“WASTED ON YOU” – Il ritorno degli Evanescence

Tornano gli Evanescence! Da oggi in digitale “WASTED ON YOU”, il primo singolo estratto da “THE BITTER TRUTH”, il nuovo album di inediti della band dopo 9 anni, in uscita nel 2020. UNICA DATA ITALIANA il 29 settembre al Mediolanum Forum di Assago.

A nove anni dall’ultimo omonimo disco di inediti, gli EVANESCENCE annunciano il loro nuovo album “THE BITTER TRUTH” (Sony Music/Columbia Germany), in uscita nel 2020.

Il video di “WASTED ON YOU” è stato girato durante il periodo di quarantena con gli iPhone dei componenti della band, la cantautrice e pianista Amy Lee, il bassista Tim McCord, il batterista Will Hunt, e i chitarristi Troy McLawhorn e Jen Majura.

Diretto da P.R. Brown in collaborazione con il gruppo, il video mostra lo scompiglio e l’intorpidimento emotivo di questo momento storico, rappresentando gli alti e i bassi che ognuno di noi sta vivendo quotidianamente. Rispecchiando alla perfezione gli stati d’animo di disconnessione dal mondo e di mancanza di controllo e di senso che molti di noi stanno vivendo, il video mostra i membri della band soli nelle proprie case e con le proprie famiglie, mentre passano il tempo e cercano di costruire qualcosa in un mondo e per un pubblico che appare più piccolo che mai.

Il ritornello, grazie alla straordinaria voce di Amy Lee e al sound rock da sempre firma della band, risulta incredibilmente attuale ed universale.

«Stavamo registrando questa canzone finché non siamo potuti più andare in studio, così l’abbiamo finita lavorando in remoto attraverso condivisione di file e chiamate – spiega Amy Lee – Stiamo ancora scrivendo e abbiamo ancora molto lavoro da fare per questo album, ma questa volta volevamo pubblicare le canzoni singolarmente, mentre le stiamo ancora creando, per vivere più intensamente il momento insieme ai nostri fan. “Wasted On You” non era la canzone che avevamo intenzione di pubblicare per prima, ma poi tutto è cambiato e il mondo è entrato in questo indefinito lockdown, e questo brano rendeva bene le sensazioni e il significato di ciò che volevamo dire adesso. Non ho scritto il testo in vista di quello che stiamo attraversando, ma in qualche modo le parole della canzone esprimono esattamente questo momento.

Questo è considerato un brutto momento per una release, ma crediamo che le persone abbiano bisogno di musica adesso più che mai. Quindi eccoci, non vediamo l’ora di condividere questa canzone, perché chissà che cosa ci riserverà il futuro. E chissà se ci sarà mai, un futuro?».

«Dopo aver visto il video – aggiunge il regista P.R. Brown – mi è stato chiaro che i membri della band stessero attraversando momenti simili. Ho iniziato a creare un montaggio vedendo quegli scenari che si ripetevano continuamente e li ho collegati per raccontare le loro storie».

A differenza del passato, la band farà uscire in progressione una serie di singoli, per arrivare infine alla pubblicazione dell’intero album.

Se le condizioni lo permetteranno, gli Evanescence saranno in concerto in Italia martedì 29 settembre al Mediolanum Forum di Milano.

Vincitori di due Grammy Award, gli Evanescence sono una band che ha avuto un grandissimo impatto sulla musica mondiale. Il famoso album di debutto “Fallen” (2003), con i popolari singoli “Bring me to life” e “My Immortal”, ha venduto oltre 17 milioni di copie in tutto il mondo. Dopo vari tour mondiali, il secondo album “The Open Door” ha registrato oltre 5 milioni di copie vendute, seguito dall’omonimo album “Evanescence”, che ha debuttato al primo posto nella classifica Billboard.

In seguito, la cantautrice e pianista Amy Lee, il bassista Tim McCord, il batterista Will Hunt, il chitarrista principale Troy McLawhorn, e il chitarrista Jen Majura, hanno intrapreso percorsi nuovi e familiari per il loro quarto e più ambizioso album “Synthesist”, a cui nell’ottobre del 2017 ha fatto seguito il tour mondiale “Synthesis Live”, che li ha visti esibirsi nelle loro intense performances live e nelle loro canzoni senza tempo accompagnati da un’incredibile orchestra dal vivo.

