Pacifico feat Malika Ayane

L’unica cosa che resta…nel Cuore.

25 aprile 2012

Una carezza improvvisa, ma cercata. Una preghiera sospirata, che porta, lentamente, il sogno sempre sognato. Parole lente, al rallentatore, che sfiorano gli occhi, per poi scendere sulla propria pelle. Mare, cielo, sole, calore, Amore, le parole delle poesie, qui galleggiano insieme nella loro giusta dimensione. Una canzone calma, come un bacio caldo, che vuole portare all’infinito il suo calore. Come sguardi innamorati, che si fondono….e tutto vibra…tutto è l’Amore che si è cercato per una Vita intera. Infinite le sensazioni di chi ascolta…l’unica cosa che resta…all’infinito.

 

La grandezza di SHARI NOIOSO

La bellezza della voce pura e profonda che si trasforma in musica perfetta. Vibrazioni enormi che entrano immediatamente nel cuore dell’ascoltatore. Quasi un pianto rinchiuso da anni che vuole esplodere in tutta la sua potenza. L’istinto del grande artista portato in evidenza da questa grande cantautrice. A Shari Noioso bastano solo pochi attimi per incantare il grande pubblico. Una giovanissima che ricorda il talento di un’altra grande cantante italiana, Francesca Michielin: capacità artistica e genetica magnifica.

Paola Epifani: Rabarama è il mio vivere immenso

Marzo 2013 – Di Claudio Raccagni

Rabarama: il movimento dell’universo nella staticità dell’arte. Una staticità fittizia, perchè le opere di questa artista girano il mondo e prima ancora entrano all’interno dello spettatore e girano nelle sue emozioni.

Paola Epifani, questo il vero nome dell’artista, ci permette oggi di conoscere un po’ di più la sua persona misteriosa, il suo vivere ed essere arte.

Dipingere è un’opera che si inizia quasi automaticamente, da bambini. La pittura è un segno di espressione, ma la scultura è un’altra cosa. Non è cosi semplice. Non è una forma normale di crescita; bisogna avere una spinta in più. Quando hai cominciato a scolpire, modellare le tue creature? La tua prima volta artistica, in cui una tua creatura ha preso vita?

Per me l’approccio con l’argilla è stato del tutto naturale: fin da piccola lo studio dei miei genitori mi permise di utilizzare materiali ed attrezzature di ogni genere oltre al loro insegnamento esperto. Sta di fatto che non ricordo neppure quando ho cominciato ad esprimermi e a comunicare con le forme e i colori, per me è stato come imparare a parlare.

Rabarama (foto: Hikari Kesho)

Le tue opere sono “vive”, come scrissi tempo fà, perchè hanno una potenza energetica molto viva, che esplode già nel primo istante in cui le si vede. La tua capacità artistica è un’attitudine già presente in te da bambina?

Credo di sì, o meglio, quello che provavo allora è ciò che provo adesso. L’energia è pari alla verità con cui mi esprimo ed il fatto che le persone si interessino tanto al mio lavoro, fa sì che la mia ricerca si arricchisca sempre più di quella energia di cui tutti siamo parte.

Spesso mi chiedo cosa porti una scultura a farsi scolpire da te. Cioè: è cosi forte la voce nascosta delle tue sculture, che portano a pensare che siano essenze vere e proprie, portate alla luce da te, dietro un loro richiamo. E’ giusta questa interpretazione?

Credo che il richiamo sia quella “voce interiore” che tutti possediamo e con cui quotidianamente colloquiamo, ed è proprio questa voce in me che chiede di essere ascoltata, interpretata e tradotta in materia e colore. E’ una ricerca che comincia quando inconsciamente il mio Io raziocinante si addormenta per lasciar posto alla memoria arcaica che si trova in quel lato buio del nostro cervello che normalmente non utilizziamo, proprio lì, dietro ad una “porta” ,o meglio, in attesa che una qualche sinapsi attivandosi cominci ad attingervi.

Se Rabarama dovesse scolpire se stessa, come sarebbe?

Rabarama è in ogni sua scultura, da sempre. Forse è proprio questo il segreto di quell’energia di cui stavamo parlando prima: la verità, l’amore e la passione che cerco di trasferire nelle mie sculture apparentemente silenti ed inerti, ma che in realtà ululano solitarie in ogni creazione.

Fine 2012, l’arrivo della fine globale. Come ha vissuto la tua arte questa previsione. L’energia catastrofica o di pensiero popolare ha influito sulle tue sculture?

