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Gli Abba Show: la grande musica che abbraccia il cuore

Gli Abba Show sono un gruppo nato nel 2005 come tributo agli Abba e che da allora porta avanti l’enorme emozione che la musica degli Abba ha sempre procurato nel pubblico mondiale.

Musica fine, dance, folk, rock, un’infinita di tonalita’ sonore che creano dall’inizio alla fine del concerto una favola infinita.

Richiesti a livello internazionale gli Abba Show sono un esempio di come la musica ben fatta sia un potente richiamo per il pubblico e senza tempo.

Gruppo formato daAlberto Bertapelle, Alessandro Viola, Andrea Ghion, Cristian Colusso, Deborah Conforti, Federica Basile, Giulio Mior

Un nuovo gruppo che si fa adorare anche dal pubblico che non seguiva molto gli Abba originali, proprio perche’ riesce a portare colori, vivacita’ e divertimento negli spettacoli.

Oggi la cantante Deborah Conforti ci racconta le difficolta’ iniziali, i cambiamenti, la caparbieta’ nel continuare a suonare e l’abbraccio costante del loro pubblico.

Partiamo dalla serata del 31 al Teatro Nuovo a Milano, dove festeggerete Halloween con uno spettacolo speciale. Ce ne parlate?

Il Teatro Nuovo è un teatro che ha una storia ed è meraviglioso ogni volta lavorarci! Abbiamo già avuto l’esperienza “Halloween” proprio in questa location ed è stato un successone. Secondo noi chi sceglie di andare a teatro il 31 ottobre e vivere uno spettacolo leggero, divertente, ma fatto professionalmente, fa benissimo.

Saranno due ore di musica, coreografie, cambi costume, tutto rigorosamente Abba, infatti noi AbbaShow riproponiamo la band svedese in maniera molto fedele, fin nei minimi dettagli! Il palco del teatro ci permette di svolgere al meglio il nostro lavoro, grazie alle quinte che rendono agevoli i cambi costume, al suo palco che ci ospita ampiamente! Insomma vederci in un teatro sicuramente è vederci al meglio delle nostre possibilità!

E non è detto che non si possa ballare, anzi ogni volta che ci esibiamo al “Nuovo” di Milano si crea una magia che prende tutto il nostro pubblico fino a coinvolgerlo ad alzarsi e saltare o tenere il tempo ballando con noi!

Ricordiamo che la musica degli Abba ci permette di spaziare in più generi, dal pop di “Mamma Mia”, alla dance di “Dancing Queen”, dal folk di “Fernando”, al rock di “Does your mother Know”

Il pubblico vi segue numeroso, perche’ e’ fantastico come ricreate un atmosfera di successo sia del passato sia attuale, nel senso che siete unici ed atmosfere del genere fanno bene anche oggi. Quando e’ nato il vostro gruppo?

Il gruppo nasce nel 2005 da una mia idea e dell’allora produttore discografico Alberto Bertapelle. Cantavamo già insieme ma in “ospitate” in due, e dopo l’esperienza discografica Alberto decide di mettere in scena uno spettacolo. Perché proprio quello voleva, non un semplice concerto di musica dal vivo, ma qualcosa che colpisse anche visivamente chi veniva a sentirci. Dalla sua esperienza all’estero e soprattutto con nomi importanti come ad es.  Kilye Minogue, Sined O’Connor, Boy George, il nostro fondatore voleva creare anche in Italia quel tipo di spettacolo che ancora non c’era, soprattutto basato sulle musiche degli Abba.

Insieme  abbiamo cercato i componenti e dopo un anno di prove e preparazione, nasce quello che oggi dopo 11 anni gira tutta Italia e non solo con il nome di AbbaShow the first italian abba tribute band

Il lavoro di preparazione è stato notevole, infatti sebbene chi pensa agli Abba ha in mente delle “canzonette”, a livello di suoni, di arrangiamenti, di voci, non è affatto semplice. I musicisti seguiti e diretti dal produttore hanno riprodotto fedelmente le sonorità attraverso tastiere, effetti per chitarra, effetti per basso, all’inizio addirittura ricordo un sinth tastiera che il bassista suonava con i piedi oltre che suonare il suo basso, naturalmente con le mani. Le cantanti hanno studiato, oltre che naturalmente le voci, anche le due cantanti della band originale nei minimi dettagli, dalle movenze fino al trucco del viso!

