero.

Ti piace apparire?

Diciamo che mi piace vedere in faccia le persone, quindi sono un tipo da sfilate, gossip, essere influencer. Non riuscirei a lavorare dietro le quinte. Se per apparire s’intende quello che faccio ora, si, mi piace.

Sappiamo che sei iscritta all’Università. Cosa stai studiando?

Comunicazione politica, al terzo anno.

In televisione ti abbiamo vista molto sicura e combattiva, nel senso che rispondi a chi ti attacca con molta sicurezza e calma.

Si, è vero, ma diciamo che anche questo è un modo di recitare, nel senso che quando sei in televisione sei un personaggio e quindi devi mantenere fede alla figura che interpreti. Se mi attaccano per la famosa bravata del Duomo di Milano, non posso litigarci….l’ho fatta e me ne prendo le responsabilità. Logico che se vado in televisione come influencer a parlare dei social non mi si deve attaccare per altre cose. Li si, rispondo a tono. Diciamo che sono anche un po’ cinica, nel senso che non vado a litigare, ma punzecchio il mio interlocutore all’infinito (Ride, Ndr)

Ti hanno dato fastidio tutte quelle critiche?

Diciamo che inizialmente sapevo di essere in televisione per quella bravata, quindi ero preparata a ricevere delle critiche. Facevo la parte anche della “Diavioletta”, poi col passare del tempo ho visto che continuavano ad attacarmi, anche in trasmissioni dove si parlava di altro; la mia reazione è stata il rispondere a tono, spegnere le persone criticone. Comunque tutto questo fa anche parte dello spettacolo e la mia figura non ne ha risentito, anzi, vengo spesso chiamata in trasmissioni Tv.

Guadagni con Instagram?

Si, instagram è la mia vetrina. Da li partono tutti gli inviti.

Hai seguito Sanremo 2020? Cosa pensi dello scandalo di Morgan e Bugo?

Ah…tutto preparato. E’ stato tutto costruito, perchè erano ultimi. Non li avrebbe cag…i nessuno ed invece cosi si sono fatti pubblicità.

Qual’è la tua musica preferita?

Io ascolto molto Rock e Hip hop. Amo anche la Techno.

Fai sport?

Quando riesco ad andarci si. Mi piace fare tante camminate all’aria aperta, esercizi a corpo libero. Non amo tanto i pesi. Tempo fa ho praticato atletica leggera, mezzo fondo, gli 800 i 1000 metri. Sono arrivata anche seconda alla competizione delle scuole regionali.

Ti piacciono gli animali? Hai cani o gatti in casa?

Io adoro i gatti, ho proprio una passione per loro. Ho un gatto diavolo come me, vuole sempre fare il padrone(Ride, Ndr)

Asia, sei single?

Si.

Come dev’essere un uomo per piacerti?

Io sono un diavolo (Ride, Ndr), cosi dicono tutti i miei amici. Mi piacciono i ragazzi con i tatuaggi, i piercing, con un carattere forte….l’importante è che abbia l’ironia. Se è bello ma senza ironia allora non è che mi attira molto.

Grazie Asia per la tua gentile collaborazione. Speriamo di vederti sempre di più con le tue foto bellissime e sensuali.

Grazie a voi. Ciao a tutti.

La modella Martina Ragozza: “Bella con l’anima”

Martina Ragozza, la giovanissima modella ed attrice nei video dei seguitissimi iPantellas. Una modella simpatica, allegra, vivace, attraente, seguita in Instagram da più di 140.000 follower, eppure una personalità tutta sua, lontana dall’apparire, ma con il sogno dello spettacolo…nascosto.

Oggi incontriamo Martina Ragozza per un’intervista speciale. Uno scoprire i lati oscuri di questa modella, al di la della bellezza. Un’intervista che lascerà a bocca aperta.

Martina, come ti sei costruita il lavoro sui social?

Io ho iniziato seguendo tre profili di altrettante ragazze molto seguite e cercavo di imitare le loro foto. Ho fatto cosi per una dozzina di volte e mi sono accorta che le mie foto piacevano e avevano molti like, iniziavano a contattarmi sulle pagine. Il mio profilo era attivo. Se avevo anche solo 300 followers, erano 300 attivi. Ogni giorno mi seguivano e commentavano, mi scivevano, quindi mi sono resa conto che il mio profilo funzionava bene, piaceva e piace.