No, o meglio, non ho mai creduto ad una fine segnata da una data. Purtroppo però devo confidarti che da sempre le mie sensazioni non sono positive: se il mondo continua a procedere in questa direzione in breve tempo ci ritroveremo catapultati in una dimensione che lascerà sempre minor spazio alle menti sensibili.
Quelle stesse menti che viaggiando alla ricerca del perché dell’esistenza umana sempre più limitate da un sistema produttivo globale, senza accorgersi non avranno più né spazio né tempo per la comprensione di se stesse: chissà forse un giorno ci risveglieremo e ci accorgeremo che la nostra paura più grande(ossia il momento in cui attraverso la morte lasceremo questa dimensione materiale) tutto si risolverà con la semplicità di un sogno. Lo spazio/tempo come abbiamo imparato a conoscerlo non sarà più la condizione determinante/dominante in cui operare e saremo finalmente liberi, forse senza memorie e senza veicolo/corpo ma ciò non avrà più nessuna importanza.
Tornando al principio delle cose siamo energia pulsante ed è questa energia che dobbiamo costantemente ricercare, imparando a farla vibrare positivamente. L’eco di ritorno (ossia l’universo di cui siamo parte) ci garantirà quella libertà d’azione e di consapevolezza che potremo ricollegare alla definizione di libero arbitrio, sì proprio quel libero arbitrio che all’inizio della mia ricerca artistica ritenevo fosse inesistente.
Questa è l’energia che anima il mio popolo, a “Rabaramalandia” dove ogni creazione rappresenta l’umano nella sua essenza universale/divina. Il messaggio quindi nel suo finale è positivo, per comprendere è necessario agire e non sempre si fanno le scelte giuste ma seppur sbagliando in ogni istante della nostra esistenza si può imboccare la via giusta.
Un’artista vive tutto ciò in maniera amplificata (nei suoi pensieri, nelle sue emozioni e nelle sue azioni) ed è grazie a questo che spesso gli avvenimenti vengono percepiti in anticipo. L’importante è che quando si arriva a percepire la fine si possa anche progettare una rinascita: questo è il pregio dell’arte grazie alla quale la sanità mentale può raggiungere un suo equilibrio.
rabarama1
E’ comunque da sottolineare come il grande, potente, cambiamento sia arrivato, anche sotto l’aspetto energetico, di scuotimento dei pensieri. I grandi asteroidi in collisione con la terra; il Papa che abbandona il suo ruolo(quindi la grande Chiesa scoperta); la caduta di un governo comunque omologato, lasciando spazio ad un colpo di frusta popolare mai visto prima. Come vede questo cambiamento Paola Epifani? E Rabarama?
Personalmente credo che un’epoca di grandi trasformazioni come questa diviene fonte di ispirazione e stimolo creativo per gli artisti: come dicevo prima bisogna essere positivi sempre e comunque. La Fenice risorge dalle sue ceneri per cui il cambiamento cui stiamo andando incontro seppur molto difficile ci sta portando a scoprire una nuova dimensione. Tutto ciò che non si conosce fa paura ma non è detto che una volta raggiunta la comprensione del perché di questa trasformazione la vita non possa essere migliore: ripeto, mantenendo alto il senso di positività l’eco di ritorno dall’Universo ci stupirà. Paola e Rabarama sono una cosa sola, un’energia unica ed univoca. Penso che esistano il bene e il male, ma voglio credere che il Positivo riesca a distruggere il Negativo: sta a noi fare la scelta giusta e questa è la meta da perseguire durante la nostra esistenza.

Ascolti musica durante i tuoi lavori?
Sì sempre e dovunque: in studio, in auto e persino passeggiando, aiuta la mente a concentrarsi sulle emozioni più nascoste, quelle che solo la nostra anima priva di coscienza raziocinante può raggiungere.

I mutanti sono stati i primi esseri a colpirmi. Una vibrazione paurosa, mai provata prima. Il tuo grande successo commerciale ed artistico è nato con loro?
Sì, se di conoscenza al grande pubblico vogliamo parlare.

Eterna carezza……spesso le tue creature sembrano chiedere questo. E’ una mancanza di amore universale che manca?
Credo di sì, questa mancanza la vivo personalmente e più cresco ed invecchio più l’amore mi sembra un’utopia quando invece in realtà l’Universo ne avrebbe un gran bisogno.

Dai piccoli lavori ai maestosi monumenti cittadini. Quale tra queste opere è quella che ti soddisfa di più?
Le sculture monumentali assolutamente in quanto riescono ad interagire in modo più immediato con lo spazio e con l’umanità che le circonda.

Francesca Cipriani: “Amo la tv, ma mi diverto molto nei servizi fotografici”

Aprile 2015 – Di Claudio Raccagni

Intervista alla Pupa più simpatica d’Italia, che col suo sorriso strega il pubblico, ancora prima che col suo amato e prosperoso décolleté .   Ricordiamo le principali trasmissioni televisive…

Intervista alla Pupa più simpatica d’Italia, che col suo sorriso strega il pubblico, ancora prima che col suo amato e prosperoso décolleté .

 

francesca cipriani

francesca cipriani

Ricordiamo le principali trasmissioni televisive che ci hanno fatto conoscere la personalità della Cipriani: nel 2006 partecipa alla sesta edizione del Grande Fratello. Nel 2008 è co-conduttrice di Qui studio a voi stadio; partecipa al film Finalmente a casa (canale5) e alle sitcom Piloti (rai2) e Medici miei (Italia1).
Nel 2010 partecipa al reality show di Italia1 La pupa e il secchione, dove diventa una delle pupe più ricordate della televisione.

Ha realizzato due calendari da urlo: il primo nel 2007 per Show Television, fotografata da Bruno Olivierio, ed il secondo nel 2010 per la trasmissione Mitici ’80, assieme alle showgirl Sarah Nile, Florina Marincea e Lisandra Silva.

Vanta numerose presenze televisive nel ruolo di opinionista, sia sulle reti Rai (L’Italia sul Due), che su quelle Mediaset (Pomeriggio Cinque, Domenica Cinque).
Si definisce una ragazza aperta, solare, dinamica, frizzante, sempre con il sorriso sulle labbra e un po’ ingenua, e questo traspare attraverso il televisore.

 

Francesca, la televisione è il tuo habitat naturale, ma vedremo mai un mega cartellone pubblicitario a Milano con la foto di Francesca Cipriani? Ti piace fare la fotomodella?

Chissà, mai dire mai… Amo la tv, ma mi diverto molto nei servizi fotografici, sono già stata testimonial di diversi brand, vediamo cosa riserva il futuro.

Hai iniziato presto a stare sotto i riflettori. Nel 2005 hai debuttato come conduttrice ed inviata del telegiornale di Onda Tv. Cosa ti piace della televisione?

Sì, quando ho iniziato ad appassionarmi al mondo della tv ero davvero piccola. Della tv mi piace il fatto di poter raggiungere milioni di telespettatori in tutta Italia e strappare, magari, un sorriso a qualcuno di essi.

Sei una persona sempre solare. Affascina il tuo sorriso assieme allo sguardo che si illumina.
Ma anche Francesca avrà i suoi periodi tristi! Ne ricordi qualcuno in particolare?

Purtroppo sì, anche se mi mostro sempre felice e sorridente anche io ho i miei momenti bui, ma preferisco non pensarci. Sorridi che la vita ti sorride.

Francesca, gli uomini sono attratti dalle tue forme e dal tuo sempre sorridere, però spesso si avvicinano anche persone invasive, maleducate. Ti capita di avere a che fare con questo tipo di persone?

