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Il sexy avvocato di Cicciolina batte Balottelli. A Roma a 300 Km/h

Luca Di Carlo è il “sexy” tenebroso  che nella periferia di Roma nord a notte fonda corre in auto a 300 km/h. La vita esagerata del sexy avvocato ribelle e rubacuori ed i legami con Pamela Anderson, l’icona Ilona Staller, Paris Hilton ispirano un film per il grande cinema. Il fatto accertato risale a qualche giorno fa, quando delle auto sono state notate correre nella periferia nord di Roma in un’area abbandonata e chiusa al pubblico, inaccessibile. Qualcuno ha subito riconosciuto l’auto Mustang dell’avvocato in stile Fast and Furious. Tempo addietro aveva detto “se non fossi diventato avvocato, forse sarei diventato pilota di F1 …” Luca Di Carlo è l’Al Pacino entrato nella scena del film da ” l’avvocato del diavolo ” di Taylor Hackford a quella di “ scarface ”  di Oliver Stone … è l’avvocato innovativo … rivoluzionario che è riuscito a trasformare la scandalosa legge dei pregiudizi mediatici in un trionfo perché sono proprio questi pregiudizi che hanno accresciuto il personaggio. Luca Di Carlo è l’avvocato della strada  … è uno che vive negli eccessi. Ma il suo essere esuberante non può essere motivo di pregiudizi.

LUCA DI CARLOLui ha il coraggio di osare gli altri no, ed è per questo che molti vorrebbero ma non possono indossare le sue vesti. Ha detto in altre interviste “qualcuno ha cercato di strapparmi quella toga ma alla fine chi ha  tentato di farla propria si è illuso …”. È un avvocato nell’orbita della “trasgressione”, del sesso, e della genialità … Luca Di Carlo è stato l’unico avvocato che sul banco dei processi è riuscito a mettere K.O. l’ex marito di Ilona Staller. Luca Di Carlo fu assoldato dall’ex deputata al Parlamento italiano Ilona Staller, contro l’esercito degli avvocati dell’ex marito artista americano Jeff Koons ed ha vinto a giovanissima età il processo di diritto internazionale penale più famoso e complicato di Ilona Staller, facendola assolvere dalla Corte d’Appello di Roma dalle accuse di avere impedito all’ex coniuge di incontrare il figlio, e vincendo anche sulla richiesta risarcitoria milionaria. Luca Di Carlo ha sempre detto: “ i pugili migliori sono quelli che vengono dalla strada così come gli avvocati ”.  

LUCA DI CARLO ILONA STALLER

Dipinto di Ilona Staller “l’angelo e il diavolo” 

I “Pandora” aprono il vaso del Rap……inizia il bello

I “Pandora”, la musica strana, quella che ti segue come un’ombra scura, che ti fa vibrare, ma non ti fa paura.

Onde sonore che spesso sembrano arrivare dal passato e farci fermare un attimo a pensare……”ma io vi conosco”.
Ecco il rap che serve, quello che ti si presenta come una figura conosciuta, ma che tiene giustamente le distanze perchè il rap vero è solitario, non è commerciale.

Giovani parole che aprono le bocche anche dei più grandi, accompagnate da bassi giusti e melodie armoniche.
Poche volte abbiamo incontrato un mix-rap multilingue ben riuscito….qui possiamo dire:…suona bene, mi prende bene.

Ascolta il Mixtape “M.d.P” gratuito:

Muti, seduti, ma raramente fermi, perchè le canzoni dei Pandora , i tre giovani ragazzi di Bologna, sono scariche elettriche che vogliamo addosso.

Conosciuti timidamente un anno fa i Pandora hanno lavorato bene danno al mondo la loro rivincita. Un anno esatto da quell’Ottobre 2013 e oggi ci arriva la loro rabbia, la loro cattiveria di parole, i loro amori cantati, il loro senso o dissenso verso i problemi della vita.

Comincia adesso la grande guerra nel mondo della musica. La vita non sarà diversa da adesso, comunque……sarà un successo.

https://www.youtube.com/watch?v=f-mXHg96OMY

“L’altro me” di Sergio Friscia

Showman, conduttore televisivo, speaker radiofonico, autore e regista, attualmente impegnato nel film di Leonardo Pieraccioni “Il signor Cenerentolo”, come co-protagonista, il simpaticissimo Sergio Friscia ha presentato al pubblico il suo primo cd musicale dal titolo “L’altro me”.

