Tutti gli articoli di Claudio Raccagni

Claudio Raccagni nasce nel 1969 a Palazzolo sull’Oglio, nel bresciano. Scrittore, articolista, opinionista d'arte contemporanea. L’autore inizia giovanissimo a scrivere i suoi diari, inserendo pensieri; poesie; scritti; dedicati al padre. Nel settembre del 2005 stampa 100 copie di “Ho detto…ho pensato” , una raccolta di poesie destinata a poche persone speciali: un libro da collezione. Nel 2005 partecipa al “Concorso internazionale Prader Willi” con la poesia, sul tema dell’Handicap, dal titolo “A occhi chiusi”, aggiudicandosi una menzione d’onore. Negli anni inizia anche a prendere contatto con le Istituzioni Italiane, dal Parlamento ai Presidenti della Repubblica che si avvicendano, iniziando un contatto con cui spesso lo scrittore-cittadino esprime le sue perplessità sull'operato degli stessi. Nel dicembre 2006 la poesia “Baci di neve” viene inserita nell’Agenda Poetica Artistica 2007, omaggio a Giovanni Paolo II, stampata dalla Nicola Calabria editore; poesia partecipante al concorso “Totus tuus”. Nel marzo 2007, con la poesia “Il rantolo del cuore”, riceve una medaglia come merito per lo scritto nel concorso “I giardini dell’Anima”- Roma. Nei mesi di settembre-ottobre 2007 vengono pubblicati due libri: “Io ballo da solo” e “Passo, dopo passo…”, il quale si presenta come il primo vero libro dell'autore, con testi impegnati, anche duri, ed una poesia scritta nell'arco di 12 anni: "Passo, dopo passo..." , che da titolo al libro. Nel mese di Dicembre 2007, si classifica al terzo posto con la poesia “Io sono la morte” al concorso nazionale ed internazionale “Le parole che nascono dall’anima” 2007, Roma. Nel mese di Marzo 2008 viene invitato, e premiato, come ospite alla esposizione di arte contemporanea di pittura e scultura di Mandelieu (Cannes), come unico scrittore. Nello stesso anno partecipa al 1° Premio internazionale "Artiste de Montmartre" con il quadro “Un film minore” aggiudicandosi una premiazione ed un’ottima critica. Nel Gennaio 2009 espone il testo “Lei, la mia onda” al Premio “Il Mare d’Inverno”, aggiudicandosi l’unica premiazione di un testo poetico tra gli altri presenti all’interno dell’esposizione d’arte contemporanea. Cesenatico. Il quadro con il testo “IL DANNO” viene inserito nel catalogo ARTE E COLLEZIONISMO 2009, d’arte contemporanea. Unico scrittore inserito in un catalogo d’arte. Il 2009 vede la nascita del libro denuncia "Io sono Linda", libro che è il conglomerarsi dell'impegno dell'autore contro le violenze fisiche e psicologiche a danno dei minori e delle donne. Torna Linda, con la sua tragica ed emozionante trilogia. Il libro è anche un omaggio alla scrittrice Oriana Fallaci e alle forze dell'ordine. Come dice la prefazione:"L'autore si fa leggere con un libro che non passa nel tempo: le sue poesie...oggi!" Nel Giugno 2009 viene invitato al convegno contro le violenze alle donne, ai minori ed in generale, presso l’Università Roma Tre, Roma. L’apertura del convegno avviene con la presentazione del suo libro “Io sono Linda”; altri testi hanno poi “accompagnato” il convegno stesso. Nel Dicembre 2009 vince il Primo premio ed il Premio speciale al Concorso “Wilde” con il testo “Io sono Linda”, col Patrocinio del Parlamento Europeo. Dal 2009 al 2011 collabora con la ICAA (INTERNATIONAL CRIME ANALYSIS ASSOCIATION) associazione di criminologia riguardo violenze in genere. A Gennaio 2010 riceve il Premio Grandi Firme dell’Arte Contemporanea. Nel Febbraio 2011 ha la sua prima personale di quadri poetici, con il patrocinio del Comune di Zanica (Bg) e nello stesso anno, sempre con il patrocinio del comune di Zanica, alcuni suoi testi vengono scelti per la rappresentazione di una recitazione teatrale. Suoi libri sono stati consegnati agli ex-Presidenti della Repubblica Ciampi e Napolitano e varie personalità artistiche nazionali. Ringraziamento con fotografia autografata sono stati espressi dall'ex Presidente rancese Sarkozy e Premiere Dame. Inizia a scrivere anche sul quotidiano on-line Agorà Magazine, dove il suo modo di scrivere semplice, senza rincorrere il gossip o la notizia bomba, gli permette di scrivere articoli molto seguiti, come:" Choc! La Chemioterapia aiuta il tumore e via libera al metodo Di Bella", articolo che riceve più di 30.000 visite. Inizia a scrivere recensioni e critiche per vari artisti contemporanei, quali cantanti, pittori, scrittori , personalità dello spettacolo ed incontra la loro fiducia incominciando anche a pubblicare interviste importanti quali quelle a Romina Power; Lorella Cuccarini; Ilona Straller; Nina Soldano; Claudia Zanella; Loriana Lana, Roberta Ferrari, Gabriella Deodato, l'artista mondiale Rabarama; Terry Schiavo; Stefania Visconti; Gabriella Di Luzio ed altri ancora. Gli articoli si fanno anche più duri, politicamente parlando: lettere aperte ai Capi di Stato. Lo sfruttamento della prostituzione, che porta l'autore a presentare anche varie denuncie, fino al Ministero di Giustizia. Molto sensibile ed istintivo riesce spesso ad immedesimarsi nelle opere d'arte contemporanea e incontrare l'interesse degli artisti stessi. Dal 2015 collabora come redattore nel giornale online Gente Vip Gossip New www.gentevip.it