Al giorno d’oggi di persone così ce ne sono davvero molte, io cerco di evitarle il più possibile

francesca cipriani

francesca cipriani

Anche tu hai un profilo Facebook. Com’è il tuo rapporto con i fans?

Sì, ho un profilo su tutti i social (www.facebook.com/francescaciprianidaltoriofan, Instagram: @francescaciprianiofficial, Twitter: @CiprianiFranci) mi piacciono e divertono molto perché posso avere un contatto diretto con le persone che mi seguono anche da lontano, cerco di rispondere sempre a tutti, anche se a volte è davvero difficile, ma se io sono qui è anche grazie a loro che mi seguono e supportano sempre.

Se tu fossi un uomo ti innamoreresti di Francesca? Perchè?

Ahaha chissà, forse si, forse no…

Il Festival di Sanremo, come ho potuto valutare anche in altre interviste, è un palcoscenico ambito, che mescola serietà e comicità. Non hai mai pensato di proporti come spalla?

Come ho già detto prima, nella vita mai dire mai, poi, del resto dopo le farfalline, sul teatro dell’Ariston una settima non starebbe male ahahh

Se dico Relax….a cosa pensi?

Spiaggia, sole, mare…

Per il calendario 2015 ti sei espressa in modo perfetto: hai detto: “Mi vedrete nelle vesti di cuoca, vestita di pasta, caramelle ed altre bontà. Ogni mese ci sarà un piatto di stagione con la relativa ricetta. Farò cucinare anche gli uomini più svogliati.”……insomma solo per queste parole si sente già il gusto di comprarlo.
Com’è prepararsi per un calendario?

Molto faticoso, le foto finali sono solo l’ultima parte di un lunghissimo lavoro. Per mostrarmi al meglio ho faticato molto in palestra con il mio personal trainer ed ho seguito una corretta alimentazione

Sei una ballerina più da disco-dance o da Lady-Tango?

Assolutamente disco, mi piace ballare le ultime hit del momento.

 http://www.thesocialpost.it/2015/04/10/francesca-cipriani-mi-piace-avere-un-contatto-diretto-con-i-fans/

Il rock’n blues ricercato dei “Che Sudada”

Brani rari o poco conosciuti al grande pubblico, è questo il concetto base che caratterizza il gruppo rock lombardo dei “Che Sudada”, che si presenta al pubblico
stesso in modo personale senza ricercare l’effetto d’immedesimazione nell’artista interpretato, ma solamente con la propria passione per la musica, che spinge i componenti del gruppo a seguire la sostanza piuttosto che la forma.
Sono questi gli elementi che si percepiscono all’istante e coinvolgono il pubblico, il quale raramente smette di vibrare.

Come si definiscono i Che Sudada? “Rock’n blues in salsa hendrixiana fatto con stile grezzo e diretto, con pochi effetti e poche pretese, cercando di riprodurre il più fedelmente possibile il suono del rock anni ’70.”

Formatosi nel settembre 2013 il gruppo è la fusione di vari elementi con alle spalle l’esperienza in altrettanti gruppi rock lombardi tra i quali: Scossa etilica; Ozone; Electric churc; Dead flowers; 19teen e gli Uma express, band rock & blues in voga tra la fine degli anni ’90 e i primi del nuovo millennio.

Bresciani Marco (bassista); Davide Drago(voce); Maurilio Colleoni (chitarra); Ubaldo Pirola (batteria), sono questi i ragazzi che rendono coinvolgente il rock’n blues con brani che spaziano da Hendrix agli Steppenwolf, dai Free passando per Clapton, Johnny Winter, Trower, Robben Ford e molti altri.
Brani interpretati in modo caldo, finto-trasgressivo, cosi da far ricordare a lungo le loro performance.

Per info: https://www.facebook.com/profile.php?id=100009008857263&fref=ts
Video Promo: https://www.facebook.com/video.php?v=1378203235823292

 

sudada

Simona Poerio: La vita la riprendo io

Simona Poerio: Le violenze su di me? Spero in una legge che uccida

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 Avevamo incontrato Simona Poerio alla presentazione del suo libro “Dietro le sbarre”, edito dalla Booksprintedizioni, un libro autobiografico, forte, intenso e scorrevole, ma non conoscevamo il buio profondo della sua infanzia, quel buio che le ha permesso di scrivere oggi tutte le sue sofferenze per salvarsi dall’incubo infinito delle violenze e aiutare a riflettere sul perchè, ancora oggi, la società nasconde alcune vergogne.

Simona incontra la nostra fiducia e la capacità di dialogo di entrambi e decide di regalare al pubblico, perchè di un vero regalo si tratta, un’intervista che può ferirla, ma al contempo può calmare e curare molte altre ferite più profonde. Una lunga intervista, ma scorrevole, intensa e interessantissima, che porterà il lettore ad un continuo chiedersi:…Perchè tutto ciò”

 

Simona ci eravamo lasciati parlando del tuo libro “Dietro le sbarre”, oggi ci ritroviamo per raccontare un’altra storia, sempre la tua, ma più nascosta…una storia brutta, che sottolinea ancora una volta, tutti questi anni di violenze da te subite, come le violenze sui bambini. Sei solita raccontare di te e comprendiamo che la violenza non sia mai da sminuire, ma questa cosa un po’ incuriosisce pensandoti e avendo dimostrato di essere una donna molto forte 

Io scrissi un giorno :“Scrivi ciò che pensi per non morir soffocato”, tu racconti quello che senti…perché?

