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“ARIA DI CODOGNO”,l’opera di Claudio Raccagni riceve il riconoscimento “Luxembourg Art Prize 2020”

Nata inconsciamente, poco prima che si proclamasse la pandemia del Covid-19, l’opera artistica “ARIA DI CODOGNO”, del Redattore-Poeta bresciano Claudio Raccagni, rappresenta a tutti gli effetti forse l’unica opera, nata in primis, legata alla pandemia stessa.

L’artista fa nascere l’opera, rappresentata da una bottiglia di vetro con la dicitura “ARIA DI CODOGNO”, per fissare nel tempo la data storica del 02/02/2020, cercando di illustrare il pensiero emotivo di quella data, l'”Aria” che si respirava in quel momento.

Erano i giorni della forte malattia del Covid-19, detto Coronavirus, che in quegli istanti stava colpendo città lombarde, come Nembro, Codogno, Alzano Lombardo, ma ancora non era chiara la sua potenza, pur avendo toccato di netto la paura della popolazione.

Pochi giorni dopo la famosa data del 02/02/2020 venne proclamata la pandemia.

L’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che “Il focolaio internazionale di infezione da nuovo Coronavirus Sars-CoV-2 può essere considerato una pandemia, ma che, nonostante questa definizione, può essere ancora controllata”.

L’opera del Raccagni resta forse l’opera più vicina al rappresentare l’attacco del Virus nel nostro paese.

Redattore da anni per alcuni Magazine online, Raccagni racconta cosi il senso della sua “creatura”:

“L’opera è nata per rappresentare la data del 02/02/2020. Vivendo nella zona Brescia-Bergamo si era sentito il brutto momento che stava attraversando la città di Codogno e per rappresentare il momento del 02/02/2020 ho scelto di immortalare l’aria del momento. Non era ancora scoppiato il terrore della pandemia. L’opera è nata cosi involontariamente come simbolo del Coronavirus, ma ne rappresenta

in tutti gli effetti l’aria vera e propria di quel periodo”.

Presentata al “Luxembourg Art Prize 2020” l’opera ha incontrato l’interesse della commissione della Pinacoteca, che all’inizio di Dicembre 2020 ha inviato al Raccagni il meritato riconoscimento.

La Pinacoteca è un museo privato senza scopo di lucro situato nel Granducato di Lussemburgo. E’ diretta dal suo fondatore Hervé Lancelin, uno dei collezionisti d’arte più influenti d’Europa.

In diretta streaming lo spettacolo “Turandò Zona Rossa” dei MUSICA NUDA

DOMENICA 6 DICEMBRE ALLE ORE 21:00 IN DIRETTA STREAMING LO SPETTACOLO “TURANDÒ ZONA ROSSA” PER LA RASSEGNA DI EVENTI ONLINE “NEL SALOTTO CON”.

Nelle Favole e nel Presente le Principesse si sposano sempre. Turandot, da un favolistico regno cinese, rappresenta un’eccezione: non vuole essere la moglie di nessuno. Costretta dal padre Imperatore, decide di accettare come consorte solo colui che riuscirà a risolvere tre difficili indovinelli. Per chi fallisce c’è la decapitazione. Questa storia comincia con una testa che rotola. L’ennesima. Al fine di raccontare questa favola in chiave musicale, due sovrani del panorama artistico, Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, moltiplicano i loro talenti per alimentare il vero soggetto di questo racconto: l’enigma.

Dopo aver dovuto rinunciare ad ospitare la “Turandò” scritta e diretta da Marta Dalla Via per il duo MUSICA NUDA – composto da Petra Magoni e Ferruccio Spinetti – lo scorso 29 febbraio, lo staff del Teatro Superga di Nichelino ha deciso di invitare la compagnia in teatro per una ripresa professionale dello spettacolo, ribattezzato per l’occasione con il nome “Turandò Zona Rossa”. L’esibizione sarà trasmessa in diretta streaming il prossimo 6 dicembre a partire dalle ore 21:00.