Si trattava di riprodurre in 6 e rigorosamente dal vivo, quello che gli Abba facevano in 20 sul palco, o ad esempio di scegliere tra le 6, 8, alle volte di più, melodie vocali registrate nei loro dischi che rendessero meglio il brano, in  2 o 4 voci dal vivo.

La fortuna di AbbaShow è stata di avere un fondatore, Alberto con la sua grande capacità artistica ed esperienza.

E’ stato difficile creare l’armonia giusta fra voi? Ci sono stati cambiamenti col passare del tempo?

Volenti o nolenti ci sono stati cambiamenti in questi quasi ormai 12 anni di attività. Nel 2006 siamo partiti con una formazione. Non eravamo amici, o meglio alcuni di noi sì, eravamo professionisti attirati da Alberto a fare qualcosa di nuovo in ambito musicale.

Quando nel 2008 siamo passati a farlo professionalmente, con una mole di concerti molto maggiore rispetto agli anni precedenti, il batterista che aveva iniziato questa esperienza lavorativa con noi ha dovuto abbandonare la band, per problemi di lavoro, avendo già una principale attività, e per lo stesso motivo anche il tastierista nel 2011.

Il cambiamento più grosso però lo abbiamo avuto l’anno scorso quando la voce femminile che ricopriva il ruolo di Frida, ha deciso di cambiare vita e lasciare la band dopo 10 anni, e il nostro fondatore Alberto è venuto a mancare il novembre dello stesso anno.

Ci siamo fermati per riflettere. E’ stato un duro colpo per noi. Alla fine ho deciso che non poteva finire qui. Alberto non lo avrebbe voluto, questo spettacolo era veramente tutta la sua vita! Ci siamo rimboccati le maniche, fedeli alle indicazioni che ci aveva lasciato, siamo ripartiti con quelli che adesso  scherzosamente chiamiamo “AbbaShow 2.0”.

Quando arrivi da esperienze diverse, ma sei un artista professionista e sai salire sul palco e divertirti l’armonia giusta la trovi sempre. Sono bastati un paio di concerti per riaffiatare la band ed ora siamo di nuovo richiesti sui migliori palchi d’Italia e non solo e ne siamo fieri e contenti.

 

Cosa ricordate delle prime serate?

In realtà non molto! E’ passato tanto tempo!! Ma spesso ci piace ricordare gli aneddoti. Ogni anno ha le sue esperienze stravaganti, i suoi tormentoni estivi. Essendo uno spettacolo live che trova spazio soprattutto nelle piazze, il tour che ci trova più impegnati è quello estivo, dove stiamo a contatto tra di noi quasi tutti i giorni nei mesi di giugno, luglio e agosto, e normale che nascano quelle piccole cose, scherzi, ecc… che poi si trasformano in un vero e proprio tormentone che ci accompagna per tutti i nostri viaggi! Uno di questi di qualche anno fa era chiamarci per nome e quando l’altro rispondeva dirgli “niente – niente”!! Sono cose che magari non fanno ridere, ma vi assicuro che alla lunga tra di noi creano quel feeling che anche solo pensarlo ci fa scendere le lacrime dalle risate!

Avete cantato anche all’estero. Come siete stati accolti?

Ci esibiamo spesso all’estero. Fuori dall’Italia c’è l’ “Abba-mania”. Una vera e propria malattia per gli Abba.

