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EMMA, annuncia l’uscita di “Best of ME”!


Emma ha spettato il giorno del suo compleanno per fare una sorpresa ai suoi fan e annunciare l’uscita dell’album “Best on ME” con queste parole:


«Best of ME. È un punto di arrivo, ma è anche un nuovo punto di partenza. È il riassunto di ciò che ho realizzato in questi 10 anni e una riflessione su ciò che ancora ci sarà da fare. È la parte migliore di me, che voglio donare a voi, la mia Brown Crew. Quello che mi auguro per i prossimi 10 anni è continuare ad essere libera da giudizi e pregiudizi, continuare ad essere coraggiosa, riuscire sempre a cogliere al volo le occasioni, anche quelle che fanno più paura. Perché nella vita non si finisce mai di imparare. E io voglio continuare a farlo, per tutti quelli che, invece, non possono più. Voglio continuare ad inseguire i miei sogni. Perché sono convinta che con l’arte e la bellezza riusciremo ad essere migliori»

Piero Pelù partecipa a “A Riveder Le Stelle” di ALDO CAZZULLO

Da lunedì 7 giugno parte da Piazza Santa Croce a Firenze il tour di “A Riveder
Le Stelle” di Aldo Cazzullo con le letture “ROCK” della Divina Commedia di
Piero Pelù.


Il progetto è co-promosso dal Comune di Firenze e dall’Opera di Santa Croce
con la collaborazione organizzativa del Teatro Puccini. La regia è di Angelo
Generali mentre la produzione è di Corvino Produzioni – Sito Ufficiale
È la piazza di Santa Croce a Firenze il luogo-simbolo che ospita A riveder le
stelle, il grande racconto dell’Italia di Dante, presentato da Aldo Cazzullo con
la partecipazione straordinaria di Piero Pelù. Una tappa di avvio che il Comune
di Firenze e l’Opera di Santa Croce hanno scelto di sostenere nell’ambito
delle iniziative per l’anno dantesco, partendo da una stretta collaborazione
istituzionale che guarda alla tutela e alla valorizzazione di un luogo unico della
memoria che vive nel presente attraverso l’utilizzo di forme artistiche e linguaggi
contemporanei.
Dante è il poeta che ha inventato l’Italia. Non ci ha dato soltanto una lingua: ci ha
dato soprattutto un’idea di noi stessi e del nostro Paese. “A RIVEDER LE STELLE”,
tratto da “A riveder le stelle, Dante il poeta che inventò l’Italia” di A. Cazzullo
(Mondadori 2020), grande successo editoriale da 250.000 copie vendute, vuole
essere un racconto teatrale sul più grande poeta della storia dell’umanità, Dante, e
sulla sua opera più famosa. Un racconto, quello di Aldo Cazzullo, che avrà proprio
come la Divina Commedia due guide: un narratore – interpretato dallo stesso
Cazzullo – accompagnato dalle letture “ROCK” della Divina Commedia di Piero
Pelù.
«In questi mesi è stato sviluppato uno strettissimo legame tra Amministrazione e
Opera di Santa Croce in nome di una unione di intenti volta alla valorizzazione del
complesso monumentale all’interno della cornice cittadina – dichiara l’assessore
alla cultura del Comune di Firenze Tommaso Sacchi – e questo spettacolo si
inserisce proprio in questo percorso comune che mira alla maggiore visibilità,
conoscenza e fruibilità del bene. Siamo certi che l’evento che debutta proprio a
Santa Croce saprà far rivivere Dante e le sue opere grazie al racconto di Aldo
Cazzullo e alla musicalità di Piero Pelù. Da Firenze il tour proseguirà svelando un
pezzo dell’opera e della vita del nostro concittadino più illustre in tutta Italia e
aggiungendo un nuovo tassello alle celebrazioni per il 700esimo anno dalla morte».
In Santa Croce tutto parla di Dante: la statua del poeta sul sagrato, il memoriale
dentro la basilica, le innumerevoli opere d’arte che ci riportano alla Firenze del
tempo dell’Alighieri. «Dante è un maestro di vita per l’uomo contemporaneo e Santa
Croce è un luogo speciale in cui la memoria viene conservata con cura per parlare
al presente – sottolinea la presidente dell’Opera di Santa Croce, Irene Sanesi – ci
riconosciamo nel progetto di Aldo Cazzullo proprio perché salda l’arte, la poesia e
la storia con la contemporaneità, per incontrare, nel nome di Dante, le donne e gli uomini del Terzo Millennio. Questa iniziativa vuol essere anche un segnale positivo
per Firenze, è una testimonianza del patto di prossimità che vede impegnata Santa
Croce con l’intera città in un comune progetto per la ripartenza».

