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Credevi diverso

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Non è cosi che credevi
fosse osservare.

Camminare, sentire, ascoltare…
…il cuore.

Sentire, gridare, piangere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse aprire le porte.

Non è cosi che credevi
fosse vera la legge.

Non è cosi che credevi
fosse grande il potere.

Non è cosi che credevi
fosse il bacio…di Giuda.

Camminare, guardare, stringere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Scrivimi quando mi sarai vicino

Le parole a volte passano col tempo,
anche se resistono molto di piu’ del suo valore.

Ricordo bene il suono delle parole d’amore,
le loro vibrazioni nel mio cuore
e tutto quello che hanno potuto fare.

E poi le lettere,
di quando si e’ lontani,
che fanno male o fanno bene,
restando comunque immortali
nei nostri diari infiniti.

Amore detto col cuore,
amore detto con le parole,
amore scritto su un pezzo di carta
con infinito amore.

Scrivimi quando mi sarai vicino,
io ti apriro’ all’istante

Frasi registrate…nel cuore

“Ieri, quando mi hai telefonato…”

Una telefonata per sentire
la tua voce.
Non ricordo cosa ti dissi,
ma ricordo il suono
della tua voce:…il suono dell’arpa.

“Ninna nanna amore, tienimi con te…”

Un dolce abbraccio
per far chiudere i tuoi occhi
in un dolce riposo
e cullare le paure,
perchè anche loro sono piccole bimbe da cullare
e far addormentare.

“Ora ti racconto una bella favola…”

Favole per me,
come l’amore
che si capisce troppo tardi.
Parole recitate con voce stridula,
rauca, potente, dolce, bimbesca.
Una sola voce amorevole…
…solo per me.

“Oggi è il 25 gennaio e in casa ci sono due nuovi inquilini…”

Due piccoli nuovi ospiti:
Pinco e pallino sono i loro nomi.
Due piccoli pesci rossi,
che il tuo cuore tenero
ha voluto adottare,
ma che non ha salvato
dalle malattie del commercio.
Pinco e Pallino…
…ora Angeli del mare.

“Grazie amore. Grazie di esistere…”

Grazie piccola.
Grazie di essere dentro di me…Per sempre.

Anche il sole lo sa già…che io vengo li da te

Sulla strada davanti a me
c’era il sole che scendeva.
Il ricordo, nel guardarlo,
mi portava dritto a te.
Quelle risa, dentro al parco,
a giocar con le parole.

Questo sole, che brillava,
mi portava ai tuoi capelli:
la sua luce…l’allegria,
il tramonto…la dolcezza.

Scende ancora questo sole
e ritorno ancora a te,
che ti volti con lo sguardo,
perchè sai a cosa penso
e mi vuoi tenere a bada…
…sempre dolce quello sguardo.

Ora è rosso questo sole
e mi bacia con il cielo;
sa che passo per la strada,
per venire li da te.

Le botte a Barbara

Quando le botte
colpiscono una donna
non è solo Barbara a cadere giù.

Ma come fa un pugno
a colpire un bimbo,
se questo è chiuso ancora
dentro il grembo?

Come si fa
a guardare una donna,
pestarla,
per poi farle assaggiare
l’asfissia di un cuscino,
che copre il viso
del suo corpo ormai viola di botte?

Non è uguale a legare un cane
ai bordi di due auto
e tirare,tirare,fino a scoppiare?

O colpire un cavallo in viso
con un bastone,
fino a cadere giù?

Il soldato ha il suo bambino
da colpire in mezzo agli occhi,
o tagliare con l’accetta.
Lo studente ha il suo down
a cui metterlo nel culo.
Il grand’uomo invece…
…in culo alla bambina.

E la donna?…
Quando le botte colpiscono una donna,
non è solo Barbara a cadere giù.

E come diceva Fibra:
…dal terrazzo giù!
…dal terrazzo giù!

I giorni della farfalla

Io ti ho chiamato, questa sera.
Tienimi compagnia;
tieni compagnia alle urla che sono dentro me
e non voglio escano.

Tienigli compagnia e lasciale li…
…sarà compagnia anche mia
e sorriderò,
ma adesso che sono ancora sola…
…prendimi, sbattimi,
sei un amico che mi vuole bene.
Prendimi, sbattimi,
voglio solo godere,
ma poi sbattimi a terra
e fammi vedere com’è che si deve vivere.

Corre veloce
l’urlo di rabbia,
che non conosci essere tuo,
che da te esplode.

Corre veloce,
più delle parole
e del battito del cuore,
che sta morendo in un battito d’ali.

Salvami ora,
che ti urlo addosso di tutto,
perchè se mi freni, mi salvo.
Salvami; bloccami ora
in un freno lento e deciso,
che mi frena col sorriso,
che torna ad essere mio.

Salvami, bloccami,
fammi tornare nella quiete di parole dolci
e calme,
che sono le mie parole…
…parole, che di me fanno innamorare…
…parole mie.

Sorridi alle mie urla,
come solo una farfalla sa fare,
e loro se ne andranno,
perchè so che è cosi…
…cosi ti cerco…
…cosi ti ringrazio.

Vieni via con me,
vieni via con me;
portami via,
sopra a un raggio di sole
e fammi viaggiare lontano.
Se torneranno le mie urla nere:
prendimi, sbattimi,
e poi sbattimi a terra,
per poi farmi capire
come tornare a vivere.

Corre veloce il cuore di ragazza,
che sogna ancora di ritrovare la sua vita.

Adesso però……salvami ora.

Dolce corpo

Dolce poestessa:
filo d’erba che danza la danza del ventre
dietro la musica di un venticello…suono d’arpa.

Sole che si alza nel cielo
e riposa sul manto dei prati fioriti
e sulle guance di te, donna di mare,
onda di sabbia che rinfresca il deserto,
con le sue continue liscie curve, infinite,

perchè infinito e il tocco della mano
che le sfiora.