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La musica e gli occhi profondi di Andrea Celeste…L’intervista

Andrea Celeste, la giovane cantautrice di origini toscane, che strega il pubblico con la sua ritmica particolare e la capacità di reinterpretare brani come Born to Be Alive di Patrick Hernandez in maniera tutta particolare.

La capacità genetica di fare musica  Andrea la sviluppa già da adolescente, quando appena 14enne condivide il palco con Mario Biondi. Si capisce cosi che la cantantautrice è indirizzata verso la world music, jazz pop, con una taratura tutta particolare.

La capacità artistica di Andrea  varca i confini e nel 2008 esce l’album jazz “My Reflection” che il sito americano All About Jazz definisce l’interpretazione degli standard “magistrale”.

Oggi abbiamo il piacere di parlarle di persona con Andrea in una semplice e particolare intervista.

Viste le capacità canore e di composizione esibite già all’età adolescienziale, possiamo dire che Andrea Celeste nasce artista?

Credo che tutti gli esseri umani nascano con delle capacità speciali. Io sono stata semplicemente fortunata nello scoprire presto questa particolare inclinazione e passione per la musica e sono stata ancora più fortunata nell’avere una famiglia che mi ha permesso di studiare e sviluppare le mie capacità.
A 11 anni inizi già una scuola di canto classico e pianoforte, seguita dal Maestro Vittorio Scali, che sottolinei come figura più importante della tua formazione e carriera artistica.

Hai qualche ricordo particolare delle tue lezioni di canto o pianoforte?

Mi ricordo tutti i proverbi e gli insegnamenti di vita che il Maestro mi regalava tra un vocalizzo e l’altro. Non solo il Maestro Scali è stata la persona che mi ha formata vocalmente, ma è stato un grande Maestro di vita e mi ha sempre spronata a fare la cosa giusta per l’arte e a non vendere mai la mia anima e le mie capacità.

Andrea, la tua biografia è tradotta anche in francese. La Francia come espressione di seduzione?

La Francia come espressione di libertà artistica e personale. Dei francesi amo la curiosità verso tutto ciò che è inconsueto e la voglia continua di sperimentare nuove vie in musica e nell’arte a 360° senza pregiudizi alcuni.

Il mondo del Gospel e Jazz la fa da padrone nella tua realtà professionale. E’ un segno indelebile delle collaborazioni giovanili con importanti protagonisti di questo genere musicale? Ricordiamo che hai collaborato come corista, correggimi se sbaglio, con la cantante statunitense Cheryl Porter e Mario Biondi.

In verità con Cheryl e Mario ci siamo incontrati proprio perchè siamo tutti amanti di questo mondo musicale. Io ho cominciato a cantare nel coro Gospel a dodici anni ed è proprio grazie al coro Gospel che ho potuto incontrare Cheryl intorno ai 14 anni.
Cheryl l’anno seguente mi invitò a cantare come ospite insieme a Mario Biondi per la cerimonia di apertura di Gospel in Castelbrando, un festival e seminario dedicato al Gospel organizzato da lei stessa, un’esperienza davvero incredibile ed emozionante.

 

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Tra il 2000 e il 2005 partecipi a tre edizioni del “Milano Gospel Festival” e al “Festival del Cinema di Roma”, quindi non ancora ventenne. Come hai vissuto queste importanti manifestazioni? Energia, ansia, preoccupazione………….o un magnifico gioco importante?

“Incoscienza” ed “entusiamo” sono i termini giusti. Pensa che ho cantato al Festival del Cinema di Roma proprio durante i giorni in cui avevo l’esame di maturità… Significa che ho fatto la spola in treno tra Pontedera e Roma durante i giorni della prima e della seconda prova!
La mia determinazione e l’amore che sento verso la musica mi hanno portato sempre a fare sacrifici senza sentirne il peso e senza ansia alcuna.

Nel 2007 esce il tuo primo album: “My Reflection” di cui sei autrice completa, musiche e testi.Andrea Celeste segue gli scritti di poesie?

Sono amante della letteratura, ma soprattutto della prosa. Mi piace poterer scavare a fondo nella psicologia dei personaggi o cogliere i particolari di un’immagine attraverso articolate descrizioni. In un certo senso anche le mie canzoni sono dei brevi racconti delle mie emozioni in parole e musica.

Nella primavera 2009 esce l’album “Enter Eyes” una rivisitazione di brani Jazz, in coppia con il pianista internazionale Andrea Pozza.
Nel 2010 c’è l’incontro con il Ministro della Gioventù On. Giorgia Meloni, che ti sceglie come una delle rappresentanti del talento giovanile Nazionale. Come ricordi quell’incontro?
Sono stata convocata telefonicamente dallo staff del Ministro Meloni, che ho avuto modo di conoscere poi durante il primo giorno di manifestazione. Mi ha fatto molto piacere notare che è una donna molto dinamica e appassionata, mi ha dato l’impressione di credere veramente nel potenziale dei giovani.
Le sarò sempre grata per avermi invitata e avermi dato la possibilità di conoscere decine e decine di coetanei incredibilmente talentuosi. Quando penso a loro mi sento fierissima di essere italiana.

Quando si nasce sensibili, ricettivi, dolci………si ama poi avere al proprio fianco anche degli animali. Andea ha nella sua Vita anche spazio per gli animali? L’affetto di un cane, la pigrizia di un gatto sornione?

Sono nata e cresciuta in piena campagna e inevitabilmente per me è stato naturale crescere a contatto con gli animali e innamorarmi della loro intelligenza ed empatia. Ho avuto molti gatti e cani, ma ho anche avuto a che fare con capre, conigli, galline(Sorride). In questo momento però vivo in città e sono sempre in giro per i miei concerti, purtroppo non posso adottare un animale perchè non potrei dargli tutto l’amore, il tempo e la pazienza che richiederebbe proprio perchè so cosa significa. Molte persone che non hanno mai avuto esperienza con gli animali adottano dei cuccioli senza prima documentarsi e quando sono stanchi se ne sbarazzano ingiustamente e con crudeltà. L’ abbandono è un crimine .. lasciare un animale libero per strada significa non solo mettere in pericolo la sua vita ma anche quella di chi per caso potrebbe investirlo.

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Nel mondo musicale italiano è conosciuto il problema della difficoltà a promuoversi sia internamente sia all’estero, a causa dei costi di produzione o di mancanza di collaborazioni. Tu hai vissuto questa difficoltà?
Come tutti gli artisti italiani (e non solo, visto che sono stata di recente a New York e posso testimoniare che anche lì è durissima), sto attraversando questo periodo di stallo e tutte le sue difficoltà cercando di non farmi prendere dal panico. L’importante è resistere, ma soprattutto “esistere” come realtà individuale e continuare a fare musica di qualità.

C’è una persona a cui devi molto?

Sicuramente devo tanto a mia madre che ha creduto in me fin dall’inzio e mi ha supportato in tutto e per tutto.
Poi devo tanto al mio produttore Roberto Vigo (che da 5 anni crede ciecamente nelle mie canzoni) e a tutte le persone con cui collaboro, le quali mi hanno aiutato a crescere molto umanamente e professionalmente. Senza di loro non sarei mai arrivata a questo nuovo terzo album dal titolo “Something Amazing” che è davvero “qualcosa di straordinario” per me, perchè racchiude in dieci brani il senso di libertà artistica che tanto amo e ricerco nella mia musica.

Andrea:…occhi di fuoco o occhi di ghiaccio?

Entrambi… Io credo nell’equilibrio.