“La parte migliore” di Peligro – Recensione

Arriva “La parte migliore” del rapper Peligro; finalmente il risalto ad un rap italiano fluido e con contenuti di valore. Il singolo del rapper sottolinea l’evoluzione del cantante come uomo di fronte alla vita, raccontata con parole con un senso compiuto molto lontano dai rapper odierni lanciati sul mercato solo per fare…mercato.

Peligro con “La parte migliore” porta l’ascoltatore ai rap dei tempi migliori, quelli in cui tutti accendevano la radio e come iniziava la canzone si mettevano a cantare e ballare all’istante, imitando i gesti dei rap, tutto questo senza doversi sforzare di capire il senso del testo. Peligro prende per mano l’ascoltatore e lo porta semplicemente a ballare e cantare la sua lotta col vivere, con parole chiare, semplici e…forti.

Una canzone giovane, bella, di sostanza, che porta un sospiro di sollievo in questa estate calda.

Foto: Fabio Oriani

Caparezza, Ti fa stare bene – Recensione

Caparezza è senza dubbio un cantautore in prima linea, a volte nascosto, ma puro e senza la necessità di commerciare i primi posti in classifica.

Quando torna è una botta in pieno petto e nel cuore del pubblico.

“Ti fa stare bene” è un’introspezione difficile, ma resa facile e cantabile da tutto il pubblico, che capisce il messaggio e si rende conto di come il cantante abbia fatto un lavoro al Top, non facile e forse…con un pò di sofferenza interna.

Sicuramente una liberazione per tutti quelli che ascolteranno il suo messaggio.

Il brano è meraviglioso, mischiando il rap ed il ritornello adolescienziale, perchè lega l’uomo grande alla sua parte bambina.

Il tutto……ti fa stare bene.

Caparezza – Recensione “Una chiave”

Una Chiave è quasi una lotta interna dove la sofferenza della vita, che ci ha modellato il carattere, ci continua a segnare, ma la chiave per ribellarsi alla schiavitù della vita esiste ed è dentro di noi.

La vita esterna vista dai nostri genitori, fratelli, sorelle, “amici e nemici” ciechi di fronte alla vita vera dentro di noi. Ridi e vedono che ridi, mentre stai “piangendo”.

“No, non è vero che non sei capace, che non c’è una chiave” ecco un altro importantissimo messaggio, una lettera che Caparezza manda a tutto il mondo degli uomini che soffrono uno schiacciamento emotivo, psicologico.

Caparezza è umile, forte, in gamba ai massimi livelli.