Aldo Cazzullo ha ricostruito parola per parola il viaggio di Dante nell’Inferno e ne ha
scelto – in questo che è anche un percorso tra le innumerevoli bellezze d’Italia – gli
incontri più noti, con frequenti incursioni nella storia e nell’attualità. Dante è, infatti,
severo con i compatrioti: denuncia i politici corrotti, i Papi simoniaci, i banchieri ladri, gli usurai e tutti coloro che antepongono l’interesse privato a quello pubblico. Ma,nello s so tempo, esalta la nostra umanità e la nostra capacità di resistere e
rinascere dopo le sventure, le guerre, le epidemie.

Di seguito le date del tour estivo:
07 giugno Firenze – Piazza S. Croce
10 giugno Trento – Teatro Sociale (TRENTO FILM FESTIVAL)
17 giugno Montecchio (VI) – Castello di Romeo
18 giugno Pavia – Castello Visconteo
23 giugno Caorle (VE) – Piazza Vescovado
24 giugno Cervia (RA) – Arena dello Stadio dei Pini (RAVENNA FESTIVAL)
26 giugno Alba (CN) – PalaAlbaCapitale
29 giugno Caprarola (VT) – Palazzo Farnese (CAFFEINA FESTIVAL)
1 luglio Nora Pula (CA) – Teatro Romano (FESTIVAL LA NOTTE DEI POETI)
2 luglio Pratovecchio (AR) – Piazza Landino
3 luglio Urbisaglia (MC) – Anfiteatro Romano
4 luglio Pesaro – Anfiteatro del parco Miralfiore

Biografie

ALDO CAZZULLO
Entra a La Stampa come praticante nel 1988.[1] Nel 1998 si trasferisce a Roma. Nel 2003,
dopo quindici anni a La Stampa, passa al Corriere della Sera dove è inviato speciale ed
editorialista. Ha raccontato i principali avvenimenti italiani e internazionali degli ultimi 25 anni,
in particolare le elezioni di Chirac, Erdogan, Bush, Abu Mazen, Netanyahu, Sarkozy, Obama,
Cameron, Hollande, Trump, Macron, Sanchez, Johnson, oltre ai referendum sull’Europa, da
quello francese su Maastricht (1992) alla Brexit. Ha seguito cinque edizioni dei Giochi
Olimpici (Atene 2004, Torino 2006, Pechino 2008, Londra 2012, Rio 2016) e cinque Mondiali
di calcio, compresa la vittoria degli Azzurri in Germania nel 2006. Ha intervistato Bill Gates,
Steven Spielberg, Keith Richards, Jacques Le Goff, Don De Lillo, Mario Vargas Llosa, Daniel
Day Lewis, Gérad Depardieu, Nigel Farage, Marine Le Pen e Rafael Nadal oltre ai
protagonisti della vita pubblica italiana. Ha dedicato oltre venti libri alla storia e all’identità
italiana, sia in chiave critica – come Outlet Italia (2007), L’Italia de noantri (2009) – sia in
difesa della storia e delle potenzialità del nostro Paese. Viva l’Italia! (2010), Basta piangere!
(2013), Possa il mio sangue servire (2015), Metti via quel cellulare (2017), scritto con i figli,
hanno tutti superato le centomila copie; La guerra dei nostri nonni le duecentomila. Dal 10
gennaio 2017 è titolare della rubrica delle lettere del Corriere della Sera, succedendo a
Sergio Romano[3]. Il 19 settembre 2018 esce Giuro che non avrò più fame. L’Italia della
Ricostruzione, edito da Mondadori. Nel 2020 pubblica “A riveder le stelle. Dante, il poeta che
inventò l’Italia”, un grande successo editoriale destinato a diventare uno spettacolo teatrale
portato in scena con il cantante Piero Pelù a partire da giugno 2021.