 

 

In questo caso scrivo perché spero che attraverso il mio espormi qualcuno trovi il coraggio di dire BASTA a qualsiasi sopruso ,violenza o molestia stia subendo, che sia fisica o mentale o psicologica.                    Io scrivo ciò che penso e sento per non morire soffocata, per non morire. Scrivo e racconto ciò che provo, ovviamente basato sulle mie esperienze e, ammetto sono davvero tante. Scrivere è diventato ben presto, forse troppo presto, il mio rifugio e il mio unico modo per poter dire le mie verità, quelle che nessuno avrebbe potuto comprendere o peggio capire. In fondo, insegnanti a parte, a nessuno importava cosa scrivesse quella bimbetta troppo vivace. Di fatto non ho mai nascosto nessuno dei miei scritti ed oggi questo mi ferisce un po’, perché nessuno si è mai interessato a questo. Nessuno ha mai cercato quelle verità per le quali io oggi ancora combatto. Dopo questa intervista credo che brucerò e distruggerò diario dopo diario, pagina dopo pagina ogni diario scritto negli anni, e le mie lacrime su quelle pagine svaniranno per sempre ,un primo passo credo, pronta a farcela da sola ,ancora da sola.

Scrissi :“Se non ti è concesso parlare allora tu scrivi e il tuo pensiero un giorno darà vita alle tue parole ” ed eccoci qui !!!

 

«Crescendo mia madre mi prese per pazza perché secondo lei mi lavavo troppo»

 

Nel libro parli del tuo compagno Emilano descrivendolo come un uomo molto religioso ,addirittura praticante . E tu, sei credente ?

 

Alti e bassi ,sono cresciuta in una famiglia cattolica e non particolarmente praticante ma con degli assurdi tabù inculcatigli dai loro genitori o dai loro credo, o dalla parola del loro Dio ,e più crescevo e più vedevo ipocrisia. In quel Dio ho creduto per un po’ ,oggi non so ,mi domando se ci sia ancora qualcosa in cui credere. Vediamola cosi, credo nel bene e nel male, punto!!! Ho ricevuto tutti i sacramenti e da buona cristiana e figlia mi sono sposata in chiesa, ho anche fatto prendere tutti i sacramenti ai miei figli per permettergli di fare da adulti le loro scelte e poi  perché ci teneva molto il loro papà . In verità a quei tempi gli rivolgevo qualche preghiera anche io a quel suo Dio. Oggi mio figlio Sharon, al liceo, segue religione per sapere e conoscere e come suo padre prega molto ,nonostante gli innumerevoli dubbi ,mentre l’altro figlio Franco alle medie ha rifiutato l’ora di religione sin dal primo anno, lui ha le idee molto chiare a riguardo.

Qualcuno ha scritto che :”Se esiste un Dio ce ne sono due ,ed ognuno di loro pensa che l’altro si stia occupando di me.”  CREDO NON ESISTA AFFERMAZIONE PIU’ VERA PER QUANTO MI RIGUARDA .

 

 

Cosa non hai mai confessato neppure a Dio ?

A Dio non dovremmo confessare nulla, ci insegnano che vede tutto. La prima volta che gli ho parlato apertamente avevo 10-11 anni, credo, e gli ho chiesto di farmi morire perché finissero le molestie e le violenze ,ma non credo abbia ascoltato le mie preghiere né le mie suppliche, perché dopo anni di molestie sessuali tutto è cessato ,o almeno credevo . Ora ognuno di noi ha il suo percorso ,e la sua strada, ma da allora mi domando come posso credere in un Dio che ha permesso che mi accadesse qualcosa di così terribile da cambiare tutto di me e in me. Ha permesso che accadesse a quella bambina vivace e indifesa, una bambina che in quegli anni è morta senza che nessuno se ne accorgesse . E’ molto difficile scrivere di certe cose, ma è anche difficile saper leggere fra le righe. Dopo la pubblicazione del mio libro “Dietro le sbarre”, qualche domanda è arrivata e forse mi sono detta:” Se trovo il coraggio di parlarne dopo tutti questi anni forse i demoni li sconfiggo”, perché l’unico modo che abbiamo per liberarci è vivere come persone libere e normali e non rabbiose, ribelli e lunatiche, diverse (il più delle volte) ,troppo forti (quasi sempre) è affrontare le cose che più ci feriscono dentro .

Nel libro menziono spesso mia figlia e mia madre. L’una perché vederla crescere mi ha ricordato quanto sono stata piccola e indifesa, mentre qualcuno abusava di me e poi perché mi fa respirare a pieni polmoni guardarla e sapere di averla protetta, almeno da quell’inferno. Allo stesso tempo negli anni ha risvegliato la parte di me ferita e distrutta. Ogni giorno per anni ho guardato mia figlia domandandomi come abbia fatto mia madre ,come tante madri a non capire, a non proteggermi da quei mostri che non mi spaventavano di notte nel mio letto.

L’altra perché il mio essere stata una madre attenta mi ha ricordato che la mia non è stata attenta per niente, mia madre non mi ha protetta, non ha capito, non mi ha difesa e da quando sono diventata madre non riesco a perdonarla, mentre lei non sente il bisogno di essere perdonata . E oggi mi fa davvero INCAZZARE(posso dirlo ? Ride N.d.r.) ,quando trattando questi argomenti cosi dolorosi ,parlando al passato li  giustificano con: “Erano altri tempi “ e al presente con :”Sono persone malate”. No !!! Non lo accetto, o sei madre o non lo sei , o sei un padre o non lo sei . E ucciderei se toccassero mia figlia con un solo dito, perché non esiste giustificazione peggiore di Malato. Spero in una legge che uccida questi DEVIATI, perché una bambina o un bambino abusato muore e nessuno piange la sua morte . I bambini non si toccano !!!!

 

«Avrei voluto vivere la vita di tutti tranne che la mia»

 

Come ha inizio la tua storia di violenza?

 

Il mio incubo è iniziato fra la fine della scuola materna e l’inizio della prima elementare ed è durato qualche anno . Erano amici di famiglia, nessuno sospettava ed io ero così piccola da non capire e cosi spaventata da non riuscire a parlare, ma i segnali arrivarono presto . Ribellioni a scuola, tutte le notti mi svegliavo con il letto bagnato. Ricordo di aver sentito mia madre parlarne con amiche ridendo e di essermi sentita umiliata e ferita a morte .Avrei potuto parlare ,molte volte ho pensato di farlo, ma non mi avrebbero creduto, o avrebbero messo tutto a tacere per la vergogna ,cosi iniziai a scrivere i miei diari ,le mie preghiere. Come cito nel libro “Avrei voluto vivere la vita di tutti tranne che la mia”.

