Amore di donna

Dio,
fai fremere la donna
dal corpo dell’uomo
che lei vuole.

 
Fa che il suo corpo
si bagni e tremi
dal tremore dell’amore.
Dell’amore
che entra negli sguardi,
nel cuore,
nel respiro bloccato dall’emozione.
Dalle mani
che si tengono
con un sorriso.

 
Dio
fa che questo amore
sia amore di un uomo,
quell’uomo,
che entrando in lei
le faccia scoppiare il cuore
in mille scoppi di stelle…

 
…fino all’arcobaleno
del giorno dopo.

In un istante (Sfregio…..canzone)

Se i miei occhi
cercano amore…
il mio cuore
vuole ancora capire.

C’è qualcosa
che nascondo in me,
che non voglio
far vedere, no!

Perchè un istante invisibile
ha rubato una parte di me
e se anche Dio
mi sa capire
mi occorri tu…amore.

Perchè una vita da vivere
adesso è qui
e canta con me.
Se i tuoi occhi mi fanno ridere,
mi ritroverò…in un istante.

La mia pelle
cerca il riscatto
di un affronto,
che ha già superato.

Le carezze,
che mi aspetto da te,
non lascerò
mi si portino via.

Vicino a te
mi sento regina,
ritorno bambina
per giocare con te
questa vita da grandi.
…mi aprirò con te.

Perchè una vita da vivere
adesso è qui
e canta con me.
Se i tuoi occhi mi faranno ridere,
mi ritroverò…in un istante.

Arriva la mia Vita

Camminando nella pineta selvatica
intravedevo la lunga spiaggia
e il mare, che arrivava a me,
spinto dalla brezza,
che attraversava la pineta
per essere rinfrescata anche lei dalla natura
e dall’abbraccio di quelle piante,
per poi sfiorarmi e lasciarmi un bacio.

Arrivato alla spiaggia
vidi un cavallo bianco, con il pelo sporco di sabbia,
ma la lunga criniera bianca come le nuvole.

Il cavallo galoppava nervoso, verso me,
ma non era cattivo.
Mi si fermò davanti con i suoi occhi lucidi
e spingendomi col muso
mi invitò a cavalcarlo.

Era la vita, che era passata a prendermi.

Pensieri e parole

1994
Il sole caldo
ci chiama sempre a sè,
ma duole,
perché non comprendiamo nient’altro di lui
se non la sola bellezza…
…lui ci guarda e ci parla.
Noi lo guardiamo e sorridiamo,
senza sapere
che sta piangendo per noi.
1995

Vita mia,
mia dolce bambina;
non piangere
e vieni qui da me a farti coccolare.

 
Amico mio,
torna tra di noi.
Combatteremo per tornare eroi,
in questa Italia
che nessuno vuole.
In questa Italia
che lasciano morire.

 

 

Sole…
…com’è chiaro il tuo colore
questa sera.
Sta arrivando la tua ora,
ma partirò prima io di te.
Eppure soffro io per te;
soffro perché stai morendo,
ma non hai fatto male a nessuno.

1996
La mia difficoltà a parlarti,
amore mio,
è la più grande forza d’amore
che ho per te.

 

 

Un amore nascosto,
che non posso dirti.

 

 

E’ forse la “debolezza”
la vera forza di questa vita?

E’ forse la “debolezza”
a farti il più grande?

Unica, umile, resistente.
D’innanzi a lei desistono i “forti”.

 

 

…ma quanto è lunga
questa scala?

 

 

Vivo per lei,
per i suoi occhi chiari.

Vivo per lei,
per il ricordo di ieri.
1998
Vola tra i pali,
…come le rondini.
1999

Gira la ruota, girala.
A chi tocca, ora,
non si sa.

…ma la ruota si fermerà
e ognuno “solo” resterà.

Gira la ruota, girala.
Finche la farai girare
il gioco continuerà.