Ricordo che ho postato un video dove figuravo interista e quel video li ha spaccato di brutto, al punto da venire contattata dai iPantellas per collaborare con loro.

Ti piace fare l’influencer?

Diciamo che amo di più recitare. Ho iniziato da giovanissima a fare recitazione e teatro e ho frequentato un corso di dizione all’Università. Mi piacerebbe lavorare in radio o fare la doppiatrice. Più che apparire mi piace lavorare dietro le quinte. Piace a tutte stare davanti allo schermo e io sono quella rara a cui piace stare dietro (Ride, Ndr).

Come vieni contattata per fare un’ospitata o un servizio fotografico?

Oggi funziona tanto Instagram. Mi inviano un messaggio con la proposta e poi ci si sente telefonicamente, ma tutto parte molto dai social. Una volta sono stata contattata direttamente su Wathsapp…non so come avessero potuto avere il mio numero, ma è successo.

Sappiamo che sei iscritta all’Università. Cosa stai studiando?

Comunicazione politica.

Tu sei stata in America. Ti è piaciuta?

Più che l’America, mi è piaciuta l’esperienza che ho fatto per quattro mesi, come baby sitter. Ho conosciuto un’altra ragazza che mi ha seguito in Costa Rica per due settimane, sempre a fare le baby sitter. E’ stato un bel vivere, un altro mondo, un’altra visione.

Hai detto che ti piacerebbe lavorare in radio, stai già facendo qualcosa?

Ho iniziato proprio adesso a seguire questo sogno, quindi non posso ancora dire nulla. Diciamo che mi piacerebbe lavorarci. Ripeto, mi piace lavorare con la voce, quindi radio e doppiaggio. Speriamo vada in porto questo progetto.

Guadagni con Instagram?

Si, con le sponsorizzazioni, però io lavoro tramite un’agenzia di produzione. Anzi, spero anche nel futuro di avere un programma di cucina tutto mio.

Certo che sei tutta particolare. Sei una bellissima ragazza che fa la modella, è seguita sui social, potresti fare l’influencer anche con il gruppo dei iPantellas ed invece ami lavorare in radio, fare la doppiatrice o presentare un programma di cucina.

Si, io amo cucinare. Poi io mangio vegetariano…vegano, però il pesce non manca mai. Sono strana lo so.

Che squadra tifi?

Io sono interista.

Sei interista?

Si, si.

E come la mettiamo che sei anche Miss Juventus Domo?

No, no (Ride, Ndr), il Miss Juventus Domo l’ho vinto nel 2015, come miss, ma io sono interistaaaaaa.

Hai seguito Sanremo 2020? Quale canzone ti è piaciuta di più?

Mi sono piaciute quella di Diodato e Albero Urso.

E lo scandalo di Morgan e Bugo?

Ah…tutto preparato. Erano sotto in classifica e hanno costruito tutto per far parlare di Bugo, far parlare di lui, o avrebbe finito li.

Qual’è la tua musica preferita?

Io ascolto molto Hip hop e Regaetton.

Martina, sei single?

Si.

Come dev’essere un uomo per piacerti?

Diciamo che mi piaciono i tipi dolci, un po’ riservati, coccoloni.

Bene, adesso inizierà l’attacco dei followers calorosi. (Si ride, Ndr)

Grazie Martina per questa bella intervista. Ci vedremo in futuro, magari con te dietro il microfono di una radio.

Speriamo. Grazie a voi.

bianca-al-sestriere/

Raccagni contro Massimo Giletti – Il brano Rap

Giletti invita all’Arena un giovane delinquentello che si proclama cantante trapper, dandogli cosi una pubblicità mediatica, scatenandomi il nervoso

Non bastava aver portato sull’altare della musica italiana Achille Lauro, presentandolo a Sanremo 2018 con il suo pezzo cocainomane Roll Royce. Non è bastato rincorrere e pubblicizzare il rapper Sfera Ebbasta, con le sue canzoni da scopatore, con le sue esibizioni dove mostra il cazzo. Non è bastato nemmeno arrivare al culmine presentando a Sanremo Junior Cally, dopo aver pubblicamente descritto i suoi testi violenti ed il suo essere delinquente. Non è bastato, no…..perchè il culmine si è verificato a “Non è l’Arena” di Massimo Giletti, dove il presentatore ha presentato, quasi in modo soddisfatto l’autodefinitosi trapper: Jordan Jeffrey Baby.