Mille ci scalda il cuore col suo singolo “Animali”

Il brano “Animali” della cantante Mille è una bellissima carezza, che riporta agli anni 80-90, quando c’erano meno pensieri di oggi e l’amore era, forse, più puro.

Una voce cantata dolcemente, con la calma che ha il più bello sguardo del tuo amore.

Guardarsi vicino e sorridere. Guardarsi lontani, sapendo che ci siamo.

“Animali” è un ballo lento in una stanza dove la televisione trasmette il nostro film d’amore preferito.

E’ un viaggio lungo, accompagnato da questa canzone in radio. Un viaggio lungo, come la strada dell’amore puro. Una vita intera.

Un ballo emozionante, come un bacio al buio. Bello.

” Animali”, perché questo siamo. Ci si annusa e ci si riconosce, a prescindere dal tempo e da quello che accade intorno, con l’augurio di ritrovare la meraviglia di un sentimento anche

dopo una vita. Attraverso il suo ultimo singolo Elisa Pucci, in arte Mille, mira a comprendere maggiormente se stessa, trovando il punto di connessione tra ciò che è e ciò che desidera.

Spiega Mille a proposito del suo nuovo singolo: «Più il futuro spaventa e più si avverte il bisogno di codificarlo, quantomeno prevederlo. Ma se penso alle canzoni, e a quello che scrivo, credo che abbiano a che fare con la scia dell’entusiasmo, con l’istinto e con la mia faccia. Non andrei mai in disaccordo con queste tre cose. Per questo ho scelto “Animali” come primo singolo e ho voluto che il videoclip fosse pubblicato in questo periodo in cui l’entusiasmo è fondamentale: i bar sono chiusi per adesso, pensiamo a questi luoghi con malinconia, ma riapriranno e torneremo alla vita di tutti i giorni governata dall’eterna lotta tra istinto e ragione; siamo animali abituali».

È proprio sulla scia di questa interpretazione che è stato strutturato il videoclip di “Animali”, nel quale la sequenza di immagini è ambientata ed incentrata su un bar che ha conservato intatta la bellezza del primo giorno in cui è stato aperto, negli anni Ottanta. Non è cambiato nulla, si sono solamente aggiunti gli anni nel tempo, come è successo all’amore raccontato nella canzone.

Mille, nome d’arte di Elisa Pucci, è una cantautrice nata nella provincia di Roma e milanese d’adozione. Eye-liner, frangetta e gonne a vita alta, le stesse che amava vedere indossate dalla mamma negli anni della sua giovinezza, quando con i suoi lunghi capelli rosso rame cantava Caruso di Lucio Dalla. Considerata da bambina la garibaldina di casa per il suo temperamento (alla spedizione dei Mille deve il suo nome) falsifica la firma del papà per iscriversi allo Zecchino d’Oro, partecipandovi con una canzone scritta da Memo Remigi. Qualche giorno dopo aver discusso la tesi di Laurea nelle aule di Economia de “La Sapienza” di Roma entra a far parte di una compagnia teatrale come attrice. Nello stesso periodo fonda la band Moseek di cui diventa autrice e manager per booking e comunicazione. Conquista il cuore di Skin partecipando con la band all’edizione numero 9 di xFactor; gira l’Italia facendo concerti, fa un minitour in Inghilterra e calca il palco dello Sziget Festival a Budapest. “ Animali”, suo singolo d’esordio, è già disponibile sulle piattaforme digitali. Il video ufficiale sarà online su YouTube dal prossimo 9 aprile.

Coronavirus: “Avvocato Luca Di Carlo, mi aiuti”

In tempo di Coronavirus c’è tanta gente che soffre, chi perché affetta dal virus chi invece non ha più nulla e chi muore di fame. Questo è l’appello all’Avvocato Luca Di Carlo, “l’Avvocato per i diritti umani”, pervenuto alla redazione da parte di Lisa Anichini del Comune di Greve in Chianti.