 

 

Dio,
vento dell’universo,
suona per me
l’arpa magica della natura:

fammi vivere ancora.

 

 

Ti porterò via,
non ti abbandonerò
e ti porterò
dove il mare non finisce mai.

Ti nasconderò
da questo brutto attimo,
che passi assieme a noi.

 

 

Si sporse dalla scogliera,
legato alla vita
da una fune.

Assaporando la paura del sottosuolo
e la libertà di non cadere,
allargò le braccia
e gridò:

…Dio.

 

 

Quando avrai paura
senza averne motivo,
avrai sentito la presenza di Dio:
la sua enorme grandezza.

 

 

Domani sera
mi sporgerò dalla finestra,
saluterò il mondo
e tornerò a dormire.

Il giorno dopo
il mondo mi saluterà.

 

 

La lunga strada dell’apprendimento
è il regalo più grande
che Dio può darci.

 

 

Se ami qualcuno,
dagli la libertà.

 

 

Ci interessa davvero
sapere quanto dobbiamo aspettare
per raggiungere un minimo
di quello che vogliamo raggiungere?

Non è proprio questo a fermarci?

…a ucciderci?

 

 

Il problema
è che si sta sempre ad aspettare,
per paura, per insicurezza,

e tutto passa.

 

 

L’amore nascosto
vuol essere baciato.

 

 

Io sono solo,
perchè vedo le cose
prima che accadano
e perchè sono stanco…

…ti assicuro,
essere stanco a 29 anni
non è affatto bello.

 

 

Mi sono visto allo specchio
e ho visto il mio viso
più grande, cresciuto, più maturo…

…e mi sono piaciuto.

 

 

Vivi ora
e non guardare indietro.

Ti prego…vivi ora.

 

 

Volevo passeggiare…io…
e non ci arrivo
nemmeno qui.

Devo forse andarmene un’altra volta?

 

 

E non mi basta più

 

 
La sicurezza;
La tranquillità…

…e tutto va.

 

 

Usa pure il tuo odio,
contro di me,
per combattere le tue paure…

…ma ricorda, amico mio,
dopo che mi avrai ferito,
non sarò io ad indebolirmi.

 

 

…ma il mio sorriso
è sempre qui,
ad aspettare qualcuno
che lo coccoli un pò.

 

 

Si è aperta la porta
e sei entrato.

Ora chiedi
e ti sarà dato.

 

 

Calma adesso;
avanti piano.

Calma piatta;
avanti piano.

 

 

Anche se al momento
non riesci a crederci,
ti accorgerai
di come cambierai facilmente
le tue idee
in base a quello
che ti troverai davanti.

 

 

Un anno è abbastanza
per incontrarsi,
capirsi…
…lasciarsi.

 

 

Pensiero mio…

…finche resterà chiuso in me
il corpo ne ascolterà i segreti
e continuerà a sofrirne.

 

 

Il regalo
che dobbiamo fare a qualcuno,
è sottointeso che debba piacere
a noi stessi,

a meno che
la persona a cui dobbiamo farlo
non ci interessi.

 

 

A volte i ricordi svaniscono
perchè non si ha più un porto
dove ancorarli.

 

 

Perchè in un momento d’amore
la paura riesce sempre
a spiarmi?

Perchè non riesco ancora
a chiuderla fuori?

 

 

Fuori di qui
sono come un bambino felice;

Un bambino…
un bambino…
un bambino.

 

 

Non ritornare
sui tuoi passi…

…non adesso.

 

 

Esplode la creatività
di un uomo
solo poco prima
di “morire”…

…tutto rinasce
o scompare…

….per sempre.

 

 

Ho visto cadere
una famiglia;
un uomo;
un paese.

Tutto per un pallone
che nessuno vuole raccogliere più.

 

 

Guarda lontano,
ma ancora prima
cerca colei
che ti spezzerà le catene.

 

 

Senti questo caldo, Pà!

Lo sento io per te
e stiamo bene tutti e due.