PIERO PELÙ
Compositore, autore, produttore, perfomer rock e attore, co-fondatore dei mitici Litfiba, ha
pubblicato 20 album in studio e 7 album live vendendo oltre 7 milioni di copie. Ha collaborato
in studio e on stage con artisti come Teresa De Sio, Gianna Nannini, Pavarotti, Mina,
Ligabue, Jovanotti, Anggun, la PFM, Bennato, gli Afterhours, Andrea Appino (Zen Circus),
Greta Thunberg ed Erri de Luca.
Ha studiato Scienze politiche, musica, teatro, mimo e cinema. Ha pubblicato due
autobiografie Perfetto Difettoso (Mondadori 2000) e Identikit di un ribelle (Rizzoli 2014) e il
romanzo “ Spacca L’infinito” ( Giunti, 2021).

ANGELO GENERALI
Nato a Bologna nel 1964, si diploma in scenografia all’Accademia di Belle Arti. È
cofondatore, nel 1977, della compagnia “Rosaspina. Un teatro”, per la quale cura la regia
degli spettacoli e l’allestimento. Con Corvino Produzioni ha realizzato numerose regie, tra
le quali Io non taccio di Stefano Massini con Don Andrea Gallo, Caravaggio di Vittorio Sgarbi,
L’economia spiegata con i Beatles e Trump Blues di Federico Rampini, da più di 10 anni cura
la messa in scena e le videoinstallazioni dei lavori teatrali di Corrado Augias, spettacoli
rappresentati nei principali teatri e festival italiani e in importanti istituzioni europee.

Tantovale….L’intervista

Intervista alla cantautrice TANTOVALE, che ha presentato da poco il suo nuovo singolo “Paranoie”. Il brano parla di due persone e di un amore non corrisposto che porta diverso dolore ad entrambi i protagonisti del brano, infatti nessuno dei due riesce ad esprimersi propriamente e di conseguenza si crea un muro di silenzio e paranoie che li logora piano piano.

Valentina, vero nome dell’artista, canta da quando è piccola ma ha iniziato seriamente ad appassionarsi all’età di 8 anni, quando suo papà l’ha iscritta ad un concorso di canto. Cresce ascoltando i vari CD che trovava in casa, ma gli artisti che ascoltava in particolare erano Emma, i Modà e Biagio Antonacci. La vera svolta arriva quando a 9 anni riceve un iPod, che portava ovunque cantando in giro per casa. A dodici anni ha iniziato a prendere lezioni di canto e da lì non ha più smesso.

Ha partecipato a diversi altri concorsi di canto che l’hanno portata a ottimi risultati e l’hanno sempre spinta a continuare a seguire questa sua passione. All’incirca 3 anni fa, ha iniziato un percorso di scrittura di brani che piano piano l’hanno portata a trovare un suo stile.

Ma è proprio Tantovale a raccontarci si sé:

Eccoci qui, dopo aver assaporato il tuo brano “Paranoie”. I fan si chiedono: “Ma qual’è il vero nome di Tantovale?”

Il mio vero nome è Valentina Inganni, un nome una garanzia!

Com’è nato “Paranoie”?

La canzone è nata durante il primo lockdown, dove i contatti tra persone erano molto difficili e dunque uno dei pochi conforti che avevo era proprio la musica. Ho comprato un microfono quasi per gioco e per esercitarmi ho provato a scrivere una canzone e nel giro di un pomeriggio è nata “Paranoie”.

E’ un brano autobiografico?