L’esibizione sarà trasmessa in diretta al seguente link: https://nelsalottocon.it/
Info e biglietti disponibili qui: https://bit.ly/3maGRu8

Biografia

Un incontro fortuito voluto dal destino quello tra Petra Magoni (voce) e Ferruccio Spinetti (contrabbasso), duo che risponde al nome di MUSICA NUDA. Cantante solista con all’attivo già quattro album, nel gennaio 2003 Petra Magoni aveva in programma un minitour in alcuni piccoli club della “sua” Toscana con un amico chitarrista.

Proprio il giorno del loro primo concerto, quest’ultimo si ammala. Petra, invece di annullare la data, chiede a Ferruccio, già contrabbassista degli Avion Travel, di sostituirlo all’ultimo minuto. Il concerto ottiene un tale successo che i due protagonisti di questo “Voice’n’bass” combo, nel giro di qualche settimana, mettono insieme un intero repertorio composto dalle canzoni che più amano e di slancio registrano in una sola giornata il loro primo album “Musica Nuda”, titolo che darà poi il nome anche al loro duo. In sedici anni di intensa attività concertistica in tutto il mondo, Musica Nuda ha collezionato riconoscimenti prestigiosi vantando nel proprio palmarès la “Targa Tenco 2006” nella categoria interpreti, il premio per “Miglior Tour” al Mei di Faenza 2006 e “Les quatre clés de Télérama” in Francia nel 2007. Nel corso degli anni, Ferruccio e Petra hanno portato il loro progetto in giro per il mondo, riuscendo a raggiungere anche spazi prestigiosi tra cui l’Olympia di Parigi, l’Hermitage di San Pietroburgo.

Inoltre, sono stati ospiti del Tanz Wuppertal Festival di Pina Bausch e, sempre in Germania, hanno aperto i concerti di Al Jarreau. Nel marzo 2014 sono stati gli unici ospiti musicali della “Giornata Mondiale del Teatro” che si è celebrata all’interno del Senato della Repubblica, alla presenza del Presidente Pietro Grasso. Nel 2015 e 2016, il “Little Wonder Tour” ha ottenuto successi in tutto il mondo, partendo dall’Europa, passando dagli Stati Uniti al Perù, fino ad arrivare in Giappone. Nel 2017 esce “Leggera”, disco di brani inediti a cui seguirà un lungo Tour internazionale. Nel 2018 si esibiscono alla Camera dei deputati in occasione delle celebrazioni per il centenario dell’Aula di Montecitorio. In quasi 18 anni di attività, Petra e Ferruccio hanno realizzato più di 1400 concerti, prodotto otto dischi in studio, tre dischi live e un dvd.

La melodia di Federico Mecozzi torna con “KINETIC”

In anteprima su Vogue il videoclip ufficiale di “KINETIC” (regia di Daniele Quadrelli), brano estratto dall’ultimo progetto discografico full lenght di FEDERICO MECOZZI, violinista e polistrumentista da dieci anni al fianco di Ludovico Einaudi.

“Kinetic” vuole descrivere il generarsi e il diffondersi della pura energia fisica che nasce dal suono e si trasferisce nel nostro corpo, attraversandolo con una potenza incalcolabile, superiore alla nostra comprensione. E’ l’energia della musica…”

Quella raccontata nel videoclip ufficiale di “KINETIC” è una delle piccole, preziose storie racchiuse da FEDERICO MECOZZI nel suo ultimo album “Awakening” (prodotto da Cristian Bonato), un vero e proprio viaggio sonoro che racchiude e sintetizza le esperienze, i gusti e le contaminazioni sperimentate dall’autore in diversi anni di attività musicale, collaborazioni e viaggi. Un risveglio anche molto personale: con questo lavoro Federico  Mecozzi  vuole esprimere la totalità più intima della sua personalità artistica, attraverso un linguaggio che intreccia sonorità pop, etniche, classiche ed elettroniche.
  