Avvocato Luca Di Carlo, mi appello a lei per aiutarmi perché sono in una situazione inverosimile, pur essendo cittadina italiana e vivendo in un paese civilizzato come è l’Italia. Non ho di che mangiare, provvedere alle mie più piccole necessità, pagare le bollette o medicine e tiket, nonostante abbia problemi di salute e senza nessun reddito, se non quello della mia prima casa che non riesco a vendere o affittare. Sono completamente sola e da 5 anni sto andando avanti grazie all’aiuto di amici, conoscenti e vendendo quello che avevo, ma essendo malata e senza neanche un piatto caldo, non sono più in grado di andare avanti. Ho vissuto senza riscaldamento ed acqua fredda e anche una settimana senza mangiare ed ora mi toglieranno anche la luce ed acqua se non pago le bollette. Avvocato per favore mi aiuti perché lo stato italiano mi ha completamente abbandonato, ho cercato aiuto anche in questo periodo di isolamento per il Coranavirus (perché almeno prima qualche conoscente mi portava qualcosa per vivere), ma senza nessuna risposta ed io sto morendo lentamente”.

E’ questo l’appello che la Sig.ra Anichini ha inviato all’Avvocato Di Carlo, perchè in difficoltà alimentari, di sopravvivenza, perchè un tetto non basta.

Il famoso Avvocato Luca Di Carlo, penalista, ha difeso per primo molte persone in difficoltà e le vittime contro gli errori di un governo italiano, che senza pietà voleva persino condonare con uno scudo penale anche le responsabilità dei dirigenti e del governo stesso a danno di medici, infermieri e dell’intero sistema connesso alle vittime.

“Il Governo è un “lobby” che vuole sottomettere i diritti umani e l’eguaglianza legislativa” ha dichiarato l’Avvocato Luca Di Carlo, il quale in questi giorni si è anche appellato al Capo dello Stato Sergio Mattarella perché esortasse i parlamentari a tagliarsi lo stipendio affinché tale importo diventasse un contributo di solidarietà per i poveri in questo momento di gravissima crisi economica.

Solo successivamente, all’Avvocato Luca Di Carlo, si sono uniti altri illustri avvocati.

L’Avvocato Luca Di Carlo adesso, dopo le azioni di responsabilità nazionali al governo italiano, fa denuncia internazionale di accertamento all’OMS e all’ONU per eventuali crimini di terrorismo.

Queste persone lasciate sole, senza mascherine, senza aiuti alimentari, senza alcun sostegno psicologico, è un problema di adesso. Persone che restano totalmente al muro.

Covid-19, Mascherine? Il gioco della politica

“Ogni qualvolta si esce di casa, vanno adottare tutte le misure precauzionali consentite e adeguate a proteggere sé stessi e gli altri dal contagio, utilizzando la mascherina o qualunque altro indumento per coprire naso e bocca (sciarpe, foulard,…), oltre alla disinfezione delle mani. Va sempre mantenuta la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro.”

Questo è quello che hanno sempre detto i decreti o le ordinanze nazionali o regionali, ma chi non può seguire sempre in diretta le continue conferenze degli addetti al lavoro, si affida alle notizie che sente attraverso i telegiornali o articoli di giornale o via web, dove la copertura del viso viene quasi totalmente descritta come necessaria attraverso la mascherina.
Ma scusate, se una sciarpa o un foulard di norma ce l’ha ogni cittadino a casa, perchè si è dovuto spingerli, con notizie allarmanti sulla mancanza di mascherine chirurgiche, a comprare in farmacia le stesse mascherine?

Una mascherina chirurgica costava in media sui 2-3 euro, fino ad arrivare, nelle situazioni più allarmanti, sui 5-6 euro al pezzo. Questo per singola mascherina usa e getta, quindi se una persona deve comprare una mascherina al giorno per una settimana spende in media dai 14-21 euro. Se in casa sono in 2 spendono dai 28 ai 42 euro a settimana, il che mensilmente si traduce in una spesa di 112-168 euro per 2 persone.

Ma scusate, se basta la distanza di sicurezza e un foulard o una sciarpa per proteggersi dal Coronavirus, perchè non viene detto chiaramente, molto spesso e sottolineandolo in televisione?
Se il cittadino sa che basta un foulard a proteggerlo dal virus apre il cassetto ed è già in regola. Perchè c’è la ricerca affannata di mascherine chirurgiche per il mondo, quando viene scritto che basta un foulard?