Il giovane nessuno incontra cosi, per la prima volta, il palco televisivo, la fama nazionale, grazie all’ospitata di Giletti.

Un’ospitata che non mi è piaciuta e alla quale rispondo con una provocazione….la mia canzone rap.

Ma cosa mi ha fatto infuriare?

L’esaltare la delinquenza al punto da farne spettacolo, spingendo indirettamente i giovani a seguirne l’esempio. Fare diventare protagonista un “nessuno”.

“Potevo lasciar passare che un tipo come Achille Lauro fosse presentato al Festival di sanremo 2018 con un testo che tutti giudicavano ineggiante alla droga, ma quando ho iniziato a vedere che col tempo si è continuato a rincorrere l’auditel promuovendo e facendo grandi sul web dei delinquentelli capaci di far nulla…allora no.

Jordan Jeffrey Baby ha fatto cose da nascondere alla televisione, se farla vedere vuol dire pubblicizzare il ragazzo. Saltare sopra un’auto dei Carabinieri è un oltraggio a chi fa rispettare la legge e sputagli contro esalta la violenza contro le forze dell’ordine.

Si chiama in studio il ragazzo e lo si presenta come ospite cantante, per poi far vedere che urina anche sui verbali della Polizia.

Ma si, portiamo in televisione la merda umana. Potevo aspettarmi di tutto dalla televisione trash italiana, ma non che una trasmissione come “Non è l’Arena” ed un presentatore come Massimo Giletti, che reputo un grande fra i grandi, potesse fare un errore del genere.

E’ un errore grave. Succede a tutti di fare degli errori e questa volta credo che Massimo Giletti abbia fatto un grande sbaglio.

Beh, allora adesso chiedo di essere invitato come star della televisione e presento io un bel brano top rap. Mi rivolgo direttamente alla Rai, a Mediaset, alle reti private di alto livello. Io ora sono un cantante e ve le suono.”

Bene…ops…raga mi sto trasformando….minchia oh…arrivo io. Mi fa troppo sangue

Minchia raga ho fatto un.pezzo trap che s-trap-pa la musica. Vai di lemo.

Ehi raga….iooooo

“T’inchiodo al muro”

Bella la tua figa, raga

mandala da me

tanto è tutta tette

la dá pure a me.

Oggi faccio un salto

alla brico con la ex

la spingo contro il muro

la sego in due per me

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

È come quando me lo sparavo a mano

e tutte quante a dire…

…”Dai che te lo succhio piano”

Sono andato in chiesa

per scappare dalla Pola,

ho trovato la suorina

me la son fatta dietro l’aiuola

Lei muta come un pesce

ma il pesce l ha voluto

e porco…..

io sono venuto.

Io sono uno

che si mette un proiettile nel culo

e se ti scoreggio, ti giuro,

ci vado giù duro.

Io sono Luca

ma non sono lo stesso.

non sono Barbarossa,

ma canto lo stesso

Minchia raga…mi fa troppo fuoco

Fumo tanto ed ho il cervello arrosto.

Da Giletti vado e non sto muto

e con il grano mi ci faccio un buco.

Ti fa brivido cantare con me?

Cazzi tua..mi ci hai voluto te.

Io adesso scopo…spendo…e rigo

e se mi sparli me ne frego

Resto dove mi ci hai portato

sull’altare dei media

dove ci ho sborrato

Ora sono sul palco

e posso fare il duro

e come con la mia ex

ora vi inchiodo al muro.