 

La mia famiglia si fidava di questa coppia e dei loro 4 figli ,3 più grandi di me di molti anni . Mentre crescevo quest’uomo non poteva più tenermi in braccio e toccarmi sotto il tavolo, toccarmi dove e come non volevo e fortunatamente le occasioni diventavano sempre più rare cosi fui finalmente libera da quest’uomo che ad ogni occasione si prendeva confidenze disumane. Un giorno mentre tutti erano distratti da giochi di carte, tombolate, abbuffate e altro mi si avvicinò e mi disse cose ripugnanti e sconce, c’era un coltello sul piano della cucina e senza pensarci glielo puntai; non dissi nulla, ma i miei occhi neri gridavano disperazione, avevo credo 9/10 anni . Sua moglie vide la scena e non disse nulla ed io capii che i mostri erano due, non uno. Quando fui abbastanza grande mi diedero l’accesso alla stanza per i ragazzi dove ricordo c’era un ping- pong . Ero felice, perché in quella stanza c’era mio fratello, mi sentivo al sicuro ,ma non lo ero.

Trovavano il modo di distrarlo, mangiavano a turni e intanto abusavano di me. Un giorno gridai e quando intervennero “gli adulti “, dissero tutti che ero caduta. Mia sorella era senza di me e mi sentivo cosi impotente. Mi ripetevano che se stavo zitta non l’avrebbero toccata e per lei avrei dato la mia stessa vita, che in quegli anni per me non valeva nulla. Ripetevano che nessuno mi avrebbe creduta, che nessuno mi avrebbe più voluto bene . Ed io pensavo che se mia madre avesse avuto una sola prova e mi avesse amata li avrebbe uccisi tutti con le sue mani ,ma non avevo prove e mia madre non sapeva amare una figlia ribelle . A volte ci provavo a farle capire, ma più tentavo più lei mi deludeva attaccandomi…era sempre colpa mia!! . Alle elementari ho preso una forbice e di notte da sola mi sono tagliata tutti i capelli, ero un cesso,volevo che tutti vedessero un maschiaccio e non sensualità, a quella età, se ci penso  …. è assurdo !!!

 

Portavo di nascosto nello zaino abiti da maschio per cambiarmi di nascosto appena fuori casa. In quegli anni mia madre mi picchiava ogni volta che rifiutavo di andare in quella casa ,ogni volta che fingevo di stare male per non andare dove c’erano loro, ogni volta che rifiutavo la gonna. Crescendo mi prese per pazza perché secondo lei mi lavavo troppo. I segnali c’erano e aumentavano; crescendo picchiavo chiunque se la prendesse con i più deboli, diventavo una furia e chi mi ha conosciuta lo può confermare. Per anni ho terrorizzato molte persone per difenderne altre e non me ne vergogno . Perfino a scuola non stavo alle regole, non eseguivo ordini, non riuscivo a stare ferma e gli insegnanti di educazione fisica impiegarono le loro e le mie forze per allenarmi, per farmi sfogare tutto.

 

Simona correva sempre, la notte leggeva e scriveva sotto le coperte e di giorno correva, ma correva così forte che le medaglie e le coppe aumentavano a dismisura. Simona non ha mai perso una gara, perché nessuno può correre più veloce di qualcuno che fugge da un demone o più . Simona è cresciuta ma non ha smesso di correre né di scrivere. Simona ha servito da bere nel suo bar ai suoi carnefici e poi è corsa in bagno a vomitare. Le colpe oggi Simona le dà ai genitori non ai figli. Per troppo tempo mi sono sentita colpevole, e né mai abbastanza forte né pulita . Non accadrà più, nessun uomo mi ferirà più, non mi farà sentire sporca né debole. La verità è che un figlio va protetto da tutto e tutti. Un figlio non lo metti da parte per un aperitivo o una partita a carte. Riflettete, perché io quando ci sono di mezzo i bimbi non mi fido di nessuno.

Che messaggio vorresti mandare a chi sta vivendo ciò che hai vissuto tu ? Come si sopravvive a tutto ciò?

I miei figli, non sono stati sfiorati mai, nonostante li abbia cresciuti da sola, senza il padre, nonostante in molti gli siano stati vicini . Nonostante io sia stata giudicata e calunniata come figlia, come donna e anche come madre .Direi che oggi guardando i miei figli posso sentirmi orgogliosa, oggi so che non ero sbagliata io, ma chi mi circondava e dentro di me questa è una vittoria pazzesca. Vorrei dire che per quanto sembra impossibile dobbiamo trovare il coraggio di ribellarci . Personalmente  non mi pento di aver mantenuto il segreto con tutti, per anni, eccetto che con mio marito Emiliano (al quale non ho mai detto i nomi dei miei molestatori ), non mi pento perché una volta diventata madre l’ho detto a mia madre e lei non mi ha creduta. Poi qualcuno coraggiosamente si è fatto avanti dando fondamenta e conferme sul mio passato e mia madre costretta a credere a questa persona, non ci ha abbracciate ,non si è scusata ma ha unito i pezzi e ha pensato di darmi la colpa davanti a mia figlia .Colpevole a 5 anni ? Da allora mia figlia mi abbraccia spesso senza ragione ed io so perché lo fa. Da allora mia figlia guarda mia madre con altri occhi . Lei mi crede e mi ringrazia per quell’inquietudine e per quel male di vivere che le ho evitato. Con mia madre ovviamente quel poco rapporto rimasto si è tramutato in un rancore insormontabile. Si sopravvive, la vita vera finisce in quei momenti, la tua vita se ne va e niente conta più; io sono sopravvissuta grazie ai miei figli, con l’arduo compito di crescerli bene e di proteggerli al meglio. Sono sopravvissuta grazie alla scrittura e allo sport e anche all’amore per gli animali. Se siete intrappolati parlatene con qualcuno che vi possa anche solo credere, per capire e piangere c’è tempo…per fermare questi mostri no . Mi hanno rubato tutto, non permettete loro di fare questo a voi o ad altri. Mi offro anche di ascoltarvi se vi può aiutare, se può servire mi trovate su Facebook, su you tube…….ma vi prego parlatene. E in conclusione spendo due parole per i genitori: non basta nutrire i figli e rimboccargli le coperte, quando gli raccontate le storie o le favole, sappiate usare l’immaginazione. Se in un racconto un bimbo ci vede qualcosa d’incredibilmente mostruoso o fantastico, raccontate a vostro figlio che quel bimbo è corso a dirlo a mamma e papà, e fate che nel racconto i genitori gli credano . Vostro figlio saprà che credete in lui sempre e comunque. Parlate con i vostri figli, proteggeteli, ascoltateli, e fate attenzione ai segnali, perchè ce ne sono molti. Sono una donna che da bambina è stata molestata e che dopo 30 anni ha deciso di dirlo, di liberarsi di quel peso per poter uscire da DIETRO QUELLE SBARRE, dove l’amore può tutto ma non basta