Lo è in parte. Sono una ragazza piuttosto paranoica e che difficilmente riesce a vedere oltre i piccoli problemi. Ho voluto descrivere cosa prova un “overthinker”, cioè colui che si riempie la testa di pensieri più variati e che si ritrova con migliaia di idee ed un casino in testa.

Cos’è per te l’amore?

Non sono riusciti a descriverlo nemmeno i più grandi poeti quindi non credo che una ragazza di 20 anni possa farlo. L’amore è troppo complesso da spiegare ed è molto più facile provarlo piuttosto che raccontarlo.

Il brano è un bel pezzo. Stai pensando anche a un eventuale partecipazione a Sanremo giovani?

Senza dubbi sarebbe un bel proposito salire su un palco del genere.

Cosa ti piace della musica?

Mi piace come riempie i silenzi delle giornate, e come mi aiuta a superare giorno dopo giorno le difficoltà ma adoro anche la sensazione che mi da in un momento di gioia.

Cosa pensi della canzone italiana oggi?

Negli ultimi anni stanno aumentando i giovani artisti che portano molta freschezza alla scena musicale italiano, il che può solo essere vista come una cosa positiva.

Chi sono i tuoi cantanti preferiti?

Sono molto legata alla musica indie pop italiana, anche se in realtà ascolto musica di vario genere, perciò definire i miei cantanti preferiti mi è difficile.

Ti piacerebbe duettare con qualche cantante in particolare?

Mi piacerebbe poter collaborare con alcuni artisti definibili come “Indie pop”, come i Pinguini Tattici Nucleari, Gazzelle oppure Frah Quintale.

Il tuo sogno?

Poter vivere di musica è troppo banale? Mi piacerebbe davvero portare avanti il mio sogno di “fare la cantante” perché sin da quando ero piccola avevo questo progetto e so che se ci riuscissi, renderei molto fiera quella bimba che cantava con le cuffiette a tutto volume, nella sua stanzetta.

Il singolo “Paranoie” di Tantovale?…Un dolce colpo al cuore!

Tantovale si ripresenta con il singolo “Paranoie”, un brano che attira subito l’attenzione dell’ascoltatore, il quale intravede già una melodia d’amore.

La grandezza di questo brano lo fanno le parole o “parolone” chiare, che suonano benissimo in questa melodia e sono molto più graffianti dei “parolacce” di molti cantanti o trapper odierni: meglio un “Cazzo” onesto piuttosto di un “Cazzo” forzato e commerciale. NO:…qui si parla di una cantante che si esprime come nella realtà di tutti i giorni, senza forzature, anzi, lasciando uscire la tristezza che l’amore può procurare con i suoi silenzi.

Il video va mano nella mano con il brano, con la sua semplicità, che, ripeto, graffia di brutto con la sua dolcezza nel raccontare la sua tristezza. Tantovale si muove in modo dolcemente semplice e vederla cosi non può che ricordarci i nostri “Amori”

Il suono iniziale della chitarra è bello e con l’inizio della canzone è una scossa istantanea ed il tutto è una bella canzone…Un dolce colpo al cuore.

Il cantante Meazza torna con il singolo “Le parti peggiori”

“Le parti peggiori”, il nuovo singolo del cantante Meazza In radio, su tutte le piattaforme digitali e su YouTube con il videoclip, “Le parti peggiori” è il nuovo singolo di Meazza, prodotto da Ioska Versari per l’etichetta FLEBO e distribuito da Artist First.

Con questo nuovo brano il cantautore milanese – al terzo singolo dopo i precedenti “STRxxxO” e “Mari Stregati”, brano vincitore del Festival di Sannolo 2020 – inquadra il progetto in un’ atmosfera elettro-pop con un testo che tocca, questa volta, il lato oscuro delle relazioni amorose.

“Le Parti Peggiori parla di relazioni travolgenti.”– afferma Meazza – “Di quei rapporti in cui il dolore è grande tanto quanto il sentimento. Quando dico “abbiamo dato il meglio per fare del peggio” intendo raccontare quelle storie in cui ci mettiamo d’impegno per ferire l’altro in un gioco di potere che finisce per far male anche a noi stessi.