Il disco, che ha visto il suo debutto lo scorso 26 ottobre , vede la presenza di grandi firme del mondo musicale tra cui la paroliera Loriana Lana e Vitaliano. Co-produttore del disco è la firma Liano Viko.
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Interpellata direttamente la musicista Loriana Lana ci racconta degli aneddoti sulla nascita di questo progetto musicale:“Ho conosciuto Sergio Friscia grazie al mio editore Nino Chirco che aveva organizzato un incontro in un ristorante romano, fu simpatia a prima vista. Durante la serata, a causa della mia deformazione professionale, chiesi a Friscia se sapesse cantare e lui mi rispose che amava farlo, che se la cavava. Andammo in studio di registrazione per un provino e li’ mi accorsi del talento naturale di quest’artista. Un cantante navigato, un ottimo interprete.

Per questo album ho composto tre brani. Altri tre brani portano la firma di Vitaliano e poi ci sono due editi di Fabio Concato e James Taylor. Non dovrei dirlo, ma questo cd, grazie anche ai grandi musicisti che vi hanno collaborato, agli arrangiamenti, a un Sergio Friscia in stato di grazia, e’ uno degli album più belli ai quali abbia mai collaborato. Il valore aggiunto è la grande simpatia di Sergio unita alla sua squisita disponibilità. Con l’occasione desidero ringraziare il mio editore Nino Chirco perché devo a lui questa bellissima collaborazione”.

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Ora il pubblico non valuterà l’attore solo per le sue performance nel talent televisivo Tale e quale show, ma ora lo ascolterà attentamente anche sotto l’aspetto musicale vero e proprio.

Miss Simpatia, “Moreno mi ha piacchiata e chiamato p……”

Duro scontro mediatico e fisico fra la rapper Sandra Piacentini (Miss Simpatia) ed il collega Moreno a causa di un violento litigio che la ragazza sotiene di aver avuto allo scalo aeroportuale di Madrid. Secondo Miss Simpatia i due, che erano di ritorno da un concerto a città del Messico, avrebbero avuto un diverbio sull’aereo che li stava portando a Madrid e ad un certo punto Moreno avrebbe alzato il tono di voce e pure le mani al punto da spingere la cantante a fare denuncia alle autorità spagnole.

Il tutto è esploso nel web dopo che la rapper ha portato a conoscenza del pubblico l’accaduto, postando una foto in cui appare con un occhio bendato e il suo racconto scioccante dell’accaduto:
“Qui non si tratta di RAP, di musica o gossip. Ma di V I O L E N Z A e tutela delle donne. È successo a me, ma poteva succedere a te. Poteva succedere a tua sorella, a tua moglie o alla tua ragazza. Ogni giorno succede a milioni di ragazze. E queste cose non devono succedere. Perché solo in Italia, se un personaggio pubblico aggredisce fisicamente una donna su un aereo, la minaccia di morte e di rapirle il figlio di 3 anni, vieni invitata a non denunciare il fatto. E se succede di nuovo? Se dovesse presentarsi sotto casa e picchiarmi? Se dovesse rapire mio figlio? Io devo denunciare. Devo. Devo perché a Madrid, se ho avuto il privilegio di essere protetta, ascoltata e tutelata, è perché altre donne prima di me hanno avuto il coraggio di denunciare, magari a rischio della propria vita. Devo perché è solo grazie a loro, che anche se uscivo terrorizzata dall’aereo, Moreno non abbia continuato ad offendermi, minacciarmi o picchiarmi, come aveva fatto sino a quel momento.
Ringrazio le autorità spagnole che mi hanno OBBLIGATA a denunciare l’accaduto in Spagna, perché solo ora riconosco che senza il loro aiuto, senza la legge, avrei ceduto alla paura che aveva pietrificato il mio senso civico, che è quella responsabilità che ognuno di noi ha nei confronti dell’altro, in questo sistema che chiamiamo società. Ma che società è un posto dove ti dicono che è inutile denunciare, che le autorità non possono fare niente, che i gli avvocati e i media metteranno tutto a tacere. Forse c’è qualcosa che non va.Ho accettato mio malgrado per placare l’ira di Moreno, convincendo il management e gli organizzatori dell’evento, che si erano subito mostrati contrari, visto l’atteggiamento inquietante da lui mostrato nei loro confronti fin dal suo arrivo. Moreno si è comportato in maniera poco professionale con tutti compresa Barbara Fava. Barbara è una ragazza italiana che lavora a Città del Messico (modella attrice e atleta professionista). Grazie a lei siamo riusciti a girare un videoclip con una famosa casa di produzione del Mexico. La lite tra me e Moreno è scoppiata perché Barbara, stanca dei comportamenti di Moreno, ha telefonato in Universal Italia dove ha un conoscente e ha raccontato cosa combinava in Mexico Moreno.