Germania, Austria, Svizzera, Inghilterra, in questi paesi la band svedese ha avuto un successo maggiore che nel nostro paese e lo riscontriamo ai nostri concerti. L’ultimo è stato a settembre in Svizzera canton tedesco. Vi faccio un esempio. C’è un brano che quest’anno noi suoniamo che si intitola “As good as new”. E’ una canzone un po’ funky che a noi piace moltissimo, ma purtroppo non è una delle più famose, quindi sfidando la sorte l’abbiamo suonata comunque al nostro pubblico italiano. Il brano piace perché è orecchiabile e bello, ma chi non è un forte appassionato di Abba, spesso non la conosce. Siamo rimasti sbalorditi quando il pubblico svizzero dopo aver ballato e cantato con noi “Mamma mia”, “Chiquitita”, insomma i brani più famosi, ha continuato a cantare anche “As good as new. E’ stata un emozione grande perché abbiamo potuto condividere quel qualcosa che in Italia purtroppo non eravamo ancora riusciti a fare.

Una delle esperienze più belle è stata suonare a Berlino durante il “Festival del Cinema Internazionale”, per la premiazione del noto attore e non solo Cristian De Sica. Abbiamo potuto visitare Berlino, vedere non solo come al città accoglie questo grande evento, ma anche le sue importanti “impronte” storiche, ad esempio dove passava il “muro”.

Artista De Sica che poi abbiamo ritrovato in altre occasioni, come alla Capannina di Forte dei Marmi, dove era presente durante un nostro concerto, per festeggiare il suo compleanno. Sembra quasi uno scherzo della sorte, ogni volta che ci chiamano a suonare per qualche nome noto, lui c’è!

Da italiani non ci fa onore, ma di solito i paesi esteri accolgono con un po’ più di rispetto chi fa il nostro mestiere. Prima di tutto capiscono ch’è un vero e proprio lavoro. Secondo, sono anche molto esigenti e premiano la qualità, cosa che purtroppo in Italia viene un po’ messa da parte. Dispiace dire questo, ma l’ambiente “live” qui da noi vive purtroppo un momento non troppo felice. Ci riferiamo soprattutto al troppo play back. Purtroppo finchè chi ascolta non fa distinzione, permette che questo accada. Noi siamo sostenitori sin dall’inizio, dal 2005, della musica suonata e cantata rigorosamente dal vivo, e lo sottolineiamo a tutti i nostri concerti. L’errore che suonando non con una base si può fare, ci stà, invece “fingere di suonare”, quando sotto c’è un supporto registrato… beh noi non ci crediamo.

 

Siete stati presenti al programma “Stella Gemella” condotto da Lorella Cuccarini su Canale 5. Cosa ricordate di quell’esperienza?

E’ stata sicuramente una delle esperienze più belle.

Prima di tutto ricordo che passava in televisione l’inserzione che diceva “se sei un cantante e vuoi interpretare il tuo idolo chiama…”, noi non abbiamo chiamato. Siamo invece stati chiamati dalla produzione per un provino e poi portati in trasmissione.

Prima di partire, le telecamere di canale 5 sono venute nel Veneto, la nostra sede, a fare un breve “reportage” su di noi, dalle nostre famiglie, alle nostre abitudini, fino a riprendere una parte del nostro concerto.

Siamo rimasti a Roma per 9 giorni, per varie riprese che la produzione voleva fare, fino alla diretta televisiva. Abbiamo avuto modo di conoscere e viere questa esperienza con altri artisti provenienti da tutta Italia, con i quali siamo ancora in contatto.

La giornata della diretta è stata impressionante, soprattutto per le cantanti! Trucco e parrucco hanno tempi e ritmi estenuanti a cui chi fa televisione è abituato. Diciamo che la frenesia di quella giornata, la stanchezza che poi ci ha lasciato ha fatto passare ogni dubbio di qualcuno di noi che pensava di voler lavorare in televisione.

E’ stato comunque molto bello e ricordo che nel viaggio di ritorno il giorno successivo, ricevevamo di continuo telefonate di lavoro, ci chiedevano di andarci ad esibire per loro! Da lì siamo partiti e non ci siamo più fermati

Parliamo degli spettacoli: come vi organizzate? Avete delle scalette prefissate?