 

Adesso tu ti giri e vedi davanti a te Simona bambina. Cosa faresti? Cosa le diresti?

 

Non posso permettermi di guardarmi al passato, non un passato così lontano. Non saprei gestire né dolore ne rabbia, ero una bambina e oggi sono una donna, e la donna difenderebbe con la propria vita e a qualunque costo la bambina. Le direi di essere forte, di non smettere di sognare ne di amare le cose belle della vita , perché come ho scritto nel libro …’’Un giorno arriverà per lei ,solo per lei un drago amico o un principe dalla scintillante armatura”. Le direi che arriverà qualcuno che con un abbraccio la farà sentire al sicuro ,almeno per qualche attimo .Perché esistono uomini buoni ,uomini che meritano il nostro amore. Le direi di provarci ad amare se stessa prima di amare qualcun ‘altro, questo le direi. Le direi di essere determinata e coraggiosa, perché niente sarà più uguale, niente sarà come avrebbe dovuto essere né lei né la sua vita.

«Simona ha servito da bere nel suo bar ai suoi carnefici e poi è corsa in bagno a vomitare»

 

Ci sono parti di noi che vengono uccise, e ripeto la parte peggiore è che neanche chi dice di amarti se ne accorge, soffri, subisci, muori e rinasci più volte da sola, ma puoi imparare a curarti tutte le ferite . Per questo le direi di seppellirle tutte e tenere solo le cicatrici, quelle che ti ricordano che mai e poi mai permetterai che qualcuno ti faccia del male . E poi le direi di provarci e di provarci e di provarci ancora con tutta se stessa a vivere .Io lo sto facendo ancora ,c’è una speranza per tutti ,magari piccola, ma può bastarci per vedere un po’ di luce nel buio. Perché ho imparato che quando l’anima si ammala il corpo non sa vivere e a stento sopravvivere.

Nella tua vita dura e sofferta c è qualcuno a cui puoi dire…ti amo?

Oggi decisamente no !!! Il primo vero ti amo l’ho detto ad Emiliano e da 16 anni lo dico ai miei figli . Lo dico alla mia nipotina Arianna ,lo dico al mio bellissimo cane Akira,un pitbull di 8 mesi, che mi capisce più di molte persone; ai miei sei gatti, perché negli animali ho trovato anima e in alcuni uomini ho visto bestie. Lo posso dire agli amici di una vita, maschi e femmine senza distinzione . Ma so a cosa ti riferisci e credo di no, credo di averci tentato, provato, mi sono illusa e ho sperato con Emilano, a cui dico grazie, perchè è stato l’uomo più dolce e romantico e forte che io abbia conosciuto ad oggi .

Ma forse non ero pronta neanche allora, non avevo affrontato i miei demoni e il passato ,soprattutto quando è violento entra e non chiede permesso, sa che gli appartieni, sei imprigionato dalle sue sbarre.  Non credo di essere pronta neppure ora .Non fino a che non avrò rivisto Emiliano fuori dal carcere, non fino a quando i suoi occhi saranno nei miei e il mio cuore nel suo. Ho imparato ad amare la mia solitudine e la mia persona, ma forse un giorno qualcuno entrerà o farà ritorno nel mio cuore e sarà capace di sorprendermi e di abbracciarmi forte per sussurrarmi che è finita ,che ora penserà lui a me e a curare le mie ferite .Perché la persona alla quale dirò ti amo sarà quella che riuscirà a cancellare un brutto passato per un futuro migliore .

Vorresti essere bambina senza problemi?

Chi non lo vorrebbe??? Ho sofferto e sopportato l’insopportabile e poi ho visto i miei figli soffrire a loro volta . I bambini dovrebbero crescere sereni, protetti. I bambini vanno ascoltati, osservati, a loro non dovrebbe mancare nulla, non dovrebbero subire nulla .  Vorrei una legge più dura per chi tocca i bambini ,questo permetterebbe a molti bambini di crescere senza problemi. La mia vita ormai è questa e sono sopravvissuta perché l’ho accettata per amore di altri ,ma il primo amore ,lo dobbiamo a noi stessi, solo a noi stessi .

Moda e Make-up:i consigli della stilista Sonia Salvetti

Ottobre 2014 – di Claudio Raccagni

 

Ecco i suggerimenti per una giovane generazione sempre alla moda

Passata la stagione estiva, poco generosa, sotto l’aspetto metereologico, ma che ci ha dato comunque modo di svestirci per un pò, chiediamo ora consiglio a Sonia Salvetti, anno 1987, stilista ed estetista presso la Secret Estetica di San Giovanni Bianco, su come vestirci nei mesi freddi che sopraggiungono.
Come ogni anno la moda segue le sue stagioni e di norma sono le giovani ragazze a cercare e creare la moda commerciale, cercando fra i negozi il vestito serale più adatto per un posto al chiuso o una passeggiata all’aperto, ma seguendo sempre uno scopo: l’eleganza ed un pizzico di sensualità.Ecco che gli stilisti e gli estetisti sono la parte essenziale del crearsi un proprio modo di vestirsi, con un abito abbinato a diversi gioielli, oggetti, o semplicecemente dare luce alle proprie unghie, alla propria pelle. Insomma:…l’eleganza non ha fine.