È un tema su cui vale la pena riflettere ma che, con il mio produttore abbiamo poi voluto vestire con un sound più leggero: ci piaceva l’idea di mettere in contrasto l’atmosfera elettro-pop con una tematica scomoda, volendo accogliere con il suono ma scuotere con le parole. Nel video queste dinamiche sono rappresentate dagli oggetti e i liquidi che mi travolgono in un crescendo che simboleggia l’escalation di certe discussioni. Alla fine però, anche lo sporco più sporco, se l’amore c’è, può essere lavato via”

GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=eOr0lOC_iO8&feature=youtu.be

Primo forte inedito per la cantante Michela Sarteschi

E’ fuori dal 28 febbraio scorso il brano “Chi sono”, primo inedito della cantautrice Michela Sarteschi. Un brano forte, rafforzato dal video che l’accompagna. Si capisce subito che il brano lascerà il segno nell’anima dell’ascoltatore, grazie al malinconico suono del pianoforte. Un viaggio introspettivo che cattura l’ascoltatore stesso, perchè il pensiero dell’artista e del pubblico si prendono per mano e vivono questa battaglia raccontata assieme.

Michela Sarteschi, allieva di Canto storica della Scuola di Musica PlayTheVoice di Massa, fondata da Elena Cirillo, ha iniziato da poco a comporre inediti. “Chi Sono” é il suo primo inedito prodotto e distribuito dall’Etichetta/Studio di registrazione PlayTheSound Recording, situata all’interno della sede della PlayTheVoice.

Oggi incontriamo Michela per un’interessante intervista.

Michela la canzone è bella forte ed il video che l’accompagna alza ancora di più la sua forza. Come mai hai inserito il ballo nel video?

La scelta di inserire il ballo nel video è stata presa insieme a Matteo Caribotti (colui che

ha scritto e diretto il videoclip) volevamo trovare una persona che potesse raffigurare il

lato che sto tanto cercando e quale modo migliore se non farlo rappresentare da chi ama

la propria arte, il proprio lato artistico come me.

“Chi sono” è il tuo primo inedito. Quello che racconta sei tu?

Si, “Chi sono” è il mio primo inedito e quella raccontata sono io.

Come mai questa lotta interiore? E’ stata la vita a farti soffrire o ci sono altri

motivi?

Diciamo che la vita non mi ha riservato un bel panorama ed è stata messa alla dura prova

portandomi ad avere attualmente 25 anni, ma a ragionare e comportarmi come un vero e

proprio adulto. Non che questa cosa sia brutta anzi, ma l’ho sofferta parecchio perchè ho

sempre desiderato vivere la mia età, ma per varie circostanze questa cosa mi è concessa

fino ad un certo punto. Vivo questa lotta tutti i giorni ma con la consapevolezza che prima

o poi riuscirò a trovare un mio equilibrio.

Cosa è la musica per te?

La musica per me è vita, è lo strumento che mi accompagna quotidianamente. È la mia

Ancora di salvataggio che sa sempre cosa dire nei momenti più disparati.

Ricordi i primi giorni a studiare musica e il tuo primo esordio in pubblico?

Me lo ricordo molto bene! Il primo giorno che mi approcciai alla musica è stato

veramente magico. Tutto era partito come un gioco, dentro quella stanza mi sono chiesta

“cosa ci faccio io qua dentro?” presi il microfono in mano e sentii come una sorta di

colpo di fulmine.

Il primo giorno che iniziai a studiare pianoforte uguale, solo con un rapporto di amore e

odio.

E il mio primo esordio in pubblico… panico tanto panico dovuta alla mia eccessiva

timidezza e al mio non sentirmi in grado di cantare davanti ad altre persone…che tutt’ora

non mi abbandona del tutto.

Cosa pensi della musica italiana oggi, fra musica leggera, rock, rap, trap? C’è

caos, troppa commerciale?