«”Awakening”  – sottolinea l’artista –  è un risveglio in luoghi e tempi diversi, lontani ma vicini. È anche un po’ la mia soggettiva concezione di musica, priva di confini, categorie, etichette. Ogni brano rappresenta per me un momento o un luogo, o più momenti o più luoghi: sono storie, esattamente come le canzoni, che vorrebbero invitare chi ascolta a viaggiare, con la mente ma anche col corpo, attraverso ritmi ora ampi ora incalzanti». 

A causa dell’emergenza COVID-19, l’Awakening Tour di Mecozzi programmato per l’anno corrente è stato annullato. Ma il desiderio di vicinanza emotiva con gli ascoltatori e di condivisione del proprio universo musicale ha spinto Federico Mecozzi a ideare un format di esibizioni online dal titolo “EXPLORATIONS”, un vero e proprio tour virtuale che andrà in onda sulle pagine social dell’artista a cadenza settimanale. Il primo appuntamento live è previsto per il prossimo 9 dicembre.

L’album “Awakening” è disponibile su Spotify al seguente link: https://spoti.fi/3pWV0NJ

Biografia

Federico  Mecozzi  nasce a Rimini nel 1992. La predisposizione e l’approccio con la musica sono precoci: all’età di sei anni inizia a suonare la chitarra, di cui si serve fin da subito per scrivere canzoni. Partecipa giovanissimo ad alcuni prestigiosi concorsi cantautoriali, ottenendo notevoli risultati. A 12 anni intraprende il percorso accademico presso l’Istituto Musicale “G. Lettimi” di Rimini, dove studia violino sotto la guida del M° Domenico Colaci e, pochi anni dopo, intraprende gli studi di direzione d’orchestra guidato dal M° Gianluca Gardini; partecipa in seguito a corsi di perfezionamento nell’ambito della direzione sotto la guida del M° Piero  Bellugi. 

Oltre all’intensa attività concertistica, si dedica da anni alla composizione e all’arrangiamento nell’ambito della musica leggera (pop), classica contemporanea e minimalista. Interpreta, inoltre, musica celtica e folklorica (della tradizione bretone, irlandese e scozzese). Polistrumentista, a partire dal 2009 collabora stabilmente con il celebre compositore e pianista Ludovico Einaudi, che affianca tuttora dal vivo in lunghe tournée nei più prestigiosi teatri e arene del mondo oltre che nella realizzazione dei dischi come musicista e  assistente musicale.

In studio di registrazione ha lavorato anche con e per Pacifico, Angelo Branduardi, Blonde  Redhead, Remo  Anzovino, Filippo Graziani, Andrea  Mingardi.  Negli ultimi due anni, ha parallelamente lavorato a  “Awakening”, il  suo primo album da solista (come violinista, compositore, polistrumentista),  disponibile dal  25 gennaio  2019.  Inoltre,  è stato il più giovane direttore d’orchestra del Festival di Sanremo  2019  e uno dei più giovani di tutti i tempi. Ha diretto sul palco dell’Ariston l’orchestra di Sanremo nell’esecuzione del brano “Nonno Hollywood”, del cantautore Enrico Nigiotti, in gara fra i big dopo il successo a X Factor. 

Sognando “Caressing dream”: l’opera di Walter Girotto

Camminavo normalmente, col pensiero confuso, come un giovane infante che non sa dove va. Forse troppi pensieri. Troppi, per essere limpidi. Mi accorsi comunque che l’aria attorno a me era pulita; una cosa mai sentita prima. Mi voltai d’istinto, come se una mano mi si fosse posata sulla spalla a chiamarmi.

Lei era li, una donna stupenda, sdraiata nel lenzuolo chiaro appoggiato sull’erba del campo accanto. Nulla era più semplice e viva di lei. La vita pura.

Semplice, pulita, calda di emozioni. Il frutto proibito che si scioglie nella sua semplicità e diventa frutto libero, non più proibito, ma aperto al farsi vedere, sentire da lontano, sfiorare.

La bellezza era lei, quella donna. Nulla mi aveva mai trasmesso questo vivere interiore. I brividi mi assalirono in modo pulito, senza pensieri sporchi, ma con la piena libertà di vivere quell’immagine all’infinito.