Tieeeeeeeeee

(Testo di Claudio Raccagni)

Tavo e la sua “Annabelle”-Recensione

Tavo è sicuramente un ritmo che si distingue dal resto della musica italiana. Senza offesa per i grandi, ma potrebbe inseguire la strada di Franco Battiato, cioè un artista che non copia qualcuno o assomiglia a qualcuno, ma segue la sua strada ed è una bella strada piena di melodia e sentimento.

“Annabelle” è un pezzo da cantare col cuore ed urlare con con tutta la voglia di seguire la sua musica. Un brano che non può non smuovere nemmeno l’ascoltatore più immobile…no…”Annabelle” si fa ascoltare, cantare, ballare. Un pezzo che nell’era moderna in cui la musica italiana ha perso molto ha un valore importante: confermare che la stessa musica italiana, quella bella, c’è ancora.

Questo il commento dell’artista:”Il brano è spirato da una lettera del 1800 trovata nella mia vecchia casa.Leggendo tutta la lettera sono venuto a conoscenza di una storia d’amore che poi ho romanzato. Seppure scritta quasi duecento anni fa, tra le righe ho trovato, sentimenti, paure e volontà molto attuali. Tutti vogliamo tornare indietro per cancellare un errore commesso nel passato convinti di avere sempre tempo. Ma il tempo non è mai generoso. Mi è sembrato bello poter ridare voce a due persone ormai dimenticate che come tutti noi hanno amato, sognato e sperato“.

Francesco Taverna, in arte  TAVO, è un cantautore alessandrino classe ‘93 che figura tra gli artisti emergenti del panorama indie pop italiano. Dopo il suo primo concerto, al Circolo Ohibò di Milano, TAVO trova presto spazio su palchi come Rocket club (Linoleum), Spaghetti Unplugged, Le Mura, Tendenze Festival, Radical Sheep Festival, Arezzo Wave e molti altri ottenendo riconoscimenti come Miglior performance live e Roster artista rappresentante Soundreef. Viene definito su riviste di settore (Stormi, RUMORE, ExitWell) come “Uno dei profili più interessanti del panorama indie italiano è con il suo album d’esordio “Funambolo”(Noize Hills Records, 2018), una raccolta di melodie leggere e testi falsamente ironici che dipingono situazioni di vita dall’equilibrio instabile. Il suo ultimo singolo “Annabelle”.

“Davvero” di benedetta Raina-Recensione

Benedetta Raina ci fa ascoltare le sue canzoni con la sua voce particolare, unica, come quella di Francesca Michielin, Annalisa, sonorità personali, che entrano dentro l’asoltartore e si fanno ricordare.

La voce femminile è sempre stata la forza della musica italiana, ma quando la vocalità ha questi suoni particolari, le emozioni del pubblico si esaltano e accompagnano la cantante nel suo viaggio infinito.

“Davvero” è un pezzo con un ritmo da ballare come una trottola su una spiaggia. Bellissima melodia. Ottima per la nostra musica. La colonna sonora in un film in cui i protagonisti giocano assieme. Un vivere la quotidianità, mentre nello stesso istante si stanno formando i passi futuri della vita, del giorno dopo.

E’ in radio e sulle piattaforme digitali “DAVVERO” (Noize Hills Records), il nuovo singolo di BENEDETTA RAINA.

Un invito semplice ma non banale, un invito a capirsi e ad accettarsi, a prendere la vita alla giornata e a dimenticarsi un po’ di tutto. “Davvero” parla di questo e per questo. Con un ascolto più attento si coglie l’intenzione da parte dell’artista di comunicare una realtà che nasconde molte insidie: la realtà di quei problemi apparentemente lievi che fatichiamo ad ignorare e ci ostacolano. Piccolo e grande, leggero e pesante, reale e irreale: questi contrasti caratterizzano “Davvero” sia per sonorità, che per tematiche cantate.