Secondo me si.. diciamo che io sono più propensa a chi si mette veramente in gioco con

la musica, a chi usa il suo tempo nello studiare, nel migliorare… cosa che secondo me ad

oggi si è un po persa.

Per Michela “Love is…”?

L’amore per me è libertà. Libertà di sentirsi se stessi senza giudizi e pregiudizi.

Fatti una domanda…datti una risposta!

Michela sei fiera ed orgogliosa del percorso che stai facendo? ASSOLUTAMENTE SI.​

Ti ringrazio Michela per questa intervista. Un saluto da tutti i tuoi fan.

Grazie. Un saluto a tutti voi.

GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=miliwbG0Ii4

Biografia : Sono nata il 19 Febbraio 1996. Fin da piccola sono sempre stata appassionata di musica, ero la classica bambina che al minimo accenno di qualsiasi musica iniziava a saltare, ballare e cantare in giro per casa! Un po’ per gioco mi sono avvicinata alla musica nel 2013 andando ad ascoltare una mia amica ed è stato subito amore a prima vista. Da li mi sono avvicinata allo studio del Canto, del pianoforte e adesso in questo periodo molto particolare allo studio della chitarra. Sono sempre stata una persona molto determinata , e la voglia di mettermi in gioco non l’ho mai perduta fino a quando ho voluto provare a scrivere un pezzo tutto mio. È uscito il 28 febbraio 2021 ed stato il mio primo traguardo, sono riuscita a realizzare un mio piccolo sogno nel cassetto e devo ringraziare tutte quelle persone che mi hanno sostenuta e mi hanno permesso di realizzarlo.

“CELLOPHANE” IL NUOVO SINGOLO DI MANUEL FINOTTI feat. ZODA

Disponibile in rotazione radiofonica “CELLOPHANE” (Universal Music Italia/Virgin/Avarello Music srl), il nuovo brano di MANUEL FINOTTI già disponibile su tutte le piattaforme di streaming che vede il featuring di ZODA.
“CELLOPHANE” feat. ZODA, nuovo brano di MANUEL FINOTTI, nasce dalle diverse visioni dell’artista stesso e Zoda riguardo l’amore e i suoi effetti collaterali. Il singolo si rivolge alle persone che hanno paura di buttarsi in una storia e non trovano il coraggio di rischiare, lasciando le proprie emozioni come incartate nel cellophane. La base strumentale con cassa dritta accompagnata da un’anima soul veste le barre tipicamente dark/trap di Zoda e le melodie più aperte del cantautore Manuel Finotti.
Ascolta “Cellophane” (feat. Zoda) su Spotify

ASCOLTA IL BRANO: https://open.spotify.com/track/5jLkdzf98Dle6K4ns8F3NM?si=AL9GskERR_aYhZpdzFUK6w&nd=1


Biografia
Manuel Finotti nasce il 21 marzo del 1995 a Roma; è un polistrumentista , cantautore e autore. Nonostante la giovane età i suoi testi hanno una poetica d’altri tempi, in cui ci si può ritrovare per la sincerità, punto di forza dell’artista romano. Tra le attività live ha all’attivo diversi concerti e manifestazioni in tutta Italia, dall’Auditorium Parco della Musica di Roma al Premio Lunezia, rassegna d’autore. Tra gli ultimi lavori nel 2019 ha collaborato con diversi artisti di fama nazionale, tra cui Giordana Angi, un sodalizio artistico che li vede scrivere insieme diversi brani pubblicati nell’album d’esordio “Casa” che ha conquistato due dischi d’oro e nella partecipazione al Festival di Sanremo 2020 con il brano “Come mia madre”.
Il nuovo brano di Manuel Finotti “Cellophane” (feat. Zoda) è disponibile in digitale dal 7 gennaio e in radio dal 19 febbraio 2021.

“MAL D’AMORE”, il nuovo singolo di CLAUDIO BAGLIONI

In radio “MAL D’AMORE”, il nuovo singolo di CLAUDIO BAGLIONI, dopo “GLI ANNI PIÙ BELLI”, “IO NON SONO LÌ” e “UOMO DI VARIE ETÀ”, estratto da “IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA” (Sony Music), l’album di inediti (14 brani) pubblicato il 4 dicembre.