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Ogni paese ha i suoi usi, costumi e vanno rispettati. Non si può andare all’estero e pensare di trattare o prendere in giro tutti come accade in Italia. Ad ogni modo Moreno pretendeva di essere difeso da me con Barbara perché aveva paura forse di ripercussioni lavorative. Io mi sono rifiutata al che (questo succedeva in aereo dal ritorno del viaggio in mexico) Moreno ha iniziato a dirmi “sei una puttana” “tuo figlio è un figlio di puttana” , “appena scendiamo dall’aereo ti ammazzo”, “meriti di essere stuprata” , “porto via tuo figlio”…. e cose peggiori che non riesco a ripetere.
Dopo giorni e giorni di insulti da parte di Moreno quando mi ha detto Puttana io ho risposto “tua madre” ovviamente non perché pensavo che la madre sia una puttana ma perché mi ha presa per sfinimento e sono caduta in basso nel rispondere. Questo ha scatenato l’aggressione fisica. Moreno mi ha strappato i capelli, ha cercato di spezzarmi le dita e mi ha infilato in bocca le dita cercando di lesionarmi la bocca. Sono giorni che io ho l’ansia, non riesco ad uscire sola di casa e la notte non dormo. Rivivo ogni momento quelle scene di violenza. Ma non è stato il dolore fisico ha farmi male ma le sue parole contro mio figlio.

E in tutto questo sono stata fortunata fossero successe in Italia queste cose Moreno non finiva in carcere. Anche se per poche ore. Mi ha aggredita poco prima dell’atterraggio allo scalo di Madrid, minacciandomi di morte in presenza di altri passeggeri (a bordo c’era un italiano Giorgio lo ricordo perfettamente seduto davanti a me… avevo dialogato con questa persona 10 minuti prima. Ha visto Moreno aggredirmi e da buon italiano… è fuggito. Mi ha aiutato invece una ragazza che ha intimato Moreno di smettere.) Il personale di bordo ha chiamato le forze di Polizia spagnole, che lo hanno tradotto in carcere ed interrogato per alcune ore, prima di rilasciarlo. So che in Italia si è più abituati a soprassedere su episodi di violenza sulle donne, ma per fortuna a Madrid c’è una maggiore intolleranza su questi temi.

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Sono rimasta una notte a Madrid e Moreno dopo essere stato rilasciato dal carcere è piombato nell’albergo dove mi trovavo e ha continuato a molestarmi con chiamate e messaggi nonostante l’avvocato di Moreno lo aveva intimato di smettere. Al mio arrivo in Italia l’Avvocato di Moreno mi ha inviato le scuse da parte di Moreno per il suo comportamento. Ma le scuse non bastano.
Questa cosa mi ha aperto gli occhi su quanto le donne non siano realmente tutelate in Italia. Ogni giorno una donna in Italia subisce una violenza fisica o psichica ma nessuno denuncia perché tanto sappiamo come vanno le cose. Io però ho deciso di denunciare i fatti. Detto questo il mio ultimo pensiero va al mercato discografico. Mi rendo conto che allo star system discografico italiano non servano artisti ma manichini da programmare secondo necessità, ma almeno verificate che il manichino funzioni correttamente. Io chiedo solo giustizia. Anche in Italia. Nel mio paese. Dove dovrei essere tutelata di più”.

Successivamente il rapper Moreno non ha potuto che replicare e smentire a suo modo l’accaduto, proteggendosi cosi dagli attacchi mediatici del pubblico, soprattutto perchè il caso è grave.  Il cantante rapper, vincitore del talent di Maria De Filippi “Amici” 2013,  replica pubblicamente alla collega in questo modo:

A seguito della pubblicazione di alcune notizie false e gravemente lesive sia del mio onore di uomo che della mia immagine di artista, intendo chiarire questa assurda vicenda (avendo già demandato alle sedi opportune l’individuazione delle relative responsabilità). Si, è vero, io e la Signora Piacentini siamo partiti per il Messico insieme e, al ritorno, durante lo scalo a Madrid, abbiamo litigato. La discussione è nata perché non ci siamo trovati all’appuntamento per andare in aeroporto. Ho sbagliato perché mi sono innervosito e sono volate parole di troppo. Dopo avermi offeso pesantemente, la Signora Piacentini mi ha spinto, io mi sono aggrappato a lei e le ho afferrato una mano per non cadere.