Come dice la stessa cantautrice:”Davvero è assolutamente autobiografica, e rappresenta quell’equilibrio ideale che credo ognuno di noi cerchi di raggiungere. Mi ha sempre colpito una frase di John Lennon: la vita è quello che ti accade mentre sei occupato a fare altri piani. L’intento era proprio di riflettere questo, prendere la vita alla giornata per quanto non sia facile e ci siano quotidianamente un sacco di sfide

Benedetta Rainaè una cantautrice classe 2001 di Alessandria, collocabile nel panorama musicale dell’indie-pop italiano. Fin da piccola coltiva una grande passione per la musica e nei primi anni delle superiori inizia a scrivere i primi testi e a comporre le prime vere canzoni, prima in inglese e poi, più tardi, in italiano affrontando le tematiche di un’adolescente della generazione z, in bilico tra speranza e sconforto e alla continua ricerca di conferme negli altri. Alla fine del 2018 inizia a collaborare con l’etichetta Noize Hills Records e nel 2019 pubblica “Basta, il suo singolo di debutto. La canzone nasce proprio come il primo esperimento in italiano, come una pronta denuncia di sé, finalmente senza lo schermo di una lingua straniera. Il nuovo singolo “Davvero”.

L’icona della moda Anna Dello Russo si racconta

L’icona della moda Anna Dello Russo è la prima super ospite del nuovo format Fashion in Star curato dal Maiorano Magazine in collaborazione con Marialessia Sforza. La direttrice creativa di Vogue Japan e icona di moda affronta tanti importanti temi di estrema attualità ai microfoni del nuovo fashion project condotto da Vincenzo Maiorano.

La fashion brand ambassador e scientific director dell’Istituto Maragoni ripercorre alcune tappe significative della sua formidabile carriera costellata di successi: dal suo primo colloquio di lavoro con la compianta “Signora della Moda” Franca Sozzani al volume che spiega la moda ai bambini tramite immagini evocative e favole denominato “AdR Book: Beyond Fashion” edito da Phaidon fino ai preziosi e utilissimi consigli agli studenti e ai giovani che vogliono entrare nel mondo della moda grazie ai nuovi social media.

GLI INIZI DELLA SUA CARRIERA – «Franca Sozzani è stata il mio mentore – afferma Anna Dello Russo a Fashion in Star -. Ho iniziato tutto grazie a lei e per lei. Mentre stavo frequentando un master alla Domus Academy di Milano, l’allora direttore creativo dell’Academy di moda Gianfranco Ferré mi disse: “Tu devi assolutamente incontrare Franca Sozzani”. Mi fece fare questo colloquio con Franca, che in quel momento aveva preso Vogue Italia e stava cercando un team tutto nuovo. Tutto è partito da lì. È stato il primo colloquio della mia vita e ho cominciato a lavorare il giorno dopo. Da lei ho imparato tutto, il mio mestiere, e soprattutto l’audacia con la quale affrontava le sfide. C’era una grandissima cura della qualità negli anni Novanta grazie alle collaborazioni con i fotografi di fama mondiale. C’era un diverso approccio al lavoro. Erano anni in cui c’era grande rispetto dell’istituzione, c’erano delle rigide regole etiche e deontologiche. Nel nostro lavoro non è importante essere solo stylist o editor – prosegue la vampira della moda, ma è raccontare la storia della moda attraverso le immagini, come i giornalisti attraverso la penna, quindi svolgere un lavoro di giornalismo. Oggi tutto ciò sembrerebbe non servire più in quanto la quantità di opportunità di nuovi lavori ha un po’ screditato questo mestiere. Ma l’eccellenza di certi lavori internazionali non va dimenticata. La cura e la fatica con cui si arrivava a certi progetti e a certi traguardi, non penso che debbano essere sottovalutate, soprattutto se vuoi durare».

Anna dello Russo

I CONSIGLI AI GIOVANI«Oggi è vero che hai mille opportunità nella modernità, ma così come hai mille opportunità e centomila concorrenze, alla prima pressione crolli. Quindi consiglio ai miei studenti dell’Istituto Marangoni di far durare il più possibile il periodo di formazione, senza accelerare i tempi, ma bisogna tesaurizzare le conoscenze e gli approfondimenti culturali. La cultura è una chiave di sapere e disciplina, che ti aiuta a sopportare la pressione del lavoro. Quindi spalle larghe, elasticità mentale, grande spirito di osservazione ma soprattutto classici alla mano perché lì troviamo le risposte a tante domande. Pertanto consiglio ai giovani di studiare finché possono, perché è stupendo. Poi disciplina assoluta sul lavoro. Più sei disciplinato, più sei creativo. Praticamente l’opposto del detto genio e sregolatezza».