«”Mal d’amore” è una canzone che avrei potuto scrivere in un’altra epoca, con la stessa moderna classicità di un’aria operistica e le sonorità sode di una rock ballad; ma non sarebbe mai venuta così. Tra incerta rassegnazione e dolente consapevolezza – commenta CLAUDIO BAGLIONI in merito a “Mal d’amore” – “Se nessuno me lo chiede, lo so – scriveva Sant’Agostino, a proposito di cosa fosse il tempo – se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”. Credo che lo stesso si possa dire dell’amore. Il tempo e l’amore sono i protagonisti di tutto l’album e di questa ballata in cui gli amanti s’interrogano sul significato di Mal d’amore. Senza poter rispondere né riuscire mai a guarirne. Lasciarsi cadere ammalati senza morirne definitivamente.

Il fatto è che l’amore ha un tempo tutto suo: vive in noi ancora prima di diventare “presente”, continua a vivere anche se non diventa mai “futuro” e, soprattutto, non smette di vivere nemmeno quando è “passato”. Un tempo che stravolge il nostro tempo e ci tiene lì a chiederci se l’amore sia più miele o sale, se un bene può far male e un male fare bene, se conviene e vale. Ma, soprattutto, se è irreale o c’è e se per tutti è uguale».

“IN QUESTA STORIA CHE È LA MIA”, sedicesimo album realizzato in studio della cinquantennale carriera di CLAUDIO BAGLIONI, uscito dopo sette anni da “ConVoi”, ha superato le 50.000 copie vendute (attraverso i canali tradizionali e quelle in edicola) e totalizzato oltre due milioni e mezzo di streaming.

«“In questa storia che è la mia” è un invito – dichiara CLAUDIO BAGLIONI – Una spinta a rileggere le nostre storie. Le vicende di ciascuno di noi, delle pagine di musica e parole, che abbiamo scritto e vissuto insieme, e di questo tempo che – sebbene non si leggano – porta anche le nostre firme».

14 brani, 1 apertura, 4 interludi piano e voce, 1 finale: un “concept” che disegna la parabola dell’amore, sia personale che universale, riflettendo sul modo nel quale questa forza straordinaria che tutti viviamo senza conoscerla mai veramente, travolga le nostre esistenze, rendendole esperienze uniche e sempre degne di essere vissute. Una vita in quattordici storie che le passano attraverso.

Giovanni Vernia protagonista del prima Festival a Sanremo 2021

“VENGO DOPO IL TIGGÌ E VI

RACCONTO UN FESTIVAL MEMORABILE”

 VERNIA CONDURRÀ IL PROGRAMMA

DEDICATO AI RETROSCENA DELLA KERMESSE,

IN ONDA SU RAI1 DAL 27 FEBBRAIO AL 6 MARZO

A chi, se non ad un mattatore pop come Giovanni Vernia, il racconto dei retroscena più esilaranti e curiosi della 71° edizione di Sanremo?

Dal 27 febbraio al 6 marzo 2021, lo showman sarà al timone del PrimaFestival in onda su Rai1, per condurre le otto puntate dell’anteprima dedicata alla kermesse canora, insieme alle due compagne di viaggio Giovanna Civitillo e Valeria Graci.

Con l’inconfondibile stile della sua comicità caratterizzata da un’ironia mai scontata, Vernia interpreterà gli umori del Festival della canzone italiana, alla scoperta dei suoi protagonisti: “Sono sincero, quando mi hanno cercato dalla Rai e mi hanno detto ‘Ti vogliamo presto nella città dei fiori’, con tutte le restrizioni che c’erano per Sanremo, ho pensato ad Amsterdam. Invece è proprio Sanremo; un grande onore e una sorpresa per me. Evidentemente a causa delle limitazioni negli spostamenti fra le regioni, hanno preferito prendere un artista della Liguria”.