Anche con questo brano sottolinea ancora che è una star libera, autonoma, e che per essere in classifica usa la sua arte e non compra la sua immagine come molti artisti fanno.

Una chiave è potente, un urlo che fa male a sentirlo cosi forte, ma che in effetti…smuove emozioni ferme da tempo. Bravo.

Valentino Rossi mette Ko la moto robot

Si chiama Motobot ed e’ la motocicletta tecnologica di Yamaha, ma contro Valentino Rossi ha fatto flop.

 

Motobot e’ la moto che si guida da sola realizzata dalla Yamaha. Un’invenzione tecnologica che viaggia alla velocita’ attuale di 200 chilometri all’ora.

La moto e’ stata costruita per studiare dei sistemi intelligenti che limitino i rischi in caso d’incidenti.

La Yamaha ha iniziato gli studi su Motobot gia’ nel 2015 e quest’anno ha voluto metterlo in pista per una sfida unica. La casa motociclistica ha infatti sfidato il pilota italiano Valentino Rossi, nove volte campione del mondo, per una gara sul circuito di Willows, una pista di tre chilometri.

La prova consisteva in un solo giro del circuito ed i risultati sono stati i seguenti: Valentino Rossi 85 secondi, Motobot 117.

Il distacco di 32 secondi fa sorridere Valentino Rossi, ma se pensiamo che la tecnologia si perfeziona sui suoi sbagli, possiamo essere sicuri che questa sfida non e’ finita, anzi e’ solo agli inizi.

Chi aspetta con ansia e chi…con paura.

 

Credevi diverso

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Non è cosi che credevi
fosse osservare.

Camminare, sentire, ascoltare…
…il cuore.

Sentire, gridare, piangere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse aprire le porte.

Non è cosi che credevi
fosse vera la legge.

Non è cosi che credevi
fosse grande il potere.

Non è cosi che credevi
fosse il bacio…di Giuda.

Camminare, guardare, stringere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Gli Abba Show: la grande musica che abbraccia il cuore

Gli Abba Show sono un gruppo nato nel 2005 come tributo agli Abba e che da allora porta avanti l’enorme emozione che la musica degli Abba ha sempre procurato nel pubblico mondiale.

Musica fine, dance, folk, rock, un’infinita di tonalita’ sonore che creano dall’inizio alla fine del concerto una favola infinita.

Richiesti a livello internazionale gli Abba Show sono un esempio di come la musica ben fatta sia un potente richiamo per il pubblico e senza tempo.

Gruppo formato daAlberto Bertapelle, Alessandro Viola, Andrea Ghion, Cristian Colusso, Deborah Conforti, Federica Basile, Giulio Mior

Un nuovo gruppo che si fa adorare anche dal pubblico che non seguiva molto gli Abba originali, proprio perche’ riesce a portare colori, vivacita’ e divertimento negli spettacoli.

Oggi la cantante Deborah Conforti ci racconta le difficolta’ iniziali, i cambiamenti, la caparbieta’ nel continuare a suonare e l’abbraccio costante del loro pubblico.

Partiamo dalla serata del 31 al Teatro Nuovo a Milano, dove festeggerete Halloween con uno spettacolo speciale. Ce ne parlate?

Il Teatro Nuovo è un teatro che ha una storia ed è meraviglioso ogni volta lavorarci! Abbiamo già avuto l’esperienza “Halloween” proprio in questa location ed è stato un successone. Secondo noi chi sceglie di andare a teatro il 31 ottobre e vivere uno spettacolo leggero, divertente, ma fatto professionalmente, fa benissimo.

Saranno due ore di musica, coreografie, cambi costume, tutto rigorosamente Abba, infatti noi AbbaShow riproponiamo la band svedese in maniera molto fedele, fin nei minimi dettagli! Il palco del teatro ci permette di svolgere al meglio il nostro lavoro, grazie alle quinte che rendono agevoli i cambi costume, al suo palco che ci ospita ampiamente! Insomma vederci in un teatro sicuramente è vederci al meglio delle nostre possibilità!