Sonia, tu sei una giovane stilista e estetista, quindi una figura perfetta per consigliare le giovani ragazze nel come affrontare i mesi freddi che ci aspettano. Ci racconti come ti sei avvicinata a questo lavoro?

Alle giovani ragazze per affrontare i mesi  freddi  consiglierei un look schick ,semplice  e colorato, il nero  è elegantissimo e si adatta a molte occasioni, ma per le teeneger quel colore  lo trovo out. Il mio lavoro è l’estetista, lavoro da due anni nel mio centro estetico, tutto è iniziato circa 7 anni fa, quando dopo aver perso il lavoro, ho deciso di riprendere in mano i libri, ho studiato per  tre anni, conseguito l’attestato, lavorato, fatto stage e poi con l’aiuto dei miei genitori ho iniziato la mia attività.

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Creare vestiti invece è sempre stato il mio hobby, sin da piccola vedevo mia mamma cucire, adoro creare, inventare nuovi capi da un semplice pezzo di stoffa, mi affascina , con una minima spesa  riesco ad essere sempre alla moda, così il 19 giugno mi è stato regalato, un blog con wordpress, con il mio dominio www.soniasalvetti.it per mostrare le mie idee di moda, le mie unghie e make-up

Uomini e donne sono sempre più spesso ospiti dei centri di bellezza. Come sono cambiate nel tempo le loro richieste? Oggi cosa viene richiesto di più?

Le richieste dei clienti sono cambiate moltissimo, prima il pubblico maschile frequentava poco i centri di bellezza, se non per la presenza di lampade solari, negli ultimi anni anche ai maschietti piace prendersi  cura di loro stessi, prediligono soprattutto massaggi, gli sportivi e non solo, richiedono molto le depilazioni, le prime volte hanno timore, quasi vergogna a fissare l’appuntamento, ma il tabù sta svanendo e prendersi cura del proprio corpo è diventata una priorità! Il pubblico femminile, sebbene prima privilegiava la depilazione ,adesso preferisce  rilassarsi, concedersi tempo per staccare la spina, da lavoro, figli, famiglia con  trattamenti  viso, corpo, massaggi anticellulite e manicure con applicazione di smalto semipermanente.

Sia gli uomini che le donne sono molto attenti ed informati, leggono riviste, navigano in internet, insomma il cliente del 2014 è molto esigente!!

Cambiano le stagioni e……cambiano anche i colori della moda?

Con le stagioni cambiano moltissimo anche i colori, se in estate si prediligono toni accesi, nella stagione invernale ritornano di moda tinte scure, i colori neutri, fantasie colorate su basi nere e motivi geometrici.
Quest’anno di tendenza il blu, è stato il colore più amato nella stagione estiva 2014 e ci accompagnerà  per tutto l’inverno 2015, il rosso, molto sexy  e il verde che ha dominato la primavera 2013. Per le unghie non passa mai di moda, il bordeaux ed il nero!

Abbiamo visto una galleria delle tue creazioni, molto semplici e anche sensuali. Seguono il corpo in maniera perfetta. Cosa consiglieresti di indossare ad una ragazza per una serata con gli amici, in questo periodo?

Per le ragazze propongo 3 look diversi. Per le più semplici, giovani che non portano tacchi, suggerirei un miniabito con taglio liscio, una calza coprente, uno stivale , un cappottino , pochette, un bracciale bon ton trucco leggero.

Per quelle che adorano i tacchi:  una gonna a ruota must 2015, abbinata con una camicetta aderente, un giacchino corto, decolletè tacco altissimo, pochette,  cappottino  nero, collana lunga con ciondolo a medaglia. Trucco Smokey Eyes.

Per chi non ama i primi 2 tubino bordeaux, tronchetto nero con tacco alto, mini-bag nera, e eco pelliccia di gran moda per il 2015, orologio gioiello trucco occhi con eyeliner.

La scollatura non ha tempo?

La scollatura non ha tempo se portata con grazia! Gli abiti con scollo generoso sul seno sono molto sexy per la sera, ma indossati nel modo giusto, senza entrare nel volgare, con un “ petto” troppo abbondante o senza reggiseno sarebbero eccessivi, ogni abito può essere” calzato” solo se adatto al corpo che lo mostra.
Anche vestiti con apertura sulla schiena possono risultare out se portati in modo sbagliato.

E’ vero che l’umore cambia spesso il modo di vestirsi, di truccarsi, di farsi vedere. Vivi questo nel tuo lavoro, con i tuoi clienti?

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L’umore cambia sia il modo di vestirsi che quello di truccarsi io vivo tutti i giorni questo con i miei clienti, per fatti accaduti in famiglia, problemi, figli o semplicemente questione di  meteoropatia, quando vedo questo cerco però di consigliare il meglio, e convincere la persona a optare per tonalità diverse da quelle scelte.

Qual’è il tipo di vestito che prediligi indossare o creare? Completo di accessori e scarpe adeguate.

Il vestito che prediligo in assoluto  creare ed indossare è il tubino, un vero must , quello che non dovrebbe mai mancare nell’armadio di una donna!!
Molto camaleontico con il cambio degli accessori si adatta ad ogni situazione, in varie tinte, vari tessuti , abbinato sicuramente ad una scarpa tacco alto, per la sera, con pochette, un semplice ,intramontabile bracciale Tiffany e trucco smokey -eyes;
mentre per il giorno consiglio borsa a mano, make up leggero e bracciali tipo Cruciani.

