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Pro Palazzolo, Vigilio Raccagni… IL PRESIDENTE

Vigilio Raccagni, Presidente storico della Pro Palazzolo, squadra calcistica bresciana, gestita dal suo lavoro professionale dalla fine degli anni ’70 al 1983, anno della sua morte.

Un uomo che ha costruito dal basso una squadra importante, ma che con la sua scomparsa si e’ visto rovinare molto del suo lavoro a causa di ambienti poco sportivi e molto di facciata.

Resta doveroso quindi inserire questo articolo ricordando la sua figura di riferimento per tutti gli sportivi di quegli anni e ricordare la figura negativa di chi invece ha volontariamente mancato di nominarlo e ricordarlo dopo la sua scomparsa.

Per la squadra palazzolese  Pro Palazzolo nel decennio 1970-80 si alternano momenti di grande prestigio ad altri di rilassamento, finche’ alla guida dei bianco celesti arriva un grande tifoso ed appassionato, il Sig. Vigilio Raccagni.

Egli riporta la squadra palazzolese ai limiti del professionismo, suscitando non solo nella popolazione cittadina un grande entusiasmo, ma anche estendendo l’interesse e la partecipazione ai paesi limitrofi, in cui numeroso diventa il seguito dei tifosi.

Nel 1982 la Pro Palazzolo arriva ad una finale di Coppa Italia dilettanti e contemporaneamente vince Campionato e spareggi contro Brembillese, Vigevano e Pro Sesto, accedendo cosi all’Interregionale.

Improvvisamente e prematuramente scompare pero’ il Presidente Vigilio Raccagni a soli 51 anni. E’ la perdita di una persona di levatura culturale e societaria non facilmente sostituibile.

La sua scomparsa suscita sgomento e tanta incredulita’ in chi stima ed apprezza le sue doti manageriali di appassionato e di composto tifoso. Il suo carisma non sara’ piu’ facilmente colmabile, soprattutto la sua moralita’ e purezza nel vivere lo sport.

La squadra della Pro Palazzolo percorrera’ successivamente percorsi instabili; la retrocessione in C2, la fusione col Telgate, Intim Helen. La nuova denominazione in Intim Helen Palazzolo e successivamente Grumellese Palazzolo sottolineano la difficolta’ nel rincorrere professionalmente obiettivi di purezza sportiva.

Anni in cui i tifosi palazzolesi hanno spesso criticato le azioni manageriuali della squadra.

Dal giugno 1992 inizia il ciclo piu’ negativo e meno glorioso della societa’. Dopo cinque campionati, alternativamente tra C1 e C2 inizia perentoriamente ed irreversibilmente la discesa catastrofica della squadra arrivando allo 0 assoluto in classifica.

Lascia perplessi che anche trofei della squadra siano poi spariti o venduti per saldare debiti personali dei dirigenti stessi della squadra. Trofei, che sono la vita ed il passato stesso di una squadra. Ricordi intoccabili. Memoria storica.

Il Presidente Vigilio Raccagni ha lasciato un vuoto incolmabile nella cittadinanza pulita di Palazzolo sull’Oglio e nei tifosi della sua Pro Palazzolo, mentre chi ha sfruttato il suo nome, dopo la sua morte, ha avuto forse troppa paura a portare avanti il suo ricordo e a nominare il suo nome.

Resta la sua famiglia, vera squadra di un padre meraviglioso, a chiamarlo sempre per nome:…Capitano mio Capitano!

Il capo banda

Dai, dai,balliamo tutti assieme,
come tante marionette.
Balliamo questa rumba.
Dai, dai, pompa di più,
fammi sentire il botto,
fammi sentire il basso.
Dai, dai
saltiamo tutti assieme,
tra le piazze
e le cattedrali,
cercando tra la gente
chi ha la biro per firmare.

 
Facciamoci del male,
giochiamo al sado-maso
e a chi ci fa più male.
Non cambiano i colori,
se i colori son tutti uguali.
Un uomo vota un uomo……
allora votiamoci,
perchè in fondo:
non siamo tutti uguali?
Un bimbo nasce tale
e pian piano impara a parlare,
ma se entra in Parlamento
impara a chiudere la bocca
già dal giorno della firma sulla scheda.

 
Coglioni, mercenari,
politici in tv che ti pisciano sui piedi,
mentre il Presidente resta fermo e capo banda.
“Non mi dica Presidente che lei non conta niente,
perchè se cosi è,
mi spieghi quella paga che le do
per muovere la bocca, come un burattino stanco.”
Torna il burattino……
……questa volta è capo banda.

 
Dai, dai,
pompa di più,
saltiamo tutti assieme
sotto il botto delle grane,
poi guardiamoci storditi
se torna la P2 la P3 o la P38.
Dai, dai,
pompa di più,
fammi sentire il botto,
fammi sentire il basso,
balliamo questa rumba
del politico misfatto.

 

 

Silenzio in platea;
si sieda l’orchestra;
si alzi il capobanda
e alzi la bacchetta…
…inizia la danza.