Un vero talento della comicità, Giovanni Vernia è amato dal pubblico televisivo, radiofonico e del web. È un artista poliedrico in grado di dare sempre conferma delle sue doti espressive e di muoversi con naturalezza dalla tv al cinema, dal teatro – come attore e autore dei suoi spettacoli, tra cui l’ultimo “Vernia o non Vernia” alla radio (conduce quotidianamente il suo show radiofonico).

E’ l’unico artista italiano ad avere un intero spettacolo comico in lingua inglese “How to become italian” in cui insegna, in chiave ironica, vizi e virtù degli italiani agli stranieri. Lo spettacolo avrebbe debuttato a New York a maggio del 2020.

Protagonista di un vero exploit in televisione con Jonny Groove negli anni di “Zelig”, Vernia si è rinnovato continuamente e ha riscosso un grande successo anche sul web,  dove vanta milioni di follower. Proprio per la capacità di raccontarsi, di comunicare sempre in maniera autentica ma surreale al tempo stesso, Vernia ha lanciato divertenti e innovativi progetti virali, tra cui il recente #Ancheioshowacasa, social show nato durante il primo lockdown: un format home-made dalle caratteristiche di un vero show televisivo che ha ottenuto grande popolarità tradotta in milioni di views e attenzione da parte della stampa.

Da citare anche le pubblicazioni periodiche di video su Facebook ed Instagram “Un giorno capirai”; la rubrica da milioni di click in cui l’attore spiega a suo figlio i paradossali fatti di attualità del nostro Paese, facendo una satira originale di costume e/o politica; e la più recente “News Cantata”, una rubrica dal pubblico e dagli addetti ai lavori, molto in cui l’artista riesce con abilità a tradurre, sulle notte di canzoni famose, i fatti di attualità più controversi, che per magia diventano divertenti.

Da ingegnere per una multinazionale a comico di professione, ma anche cantante, ballerino, conduttore televisivo e speaker radiofonico: Giovanni nel corso della sua carriera non si è fatto sfuggire nulla!

La sua “prima volta” a Sanremo risale al 2010, come super ospite dell’edizione condotta da Antonella Clerici; nel 2019 è tra i giudici dell’Academy di Sanremo Young, esperienza che commenta con queste parole: “ragazzi così giovani che hanno il coraggio di esibirsi non si possono giudicare ma solo lodare”.

In Radio “Sospesi”, il primo singolo in italiano di SISTA

Lo stile musicale e la vocalità di Sista, frutto di 25 anni di esperienza sul palco e di collaborazioni che spaziano dal teatro alla televisione, si collocano nel quadro della canzone d’autore italiana e incontrano la capacità di attualizzare in musica la realtà che stiamo vivendo. Ne scaturisce così una nitida fotografia del nostro tempo per il tramite di una canzone che riesce ad immortalare i nostri giorni, le nostre sfide e contraddizioni.

“Sospesi” è il nuovo singolo di Sista, nome d’arte della cantautrice Silvia Gollini. Dal 29 Gennaio in radio, è il suo primo brano in italiano scritto durante il lockdown nel marzo 2020 e vede oggi la luce nella sua versione definitiva prodotta da Marco Gollini, registrata, missata e masterizzata negli studi di Mad Records.

GUARDA IL VIDEO: https://www.youtube.com/watch?v=3RAXY51wTMo&feature=youtu.be&ab_channel=SISTA


Non una canzone che vuole mettere in luce le difficoltà derivanti dalla pandemia, ma un brano che racconta con intensità ed eleganza il momento vissuto, attraverso un flusso di pensieri che scaturisce nell’istante stesso in cui ci si ferma a riflettere su ciò che c’è da cambiare. Rallentare diventa la cosa più semplice da pensare ma la più difficile da farsi.


Il brano è accompagnato dal videoclip per la regia di Marco Gollini che vede protagonista la stessa Sista imprigionata da corde che la trattengono, così come tentano di fare quei pensieri stanchi dai quali alla fine riuscirà a liberarsi accennando un sorriso. É la vita che rinasce una volta liberi dai nostri lacci interiori.