Nei primi mesi invernali ogni anno modifichiamo lo show. Prepariamo nuovi brani, diamo un “tocco di novità” ai brani che naturalmente non si possono non eseguire. Entriamo in sala prove per circa un mese. La costumista nel frattempo ci prepara i nuovi costumi. Studiamo le nuove coreografie, e una volta pronto il nuovo spettacolo si va in scena! Abbiamo una scaletta prefissata quindi,  un vero e proprio show che riproponiamo nelle varie piazze.

Nel 2011 ci siamo anche cimentati in uno spettacolo creato apposta per i teatri “AbbaShow presenta Abba the Story”. Per un paio di anni lo abbiamo proposto con davvero molto successo.

Preferiamo avere uno show unico e non dover cambiare ad ogni serata perché questo ci permette di non dover pensare a cosa proporre quella sera, ma di concentrarci sul pubblico. Quando la “scaletta” dopo 4 o 5 concerti di rodaggio l’abbiamo fatta nostra, allora possiamo “dare”, di emozioni, sensazioni, ecc.. e soprattutto possiamo divertirci che è la chiave per far divertire chi viene ai nostri concerti.

 

Quali saranno le prossime date del tour?

Ci aspettano diversi teatri, dal Teatro Arcobaleno  di Torrebelvicino a novembre, al Teatro Super di Valdagno a marzo, ma poi anche locali come il “Re di Mezzo” a Due Carrare, al Fuori Orario di Reggio Emlia… e quest’estate ci aspettano le piazze!

Qual’e’ il miglior complimento che avete ricevuto?

Il miglior complimento non è come pensano tutti “avete suonato bene” o “avete cantato bene”, ma è “grazie per la bella serata, ci avete fatto proprio passare due ore di divertimento e allegria”, come ci hanno detto proprio ieri sera dopo la nostra esibizione al “Corallo” di Reggio Emilia. Perché cantare e suonare è il nostro lavoro e cerchiamo di dare sempre il meglio, ma quando quello che farlo ci da a noi, cioè divertimento e gioia, arriva anche al pubblico e lo condivide con noi divertendosi… ecco questo è il più bel complimento.

Ieri sera un ragazzo ci ha detto, non mi piace la musica degli Abba, ma mi sono talmente divertito con voi che tornerò a trovarvi!!

Avete mai pensato di proporvi per un film-documentario sugli Abba?

Sinceramente non ci avevamo mai pensato, grazie del suggerimento!

 

Ora non ci resta che seguirvi nel tour e ballare e cantare con voi.
Ragazzi, ragazze, ringraziamo tutti per la vostra gentilezza e meraviglioso gruppo. Vi salutiamo portandovi l’abbraccio di tutti i vostri fan.

 

Grazie a voi, vi aspettiamo numerosi.

Jenny Dj…torna il remix con passione

Se avevamo dimenticato i famosi piatti Technics e la musica mixata col valore di un tempo ci pensa la passione e la bravura della giovane Jenny Dj a riportarci a ballare alla grande con i capolavori dance ’80-’90 ed attuali.
Si accende l’impianto, ci si collega alla musica della giovane Dj di Pordenone e tutto torna con la bellezza ed il colore delle grandi discoteche a cui eravamo legati.

Jenny Dj (Jennifer Grizzo) interpreta il suo lavoro con la passione tramandata dai grandi dei migliori tempi dance, permettendole cosi di unire il tutto in nuovi esperimenti musicali che smuovono il corpo e la mente di chi ascolta e balla i suoi pezzi.

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Grande Jenny Dj a rinvigorire la voglia delle piste piene di giovani intendi a ballare e saltare sotto i colpi della migliore dance internazionale.

Chiudere gli occhi, respirare il sapore del suono…..comincia la danza.

“Briciole sul mare”, l’album

La purezza della musica, la bellezza del suono della fisarmonica, la finezza della tromba, l’immancabile chitarra, la bellezza e l’allegria della musica partenopea, il ricordo dei balli serali in riva al mare. Il caldo sud torna al cinema nel film “Briciole sul mare” di Walter Nestola, attraverso le musiche e le canzoni di Loriana Lana inserite nell’omonimo album “Briciole sul mare”.