IL MONDO DELLA MODA OGGI – «Il mondo della moda è cambiato dagli anni Ottanta a oggi – sottolinea la direttrice creativa di Vogue Japan -. Le carriere della moda sono universali, atemporali e infinite. Le carriere ti portano ad aggiornare sempre il database ed esercitare e disciplinare il tuo sapere attraverso delle pratiche fisiche, sportive, meditative e ovviamente l’assoluta esperienza del lavoro. Sono luoghi privilegiati e meravigliosi di approfondimento alle conoscenze e al sapere della vita che ti consentono di galleggiare nello tzunami del tempo moderno. Il linguaggio della moda è inclusivo, internazionale e privo di barriere. Oggi è tutto digitale. Alle 5 del mattino inizio subito a lavorare in tempo reale su WhatsApp. Il mondo analogico è una ricchezza per chi ce l’ha. Non mi manca nulla del passato. Si guarda sempre avanti e al futuro, non si guarda mai indietro tranne che per raccontare la storia. Le innovazioni e i cambiamenti sono meravigliosi».

IL RAPPORTO CON I SOCIAL – «Ho iniziato a usare il social già 15 anni fa – rivela l’icona di moda -, quando c’erano i primi fashion blogger e siti. Nessuno prevedeva questo cambiamento epocale. Per me è stato un normale e ulteriore strumento per mettersi alla prova, comunicare, condividere e aggiornare anche il mio modo di lavorare. Sono davvero tanti i vantaggi dei social. Ci hanno permesso di diventare cittadini del mondo, apolidi e bidimensionali. Per il tridimensionale sono sempre indispensabili gli approfondimenti, l’odore dei libri e le biblioteche».

Gli scatti sono stati realizzati dal fotografo Vito Luisi. Il video è stato curato da Buzz Creative.

“How To Fall In Love”, il video da Oscar di Pamela Andérson

No, non eravamo preparati ad un video rétro italian-stile con l’intramontabile sexy star Pamela Andérson come protagonista. Il cortometraggio, voluto proprio dall’attrice, è un omaggio anche ai grandi della cinematografia mondiale.

Una meraviglia visiva e sonora da Oscar. Eccellenza fotografica che non poteva esistere senza la presenza sensuale e maliziosa della bellissima Pamela Andérson.

L’attrice viene intervistata su questo cortometraggio da ODDA Magazine una rivista biennale di moda e cultura contemporanea con sede a New York e fondata dall’attuale direttore creativo ed editore capo David Martin nell’aprile 2012.

Pamela Anderson, attrice, fotografa e attivista per i diritti degli animali di fama internazionale racconta quindi del suo ultimo progetto, arrivando sotto forma di un cortometraggio intitolato “How To Fall In Love”. Diretto dal regista canadese Brock Newman.

Ci descrivi la storia che si svolge in “How To Fall In Love”?

Credo che questa sia la domanda del nostro tempo.

Come ci si innamora? Siamo “robot dell’amore”? C’è spazio per il vero amore in un mondo moderno?

Sto aprendo la mia mente, il mio cuore e vivendo in uno stato costante di essere “innamorata”. Non di una persona, di un luogo o di una cosa, ma della lotta romantica stessa.

Essere impegnati nel mondo e leggere; andare nei musei e vedere l’arte, la natura, la tecnologia. Credo che questo sia il modo di amare. Sono ancora alla ricerca.

È la sopravvivenza come persona romantica. La poesia è la chiave di tutti i dilemmi della vita. Le pagine di Playboy prendono vita.

Com’è nato questo progetto? Quanto sei stata coinvolta nella storia del suo personaggio?

Volevo rendere omaggio ai miei preferiti, come Brigitte Bardot in “Il disprezzo” di Jean-Luc Godard, Anita Ekberg in “La Dolce Vita” di Fellini, Sophia Loren in “Boccaccio ’70”, in “Sunset boulevard”; Playboy nel suo periodo più celebrato, tra gli anni ’70 e ’90, e anche mia madre. Solo qualche accenno… qua e là.