 

 

Com’era la compagnia
senza il mio cuore?

…probabilmente, forse,
anche migliore.

 

 

La rabbia che suona,
la rabbia che va,
dentro questo cimitero…

…ma la gente non sa…

 

 

Ha voluto farmi forte, Dio,
ma “questa forza”
mi ha distrutto.

Sono solo pensieri, Dio,
solo pensieri e parole.

 

 

Sono un grande,
che gioca con un cuore da bimbo
ed ho imparato
ad essere grande da bimbo……
…… ma nessuno lo sa!

 

 

Cosa cerco io?
La poesia;
la libertà.
La poesia nell’amare la mia donna;
il suo corpo,
guardando dentro i suoi occhi,
la sua anima.
…ma forse non è il mio tempo!
…una lacrima scende.

 

 

…osservavo il colore
che c’era tra il cielo
e il mare: un azzurro stupendo,
infinito.
Era il colore dell’aria.

 

2001

“Fotografa un ricordo,
non perché torni come passato,
ma perché il sorriso di quell’attimo
ti ricordi che ciò che vuoi,
puoi…
…se lo ricordi,
altre fotografie riempiranno
il tuo diario”.

 

 

Se non ci fossi tu, Papà,
a cui esprimere
le mie paure…
…come farei?!

 

 

L’Angelo della morte
passò di qui:
prese per mano mio padre,
mi guardò,
mi sorrise
e mi disse:
“Adesso inizia la tua vita”.

Non vidi più mio padre
Ne gli occhi dell’amore.

Le medaglie della Vita

Mio papà non stava bene,
erano giorni che era via.
Era chiuso in ospedale,
ma non sapevo nulla più.

Erano i giorni delle medaglie:
una l’ho vinta a correre in campo
ed era quella che volevo vedesse,
altre erano da appendere al collo
e che mio padre dava in omaggio
con quelle biro con l’inchiostro,
che con la gomma andava via.

Erano belle, con tanti animali,
che cambiavano colore.
Le mettevi al collo e diventavano blu,
se le toglievi diventavano verdi
e se le mettevi al freddo
non li vedevi più.
Le presi un po’
e poi di più,
per poi vedere che il mio papà
non c’era più.

Erano medaglie; volevo regalarle,
ma come tombe egizie
mi fecero del male.
Un luccichio, un colore,
in cambio dell’amore,
che ritroverò più tardi.

Molto tempo da quel giorno,
da quegli animali belli,
che mi hanno seppellito,
come l’urlo del mio cuore,
che potevo solo sentire.
Solo io, nulla più,
per decenni col bavaglio
e la colpa dentro me.

Ti prego Gesù Cristo,
fallo tornare a me.
Non volevo, non sapevo;
volevo solo regalarle
agli amici e all’amore
per sentirmi un po’ più bravo
o sentire meno male.
Io ti chiedo il tuo perdono,
te lo chiedo giù in ginocchio,
chiuso dentro un magazzino,
tutto solo e di nascosto.

Te lo chiedo a bassavoce,
perchè ora sono solo,
sono solo più di prima,
solo, bimbo, ed impaurito,
col dolore lancinante,
che mi sale dalla gola
e mi esce giù dagli occhi.

Te lo chiedo, mio Signore,
perchè non lo farò più,
ma ti prego, ti scongiuro,
fai tornare il mio papà.
Fa che io ritorni in casa
e che veda il mio papà
stare bene come prima.
Io ti prego, ti scongiuro,
guarda come piange un bimbo,
che ora sa come si piange
e si sente abbandonato.

So che non è colpa mia
se papà è andato via,
ma un bambino può morire
se si tiene tutto dentro;
io l’ho fatto per un pò
e poi son passati gli anni.

Ora l’uomo che ti prega
un regalo lo fa a te:
ti ricorda quella sera
in cui ti pregava piano
e guardandoti negli occhi
ti consegna quel sacchetto
di medaglie luccicose:…

…portale a papà.