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“Ma che spettacolo” di Umberto Tozzi

Un ritorno del cantante al grande pubblico, ma sotto un nuovo volto musicale. Nuove emozioni che non ritornano dal passato, ma sono note musicali nuove, di un nuovo Umberto Tozzi.

Molte storie d’amore vissute in maniera diversa, cosi che ogni canzone ha un suo timbro specifico: l’amore vissuto come pensiero infinito verso la propria amata; necessità dell’aiuto della propria amata, per completarsi; la necessità dell’amore per vivere la vita quotidiana, difficile; la sofferenza non nascosta nell’essersi detti addio. Umberto Tozzi torna con il suo carattere e voce dolcemente ribelli, presentando un nuovo album che permette al pubblico di vivere appieno la propria storia d’amore con la propria metà.

“Sei tu l’immenso amore mio, non so spiegarmelo neanche io”….”Intorno a me da quando ti ho incontrata non ti ho più lasciata, mi bastavi tu…mi hai colorato il cuore già pieno di dolore”. Sorridimi, perdonami, un uomo non sa mai quanto ti meriti”

Canzoni da ascoltare, vivere internamente, dedicare…un bellissimo album…nuovo.

Andrea Celeste…La cantante torna con il suo inconfondibile calore.

La musica e la voce unica di Andrea Celeste ci abbracciano ancora una volta con le loro infinite emozioni. Sensazioni uniche, come una sera sul mare, mano nella mano con i propri sogni o con il proprio amore vicino, ascoltando insieme le onde musicali di queste canzoni indimenticabili.

Calore, che copre il pubblico con il suo grande piumone di note lasciandolo nudo e coccolato, come un grande bambino coperto di coccole.

L’affetto del pianoforte, insostituibile amore degli amori e sempre presente nel mondo di Andrea Celeste.

Rivitazioni uniche, come solo l’artista sa fare. Brani come :“Che cosa c’è; Noi due; Se stasera sono qui; La ballata dell’amore cieco” e molti altri…suoni e parole leggeri come un aquilone colorato. E’ insomma inconfondibile il talento dell’artista e la sua capacità di legare a sè il calore del pubblico.
Unico il suo Swing and Blues; sempre moderno e personale.

Silenzio:…..Accendiamo la Radio……Accendiamo l’emozione.

Il compositore Luciano D’Addetta e la sua Flammy Music

Nasce dalla grande musica di qualità il sound metiterraneo del compositore-musicista Luciano D’Addetta, già conosciuto al grande pubblico e agli esperti del settore grazie al suo primo album “Note Mediterranee”(Out recording studio) negli scaffali virtuali degli store; 10 tracce melodiche, mediterranee, profonde e capaci di farci vivere pensieri altrettando profondi. Musiche che ci riportano ai nostri ricordi del passato o a serie tv di qualità, stile Montalbano, Don Matteo. Musiche capaci di tenerci compagnia.

Il suo carattere semplice, pacato e diretto lo ha portato a comporre musiche dal sapore mediterraneo, che si tengono lontane dalla musica di massa, ma che invece sono caratterizzate proprio dalla loro alta qualità e valore musicale, con un loro stile personale. Con D’addetta nasce infatti la “Flammy Music”: è questo il nome con cui il compositore ha chiamato il suo stile musicale, molto mediterraneo, di stampo tutto italiano.

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Ma qual’è la base musicale di Luciano D’Addetta? Luciano ha studiato presso queste strutture di primo livello: Conservatorio Donizetti Bergamo; Cpm di milano; Accademmia di Biella e Bergamo, Conservatorio A.Corelli di Messina.Ha suonato con l’orchestra sinfonica di Sarajevo in Mondovisione. Ha aperto il concerto di Miriam Makeba e di Ronnie jones.Ha suonato con Ron, Tony Dallara. Ha fatto da spalla ad artisti di primo livello come Enrico Ruggeri, Gatto Panceri, Arisa.

A soli 43 anni D’Addetta si cataloga quindi nei nuovi autori musicali dell’era moderna, musicisti compositori capaci di entusiasmare il pubblico e i registi televisivi per eventuali colonne sonore di serie tv di qualità.
Presente come contorno musicale della trasmissione a puntate “Graffiti Selvaggi”, Milano sfregiata dalla street art: una video inchiesta di Claudio Bernieri , che vede protagonista in studio anche il critico Vittorio Sgarbi.

