Archivi categoria: POESIE – TESTI

Credevi diverso

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Non è cosi che credevi
fosse osservare.

Camminare, sentire, ascoltare…
…il cuore.

Sentire, gridare, piangere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse aprire le porte.

Non è cosi che credevi
fosse vera la legge.

Non è cosi che credevi
fosse grande il potere.

Non è cosi che credevi
fosse il bacio…di Giuda.

Camminare, guardare, stringere…
…il cuore.

Non è cosi che credevi
fosse camminare.

Linda

Balla bimba,
balla su di me.
Balla, muovi,
urla fin che ce n’è.

Labbra piccole, si,
fanno per me,
perchè fanno di tutto tranne parlare.

Balla bimba,
balla sotto di me,
anzi no, lascia ballare me.
Lascia che porti
il passo dei porci.

Guardami negli occhi,
come a un cane bastardo,
che tu stai attenta
a dare solo uno sguardo,
ma tanto sono io a tenerti al guinzaglio,
con un paio di manette ed un membro cosi.

Balla bimba,
balla su di me,
piangi adesso
piangi fin che ce n’è.
Muoviti, piangi,
fai venire anche me.

Brutto l’orco
e le mani dell’orco,
che si spingono dentro
a cercare di più.

Brutto l’orco,
che ti guarda negli occhi,
e che il giorno dopo
esce col sorriso negli occhi.

Balla bimba,
balla sopra me.
Ti pago bene
se non dici chi sono;,
se invece parli

mi spiace ma ti meno….ti meno..e me lo meno.

Brava Linda,
fai una cosa bella:
non dirlo alla mamma,
che le regalo la tessera;
è una cosa bella,
molto meglio che fare la sguattera.

Balla bimba,
bimba di papà.
Lo sai che il tuo papà
gioca a scopa con l’orco…
…gioca a scopa con l’orco…….e gli regala la figlia.

Amico mio, facciamo una cosa,
dammi la figlia, che ti pago la dote.
E’ minorenne ed è una gran bella figa…
…a me del matrimonio non importa una sega.

Piccola bimba,
piccola Linda,
arrivo io
con le ferite nel cuore
che a questi mostri fanno sempre paura,
perchè le mie ferite sono più di una mannaia
in cerca tutti i giorni del lupo mannaro.

Mi scusi comandante, senatore, signore,
ma forse è molto meglio
che la chiami coglione.
Ho visto quella bimba
seduta sulla strada;
ho visto quella bimba, che non parla da un po’,
ho visto quella bimba…….ed è sempre cosi.

Vogliamo far qualcosa nel suo piccolo paese
prima ancora di svendere la poltrona a un puttaniere?
Ops…..mi scusi comandante, mi scusi senatore,
scusami no-global con la faccia da coglione,
che se c’è da far casino sei peggio di un cannone,
ma per una bimba stuprata perdi pure la voce.

Ops…..mi scusi comandante, mi scusi senatore,
forse ho parlato troppo
e offeso il vostro onore,
ma quella bimba mi guarda negli occhi
e stia sicuro non la lascio cadere…

…sarete voi a cadere nella cenere.

Balla Linda,
bella bimba,

torna a giocare e ballare come sai.

Scrivimi quando mi sarai vicino

Le parole a volte passano col tempo,
anche se resistono molto di piu’ del suo valore.

Ricordo bene il suono delle parole d’amore,
le loro vibrazioni nel mio cuore
e tutto quello che hanno potuto fare.

E poi le lettere,
di quando si e’ lontani,
che fanno male o fanno bene,
restando comunque immortali
nei nostri diari infiniti.

Amore detto col cuore,
amore detto con le parole,
amore scritto su un pezzo di carta
con infinito amore.

Scrivimi quando mi sarai vicino,
io ti apriro’ all’istante

Frasi registrate…nel cuore

“Ieri, quando mi hai telefonato…”

Una telefonata per sentire
la tua voce.
Non ricordo cosa ti dissi,
ma ricordo il suono
della tua voce:…il suono dell’arpa.

“Ninna nanna amore, tienimi con te…”

Un dolce abbraccio
per far chiudere i tuoi occhi
in un dolce riposo
e cullare le paure,
perchè anche loro sono piccole bimbe da cullare
e far addormentare.

“Ora ti racconto una bella favola…”

Favole per me,
come l’amore
che si capisce troppo tardi.
Parole recitate con voce stridula,
rauca, potente, dolce, bimbesca.
Una sola voce amorevole…
…solo per me.

“Oggi è il 25 gennaio e in casa ci sono due nuovi inquilini…”

Due piccoli nuovi ospiti:
Pinco e pallino sono i loro nomi.
Due piccoli pesci rossi,
che il tuo cuore tenero
ha voluto adottare,
ma che non ha salvato
dalle malattie del commercio.
Pinco e Pallino…
…ora Angeli del mare.

“Grazie amore. Grazie di esistere…”

Grazie piccola.
Grazie di essere dentro di me…Per sempre.

Anche il sole lo sa già…che io vengo li da te

Sulla strada davanti a me
c’era il sole che scendeva.
Il ricordo, nel guardarlo,
mi portava dritto a te.
Quelle risa, dentro al parco,
a giocar con le parole.

Questo sole, che brillava,
mi portava ai tuoi capelli:
la sua luce…l’allegria,
il tramonto…la dolcezza.

Scende ancora questo sole
e ritorno ancora a te,
che ti volti con lo sguardo,
perchè sai a cosa penso
e mi vuoi tenere a bada…
…sempre dolce quello sguardo.

Ora è rosso questo sole
e mi bacia con il cielo;
sa che passo per la strada,
per venire li da te.

Le botte a Barbara

Quando le botte
colpiscono una donna
non è solo Barbara a cadere giù.

Ma come fa un pugno
a colpire un bimbo,
se questo è chiuso ancora
dentro il grembo?

Come si fa
a guardare una donna,
pestarla,
per poi farle assaggiare
l’asfissia di un cuscino,
che copre il viso
del suo corpo ormai viola di botte?

Non è uguale a legare un cane
ai bordi di due auto
e tirare,tirare,fino a scoppiare?

O colpire un cavallo in viso
con un bastone,
fino a cadere giù?

Il soldato ha il suo bambino
da colpire in mezzo agli occhi,
o tagliare con l’accetta.
Lo studente ha il suo down
a cui metterlo nel culo.
Il grand’uomo invece…
…in culo alla bambina.

E la donna?…
Quando le botte colpiscono una donna,
non è solo Barbara a cadere giù.

E come diceva Fibra:
…dal terrazzo giù!
…dal terrazzo giù!