Brinda alla tua morte (Lettera ad una amica)

Amica mia, ascolta:
non posso più aiutarti.
Sfugge la tua vita alle regole di chi deve guarire.
Tante cose ho imparato, da me stesso,
dalle lame sottili dell’anima.

 
Non un ribelle,
ma un solitario, si.
Più tardi chiedi aiuto
più tardi guarirà la mente,
anche se l’aiuto sarà al tuo fianco.
L’aiuto si chiede e si vuole….se si vuole,
ma più il tempo è fermo……più sarà lento.
Ascolta le parole……leggi dentro me.
Le vite sono diverse; il malessere lo stesso,
ma non puoi aiutarti…se non lo stai facendo.
Non posso più aiutarti.
Quante persone come te, attorno a me,
e tutte sole,
con lo stesso problema:
parlare e chiedere aiuto
ad “amici” che all’aiuto pisciano sopra e non lo sanno…..
…..ma la piscia è sempre gialla, la puoi bere come birra.
Meglio il vino in compagnia,
che combattere col mostro;
e cosi mi mandi via, dopo avermi chiesto aiuto.
Io ora torno sui miei passi e ti guardo da lontano,
poi mi giro piano, piano, e riapro le mie ali.

In mezzo alle pagine…

In mezzo alle pagine
ritrovo me.
Una storia passata
tra la mia storia e la vita:
uomo; ragazzino;
innamorato; sperduto;
malinconico……uomo.

Sorrisi e giochi
tra un bimbo e una bimba:
lei già sola e bisognosa di compagnia;
io ancora legato a non so che.

Girano le pagine.

In mezzo alle pagine
ritrovo gli occhi cupi
di chi, tradito,
cerca la pace fra i traditori,
ma troppo diverso per essere capito.

Occhi cupi…
…parlano alla notte:
coccole; carezze; il mio babbo.

La testa che si gira
a guardare il muro bianco.
Immobile,
ma il pensiero va.

In mezzo alle pagine
ritrovo gite di scuola:
sempre vita è.
Sempre colpi al cuore
o risate salutari.
Che bello un pò di svago.
Bevute di altri
e per gli altri il mio disprezzo.

In mezzo alle pagine
ritrovo “Passo, dopo passo…”: la mia opera prima.
Un mare di poesie, di pensieri,
di sguardi nel vento
e sopra le pagine.
Pensieri bianchi, neri,
colorati.
L’aquilone, che mai
ha abbandonato il suo bambino
e io che mai abbandonerò il mio aquilone
e non lo mollerò mai.

Sempre il mio sbuffetto, si,
perchè in mezzo alle pagine
ritrovo il mio sbuffetto.
Amici attorno ad un tavolo,
che si guardano e, stanchi,
si raccontano piccole storie
e sentimenti…
…inizi di amori.
Era l’inizio di un nuovo anno
e suonava una canzone triste,
ma non era una canzone per noi.

In mezzo alle pagine
ritrovo i fogli bianchi
e in mezzo alle pagine……mi ritroverò.

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Lasciami andare

Squarciami il petto, adesso,
di fretta.
Non lasciarmi vivere assieme a voi,
lasciami libero dalla gabbia della vita,
che a te non toglie nulla…
che a me deve ancora dare.
No!!!
Il potere…il vomito…la vergogna.

Dio…chi sei?
Comandi ancora tu?
Occhi di stella, che mi guardi,
piango…vedi?
Piango, perchè ti lascio…
…non piangere tu.
Ti lascio per risplendere altrove
e portarti il respiro più libero.

Cani: venite qui per le coccole
e leccatemi ancora.
Le mie mani
non smetteranno mai di accarezzarvi.

Dio…ancora tu!
Non passa mai questa realtà?
Nessuno cambia? Nulla?
Non cresco qui!
Non togliermi il sole,
lascialo portare con me;
io ti ringrazierò per questo.