Per non parlare della succulenta occasione per chi vuole speculare sulla produzione abusiva di mascherine.

Perchè si è spinti il cittadino a correre in farmacia a comprare mascherine chirurgiche, o quelle più specifiche contro i virus, se doveva utilizzarle solo per le uscite di casa?
Diciamo chiaramente:”Per tutelarsi la salute contro il covid-19, se si esce di casa è obbligatorio tenere la distanza di sicurezza, OBBLIGATORIO, e coprirsi il volto anche attraverso una sciarpa o un foulard.

Ora però il problema diventa molto più pesante e, forse, penalmente perseguibile.
Perchè se basta un foulard o una sciarpa a coprirsi il volto, si è proibito a molte ditte italiane di produrre mascherine chirurgiche in cotone, o comunque idonee all’uso tipo foulard, perchè ritenute dal Governo non conformi a quelle chirurgiche o alle ffp2 o Ffp3?

Perchè si è ricorso invece all’acquisto all’estero, specialmente dalla Cina, di milioni di mascherine?

Ma come? Basta un foulard a tutelarsi dal virus (ed il metro di distanza fra le persone) ma lo Stato italiano spende miliardi per comprare mascherine? In più, se ci sono ditte italiane che vogliono produrne gratuitamente per i propri cittadini, o per la nazione intera, non viene a loro permesso di farlo, perchè non conformi alle mascherine chirurgiche. Però le importiamo dall’estero.

Che contratti commerciali abbiamo con la Cina per permettere questa assurdità?

Ma ricordiamolo ancora:”Perchè tutto il correre dietro alle mascherine ed al caos descritto precedentemente, se basta dire al cittadino:”Hai un foulard, una sciarpa, un fazzoletto spesso in casa per coprirti il viso, facendoti tu una mascherina?”…..”Si”…..Problema risolto”

E tutti gli euro che si sono fatti spendere ai cittadini per le mascherine adesso chi glieli ritorna? Ah no scusate…..adesso ci saranno nuove tasse da pagare, per coprire il costo delle mascherine.

Covid-19, perchè la Destra sta perdendo consensi

In crisi pesante come quella procurata dall’emergenza Covid-19 si sono registrate delle variazioni nelle preferenze degli italiani verso i partiti politici, segnando una flessione negativa della destra. Perchè?


Basta guardare i continui attacchi alle decisioni del Governo Conte, da parte delle opposizioni, per capire che molte dichiarazioni erano fuori luogo, soprattutto quelle che lo attaccavano ed attaccano ancora oggi per un intervento lento all’inizio della pandemia.


Partiamo dalla Lombardia, proprio il fulcro del problema Covid-19. Le opposizioni attaccano continuamente il Governo Conte per non aver reso subito zona rossa i paesi di Nembro ed Alzano Lombardo, sostenendo che se ci fossero state loro al governo le cose sarebbero andate diversamente. Molto difficile questo, perchè le opposizioni sanno benissimo che non basta avere il pensiero diretto verso una direzione per poterlo mettere in pratica immediatamente, ma, quando si è al governo, bisogna ripararsi ed affrontare gli attacchi di sindacati, industrie, commercianti, e sono proprio questi che mettono i freni alle decisioni del governo stesso.


Perchè le opposizioni non dicono che i grandi industriali dei paesi della bergamasca, nell’avvicinarsi della decisione di chiudere i comuni di Alzano e Nembro, hanno da subito avvertito i sindaci e la regione che avrebbero fatto “CASINO”?

Che l’ospedale di Alzano ha iniziato ad essere chiuso per poi essere riaperto dopo poche ore per questi motivi? Quindi il ritardo nella chiusura dei comuni a rischio è colpa del Governo Conte o della Regione Lombardia di Fontana, che ha avuto paura delle ritorsioni dei sindacati e delle grandi industrie?


Troppi attacchi al governo da parte dei partiti di destra, che sono apparsi, alla lunga, antipatici anche ai loro iscritti.


