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Il tuo cavallo bianco

Un cavallo bianco
bussava alla tua porta,
tu che lo spiavi
pensavi di esser matta,
ma lui erano i tuoi sogni:
bianchi come il latte,
dolci come stelle
e adesso lì da te.

Tu avevi paura
ad aprire quella porta,
ma il cavallo bianco
ti era entrato dentro,
dentro a quel tuo corpo
per troppo tempo al chiuso.

Non aver paura
di guardare il tuo cavallo;
apri quella porta, guardalo negli occhi…
…ops…non sei più nella tua casa,
ma in galoppo in “Paradiso”.

Lontano…per te

Mi sto allontanando da casa
e una lacrima scende.
Mi sto allontanando da casa,
ma alla gente non importa niente.

Mi sto allontanando da casa,
mi sto allontanando per te.
Mi sto allontanando da casa
e mai più tornerò.

Il violino con la sua dolcezza
mi suona una musica triste.

Le corde della chitarra
urlano il mio dolore.

Ma questo è amore,
ma questo è amore,
ma perché solo io sto cosi male?
Forse il mio cuore non ha parlato.
Forse il mio cuore ha già sofferto.

Ricordo ancora i nostri sguardi
poco prima…si…di lasciarci;
non sapevi perché partivo:
era l’inizio di una fine.

Ma questo è amore,
ma questo è amore!

Passo, dopo passo…

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
Queste lacrime amare
e un sorriso sulla bocca.
Avanti e indietro per questa strada,
guardando il sole, parlando alla luna;
sognando sempre la stessa persona.
Amore, amore, come sei bella,
ma non ti ho potuto avere.
Quanto dolore a quel tempo, Padre;
sei partito anche tu
e io dovevo solo guardare.

Quanti sono partiti, nella mia vita, Pà;
troppi sono stati
e troppo giovane ero io.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
Un altro amore
in questa vecchia scuola;
un amore zitto, dolce e duro,
che con due righe
mi ha fermato il mondo intero.
Amore: due righe sono bastate
a farti più bella;
due righe sono bastate
a farti più grande.

…ma tu, mio primo amore,
non uscirai mai dal mio cuore.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
I ragazzi sulla spiaggia,
il calore della pelle,
camminare lungo il mare,
chiacchierare, giocare, dormire
e la sera…ancora sognare.
Sognare come oggi
in questa domenica di sole,
in una città fantasma
che di bello ha poche cose:
i campi, gli animali,
le viette e le ragazze.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
Sole, luna, e tanti ricordi.
Quanti pochi amici persi per strada
e ripeto, amici miei,
non è stata colpa mia.
Questa vita è una magia
e una pazzia.
Ragazzi che si schiantano
e ragazze che si vendono.
La neve in Aprile
che ti fa sospirare
e che col sole d’Agosto
ti fa tornare a pensare:
…Siamo sempre più soli
e continuiamo a lottare,
ma restiamo più soli
e continuiamo a morire.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
A cercare nuove vie,
più ascoltare che cercare.
Ascoltare il vento forte
che mi porta via, lontano,
che mi faccia stare bene
nel mio mondo troppo chiuso.
Passo, dopo passo,
a pensare alla mia vita.
Poche righe, scritte in fretta,
ma dettate con il cuore….
….un amore si avvicina
di nascosto, assieme a me.
Tante stelle
a scivolare
sullo scivolo del sole.
Ma nascosto sono stato
e qualcosa non andava.
Io guardavo il mio angioletto,
ma qualcosa non andava.
Quanti amori sospirati,
un amore solo amato,
per amore esser lasciato;
per amore aver sofferto
ed alzato gli occhi al cielo…
…come sempre faccio io.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
Tante opere d’ingegno:
il lavoro, la poesia,
questa macchina del cuore
che da adesso può partire,
ma trentanni sono tanti
per recuperar terreno,
ma lo so, Papino mio,
che da qui devo partire.
Come un cane San Bernardo
io ora guardo il mondo intero,
ma le tracce del mio sangue,
sopra il rosso del mio cuore,
sono qui a farsi sentire
e a tenermi in apprensione.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
Una bimba e il suo bambino
e due occhi da angioletto.
Due frustate in pieno petto,
senza manco aver parlato.
Solo frasi, tanto strane,
forti, chiare…
…frasi simili al mio dolore.
Una madre e il suo figliolo,
chi l’ha perso da bambino,
chi l’ha perso quasi uomo.
Ma la frusta è sempre quella
e due assieme fanno male.
La sua corda ha solo spine,
il suo suono non è un suono,
ma il tuo grido imbavagliato,
che nessuno può sentire.

…il bavaglio, Pà:
il bavaglio;
la gabbia;
le catene del cuore.
Il brivido degli angeli
nel guardare gli occhi al cielo.
Papino……Quanti come me?
Quanti come me!
Ma gli angeli c’erano già allora….
….allora perchè?

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
A pensare ad andare avanti
fra i casini del lavoro
e i casini della casa:
se acquistare un po’ di verde
o affittare quattro mura
grandi quanto una galera.
Poco cambia se sei stretto
e non tieni più una Lira.
Lira: violentata e sperperata
molti, troppi, ti han rubata
per poi in ultimo esser buttata
in favore di un’Unione.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
A pensare a questa Unione
stessi occhi di potenti
e altri occhi d’impotenti
a cambiare quelli morti,
morti ancora da bambini.