I 9 mesi e 1 giorno di Melita Toniolo e Lorenzo Branchetti

Febbraio 20015 di Claudio Raccagni

A pochi giorni dal debutto in teatro della rappresentazione ” 9 mesi e 1 giorno” dalla regia di Olivia Manescalchi e Giancarlo Judica Cordiglia, la Diavolita ed il Folletto più famosi d’Italia ci raccontano qualcosa di questa loro esperienza.

Come dice la locandina dello spettacolo :“Avete mai pensato come può cambiare la vostra vita quando scoprite di aspettare un bambino?
Una commedia divertente che col pretesto della maternità tocca le nostre fobie comuni, i nostri irrisolti e il grande devastante, inevitabile rapporto “genitori-figli”…che da qualunque parte tu ti metta ad osservarlo, rimarrà sempre un dilemma.

Melita Toniolo e Lorenzo Branchetti sono i protagonisti di questa esperienza vissuta in modo divertente e che debutterà  il 5 marzo al teatro Excelsior di Reggello (Firenze).
Un’esperienza lavorativa interessante, anche perchè i protagonisti lavorano assieme per la prima volta, ma lo spettacolo rappresenta anche la realtà di tutti noi e sono i protagonisti stessi ad invitarci a vederlo.

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Melita: il teatro rende divertente la vostra storia di futuri genitori. Ma alla fine dello spettacolo ti viene mai in mente come potrebbe essere nella realtà?

Alla fine dello spettacolo?… Ci penso sempre anche quando facciamo delle piccole pause: non solo perché mi aiuta ad entrare nel personaggio (visto che non sono una vera propria attrice teatrale) ma perché sono molto sensibile a questo tema, visto che ho quasi trent’anni. In più mi diverte moltissimo scherzare con foto e battute con tutto il team e con i miei amici. Ci pensavo già abbastanza prima all’esperienza della gravidanza e ora mi sento ancora più vicina a questo, avendo studiato anche le fissazioni di una donna incinta.


Il teatro aiuta in questo? Rappresenta cioè la realtà ma lo fa in modo da sdrammatizzare?

Diciamo che il teatro Riproduce abbastanza bene la realtà,  enfatizzandola nei punti più importanti, sia per sdrammatizzare ma anche per far riflettere.

Come cambia il palco della televisione rispetto a quello teatrale?

Cambia tantissimo. Con la televisione ho fatto un sacco di gavetta sull’improvvisazione,  nel teatro invece non puoi quasi sgarrare sia per una visione professionalmente diversa  sia perché l’altro attore si appoggia sulle tue precise battute. E’ una sfida per me, ma mi sento pronta!

L’essere mamma è un progetto, o comunque un sogno, che ultimamente hai anche rivelato pubblicamente. Tu attualmente non sei fidanzata , ma se lo fossi, credi che il tuo compagno, dopo aver visto lo spettacolo, scapperebbe?

Si, sono single, ma non penso comunque che un mio eventuale compagno  possa scappare per le argomentazioni dello spettacolo. Primo perché cerco di non avere uomini stupidi al mio fianco e secondo perchè capirebbe che è solo lavoro. Anzi magari potrebbe venir voglia anche al maschio, che ripudia la gravidanza, di vivere una storia cosi.

Melita: perchè guardare questo spettacolo?   

Per farmi passare la voglia di avere figli! Ahahahahahahaha…..Ovviamente scherzo!  Se si ha voglia di passare una serata diversa e farsi due risate…è il momento adatto! E poi perché io e Lorenzo siamo una coppia improbabile e quindi molto interessante. Credo faccia già ridere il fatto che Milo Cotogno faccia un figlio con l’ ex diavolita, no?

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Ricordiamo infatti che Lorenzo Branchetti, attore e conduttore televisivo, ha condotto anche “Melevisione”, un programma per bambini di Rai 3, nel quale interpretava il personaggio del folletto “Milo Cotogno” nel suo Fantabosco. Sarà quindi davvero interessante vedere la vita affettiva del folletto Milo e di Melita la diavolita.

Lorenzo, la donna incinta diventa una cosa ingestibile, è vero questo? Nella vostra rappresentazione teatrale Melita ti fa impazzire?

Non ho figli ancora e non ho mai vissuto i famosi “9 mesi” anche se dopo questo spettacolo posso dire di essere pronto:…pronto a tutto!
Dubito che possa esistere un essere umano maschile in grado di non impazzire di fronte ad una Melita come quella che vedrete sul palco!

L’uomo è molto più preso dalle cose materiali e quindi più fragile nell’affrontare la maternità. Come vive il tuo personaggio questo avvenimento?

Il mio personaggio cercherà in tutti i modi di assecondare le richieste più o meno surreali della futura mamma, ma la pazienza ha un limite anche in quei mesi.
Ce la faranno i nostri eroi a ragionare e a trovare un sano equilibrio? Forse…

C’è una parte specifica dove si nota l’affetto dei protagonisti attorno a questo avvenimento? O la loro debolezza?

In questo spettacolo vengono fuori le numerosissime emozioni vissute dai protagonisti in quei 9 mesi, vissuti per la prima volta. Le domande, le incertezze, e le paure sono tante: dalla semplice scelta del nome del bambino, al dubbio se dare la mano o no alla compagna durante il parto. Probabilmente è normale che sia così, anche se talvolta sembra tutto così surreale.

Bisogna stare attenti a non sovrastare l’amore che fondamentalmente c’è tra i due. È l’amore che da il via a quest’avventura e questo i due personaggi, a modo loro, riescono a non dimenticarlo… ma che fatica!

Lorenzo: perchè guardare questo spettacolo?

Sorrido perché di motivi ce ne sono davvero tanti. Inutile dirvi che è molto divertente e perfetto anche per quei ragazzi che magari non hanno l’abitudine di andare a teatro.

Poi guardate la locandina:… vi siete mai chiesti perché Melita sorride felice e spensierata mentre Lorenzo è sconvolto e disperato? Lo spettacolo vi spiegherà il motivo e se non avete ancora vissuto l’esperienza di un parto, maschietti non spaventatevi, è del tutto normale!!

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