E non è detto che non si possa ballare, anzi ogni volta che ci esibiamo al “Nuovo” di Milano si crea una magia che prende tutto il nostro pubblico fino a coinvolgerlo ad alzarsi e saltare o tenere il tempo ballando con noi!

Ricordiamo che la musica degli Abba ci permette di spaziare in più generi, dal pop di “Mamma Mia”, alla dance di “Dancing Queen”, dal folk di “Fernando”, al rock di “Does your mother Know”

Il pubblico vi segue numeroso, perche’ e’ fantastico come ricreate un atmosfera di successo sia del passato sia attuale, nel senso che siete unici ed atmosfere del genere fanno bene anche oggi. Quando e’ nato il vostro gruppo?

Il gruppo nasce nel 2005 da una mia idea e dell’allora produttore discografico Alberto Bertapelle. Cantavamo già insieme ma in “ospitate” in due, e dopo l’esperienza discografica Alberto decide di mettere in scena uno spettacolo. Perché proprio quello voleva, non un semplice concerto di musica dal vivo, ma qualcosa che colpisse anche visivamente chi veniva a sentirci. Dalla sua esperienza all’estero e soprattutto con nomi importanti come ad es.  Kilye Minogue, Sined O’Connor, Boy George, il nostro fondatore voleva creare anche in Italia quel tipo di spettacolo che ancora non c’era, soprattutto basato sulle musiche degli Abba.

Insieme  abbiamo cercato i componenti e dopo un anno di prove e preparazione, nasce quello che oggi dopo 11 anni gira tutta Italia e non solo con il nome di AbbaShow the first italian abba tribute band

Il lavoro di preparazione è stato notevole, infatti sebbene chi pensa agli Abba ha in mente delle “canzonette”, a livello di suoni, di arrangiamenti, di voci, non è affatto semplice. I musicisti seguiti e diretti dal produttore hanno riprodotto fedelmente le sonorità attraverso tastiere, effetti per chitarra, effetti per basso, all’inizio addirittura ricordo un sinth tastiera che il bassista suonava con i piedi oltre che suonare il suo basso, naturalmente con le mani. Le cantanti hanno studiato, oltre che naturalmente le voci, anche le due cantanti della band originale nei minimi dettagli, dalle movenze fino al trucco del viso!

Si trattava di riprodurre in 6 e rigorosamente dal vivo, quello che gli Abba facevano in 20 sul palco, o ad esempio di scegliere tra le 6, 8, alle volte di più, melodie vocali registrate nei loro dischi che rendessero meglio il brano, in  2 o 4 voci dal vivo.

La fortuna di AbbaShow è stata di avere un fondatore, Alberto con la sua grande capacità artistica ed esperienza.

E’ stato difficile creare l’armonia giusta fra voi? Ci sono stati cambiamenti col passare del tempo?

Volenti o nolenti ci sono stati cambiamenti in questi quasi ormai 12 anni di attività. Nel 2006 siamo partiti con una formazione. Non eravamo amici, o meglio alcuni di noi sì, eravamo professionisti attirati da Alberto a fare qualcosa di nuovo in ambito musicale.

Quando nel 2008 siamo passati a farlo professionalmente, con una mole di concerti molto maggiore rispetto agli anni precedenti, il batterista che aveva iniziato questa esperienza lavorativa con noi ha dovuto abbandonare la band, per problemi di lavoro, avendo già una principale attività, e per lo stesso motivo anche il tastierista nel 2011.

Il cambiamento più grosso però lo abbiamo avuto l’anno scorso quando la voce femminile che ricopriva il ruolo di Frida, ha deciso di cambiare vita e lasciare la band dopo 10 anni, e il nostro fondatore Alberto è venuto a mancare il novembre dello stesso anno.

Ci siamo fermati per riflettere. E’ stato un duro colpo per noi. Alla fine ho deciso che non poteva finire qui. Alberto non lo avrebbe voluto, questo spettacolo era veramente tutta la sua vita! Ci siamo rimboccati le maniche, fedeli alle indicazioni che ci aveva lasciato, siamo ripartiti con quelli che adesso  scherzosamente chiamiamo “AbbaShow 2.0”.