Giro, girotondo…
…gira la ruota…

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
Ogni sogno ha dentro il sesso,
stando sempre sopra un letto,
ricordando quando Lei
era più di un grande sogno.
Perchè Lei aveva le idee;
perchè Lei era la stella
con le chiavi del mio amore,
quelle chiavi che ancor oggi
le ho lasciato nelle mani.

Passo, dopo passo
a guardare il cielo in piena
ed il mare in piena secca.
Su le stelle a rinfrescarlo
e qui noi ad accender fuochi.
Passo, dopo passo
passo anche sulla strada:
la SP piena di troie
è la 122,
sempre quelle,
sempre soldi;
fermi tutti li a guardare.
Chi comanda e il suo contrario
gradirebbero un pompino.
Stai sicura, bimba mia,
che da li non andrai via.
Solo quando sarai “vecchia”
tornerai alla vecchia casa
a cercare la tua bimba
che è partita per la strada.

Passo, dopo passo
a pensare alla mia vita.
Ritornare a questo scritto
e sentirmi ancora solo.
Ricercare quella mano,
che sia sola o assieme a un’altra,
ma comunque sia vicina.
Il mio libro da stampare
e un cognome da abbracciare.
Tutto quello che ho passato;
tutto quello che ho perduto;
tutto quello che ho mancato.

Passo, dopo passo
arrivando anche alla fine,
dopo anni qui trascorsi
e aspettando ancora il sole…

 
…ma comunque ancora qui
tra le stelle ed i colori.

Batte la cassa

Batte la cassa………(a chi fa comodo)

 

Batte, pompa,
batte la cassa.
Pompa di brutto
sull’eco dei ciliegi.
Fusti affettati
per fare da bara
e ballare sotto i colpi
della cassa che batte.

 
Taglia, la sega,
la mano che si apre,
perchè una mano aperta
deve starsene a casa.
Chiudi la mano;
chiudi la bocca;
apri le gambe
che adesso si comincia.

 
Batte la cassa;
pompa la bimba;
batte la bimba;
che riempie la cassa
e si riempie la bocca.

 
Girati di scatto;
cambia la scena:
la pistola nella bocca
e via si ricomincia.

 
Batte, pompa,
batte la cassa.
Pompa di brutto
sull’eco dei ciliegi.

Il carroarmato bianco

La donna carroarmato
avanzava come un carro;
andava avanti piano,
ma senza far rumore.
Era come vedere
un fiore tutto bianco,
scivolare lungo il letto di un giardino,
soffiato dal suo vento.

 
Il carroarmato bianco
evitava tutto e tutti,
l’importante era arrivare
dove gli altri non volevano arrivare.
Se davanti c’era un blocco
allora, il carroarmato bianco,
lo spazzava via pian piano:

…sempre dolcemente.

 
In questa lunga marcia
la dolcezza resta Lei.
La donna carroarmato
vedeva la sua mamma
inciampare su una scala
e sedersi su un gradino,
con le ossa mal ridotte.
Chi le passava accanto le diceva:
“Stia tranquilla; si riposi sul gradino,
che poi il male se ne andrà.”
Ma la figlia, avanti piano,
le metteva una mano sulla testa
e col suo sorriso aperto
l’aiutava a rialzarsi in piedi.

“Resta qui, attaccata a me,
anche solo per un pò,
l’importante è che non pensi,
che tutto quanto passa da se,
ma aiutandolo a passare……
……passo, dopo passo
e vedrai tornerai in piedi”.

 
Le gocce della pioggia
non riuscivano ad innondarla
e comunque, accanto a lei,
risplendevano la sua forma:
…la forza del mare.

 
La gente che passava, col suo pensiero spento,
e si trovava avanti il carroarmato bianco
esclamava con amore:
“Buongiorno signora; buongiorno signorina”
sapendo sempre e comunque
che lei non si fermava.

 
La donna carroarmato
ha occhi chiari
e capelli come quelli.
Le fu regalato un fiore,
bianco; resistente;
bello come il sole;
forte come lei……
……lei ce l’ha con sè!

Le lame di un Dio

Dio:
un figlio è morto per te,
per salvare il mondo,
ma il figlio era uno,
ora il mondo intero muore.

 
Tolgo le mani dal potere
e a voi popolo dico……”Sveglia”.

 
Cosa si legge negli sguardi
che guardano silenziosamente?
Cos’è una bocca incollata
se pura follia?
Lame rosse volteggiano nel cielo,
scrivendo parole sconosciute,
e attraversate da aerei,
che l’Angelo nero vorrebbe con sè,
pronto a colpire come un gallo in battaglia.

 
Lame lucide volteggiano nel cielo
e a noi……la lingua storcersi in gola.
Si intrecciano le lame
nel disegno del loro Dio.
……la guerra civile si avvicina.

 
Due volte lo dissi.
Due volte lo scrissi……
……e Cristo disse:
“Prima che il gallo canti, mi rinnegherai tre volte”.