Anche il profumo attorno a me era di libera natura pulita.

Le forme, quelle si, se le osservavo nello specifico. Se le percorrevo piano piano, erano una voglia matta di fare l’amore, di assaporare le meravigliose onde del piacere. Fare l’amore…molto diverso che fare del sesso.

Ma ancora prima sentivo una cosa fantastica, che quasi mi faceva piangere di gioia…….il bacio di un’Opera Prima.

L’unica cosa che mi fece male, allora come oggi, fu quella di allontanarmi da lei. Io piccolo uomo mortale, lei:”Meraviglia infinita”.

“Caressing Dream” – Opera di Walter Girotto

Il “Dolore” di Paola Lusuardi – Recensione

Basta solo un’occhiata per capire cosa si proverà ad osservare questo dipinto.
Sembra un gioco di parole, ma invece è la pura realtà. In questo lavoro Paola Lusuardi riporta il dolore che un uomo può portarsi dentro all’infinito, se non aiutato a superarlo. La sofferenza di un bambino, visto da un uomo adulto, o la sofferenza di un uomo, che rivede il suo passato sofferto da bambino, ma anche la sofferenza dell’adolescenza mondiale, dimenticata dall’uomo.

Sono molti gli aspetti che può prendere per mano quest’opera, sicuramente è molto forte e merita di essere sofferta.
Una piccola immagine riflessa, resa gigante dall’occhio che non può non vedere…..assorbire….ricordare tutto.
Un dipinto potente, che racchiude in sé tutto ciò che fa male e una richiesta d’aiuto.

Padre, madre, figlio, figlia, uomo, donna….un unico sguardo!

I disegni di Ramy

I disegni di Ramy, come il titolo di un bel film, ma qui parliamo di arte, l’arte dell’artista e redattrice Ramona Allegri.

Conosciuta sul web per il suo blog “Il mondo di Ramy”, l’artista Ramona Allegri non nasconde  il suo lato artistico figurativo, esprimendo la sua arte anche attraverso disegni perfetti, al limite del cartone animato, tanto e’ forte l’emozione che procurano all’istante.

Figure mitologiche, guerriere o seducenti.  L’artista non manca di inserire ogni particolare che rende l’immagine perfettamente viva. L’arciera, con le sue dita tese e pronte a sferrare l’attacco ed il suo sguardo intento a prendere la mira.

Un bianco e nero che non toglie i particolari come la piccola brezza nei capelli, che porta ancor piu’ bellezza alla protagonista del disegno.

Ramona passa poi a giocare con la sensualita’ delle donne procaci dei cartoni manga. Figure disegnate col giusto atteggiamento provocante, seguendo gli schemi perfetti di chi le ha create, inserendo poi pochi colori che accendono l’immagine al punto giusto.

Ramona Allegri

Ramona Allegri si rivela cosi al pubblico sotto un’altro aspetto, da scrittrice, redattrice a disegnatrice perfetta, portando in un caso o nell’atro sempre l’energia e la carica interiore che contraddistingue sempre e solo gli artisti puri.

“La ragazza che inseguiva le stelle” di Arianna Frattini

Un discorso diretto, semplice, come un dialogo tra la scrittrice e il lettore stesso.
Il racconto diventa quindi più snello, concreto; raccontato con semplice trasparenza; comprensibile all’istante, proprio perchè l’autrice ha la capacità di illustrare l’essenziale già dalle prime righe.
Il lettore si trova quindi a vivere la lettura in modo leggero, interessante; spinto a continuare questo lungo dialogo solo ed esclusivamente per soddisfazione personale. Ecco la bravura dell’autrice……parlare al pubblico in modo semplice, come una loro amica; facendo partecipe il pubblico del libro stesso.