Quando arrivi da esperienze diverse, ma sei un artista professionista e sai salire sul palco e divertirti l’armonia giusta la trovi sempre. Sono bastati un paio di concerti per riaffiatare la band ed ora siamo di nuovo richiesti sui migliori palchi d’Italia e non solo e ne siamo fieri e contenti.

 

Cosa ricordate delle prime serate?

In realtà non molto! E’ passato tanto tempo!! Ma spesso ci piace ricordare gli aneddoti. Ogni anno ha le sue esperienze stravaganti, i suoi tormentoni estivi. Essendo uno spettacolo live che trova spazio soprattutto nelle piazze, il tour che ci trova più impegnati è quello estivo, dove stiamo a contatto tra di noi quasi tutti i giorni nei mesi di giugno, luglio e agosto, e normale che nascano quelle piccole cose, scherzi, ecc… che poi si trasformano in un vero e proprio tormentone che ci accompagna per tutti i nostri viaggi! Uno di questi di qualche anno fa era chiamarci per nome e quando l’altro rispondeva dirgli “niente – niente”!! Sono cose che magari non fanno ridere, ma vi assicuro che alla lunga tra di noi creano quel feeling che anche solo pensarlo ci fa scendere le lacrime dalle risate!

Avete cantato anche all’estero. Come siete stati accolti?

Ci esibiamo spesso all’estero. Fuori dall’Italia c’è l’ “Abba-mania”. Una vera e propria malattia per gli Abba.

Germania, Austria, Svizzera, Inghilterra, in questi paesi la band svedese ha avuto un successo maggiore che nel nostro paese e lo riscontriamo ai nostri concerti. L’ultimo è stato a settembre in Svizzera canton tedesco. Vi faccio un esempio. C’è un brano che quest’anno noi suoniamo che si intitola “As good as new”. E’ una canzone un po’ funky che a noi piace moltissimo, ma purtroppo non è una delle più famose, quindi sfidando la sorte l’abbiamo suonata comunque al nostro pubblico italiano. Il brano piace perché è orecchiabile e bello, ma chi non è un forte appassionato di Abba, spesso non la conosce. Siamo rimasti sbalorditi quando il pubblico svizzero dopo aver ballato e cantato con noi “Mamma mia”, “Chiquitita”, insomma i brani più famosi, ha continuato a cantare anche “As good as new. E’ stata un emozione grande perché abbiamo potuto condividere quel qualcosa che in Italia purtroppo non eravamo ancora riusciti a fare.

Una delle esperienze più belle è stata suonare a Berlino durante il “Festival del Cinema Internazionale”, per la premiazione del noto attore e non solo Cristian De Sica. Abbiamo potuto visitare Berlino, vedere non solo come al città accoglie questo grande evento, ma anche le sue importanti “impronte” storiche, ad esempio dove passava il “muro”.

Artista De Sica che poi abbiamo ritrovato in altre occasioni, come alla Capannina di Forte dei Marmi, dove era presente durante un nostro concerto, per festeggiare il suo compleanno. Sembra quasi uno scherzo della sorte, ogni volta che ci chiamano a suonare per qualche nome noto, lui c’è!

Da italiani non ci fa onore, ma di solito i paesi esteri accolgono con un po’ più di rispetto chi fa il nostro mestiere. Prima di tutto capiscono ch’è un vero e proprio lavoro. Secondo, sono anche molto esigenti e premiano la qualità, cosa che purtroppo in Italia viene un po’ messa da parte. Dispiace dire questo, ma l’ambiente “live” qui da noi vive purtroppo un momento non troppo felice. Ci riferiamo soprattutto al troppo play back. Purtroppo finchè chi ascolta non fa distinzione, permette che questo accada. Noi siamo sostenitori sin dall’inizio, dal 2005, della musica suonata e cantata rigorosamente dal vivo, e lo sottolineiamo a tutti i nostri concerti. L’errore che suonando non con una base si può fare, ci stà, invece “fingere di suonare”, quando sotto c’è un supporto registrato… beh noi non ci crediamo.

 

Siete stati presenti al programma “Stella Gemella” condotto da Lorella Cuccarini su Canale 5. Cosa ricordate di quell’esperienza?

E’ stata sicuramente una delle esperienze più belle.