 

Se il film riporta in vita le emozioni pure di un tempo, la sua musica si tiene per mano, passato, presente, con le musiche classiche o la nuova dance dello stesso Nestola con la sua “Latido Bandido” o le immancabili canzoni d’amore e di ricordi malinconici. “Briciole sul mare” porta un frammento di musica che si stacca dalla solita musica attuale, ma riprende un suo spazio, quello puro, quello che non passa nel tempo, anzi….ci fa sorridere o lacrimare nel farci rivivere emozioni spesso dimenticate.

 

Brava Loriana Lana nel concentrare il tutto in questo album dal profumo dolce amaro, dall’immagine di due persone che si guardano e tornano a sorridere.

Un album particolare che la stessa paroliera Loriana Lana sottolinea con un ringraziamento speciale a Nino Chirco dello Studio Chirco Edizioni Musicali:” Ringrazio Nino Chirco perchè per il cinema avevo già scritto canzoni, ma lui mi ha dato l’opportunità di scrivere la mia prima colonna sonora.”

Loriana Lana - Foto by Gabriella Deodato
Loriana Lana – Foto by Gabriella Deodato

I “Pandora” aprono il vaso del Rap……inizia il bello

I “Pandora”, la musica strana, quella che ti segue come un’ombra scura, che ti fa vibrare, ma non ti fa paura.

Onde sonore che spesso sembrano arrivare dal passato e farci fermare un attimo a pensare……”ma io vi conosco”.
Ecco il rap che serve, quello che ti si presenta come una figura conosciuta, ma che tiene giustamente le distanze perchè il rap vero è solitario, non è commerciale.

Giovani parole che aprono le bocche anche dei più grandi, accompagnate da bassi giusti e melodie armoniche.
Poche volte abbiamo incontrato un mix-rap multilingue ben riuscito….qui possiamo dire:…suona bene, mi prende bene.

Ascolta il Mixtape “M.d.P” gratuito:

Muti, seduti, ma raramente fermi, perchè le canzoni dei Pandora , i tre giovani ragazzi di Bologna, sono scariche elettriche che vogliamo addosso.

Conosciuti timidamente un anno fa i Pandora hanno lavorato bene danno al mondo la loro rivincita. Un anno esatto da quell’Ottobre 2013 e oggi ci arriva la loro rabbia, la loro cattiveria di parole, i loro amori cantati, il loro senso o dissenso verso i problemi della vita.

Comincia adesso la grande guerra nel mondo della musica. La vita non sarà diversa da adesso, comunque……sarà un successo.

https://www.youtube.com/watch?v=f-mXHg96OMY

“Ma che spettacolo” di Umberto Tozzi

Un ritorno del cantante al grande pubblico, ma sotto un nuovo volto musicale. Nuove emozioni che non ritornano dal passato, ma sono note musicali nuove, di un nuovo Umberto Tozzi.

Molte storie d’amore vissute in maniera diversa, cosi che ogni canzone ha un suo timbro specifico: l’amore vissuto come pensiero infinito verso la propria amata; necessità dell’aiuto della propria amata, per completarsi; la necessità dell’amore per vivere la vita quotidiana, difficile; la sofferenza non nascosta nell’essersi detti addio. Umberto Tozzi torna con il suo carattere e voce dolcemente ribelli, presentando un nuovo album che permette al pubblico di vivere appieno la propria storia d’amore con la propria metà.

“Sei tu l’immenso amore mio, non so spiegarmelo neanche io”….”Intorno a me da quando ti ho incontrata non ti ho più lasciata, mi bastavi tu…mi hai colorato il cuore già pieno di dolore”. Sorridimi, perdonami, un uomo non sa mai quanto ti meriti”

Canzoni da ascoltare, vivere internamente, dedicare…un bellissimo album…nuovo.

Andrea Celeste…La cantante torna con il suo inconfondibile calore.