Descrivi il motivo per cui sentivi che era il momento per far uscire questo racconto.

È un momento difficile da esprimermi solo a parole. Più strumenti possiamo usare, meglio è. È un cortometraggio sull’amore.

Inoltre, mi piace tutto quello che c’è nel film, dalle camere d’albergo ai corsetti, alle sciarpe e ai guanti.

Com’è cambiato il tuo processo di collaborazione nel corso degli anni, dopo aver lavorato con tanti team iconici, e quale elemento porta in una produzione l’essere creativi in prima persona?

Mi piace lavorare con nuovi artisti e talenti. E non è necessario vivere a Los Angeles, New York o Parigi per essere un grande regista.

Brock (Newman; il regista di “How To Fall In Love”) è un giovane canadese di grande talento. Abbiamo deciso di collaborare sul posto…

Ha fatto tutto da solo. È stato rinfrescante non avere una grande troupe. Lui è come una one-man band. Come potete vedere in questa foto di lui che mi ha fotografato con la Corvette di suo fratello; vero stile canadese.

Come è cambiato nel corso della tua carriera il modo in cui porti l’emozione e la realizzazione di un personaggio?

Mi comporto come farei tra amici intimi. Facciamo tutti parte della performance art.

Il senso di fiducia in se stessi e la consapevolezza delle proprie capacità cambia nel tempo in qualche modo?

Non ne sono sicura. Mi sento insicura e sicura in momenti diversi. Il senso di fiducia in se stessi si crea lavorando duramente; lasciando che il pensiero voli in mille pensieri ogni momento..

Ho accettato la mia routine… scrivere, leggere, diventare qualcosa di nuovo ogni giorno, cercare di fare la differenza… e sostenere i miei amici: intellettuali, artisti, combattenti per la libertà. Tutti si sono sacrificati, tutti sono incredibili.

Le mie influenze sono Vivienne Westwood, suo marito Andreas (Kronthaler), Julian Assange, Richard Prince, Edward Ruscha e David LaChapelle… I miei ragazzi Brandon e Dylan sono i miei più grandi amori e muse.

Una musa può anche essere una cotta o un’amicizia sexy. Sono sempre molto ispirata, a quanto pare. Il mio corpo è sempre in fiamme.

Come entra la fiducia nell’esperienza dell’amore?

La fiducia è tutto. Mi fido anche delle persone inaffidabili, fino all’ultimo respiro. È qui che sta il bello… amare qualcuno in ogni caso.

Cosa significa “innamorarsi”, personalmente, per te? E come è cambiata nel tempo questa comprensione?

Si tratta di diventare vulnerabili, di sentirsi a disagio, di trovare un nuovo spazio… C’è un mondo nuovo in ogni persona. Ancora non lo so. È tutto un mistero. La seduzione, il divertimento, l’essere selvaggiamente disinibiti; bisogna essere coraggiosi per essere un buon amante. Mi piace imparare a conoscere qualcuno. Mi spingo sempre oltre i limiti.

Sotto quale aspetto vuoi che veda, questo film, lo spettarore?

Mi piacerebbe che le persone pensassero solo a come appare loro l’amore, per non dimenticare l’innocenza, la giocosità delle nuove connessioni.

Come fotografa, com’è cambiato il tuo rapporto con il cinema? Dove può portarti questa intuizione come creativa?

Ho fotografato Dylan, mio figlio, per l’ODDA. Era una copertina di lui che galleggiava nell’acqua. Mi piace fare fotografie. Penso che la mia forza sia quella di fotografare gli uomini, prendendo nuovi spunti da loro.

Sono curiosa di conoscere la psicologia maschile, che permette agli uomini di essere cavallereschi, di non aver paura di abbassare la guardia.

Spero di avere presto una mostra. Presenterò il bianco e nero, l’emotivo e il sensuale, i nudi e i semi-nudi. Il corpo maschile è ancora così tabù da guardare. Voglio mostrare alla gente quello che vedo in un bell’uomo, dal punto di vista di una donna dal sangue caldo. Potrebbe sorprendervi.

L’intervista originale: https://oddamagazine.com/project/pamela-anderson/