Poi c’è la palese entrata in scena di Berlusconi, che usufruendo dei “suoi” canali Mediaset, si è presentato in tv come un leader dell’opposizione, come in un inizio di campagna elettorale. Berlusconi ha iniziato da subito a promettere che la sua battaglia sarà fatta per il risanamento delle industrie e il rilancio del commercio. Ma perchè queste uscite televisive proprio in questo momento?


L’opposizione paga cosi, con questi inutili e fastidiosi interventi di propaganda, l’allontanarsi dei propri elettori.

Muore la penna – Codici segreti

Quando vedi, senti,
impari a scrivere le parole che non puoi dire,
cambia casa, cambia mano,
guida sempre in linea retta
pur facendo le rotonde,
che ti trovi in contromano.
Aspetta il verde
e scavalca il rosso sangue,
fino ad arrivare al foglio bianco,
che qualcuno leggerà
ed imparerà a capire il senso
di una bocca cucita
ed a strappare i suoi punti morti.
Cambierai città,
metterai il cappello...

...prima di vederti chiuso
dentro una cassa
di legno massello.

Il lupo e la lupara

Mi guardava, il lupo,
mi guardava da lontano,
con i denti bianchi in vista
ed il ringhio sempre all'erta.
Fermo ed impietrito ero io,
non avevo nulla da dire,
non avevo nulla da fare.
Fermo, immobile.
Aveva solo paura
e voleva solo mangiare.
Presi lentamente un panino dalla tasca,
lentamente, ma non troppo
e non troppo in fretta.
Lo gettai al lupo,
che d'istinto tornò ad essere cucciolo impaurito,
poi, sentito il profumo,
torno adulto altezzoso...
...con un sospiro di sollievo.
Poverino il mio lupetto,
perchè ora era anche mio,
come io il suo amicone.
Poi si allontanò da questa terra,
che non era di nessuno.
Passeggiavo per il bosco
e mi accorsi di essere nella terra di qualcuno,
quando mi trovai di fronte la lupara.
Mi guardava, la lupara,
mi guardava da lontano,
con la bocca bella in vista
e la stessa sempre all'erta.
Fermo ed impietrito
non avevo nulla da dire,
non avevo nulla da fare.
Fermo, immobile.
Aveva solo paura
che avessi visto qualche cosa.
Alzai le mani lentamente,
ma non troppo
e non troppo in fretta,
ma la lupara, quella si,
spara in fretta...
...Bammmmm
Il mio amico lupo
perde il suo amicone,
chiedendosi ancora una volta
chi fra tutti
è il vero figlio di cane.

“Sakè” è il meraviglioso abbraccio di Cincilla

E’ uscito il nuovo singolo di Pietro Milella, in arte CINCILLA.

“Siamo noi a dare un senso al mondo, non il contrario”.

In un mondo che non lascia tempo alle persone di dare un valore alle cose a volte si corre il rischio di perdersi: il brano “Sakè” invita a vivere il mondo come si vuole, senza perdersi dietro alle congetture degli altri e vivendo ogni momento per quello che è.

«“Sakè” rappresenta per me tante cose – racconta Cincilla a proposito del suo nuovo singolo – l’ho scritta in un momento in cui facevo fatica a capire fino in fondo quello che mi circondava e ne ero infastidito. Ho iniziato a comprendere il mondo rinunciando a molte risposte e a vedere le cose dalla prospettiva che mi andava di più, allegra o triste che fosse. Il testo di Sakè riassume tutto questo».

Il videoclip di “Sakè” è interamente ambientato a Venezia e riprende i luoghi dove è nato e cresciuto l’artista. La sequenza di immagini accompagna le parole della canzone: la prima parte mostra volti annoiati e luoghi malinconici; la seconda cattura quegli stessi scorci e quelle stesse facce in chiave ironica.

Pietro Milella, in arte Cincilla, è un musicista di Venezia. Suona e compone per anni pezzi che solo il suo pianoforte ha ascoltato. Nel 2019 conosce Pablo Davilla che ascolta alcune sue demo e lo porta in studio di registrazione. Il risultato della collaborazione tra i due è l’uscita del primo singolo di Cincilla, “Sakè”, che sarà in rotazione radiofonica dal prossimo 27 marzo e già disponibile in digitale dallo scorso 9 marzo. A questo primo singolo seguirà un EP di cinque brani dal titolo “Sogni In Saldo”.