“La ragazza che inseguiva le stelle” da il titolo al romanzo di Arianna Frattini, e racchiude in sè tutta la storia di Anna, la protagonista. Inseguire le stelle:…rincorrere i propri sogni; la bellezza naturale; le proprie idee pulite, ma è anche il lato più commerciale del suo significato, cioè l’inseguire le “Stelle” della televisione, i Vip, il bello della vita commerciale, che ha un suo prezzo. Le stelle dello spettacolo, della moda; la bellezza delle sfilate: tutto quel mondo che in un modo o nell’altro può sporcare la vita, se rincorso senza freni e con le amicizie “sbagliate”. Il libro è realtà pura, quotidianamente nascosta, ma che illustra la debolezza della nostra giovane società.

La scrittrice Arianna Frattini
La scrittrice
Arianna Frattini

La protagonista parla in modo semplice, comportandosi seguendo sempre il proprio istinto e volere. Ecco che l’autrice ha il merito di rendere cosi uguale a noi il suo personaggio, che il lettore gode nel vivere la vita della protagonista e continua la lettura per seguirla nel suo percorso. Le si affianca come un amico timoroso per il viaggio verso i suoi sogni.

Viaggio che ha come scopo l’arrivare a “brillare”, ma verrà presto accompagnato dalla realtà sporca, spregiudicata, che tiene per mano molte giovani sognatrici.

Un libro dove il dubbio se il sesso sia sporco o un’attrazione fatale giustificata è sempre in primo piano. Un dubbio non semplice da risolvere e che porta il lettore a cercare continuamente delle risposte, perchè in effetti è facile giudicare, ma se ci pensiamo bene e ci immedesimiamo nella giovane Anna, ci rendiamo conto che se fossimo al suo posto forse faremmo lo stesso: situazioni istantanee, decisioni improvvise, amicizie sporche, solitudine reale, sbando totale e……..impegno reale per raggiungere il proprio traguardo.

Il romanzo infatti non racconta un’invenzione, ma racconta chiaramente la nostra realtà, senza nascondersi in vie di fughe, incontrando cosi la morbosità del pubblico che, nel leggersi, si ritrova quasi co-protagonista del romanzo stesso.

L’autrice sottolinea l’elemento costante e puro che è presente nella vita della protagonista….il ricordo della famiglia. Il suo insegnamento; la relazione semplice o complicata con i propri genitori, che restano la base del proprio carattere, anche se il dubbio dell’abbandono attanaglia sempre la protagonista stessa.
Arianna Frattini scrive in modo scorrevole, intrigante, essenziale; riesce cioè ha catturare il lettore all’istante, il quale si lascia coinvolgere in pieno da questa avventura e cresce insieme alla protagonista; rimane ferito da questo suo faticoso viaggio verso le stelle. Vive la storia di Anna come fosse la storia della propria sorella e ne soffre il finale in prima persona….in modo profondo e personale.

Torna ET grazie a Cosimo Allera

ET, la creatura di Carlo Rambaldi, torna a noi tramite una scultura dell’Artista Cosimo Allera, inaugurata 19/10/2012 accanto al Municipio del comune di Zagarise, in ricordo del Maestro Rambaldi, mito internazionale.

L’emozione più grande, per un genitore, è vedere lo sguardo del proprio figlio sorridegli e ringraziarlo per la Vita che gli si è data e l’emozione di questi giorni è vedere gli sguardi della famiglia Rambaldi abbracciare quello del “nostro” ET, piccolo tesoro internazionale, e vedere in questo….l’abbraccio allo sguardo di Carlo Rambaldi.

La semplicità dell’Amore riunisce in modo forte un’unica famiglia ed il ricordo stesso di tutto un popolo.Impressionante la sottile linea tra realtà e fantasia, che l’opera di Allera riesce a trasmettere.

ET non risulta scultura, ma essere vivente, con la forza interna di portare subito un’emozione forte al pubblico.

Se la scomparsa
di Carlo Rambaldi, avvenuta il 10 Agosto 2012, doveva portare il suo ricordo più forte, gli sguardi abbracciati della moglie di Rambaldi, Bruna, della figlia Daniela, e del loro “piccolo figlio” ET, è stato il regalo più grande che abbiamo potuto vedere.

E tutti assieme, alziamo gli occhi al cielo…….indicando l’infinito.