La musica e la voce unica di Andrea Celeste ci abbracciano ancora una volta con le loro infinite emozioni. Sensazioni uniche, come una sera sul mare, mano nella mano con i propri sogni o con il proprio amore vicino, ascoltando insieme le onde musicali di queste canzoni indimenticabili.

Calore, che copre il pubblico con il suo grande piumone di note lasciandolo nudo e coccolato, come un grande bambino coperto di coccole.

L’affetto del pianoforte, insostituibile amore degli amori e sempre presente nel mondo di Andrea Celeste.

Rivitazioni uniche, come solo l’artista sa fare. Brani come :“Che cosa c’è; Noi due; Se stasera sono qui; La ballata dell’amore cieco” e molti altri…suoni e parole leggeri come un aquilone colorato. E’ insomma inconfondibile il talento dell’artista e la sua capacità di legare a sè il calore del pubblico.
Unico il suo Swing and Blues; sempre moderno e personale.

Silenzio:…..Accendiamo la Radio……Accendiamo l’emozione.

Il compositore Luciano D’Addetta e la sua Flammy Music

Nasce dalla grande musica di qualità il sound metiterraneo del compositore-musicista Luciano D’Addetta, già conosciuto al grande pubblico e agli esperti del settore grazie al suo primo album “Note Mediterranee”(Out recording studio) negli scaffali virtuali degli store; 10 tracce melodiche, mediterranee, profonde e capaci di farci vivere pensieri altrettando profondi. Musiche che ci riportano ai nostri ricordi del passato o a serie tv di qualità, stile Montalbano, Don Matteo. Musiche capaci di tenerci compagnia.

Il suo carattere semplice, pacato e diretto lo ha portato a comporre musiche dal sapore mediterraneo, che si tengono lontane dalla musica di massa, ma che invece sono caratterizzate proprio dalla loro alta qualità e valore musicale, con un loro stile personale. Con D’addetta nasce infatti la “Flammy Music”: è questo il nome con cui il compositore ha chiamato il suo stile musicale, molto mediterraneo, di stampo tutto italiano.

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Ma qual’è la base musicale di Luciano D’Addetta? Luciano ha studiato presso queste strutture di primo livello: Conservatorio Donizetti Bergamo; Cpm di milano; Accademmia di Biella e Bergamo, Conservatorio A.Corelli di Messina.Ha suonato con l’orchestra sinfonica di Sarajevo in Mondovisione. Ha aperto il concerto di Miriam Makeba e di Ronnie jones.Ha suonato con Ron, Tony Dallara. Ha fatto da spalla ad artisti di primo livello come Enrico Ruggeri, Gatto Panceri, Arisa.

A soli 43 anni D’Addetta si cataloga quindi nei nuovi autori musicali dell’era moderna, musicisti compositori capaci di entusiasmare il pubblico e i registi televisivi per eventuali colonne sonore di serie tv di qualità.
Presente come contorno musicale della trasmissione a puntate “Graffiti Selvaggi”, Milano sfregiata dalla street art: una video inchiesta di Claudio Bernieri , che vede protagonista in studio anche il critico Vittorio Sgarbi.

Luciano D’Addetta è compositore anche delle musiche che fanno da contorno alla presentazione del nuovo libro di vignette satiriche del grande Forattini, “C’era una volta un pezzo di legno”, ma ha partecipato anche alla stesura delle musiche per il film “La stirpe di Caino” di Nando De Maio. A ritmare questo thriller è stato Luciano D’Addetta, chiamato per l’occasione a scrivere tracce melodiche capaci di reggere il delicato tema del film: la violenza sulle donne.

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Fresco di pubblicazione anche il brano “Amore”, che si apre come la presentazione di un grande spettacolo, seguito da un testo di Madre Teresa di Calcutta. Questo è l’Amore di Luciano D’Addetta, la grandezza magnifica del musical. L’opera esplode letteralmente in una forte emozione che sottolinea la sua capacità professionale pronta al grande cinema. Un amore immenso portato all’altare mano nella mano con una musica orchestrale meravigliosa.