Luciano D’Addetta è compositore anche delle musiche che fanno da contorno alla presentazione del nuovo libro di vignette satiriche del grande Forattini, “C’era una volta un pezzo di legno”, ma ha partecipato anche alla stesura delle musiche per il film “La stirpe di Caino” di Nando De Maio. A ritmare questo thriller è stato Luciano D’Addetta, chiamato per l’occasione a scrivere tracce melodiche capaci di reggere il delicato tema del film: la violenza sulle donne.

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Fresco di pubblicazione anche il brano “Amore”, che si apre come la presentazione di un grande spettacolo, seguito da un testo di Madre Teresa di Calcutta. Questo è l’Amore di Luciano D’Addetta, la grandezza magnifica del musical. L’opera esplode letteralmente in una forte emozione che sottolinea la sua capacità professionale pronta al grande cinema. Un amore immenso portato all’altare mano nella mano con una musica orchestrale meravigliosa.

Pacifico feat Malika Ayane

L’unica cosa che resta…nel Cuore.

25 aprile 2012

Una carezza improvvisa, ma cercata. Una preghiera sospirata, che porta, lentamente, il sogno sempre sognato. Parole lente, al rallentatore, che sfiorano gli occhi, per poi scendere sulla propria pelle. Mare, cielo, sole, calore, Amore, le parole delle poesie, qui galleggiano insieme nella loro giusta dimensione. Una canzone calma, come un bacio caldo, che vuole portare all’infinito il suo calore. Come sguardi innamorati, che si fondono….e tutto vibra…tutto è l’Amore che si è cercato per una Vita intera. Infinite le sensazioni di chi ascolta…l’unica cosa che resta…all’infinito.

 

La grandezza di SHARI NOIOSO

La bellezza della voce pura e profonda che si trasforma in musica perfetta. Vibrazioni enormi che entrano immediatamente nel cuore dell’ascoltatore. Quasi un pianto rinchiuso da anni che vuole esplodere in tutta la sua potenza. L’istinto del grande artista portato in evidenza da questa grande cantautrice. A Shari Noioso bastano solo pochi attimi per incantare il grande pubblico. Una giovanissima che ricorda il talento di un’altra grande cantante italiana, Francesca Michielin: capacità artistica e genetica magnifica.

Il rock’n blues ricercato dei “Che Sudada”

Brani rari o poco conosciuti al grande pubblico, è questo il concetto base che caratterizza il gruppo rock lombardo dei “Che Sudada”, che si presenta al pubblico
stesso in modo personale senza ricercare l’effetto d’immedesimazione nell’artista interpretato, ma solamente con la propria passione per la musica, che spinge i componenti del gruppo a seguire la sostanza piuttosto che la forma.
Sono questi gli elementi che si percepiscono all’istante e coinvolgono il pubblico, il quale raramente smette di vibrare.

Come si definiscono i Che Sudada? “Rock’n blues in salsa hendrixiana fatto con stile grezzo e diretto, con pochi effetti e poche pretese, cercando di riprodurre il più fedelmente possibile il suono del rock anni ’70.”

Formatosi nel settembre 2013 il gruppo è la fusione di vari elementi con alle spalle l’esperienza in altrettanti gruppi rock lombardi tra i quali: Scossa etilica; Ozone; Electric churc; Dead flowers; 19teen e gli Uma express, band rock & blues in voga tra la fine degli anni ’90 e i primi del nuovo millennio.

Bresciani Marco (bassista); Davide Drago(voce); Maurilio Colleoni (chitarra); Ubaldo Pirola (batteria), sono questi i ragazzi che rendono coinvolgente il rock’n blues con brani che spaziano da Hendrix agli Steppenwolf, dai Free passando per Clapton, Johnny Winter, Trower, Robben Ford e molti altri.
Brani interpretati in modo caldo, finto-trasgressivo, cosi da far ricordare a lungo le loro performance.

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Video Promo: https://www.facebook.com/video.php?v=1378203235823292

 

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