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Era il giorno dell’attentato a Bruxelles, c’era molto nervosismo intorno a noi e i toni della discussione hanno attirato l’attenzione della polizia aeroportuale: siamo stati fermati e interrogati entrambi. Ho appreso solo dopo che era stata sporta una denuncia contro di me. Non sono mai stato portato in carcere e dopo un paio di ore eravamo in giro per l’aeroporto, cercando un volo che ci portasse a casa. Non avendolo trovato, ognuno di noi ha prenotato un diverso albergo.
Ciononostante, la Signora Piacentini mi ha chiesto di raggiungerla in camera, dandomi l’indirizzo del suo albergo (singolare che abbia invitato in camera il suo aggressore! Strano anche che, vedendomi arrivare, non abbia chiamato la polizia o che mi abbia aperto la porta della camera, no?). In albergo da lei abbiamo parlato e abbiamo fatto pace (almeno lo pensavo).

 

Non ci sono state aggressioni, né violenze né occhi neri (come confermato dalla stessa Piacentini che ha provato prima a far credere di avere un occhio incerottato dovendo poi ricorrere ad attribuire la benda ad una congiuntivite improvvisa). Purtroppo non è la prima volta che la Signora Piacentini tira in ballo persone che lavorano nel settore della musica per attirare l’attenzione. Non sto al suo gioco e chiarisco che – contrariamente da quanto da lei dichiarato nella copia del verbale del quale ho appena appreso l’esistenza – non è in corso con la Signora Piacentini alcuna relazione sentimentale, come la stessa ha persino dichiarato. Ho dato mandato ai miei legali di tutelarmi in seguito a questo grave episodio di strumentale e studiata denigrazione nei miei confronti.”

La denuncia risulta essere stata depositata, come conferma la foto della stessa pubblicata dalla Piacentini, si attende ora lo sviluppo del caso. Sicuramente una brutta storia nel mondo musicale italiano.

Il compositore Luciano D’Addetta e la sua Flammy Music

Nasce dalla grande musica di qualità il sound metiterraneo del compositore-musicista Luciano D’Addetta, già conosciuto al grande pubblico e agli esperti del settore grazie al suo primo album “Note Mediterranee”(Out recording studio) negli scaffali virtuali degli store; 10 tracce melodiche, mediterranee, profonde e capaci di farci vivere pensieri altrettando profondi. Musiche che ci riportano ai nostri ricordi del passato o a serie tv di qualità, stile Montalbano, Don Matteo. Musiche capaci di tenerci compagnia.

Il suo carattere semplice, pacato e diretto lo ha portato a comporre musiche dal sapore mediterraneo, che si tengono lontane dalla musica di massa, ma che invece sono caratterizzate proprio dalla loro alta qualità e valore musicale, con un loro stile personale. Con D’addetta nasce infatti la “Flammy Music”: è questo il nome con cui il compositore ha chiamato il suo stile musicale, molto mediterraneo, di stampo tutto italiano.

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Ma qual’è la base musicale di Luciano D’Addetta? Luciano ha studiato presso queste strutture di primo livello: Conservatorio Donizetti Bergamo; Cpm di milano; Accademmia di Biella e Bergamo, Conservatorio A.Corelli di Messina.Ha suonato con l’orchestra sinfonica di Sarajevo in Mondovisione. Ha aperto il concerto di Miriam Makeba e di Ronnie jones.Ha suonato con Ron, Tony Dallara. Ha fatto da spalla ad artisti di primo livello come Enrico Ruggeri, Gatto Panceri, Arisa.

A soli 43 anni D’Addetta si cataloga quindi nei nuovi autori musicali dell’era moderna, musicisti compositori capaci di entusiasmare il pubblico e i registi televisivi per eventuali colonne sonore di serie tv di qualità.
Presente come contorno musicale della trasmissione a puntate “Graffiti Selvaggi”, Milano sfregiata dalla street art: una video inchiesta di Claudio Bernieri , che vede protagonista in studio anche il critico Vittorio Sgarbi.

Luciano D’Addetta è compositore anche delle musiche che fanno da contorno alla presentazione del nuovo libro di vignette satiriche del grande Forattini, “C’era una volta un pezzo di legno”, ma ha partecipato anche alla stesura delle musiche per il film “La stirpe di Caino” di Nando De Maio. A ritmare questo thriller è stato Luciano D’Addetta, chiamato per l’occasione a scrivere tracce melodiche capaci di reggere il delicato tema del film: la violenza sulle donne.

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Fresco di pubblicazione anche il brano “Amore”, che si apre come la presentazione di un grande spettacolo, seguito da un testo di Madre Teresa di Calcutta. Questo è l’Amore di Luciano D’Addetta, la grandezza magnifica del musical. L’opera esplode letteralmente in una forte emozione che sottolinea la sua capacità professionale pronta al grande cinema. Un amore immenso portato all’altare mano nella mano con una musica orchestrale meravigliosa.