Prima di tutto ricordo che passava in televisione l’inserzione che diceva “se sei un cantante e vuoi interpretare il tuo idolo chiama…”, noi non abbiamo chiamato. Siamo invece stati chiamati dalla produzione per un provino e poi portati in trasmissione.

Prima di partire, le telecamere di canale 5 sono venute nel Veneto, la nostra sede, a fare un breve “reportage” su di noi, dalle nostre famiglie, alle nostre abitudini, fino a riprendere una parte del nostro concerto.

Siamo rimasti a Roma per 9 giorni, per varie riprese che la produzione voleva fare, fino alla diretta televisiva. Abbiamo avuto modo di conoscere e viere questa esperienza con altri artisti provenienti da tutta Italia, con i quali siamo ancora in contatto.

La giornata della diretta è stata impressionante, soprattutto per le cantanti! Trucco e parrucco hanno tempi e ritmi estenuanti a cui chi fa televisione è abituato. Diciamo che la frenesia di quella giornata, la stanchezza che poi ci ha lasciato ha fatto passare ogni dubbio di qualcuno di noi che pensava di voler lavorare in televisione.

E’ stato comunque molto bello e ricordo che nel viaggio di ritorno il giorno successivo, ricevevamo di continuo telefonate di lavoro, ci chiedevano di andarci ad esibire per loro! Da lì siamo partiti e non ci siamo più fermati

Parliamo degli spettacoli: come vi organizzate? Avete delle scalette prefissate?

Nei primi mesi invernali ogni anno modifichiamo lo show. Prepariamo nuovi brani, diamo un “tocco di novità” ai brani che naturalmente non si possono non eseguire. Entriamo in sala prove per circa un mese. La costumista nel frattempo ci prepara i nuovi costumi. Studiamo le nuove coreografie, e una volta pronto il nuovo spettacolo si va in scena! Abbiamo una scaletta prefissata quindi,  un vero e proprio show che riproponiamo nelle varie piazze.

Nel 2011 ci siamo anche cimentati in uno spettacolo creato apposta per i teatri “AbbaShow presenta Abba the Story”. Per un paio di anni lo abbiamo proposto con davvero molto successo.

Preferiamo avere uno show unico e non dover cambiare ad ogni serata perché questo ci permette di non dover pensare a cosa proporre quella sera, ma di concentrarci sul pubblico. Quando la “scaletta” dopo 4 o 5 concerti di rodaggio l’abbiamo fatta nostra, allora possiamo “dare”, di emozioni, sensazioni, ecc.. e soprattutto possiamo divertirci che è la chiave per far divertire chi viene ai nostri concerti.

 

Quali saranno le prossime date del tour?

Ci aspettano diversi teatri, dal Teatro Arcobaleno  di Torrebelvicino a novembre, al Teatro Super di Valdagno a marzo, ma poi anche locali come il “Re di Mezzo” a Due Carrare, al Fuori Orario di Reggio Emlia… e quest’estate ci aspettano le piazze!

Qual’e’ il miglior complimento che avete ricevuto?

Il miglior complimento non è come pensano tutti “avete suonato bene” o “avete cantato bene”, ma è “grazie per la bella serata, ci avete fatto proprio passare due ore di divertimento e allegria”, come ci hanno detto proprio ieri sera dopo la nostra esibizione al “Corallo” di Reggio Emilia. Perché cantare e suonare è il nostro lavoro e cerchiamo di dare sempre il meglio, ma quando quello che farlo ci da a noi, cioè divertimento e gioia, arriva anche al pubblico e lo condivide con noi divertendosi… ecco questo è il più bel complimento.

Ieri sera un ragazzo ci ha detto, non mi piace la musica degli Abba, ma mi sono talmente divertito con voi che tornerò a trovarvi!!

Avete mai pensato di proporvi per un film-documentario sugli Abba?

Sinceramente non ci avevamo mai pensato, grazie del suggerimento!

 

Ora non ci resta che seguirvi nel tour e ballare e cantare con voi.
Ragazzi, ragazze, ringraziamo tutti per la vostra gentilezza e meraviglioso gruppo. Vi salutiamo portandovi l’abbraccio di tutti i vostri fan.

 

Grazie a voi, vi aspettiamo numerosi.